Bitcoin secondo tre esponenti della BCE costerà caro alla società

Bitcoin secondo tre esponenti della BCE costerà caro alla società

Bitcoin costerà caro alla società secondo l'analisi di tre esponenti della BCE "La sfida del Bitcoin: come domare un predatore digitale".
Bitcoin costerà caro alla società secondo l'analisi di tre esponenti della BCE "La sfida del Bitcoin: come domare un predatore digitale".

Secondo un’analisi realizzata da tre esponenti della BCE, la fine di Bitcoin costerà cara alla società che ancora non ha compreso i suoi reali rischi. Ancora una volta la Banca Centrale Europea non manca di seminare panico nei confronti delle criptovalute diffondendo profezie apocalittiche che dovrebbero mettere in guardia su una fantomatica crisi del settore crypto.

Bitcoin sta diventando normale: il pericolo numero uno per la BCE

In sostanza, il pericolo per la BCE è che “Bitcoin sta diventando una classe pseudo-normale per tutti, senza che i suoi rischi siano compresi“. È questo quanto dichiarato da tre esponenti della BCE in merito alla regina delle cripto nell’analisi “La sfida del Bitcoin: come domare un predatore digitale“. Stiamo parlando di:

  • Ulrich Bindseil, direttore generale delle infrastrutture di pagamento in BCE;
  • Patrick Papsdorf, responsabile dei pagamenti in BCE;
  • Jürgen Schaaf, consigliere del senior management per BCE e le infrastrutture di pagamento e del mercato.

Già dal titolo si possono evincere i toni di questo articolo che promette anche una previsione apocalittica come quella profetizzata da UBS per Bitcoin:

Più a lungo dura il boom, più alta la valutazione che Bitcoin raggiunge, e maggiore sarà alla fine il suo costo per la società.
Le autorità devono fare attenzione a non contribuire a nuovi flussi di investimento in Bitcoin che aumenteranno la sua capitalizzazione di mercato e quindi l’entità del suo eventuale costo sociale cumulato.

Secondo questi tre esponenti della BCE, Bitcoin sarebbe poco rilevante come strumento di pagamento proprio per la sua estrema volatilità oltre alle transazioni che risultano essere lente e costose. È vero che la criptovaluta si è diffusa enormemente soprattutto negli ultimi anni, diventando un fenomeno mondiale comune in quest’ultimo periodo, ma sono ancora pochi i venditori che l’hanno accettata come pagamento.

Non convince nemmeno come riserva di valore digitale

A ciò si sommano anche diverse altre perplessità espresse dai tre esponenti. Bitcoin non li convince nemmeno come riserva di valore digitale simile all’oro o come rifugio dall’inflazione. Inoltre, si aggiungono anche l’impatto ambientale ed energetico del suo sistema di pagamento e delle transazioni. Ecco come hanno concluso l’articolo:

Ciò che ne consegue è che la valutazione di mercato del Bitcoin è puramente basata sulla speculazione: il suo rally di mercato continuerà solo finché potrà essere mantenuta la convinzione della comunità Bitcoin sui suoi presunti vantaggi, ma l’entusiasmo da solo non è sufficiente nel lungo periodo, poiché Bitcoin è alla fine solo una catena di numeri e le tecnologie vengono sostituite da tecnologie migliori – con le nuove che in breve sostituiscono quelle precedenti.

Fonte: VoxEu
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Pubblicato il 31 gen 2022
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