Black Hat, gli hacker hackerati

Anche le eccellenze della sicurezza informatica cadono vittima, di quando in quando, di malintenzionati capaci di bucare server e rubare informazioni riservate. Nella "rete" ci finiscono i volti noti della scena

Roma – Hanno scelto con cura il periodo in cui colpire, e poi si sono scatenati contro alcuni dei più noti esperti di sicurezza (a loro volta hacker convertitisi al business delle consulenze) mettendone alla berlina le presunte competenze nel campo della sicurezza informatica . Sono hacker “black hat”, ed è appunto in prossimità della conferenza Black Hat di Las Vegas che hanno fatto cadere il loro maglio nei confronti di gente del calibro di Dan Kaminsky (noto per il suo lavoro sulla vulnerabilità dei server DNS ) e nientemeno che Kevin Mitnick , l’hacker statunitense più famoso (e processato) di sempre.

Per dimostrare il risultato delle loro gesta, gli ignoti cracker hanno distribuito un file di testo da 1 Megabyte e 29mila linee sulle mailing list dedicata alla sicurezza, sostenendo di essere riusciti a penetrare sistemi che si sarebbero creduti a prova di attacco. In quel file si è trovato effettivamente di tutto, e sempre a riguardo di Kaminsky il bottino comprende ricerche riservate su vulnerabilità di sicurezza ignote, comunicazioni personali in forma di email e instant messaging, nonché le password usate dall’esperto nella configurazione del suo sito (attualmente offline).

Per quanto riguarda Mitnick, poi, il consulente conferma che qualcuno ha fatto breccia nel suo sito dopo aver ottenuto l’accesso “root” alle macchine utilizzate dal suo host. In questo caso gli autori sarebbero però rimasti a bocca asciutta, avendo Mitnick l’abitudine di lasciare opportunamente fuori da Internet qualsiasi informazione sensibile o comunque riservata .

L’ex-ricercato numero 1 dell’FBI parla di “illusione di un senso di invulnerabilità” in riferimento alla debacle subita da Kaminsky, dicendosi “sorpreso che altri mantengano le proprie email e i dati di lavoro su un host aperto a Internet”. Tra i pezzi forti svelati dal crack c’è uno script in Perl per sfruttare il baco del DNS scoperto da Kamisky, e altro materiale dal valore persino superiore potrebbe emergere dal “carteggio” considerando che il ricercatore utilizzava attivamente i server del suo host come archivio di informazioni sensibili.

Per quanto riguarda il vettore specifico che ha permesso di mettere a segno gli attacchi, l’ipotesi al momento più accreditata parla di una possibile vulnerabilità zero-day in WordPress , software di blogging e CMS ampiamente utilizzato dagli individui e dalle organizzazioni interessate dall’accaduto. “È solo commedia”, commenta poi Kaminsky, raggiunto dalla notizia del crack mentre si stava preparando per una presentazione sui problemi di cifratura dello standard X.509.

A ulteriore riprova che la sicurezza in rete è una chimera irraggiungibile arriva anche la notizia dell’ennesima vulnerabilità di alto profilo presente nelle infrastrutture basilari di Internet, nella fattispecie nell’implementazione quasi standard per server DNS Bind 9 soggetta ad attacchi di tipo DoS nonostante il supporto a protocolli di sicurezza avanzati come DNSSEC (DNS Security Extensions).

