Biblioteca Ambrosiana, traduzione digitale

Oltre 36mila manoscritti saranno messi 1 su 0 e resi disponibili al grande pubblico. Ci vorranno 5 anni per completare l'opera di digitalizzazione, con un costo finanziato in tutto o in parte dai privati
Oltre 36mila manoscritti saranno messi 1 su 0 e resi disponibili al grande pubblico. Ci vorranno 5 anni per completare l'opera di digitalizzazione, con un costo finanziato in tutto o in parte dai privati

La famosa Biblioteca voluta dai Borromeo più di quattro secoli fa, la Biblioteca Ambrosiana, ha deciso di digitalizzare i suoi 36mila preziosi manoscritti e di pubblicarli su Internet nell’ambito del progetto DAI – DIgital Ambrosiana on Internet : un programma che prevede che nei prossimi cinque anni si arrivi alla trasposizione in bit di tutti i manoscritti di una delle più importanti biblioteche italiane.

Il “Codice Atlantico” di Leonardo, il “De Prospectiva Pingendi” di Piero della Francesca, le centinaia di manoscritti autografi che vanno da Petrarca, a Boccaccio e Ariosto, e ancora Machiavelli, Galileo e Manzoni: solo alcuni dei capolavori che verranno resi disponibili a studiosi e ricercatori. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Biblioteca stessa, si sta avviando grazie al sostegno della Fondazione Cariplo , dei Dottori dell’Ambrosiana, e anche dia esperti del Cilea , di Icas94 , di Comperio srl e di De Agostini .

Questo innovativo progetto consente alla Biblioteca di entrare nel mondo internazionale delle biblioteche virtuali, ma con un vantaggio competitivo rispetto ad analoghe istituzioni italiane. Infatti, è la prima volta che un intero patrimonio di manoscritti è digitalizzato senza operare alcun tipo di selezione o di taglio , perché ogni singolo documento è ritenuto importante e degno di essere conosciuto dal più vasto numero di persone possibile. Entrare nella Rete significa per prima cosa essere a disposizione di tutti a livello internazionale. La diffusione della conoscenza e del patrimonio letterario, l’autorevolezza di immagini e contenuti sono da sempre obiettivi della biblioteca: per tale motivo lo spazio messo a disposizione sarà di 50 terabyte di memoria.

Una garanzia della qualità del lavoro in corso di digitalizzazione è l’utilizzo di una piattaforma riconosciuta a livello internazionale e che permette di aggiornare in tempo reale le tecnologie, che così non dovrebbero risultare mai obsolete garantendo la fruibilità dei contenuti nel tempo. Inoltre, le immagini digitali saranno consultabili in formato TIFF.

Ogni giorno sono circa 700 le nuove immagini che vengono acquisite da Icas 94 , la società che cura la digitalizzazione del patrimonio manoscritto. Dallo scorso autunno, quando l’operazione ha preso il via, sono circa 3mila i manoscritti già acquisiti. Per poter visionare le potenzialità offerte dalle piattaforme Codex, realizzate dal consorzio interuniversitario lombardo Cilea, è già possibile consultare il sito ufficiale del progetto.

La digitalizzazione , per i soli primi cinque anni, costerà 500mila euro. Metà di tale quota è stata già donata dalla Fondazione Cariplo, ma per i 250mila rimanenti l’Ambrosiana fa appello ad altri sponsor privati. Intanto , fino a dicembre la consultazione online dei testi sarà gratuita, ma dal 2012 bisognerà pagare un abbonamento giornaliero, settimanale, mensile o annuale. L’Ambrosiana venderà online anche delle copie digitali in bianco e nero o a colori ridotti, ma ciascuna riproduzione sarà marcata e rintracciabile per proteggere i diritti di immagine sul patrimonio della biblioteca milanese.

“Al di là del codice Atlantico di Leonardo – ha dichiarato il presidente dell’Ambrosiana, don Gianni Zappa, riferendosi alla raccolta di scritti di Da Vinci – in questo ambiente abbiamo delle cose che nessun altro al mondo ha, tesori che nemmeno si possono vedere, come i 20mila disegni”. Da qui l’idea della digitalizzazione che, come ha detto il direttore dell’Ambrosiana Gianantonio Borgonovo, permetterà di rispondere in modo innovativo alle due missioni principali della biblioteca da quattro secoli: la più ampia fruizione possibile dei testi da una parte, la loro salvaguardia dal deperimento dall’altra.

Va intanto avanti anche il progetto parallelo di digitalizzare il patrimonio pittorico della biblioteca, iniziato nel 2009 in occasione dei 400 anni della fondazione dell’istituto pubblico da parte del cardinal Borromeo. “La Canestra di frutta” di Caravaggio, il “Musico” di Leonardo o l'”Adorazione” di Tiziano sono solo alcune delle opere, di noto rilievo nella storia dell’arte, che saranno rese disponibili al grande pubblico.

Raffaella Gargiulo

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