Billy Mitchell, squalifica per il Re degli arcade

Clamorosa caduta dalla grazia del giocatore professionista noto come "King of Kong", un autentico recordman dei videogiochi arcade che secondo le indagini avrebbe in qualche modo barato. Mitchell si difende e promette "verità"

Roma – Billy Mitchell è stato spodestato dal suo trono fatto di punteggi da record nei giochi arcade del passato, una squalifica ancor più clamorosa perché basata sull’idea che “King of Kong” abbia in realtà barato nel raggiungere score che erano stati fin qui contornati da un’aura di leggenda.

L’indagine avviata due mesi fa da Twin Galaxies (TG) – forum specializzato nella raccolta dei punteggi videoludici su giochi storici e moderni – ha dato quindi ragione alle accuse mosse nei confronti di Mitchell, con quest’ultimo che avrebbe raggiunto i suoi record a Donkey Kong usando l’emulatore MAME piuttosto che una scheda PCB originale del gioco.

Il materiale video fornito da Mitchell a supporto dei record non deriva dall’hardware originale dell’arcade di Nintendo, ha stabilito Twin Galaxies , e pertanto tutti i punteggi riferiti all’ex-Re di Kong sono stati eliminati dalla piattaforma. Basandosi sulle verifiche di TG, anche il Guinness World Records ha di conseguenza “punito” Mitchell privandolo del suo record.

L’uso di un emulatore come MAME non è in teoria proibito da TG, ma nel caso di Mitchell il problema consiste nella contraffazione della dimostrazione video più che nell’uso di una replica software dell’arcade originale. Squalificato Mitchell, Steve Wiebe è stato ora “vendicato” e riconosciuto come il primo giocatore a superare 1 milione di punti a Donkey Kong.

Negli anni Billy Mitchell si è costruito una fama di giocatore “professionista” in grado di raggiungere score irraggiungibili da chiunque altro, e la risposta ufficiale alla squalifica decisa da Twin Galaxies non si è fatta attendere molto: l’usurpato Re di Kong dice di avere tutte le prove necessarie a dimostrare la legittimità dei suoi record, e presto fornirà tutto il necessario ai media per rettificare la situazione.

Alfonso Maruccia

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