“Un exploit remoto attivo è attualmente in circolazione”, conferma l’ Internet Systems Consortium che si occupa di supportare il succitato standard Bind, e gli amministratori di server sono caldamente incoraggiati ad aggiornare il sistema alle versioni 9.4.3-P3, 9.5.1-P3 o 9.6.1-P1 per mitigare (ma non inibire completamente) gli effetti pratici della minaccia.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • NnJiRukQGT scrive:
    emuJBHTIQxNSWsUZRLC
    http://www.joshstricklandonline.com/auto.html online auto insurance vbwlfo
  • fsdfs scrive:
    fsdf
    [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-datejust-c-2]Rolex DateJust watches[/url], Rolex DateJust watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-day-date-c-3]Rolex Day Date watches[/url], Rolex Day Date watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-daytona-c-4]olex Daytona watches[/url], Rolex Daytona watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-explorer-c-5]Rolex Explorer watches[/url], Rolex Explorer watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-gmt-c-6]Rolex GMT watches[/url], Rolex GMT watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-masterpiece-c-7]Rolex Masterpiece watches[/url], Rolex Masterpiece watches [url=http://www.inrolexwatches.com/rolex-milgauss-c-8]Rolex Milgauss watches[/url], Rolex Milgauss watches
  • Ocean17 scrive:
    2010: odissea nel WEB
    Non voglio assolutamente Trollare ma pensate....oggi ho perso un giorno per ripristinare le funzionalità del computer dell'ufficio perchè...windows è andato in palla(sfido a usare linux o mac OX in ufficio tecnico) anzi no, perchè avevo un malware o ancora... un settore dell'hard disk si era danneggiato...D'accordo non è vero niente in 5 minuti potevo ripristinare l'immagine del disco del giorno prima, i dati erano sull'hard disk di rete in mirror e probabilmente potevo usare una virtual machine di linux per far girare il software che che esiste solo per windows, ma sfido ad avere in tutti gli uffici una persona che queste cose le faccia.Invece è più facile che un utonto con una macchina che non richiede neanche di essere "potente" si colleghi via internet a questa NUVOLA e non si ritrovi mai particolari problemi.Secondo voi spendo di più a comprare un disco di backup o a pagare uno spazio protetto in qualche hard disk situato in Alaska a cui comunque potrò sempre accedervi perchè ho un ADSL business via cavo e una via etere in modo che non possa accusare del disservizio di una delle due?Per quanto riguarda la privacy dei miei dati sensibili:-io mi sento più sicuro con i dati in mano al Google di turno (va bene evitiamo il tema caldo di Google e parliamo di un altro distibutore di servizi magari a pagamento....Telecom Business), che sul mio computer esposto a infezioni che i dati se mi va bene me li fa perdere e se va male finiscono in mano a qualche maleintenzionato...mai sentito parlare di WORM???-per fortuna siamo in Europa e viviamo nel terzo millennio (va bene...il DataCenter magari è di nuovo quello là in Alaska che non è Europa) e quindi penso che anche se la censura esiste non possa per ovvi motivi arrivare a questi livelli (ripeto in Cina per esempio succede ma penso che noi possiamo considerarci fortunati con la censura di qualche video su Youtube che tra l'altro lo trovi comunque in altri "cassettini del WEB"Infine...penso che sia solo un cattivo vizio di alcuni individui generalizzare e enfattizzare così tanto alcuni temi caldi -(forse si stava parlando di Chrome OS??? Che guarda caso viene lanciato da quella biG che tanti odiano perchè .....perchè???)- per deviare i pensieri di cui per una ragione piuttosto che per un altra molte cose non le può sapere allora si sente più sicuro col suo PC isolato dal mondo.Spero di non aver offeso nessuno e mi scuso per eventuali errori ma ho scritto di getto
  • Barbara B. scrive:
    1995...
    Chi è in Rete da tempo sufficiente (diciamo il 1995) ha inXXXXXttato sufficiente paranoia sui server in crash e i servizi che scompaiono da NON affidare cose importanti (posta, fotografie ecc) a costoro. ;-)
  • Pigger scrive:
    D'accordo pure io
    Esattamente!!!Illuso chi pensa che tanto e' robetta. Come dire che vuoi che sia preoccuparsi della sicurezza di 1 centesimo, e' una cifra trascurabile. E intanto mettiamo nello stesso posto 1 centesimo, 1 centesimo, 1 centesimo .... e contandoli arriviamo a 1 milione di euro.Chi contesta questo fatto non ha capito che un dato incrociato con altri dati ha un valore esponenziale.Il Cloud ha un senso ma su server aziendali INTERNI non ESTERNI gestiti da altre aziende.
  • OssimoroX scrive:
    D'accordo al 101%
    Hai ragione. A coloro che dissentono (in buona fede però, eh!), dico di rileggere l'articolo e di riflettere a lungo sugli immensi danni alle nostre libertà dovuti all'ipotetico Cloud Computing impiegato su larga scala in sostituzione delle applicazioni e memorizzazione dei dati standalone come abituati sui desktop odierni.Un incubo con risvolti peggiori delle peggiori ipotesi catastrofiche di alcuni film o libri di FS. Altro che grande fratello di Orwell, diventeremo tutti assoggettati a gente che, sorridendo a 64 denti, ci manganella allegramente sulla nuca e un po' dove gli pare e piace.Ah sì, non credo nei complotti, in Echelon, nelle scie chimiche e quanti ce n'è, ma il cloud computing di massa, ahi ahi ahi, purtroppo ha buone possibilità di diventare reale.
  • PippoFlash scrive:
    solo per gli idioti
    Probabilmente l'articolo dovrebbe risiedere nella categoria "notiziaro per gli idioti".Il cloud computing è comoo per le piccole cose...Naturale che potendo usare gmail anch in pop, le email le scarichi su un client di posta in locale, usando la web interface solo per quando le leggi col telefonino...Calamari parla come se affidassimo alla rete dati IMPORTANTISSIMI senza i uali la nostra zienda chiuderebbe, e senza conervarne delle copie fische di backup...beh, se questo è ciò che fai, allora sei un idiota, e MERITI di perdere i tuoi dati...Per evitare lo scenario fosco conito da un piacere profondo di masturbazione mentale descritto nell'articolo, basta usare un pò di buon senso...Se fai backup online di dati sensibili, ovviamente, PRIMA di uploadarli, li cripti, oppure sei idiota.Se lavori su progetti documentali, potrai anche uare applicazioni online, ma poi quei progetti li backuppi in locale, se no sei idiota.Forse nel titolo bisognava aggiungere: "L'inganno del cloud computing PER GLI IDIOTI"?
    • Francesco scrive:
      Re: solo per gli idioti
      concordo pienamente con te
    • Be&O scrive:
      Re: solo per gli idioti
      Facile parlare così, ma le Grosse Aziende, soprattutto quelle statali, ci cascheranno e ti ritroverai con la tua cartella clinica nelle mani di chi sa chi !Lo facevano in passato con AS400 il cui database eraed è tutt'ora nelle mani di ditte informatiche, allequali basta un fulmine per mettere ko il servizio intoto.
      • Nifft scrive:
        Re: solo per gli idioti
        - Scritto da: Bic Indolor
        Ma se io affido i miei dati alle cloud di, per
        dirne due a caso, Microsoft e Google, cosa
        succede se questi dati me li perdono, o diventano
        inaccessibili, o finiscono indicizzati dai motori
        di ricerca? A chi farà causa il cliente? A meSta al professionista giudicare se è più affidabile il suo sistema informatico personale oppure è più sicuro affidarsi a un gestore esterno (non esiste solo Google). Non esiste una strada migliore a priori, dipende dalle esigenze specifiche del professionista.
    • Genoveffo il terribile scrive:
      Re: solo per gli idioti
      - Scritto da: PippoFlash
      .....
      Forse nel titolo bisognava aggiungere: "L'inganno
      del cloud computing PER GLI
      IDIOTI"?Gli utenti Mac ADORANO questo servizi .... pensa te ;)
  • non so scrive:
    Caro calamari

    Le applicazioni migrano nella Nuvola NeraChe la nuvola è nera è ancora da dimostare.
    stanno in Rete anche loro come i vostri dati. Non "ingombrano" il vostro computer che così può essere più leggero, più piccolo e costare meno.E comsumare meno.
    Anzi, potrete lavorare da qualsiasi computer come se fosse il vostro. Ma qualcuno lo dovrà pur pagare questo computer o no? Non è che alla fine saranno come al solito gli utenti, vero?Senza il cloud un'azienda deve pagare lo spazio di una sala server, l'arredamento tecnico, i server, le licenze, le installazioni dei software, il servizio IT interno, la manutenzione ed altri costi ricorrenti come la corrente elettrica.Tutti questi costi sono da moltiplicare grossolanamente per 2 se si parla di High Availability (in realtà il prezzo rischia di essere maggiore).Con il cloud si può pagare un thinclient ed un abbonamento di servizio che comprende tutto quanto sopra. Chi eroga il servizio cloud, sarà professionista nell'erogare il servizio e utilizzerà impianti al massimo della gamma per le proprie installazioni in HA con un grande beneficio in costi e consumi al mq. In questo modo si arriva ad offrire un servizio di alto livello, energeticamente efficiente ad una cifra interessante per l'utente finale.Ma tutto questo è nero come la seppia, vero calamari?
    • Bic Indolor scrive:
      Re: Caro calamari
      - Scritto da: non so

      Le applicazioni migrano nella Nuvola Nera

      Che la nuvola è nera è ancora da dimostare. Uhm... a me sembra parecchio scuretta...

      stanno in Rete anche loro come i vostri dati.
      Non "ingombrano" il vostro computer che così può
      essere più leggero, più piccolo e costare
      meno.

      E comsumare meno.'nsomma... proprietà dei dati scambiata per pochi watt di corrente...

      Anzi, potrete lavorare da qualsiasi computer
      come se fosse il vostro. Ma qualcuno lo dovrà pur
      pagare questo computer o no? Non è che alla fine
      saranno come al solito gli utenti,
      vero?

      Senza il cloud un'azienda deve pagare lo spazio
      di una sala server, l'arredamento tecnico, i
      server, le licenze, le installazioni dei
      software, il servizio IT interno, la manutenzione
      ed altri costi ricorrenti come la corrente
      elettrica.
      Tutti questi costi sono da moltiplicare
      grossolanamente per 2 se si parla di High
      Availability (in realtà il prezzo rischia di
      essere
      maggiore).Può essere, ma un'azienda di solito ha bisogno anche di software specifico per le proprie esigenze, e non solo di una suite office e un programma di contabilità. E soluzioni di questo tipo difficilmente sono gratis. Anzi, esternalizzare il server (perché alla fine di questo si tratta) sul lungo periodo porterebbe a risparmi minimi, o peggio a maggiori esborsi, oltre al rischio-disservizio che va ad AGGIUNGERSI ai rischi guasto, interruzione di corrente, interruzione del flusso dati, ecc. Non si tratta di sostituire office con google apps.
      Con il cloud si può pagare un thinclient ed un
      abbonamento di servizio che comprende tutto
      quanto sopra. Come sopra: sicuro che costi meno affittare il server? E in caso di cambio del fornitore, come si fa a "passare" i dati?
      Chi eroga il servizio cloud, sarà
      professionista nell'erogare il servizio Non ci scommetterei le p***e.
      e utilizzerà impianti al massimo della gamma per le
      proprie installazioni in HA con un grande
      beneficio in costi e consumi al mq.Si ma se deve tutelarsi dai rischi di una perdita di dati di massa (ti immagini se i dati personali di 100 aziende van persi, che danni dovrebbero chiedere suddette aziende?) il costo dell'assicurazione incide eccome sul prezzo finale!
      In questo modo si arriva ad offrire un servizio
      di alto livello, energeticamente efficiente ad
      una cifra interessante per l'utente
      finale.Alto livello? forse, ma non ci giocherei gli attributi. Se a quanto pare i big si son già messi in pista (per primi, questa volta), sono altine le possibilità che vada a finire come al solito: pochi(ssimi) big si mangiano o rovinano di cause gli attori minori, da big diventano huge, fanno cartello e offrono servizi di dubbia qualità a prezzo elevato e ti fanno accettare contratti di servizio di 4618 pagine scritte in impossibilese per dire che "i tuoi dati sono nostri e se qualcosa va storto è sempre colpa tua o comunque ci autorizzi a lavarcene le mani, quindi non rispondiamo di un bel niente".Energeticamente efficiente? Daje con sta storia dell'energia, ma davvero vuoi regalare i co***oni per risparmiare due kilowatt? (rettifico: l'azienda in questione regala i TUOI co***oni per risparmiare LEI, e non tu, due Kilowatt) Prezzo interessante? Ho qualche dubbio. Sul lungo periodo, sicuramente NO.
      Ma tutto questo è nero come la seppia, vero
      calamari?Magari non così nero, per ora è grigio chiaro, ma le nubi le vedo che si addensano...
      • non so scrive:
        Re: Caro calamari
        - Scritto da: Bic Indolor
        - Scritto da: non so


        Le applicazioni migrano nella Nuvola Nera



        Che la nuvola è nera è ancora da dimostare.

        Uhm... a me sembra parecchio scuretta...Va bene, ma è una tua sensazione e va dimostrata.


        stanno in Rete anche loro come i vostri dati.

        Non "ingombrano" il vostro computer che così può

        essere più leggero, più piccolo e costare

        meno.



        E comsumare meno.

        'nsomma... proprietà dei dati scambiata per pochi
        watt di
        corrente...L'impatto a livello mondiale sarebbe alto.


        Anzi, potrete lavorare da qualsiasi computer

        come se fosse il vostro. Ma qualcuno lo dovrà
        pur

        pagare questo computer o no? Non è che alla fine

        saranno come al solito gli utenti,

        vero?



        Senza il cloud un'azienda deve pagare lo spazio

        di una sala server, l'arredamento tecnico, i

        server, le licenze, le installazioni dei

        software, il servizio IT interno, la
        manutenzione

        ed altri costi ricorrenti come la corrente

        elettrica.

        Tutti questi costi sono da moltiplicare

        grossolanamente per 2 se si parla di High

        Availability (in realtà il prezzo rischia di

        essere

        maggiore).

        Può essere, ma un'azienda di solito ha bisogno
        anche di software specifico per le proprie
        esigenze, e non solo di una suite office e un
        programma di contabilità.Chi ha detto che non è possibile avere i programmi di contaabilità in cloud?
        E soluzioni di questo tipo difficilmente sono gratis. Io non ho parlato di gratis, ma di un beneficio dei costi.
        esternalizzare il server (perché alla fine di
        questo si tratta) sul lungo periodo porterebbe a
        risparmi minimi, o peggio a maggiori esborsi,
        oltre al rischio-disservizio che va ad
        AGGIUNGERSI ai rischi guasto, interruzione di
        corrente, interruzione del flusso dati, ecc.Il cloud, se fatto bene, minimizza proprio i rischi di guasto.
        Non si tratta di sostituire office con google
        apps.Infatti non l'ho detto, google è un esempio di cloud, ma non è di google che sto parlando.

        Con il cloud si può pagare un thinclient ed un

        abbonamento di servizio che comprende tutto

        quanto sopra.

        Come sopra: sicuro che costi meno affittare il
        server? E in caso di cambio del fornitore, come
        si fa a "passare" i dati?Il mio post originale spiega proprio perchè il cloud costa meno di una propria infrastruttura, in affitto o meno. Se invece intendo affittare un server esterno, allora spiegami che differenza c'è col cloud :-)

        Chi eroga il servizio cloud, sarà

        professionista nell'erogare il servizio

        Non ci scommetterei le p***e. Giocatele invece, perchè se vuoi avere tutto in casa devi avere anche gli esperti in casa. Chi fa cloud fa questo come core business, non ha altre vie per far soldi. Un'azienda invece dovrebbe concentrarsi sulla propria attività più che sul servizio IT. A meno che non sei IBM, HP, SUN o qualcosa del genere.

        e utilizzerà impianti al massimo della gamma
        per
        le

        proprie installazioni in HA con un grande

        beneficio in costi e consumi al mq.

        Si ma se deve tutelarsi dai rischi di una perdita
        di dati di massa (ti immagini se i dati personali
        di 100 aziende van persi, che danni dovrebbero
        chiedere suddette aziende?) il costo
        dell'assicurazione incide eccome sul prezzo
        finale!Questo è il motivo principale per cui chi fa cloud punterà a sistemi in HA che un'azienda difficilmente riesce a crearsi in casa. Hai nominato google, mi sembra un buon esempio in questo senso.

        In questo modo si arriva ad offrire un servizio

        di alto livello, energeticamente efficiente ad

        una cifra interessante per l'utente

        finale.

        Alto livello? forse, ma non ci giocherei gli
        attributi. Se a quanto pare i big si son già
        messi in pista (per primi, questa volta), sono
        altine le possibilità che vada a finire come al
        solito: pochi(ssimi) big si mangiano o rovinano
        di cause gli attori minori, da big diventano
        huge, fanno cartello e offrono servizi di dubbia
        qualità a prezzo elevato e ti fanno accettare
        contratti di servizio di 4618 pagine scritte in
        impossibilese per dire che "i tuoi dati sono
        nostri e se qualcosa va storto è sempre colpa tua
        o comunque ci autorizzi a lavarcene le mani,
        quindi non rispondiamo di un bel
        niente".Fammi un esempio.Non dico che le condizioni contrattuali non siano importanti, anzi, ma mi sembra che stai dipingendo in cloud che non esiste.
        Energeticamente efficiente? Daje con sta storia
        dell'energia, ma davvero vuoi regalare i co***oni
        per risparmiare due kilowatt?Questa è una tua opinione, triste, se mi permetti. Forse non hai idea di quanto la realtà possa essere disversa dai 2 kilowatt da te ipotizzati.Comunque cloud e regalare i dati sono cose diverse, la prima è una realtà, la seconda è una tua idea paranoica, che si può risolvere con la crittografia.
        (rettifico: l'azienda in questione regala i TUOI
        co***oni per risparmiare LEI, e non tu, due
        Kilowatt)

        Prezzo interessante? Ho qualche dubbio. Sul lungo
        periodo, sicuramente NO.Come fai a dirlo. Le aziende hanno costi diversi, che ne sai se per tutte è un cattivo affare. Io non dico che per tutte il cloud è la soluzione, ma per molte potrebbe esserlo.
    • SIAE 2029 scrive:
      Re: Caro calamari
      Se l'Azienda non segue la retta via potrebbeanche perdere i dati di una vita.....Lo sapevate che hanno perso i dati in X-Box livese stavano a casa vostra i responsabili eravate voi.
  • Fulvio Benini scrive:
    Free Software
    Credo che invece della nuvola nera sarebbe più utile leggere il manifesto GNU e fare i dovuti raffronti sulla libertà del software e sulla fiducia nella comunità.Come fai a fidarti del codice di Windows? Oppure hai studiato tutte le linee di codice di linux per essere sicuro che non ci siano spyware? Ti fidi che altri esperti di sicurezza scoprano per te eventuali problemi?Il cloud computing è già una rivoluzione e quando avremo una connettività mobile più economica, veloce e affidabile l'impatto sarà devastante. Eliminare tutti gli aspetti tecnici che affliggono l'informatica odierna permetterà ai normali utenti di concentrarsi esclusivamente sulla produttività. E non vieta a nessuno di continuare a mantenere privati i propri dati più importanti.Ma del resto è stupido anche stare qui ad argomentare delle cose ovvie: se in un articolo sul cloud computing uno cita Hitler che accarezza i bambini è chiaro che il caldo gli ha dato alla testa...
    • reo scrive:
      Re: Free Software
      - Scritto da: Fulvio Benini
      Ma del resto è stupido anche stare qui ad
      argomentare delle cose ovvie: se in un articolo
      sul cloud computing uno cita Hitler che accarezza
      i bambini è chiaro che il caldo gli ha dato alla
      testa...Forse. In effetti io citerei il sindacalista che, dopo essersi calato le braghe di fronte al padrone ed essersi opportunamente chinato in avanti, si mise a piangere perchè gli faceva male l'ano. Mi sembra un paragone più azzeccato.
  • 1009MIX scrive:
    Re: Free Network Services
    Ho pensato anche io ad autonomo.us leggendo l'articolo.autonomo.us ha anche una wiki dove chiunque puo' collaborare.Anche se la wiki non e' completa presenta interessanti articoli come:La lista delle alternative libere a popolari servizi web non liberi: http://autonomo.us/wiki/Wish_listLa lista dei servizi con licenza AGPL: http://autonomo.us/wiki/AGPL_listLa licenza AGPL e' importante perche' garantisce che un determinato servizio web rimanga libero nel tempo e impedisce che diventi non libero all'improvviso. (in sostanza quello che fa la licenza GPL nel lato desktop)Penso che criticare i programmi-servizio non liberi sia un primo passo e che il secondo passo sia usare, creare o diffondere alternative libere.Invito chiunque sia interessato a contribuire alla wiki.
  • Alienhunter 2010 scrive:
    1984
    Il governo sa tutto, conosce tutto. Il governo ti vuole bene, e si preoccupa che tu non ti faccia male.Usi un cellulare: sa dove sei (anche se non chiami e non ricevi).Usi una carta di credito: sa dove sei E cosa compriUsi una mail: conosce i tuoi amici ed i tuoi pensieriPasseggi per strada: le telecamere del governo documentano cosa fai, con chi parli, a quale questuante hai lasciato una monetaMa c'e' di peggio:Salvi il contenuto delle tue e-mail e le cancelli dal server? Il governo sa tutto lo stesso, perche' esse sono cmq passate dai suoi server. Quali garanzie hai che non abbia trattenuto una copia da qualche parte?ma stiamo parlando di governi o multinazionali? In 1984 non era soltanto presto per immaginare gli strumenti tecnologici che oggi riempiono la nostra vita rendendoci schiavi facendoci credere di essere liberi. Era presto anche per immaginare che la differenza, tra governi e multinazionali sarebbe stata minima, sfumata; che le lobby avrebbero condizionato i governanti, che le aziende avrebbero avuto piu' interesse dei governanti stessi nel sorvegliare utenti, clienti, fornitori...Vuoi svincolarti dalle catene? Usa un server di posta TUO, usa chiavi pubbliche nelle tue comunicazioni, se proprio trovi tanto vantaggioso il cloud computing il free software puo' davvero aiutarti: a mettere in piedi il TUO proprio (mini) datacenter.Ma sono tutte cose lontane dalla portata delle masse, mai come in questo caso la Conoscenza (qualche soldino e tanta buona volonta') diventa potere e permette di riacquisire (parte) della propria Liberta'.Non che le prospettive siano incoraggianti. Oh, ma scusate, qualcuno mi cerca su Gmail, forse hanno spedito il cellulare che ho acquistato con la mia carta di credito...
    • Max scrive:
      Re: 1984
      - Scritto da: Alienhunter 2010
      Il governo sa tutto, conosce tutto. Il governo ti
      vuole bene, e si preoccupa che tu non ti faccia
      male.

      Usi un cellulare: sa dove sei (anche se non
      chiami e non
      ricevi).
      Usi una carta di credito: sa dove sei E cosa
      compri
      Usi una mail: conosce i tuoi amici ed i tuoi
      pensieri
      Passeggi per strada: le telecamere del governo
      documentano cosa fai, con chi parli, a quale
      questuante hai lasciato una
      moneta

      Ma c'e' di peggio:

      Salvi il contenuto delle tue e-mail e le cancelli
      dal server? Il governo sa tutto lo stesso,
      perche' esse sono cmq passate dai suoi server.
      Quali garanzie hai che non abbia trattenuto una
      copia da qualche
      parte?

      ma stiamo parlando di governi o multinazionali?
      In 1984 non era soltanto presto per immaginare
      gli strumenti tecnologici che oggi riempiono la
      nostra vita rendendoci schiavi facendoci credere
      di essere liberi. Era presto anche per immaginare
      che la differenza, tra governi e multinazionali
      sarebbe stata minima, sfumata; che le lobby
      avrebbero condizionato i governanti, che le
      aziende avrebbero avuto piu' interesse dei
      governanti stessi nel sorvegliare utenti,
      clienti,
      fornitori...

      Vuoi svincolarti dalle catene? Usa un server di
      posta TUO, usa chiavi pubbliche nelle tue
      comunicazioni, se proprio trovi tanto vantaggioso
      il cloud computing il free software puo' davvero
      aiutarti: a mettere in piedi il TUO proprio
      (mini)
      datacenter.

      Ma sono tutte cose lontane dalla portata delle
      masse, mai come in questo caso la Conoscenza
      (qualche soldino e tanta buona volonta') diventa
      potere e permette di riacquisire (parte) della
      propria
      Liberta'.

      Non che le prospettive siano incoraggianti. Oh,
      ma scusate, qualcuno mi cerca su Gmail, forse
      hanno spedito il cellulare che ho acquistato con
      la mia carta di
      credito...Io credo cher tu sopravvaluti il "governo"... secondo me non sanno proprio nulla, ed è questo che li fotte e ci fotte... magari avessimo un governo che sa più cose...
      • Max scrive:
        Re: 1984
        - Scritto da: Max
        - Scritto da: Alienhunter 2010

        Il governo sa tutto, conosce tutto. Il governo
        ti

        vuole bene, e si preoccupa che tu non ti faccia

        male.



        Usi un cellulare: sa dove sei (anche se non

        chiami e non

        ricevi).

        Usi una carta di credito: sa dove sei E cosa

        compri

        Usi una mail: conosce i tuoi amici ed i tuoi

        pensieri

        Passeggi per strada: le telecamere del governo

        documentano cosa fai, con chi parli, a quale

        questuante hai lasciato una

        moneta



        Ma c'e' di peggio:



        Salvi il contenuto delle tue e-mail e le
        cancelli

        dal server? Il governo sa tutto lo stesso,

        perche' esse sono cmq passate dai suoi server.

        Quali garanzie hai che non abbia trattenuto una

        copia da qualche

        parte?



        ma stiamo parlando di governi o multinazionali?

        In 1984 non era soltanto presto per immaginare

        gli strumenti tecnologici che oggi riempiono la

        nostra vita rendendoci schiavi facendoci credere

        di essere liberi. Era presto anche per
        immaginare

        che la differenza, tra governi e multinazionali

        sarebbe stata minima, sfumata; che le lobby

        avrebbero condizionato i governanti, che le

        aziende avrebbero avuto piu' interesse dei

        governanti stessi nel sorvegliare utenti,

        clienti,

        fornitori...



        Vuoi svincolarti dalle catene? Usa un server di

        posta TUO, usa chiavi pubbliche nelle tue

        comunicazioni, se proprio trovi tanto
        vantaggioso

        il cloud computing il free software puo' davvero

        aiutarti: a mettere in piedi il TUO proprio

        (mini)

        datacenter.



        Ma sono tutte cose lontane dalla portata delle

        masse, mai come in questo caso la Conoscenza

        (qualche soldino e tanta buona volonta') diventa

        potere e permette di riacquisire (parte) della

        propria

        Liberta'.



        Non che le prospettive siano incoraggianti. Oh,

        ma scusate, qualcuno mi cerca su Gmail, forse

        hanno spedito il cellulare che ho acquistato con

        la mia carta di

        credito...

        Io credo cher tu sopravvaluti il "governo"...
        secondo me non sanno proprio nulla, ed è questo
        che li fotte e ci fotte... magari avessimo un
        governo che sa più
        cose...Anzi preciso... teoricamente dovrebbero sapere molte cose... praticamente le persone incaricate di raccogliere tutte ste informazioni sono funzionari fanXXXXXsti, troppo occupati a giocare a solitario con i PC dell'ufficio, o a uscire 3h per la pausa caffé, o a spettegolare sugli ultimi flirt veri o presunti tra colleghi. Insomma, chi ha lavorato in ufficio ste cose le sa... e certo questi onniscenti uffici del Governo non fanno eccezione... per non parlare di come passa il suo tempo il Capo del Governo, ma qui mi fermo...Ripeto e sottolineo, NON SOPRAVVALUTARLI.
        • Luff scrive:
          Re: 1984

          Anzi preciso... teoricamente dovrebbero sapere
          molte cose... praticamente le persone incaricate
          di raccogliere tutte ste informazioni sono
          funzionari fanXXXXXsti, troppo occupati a giocare
          a solitario con i PC dell'ufficio, o a uscire 3h
          per la pausa caffé, o a spettegolare sugli ultimi
          flirt veri o presunti tra colleghi. Insomma, chi
          ha lavorato in ufficio ste cose le sa... e certo
          questi onniscenti uffici del Governo non fanno
          eccezione... per non parlare di come passa il suo
          tempo il Capo del Governo, ma qui mi
          fermo...
          Ripeto e sottolineo, NON SOPRAVVALUTARLI.A guardare in dietro, credo sia immensamente più pericoloso SOTTOVALUTARE gli eventuali problemi piuttosto che sopravvalutarli
        • invasore scrive:
          Re: 1984
          e tu non sottovalutarli.. il fatto ad esempio che i nostri servizi segreti siano coinvolti in quasi tutte le stragi degli ultimi 40 anni dovrebbe farti capire che proprio cosi fanXXXXXsti non sono e neppure così onesti... Qaundo si tratta di acquistare potere o guadagnarci sono sempre stati molto attivi...
      • William scrive:
        Re: 1984
        No, il nostro no, ma...
    • Luff scrive:
      Re: 1984
      - Scritto da: Alienhunter 2010
      Il governo sa tutto, conosce tutto. Il governo ti
      vuole bene, e si preoccupa che tu non ti faccia
      male.

      Usi un cellulare: sa dove sei (anche se non
      chiami e non
      ricevi).
      Usi una carta di credito: sa dove sei E cosa
      compri
      Usi una mail: conosce i tuoi amici ed i tuoi
      pensieri
      Passeggi per strada: le telecamere del governo
      documentano cosa fai, con chi parli, a quale
      questuante hai lasciato una
      moneta

      Ma c'e' di peggio:

      Salvi il contenuto delle tue e-mail e le cancelli
      dal server? Il governo sa tutto lo stesso,
      perche' esse sono cmq passate dai suoi server.
      Quali garanzie hai che non abbia trattenuto una
      copia da qualche
      parte?

      ma stiamo parlando di governi o multinazionali?
      In 1984 non era soltanto presto per immaginare
      gli strumenti tecnologici che oggi riempiono la
      nostra vita rendendoci schiavi facendoci credere
      di essere liberi. Era presto anche per immaginare
      che la differenza, tra governi e multinazionali
      sarebbe stata minima, sfumata; che le lobby
      avrebbero condizionato i governanti, che le
      aziende avrebbero avuto piu' interesse dei
      governanti stessi nel sorvegliare utenti,
      clienti,
      fornitori...

      Vuoi svincolarti dalle catene? Usa un server di
      posta TUO, usa chiavi pubbliche nelle tue
      comunicazioni, se proprio trovi tanto vantaggioso
      il cloud computing il free software puo' davvero
      aiutarti: a mettere in piedi il TUO proprio
      (mini)
      datacenter.

      Ma sono tutte cose lontane dalla portata delle
      masse, mai come in questo caso la Conoscenza
      (qualche soldino e tanta buona volonta') diventa
      potere e permette di riacquisire (parte) della
      propria
      Liberta'.

      Non che le prospettive siano incoraggianti. Oh,
      ma scusate, qualcuno mi cerca su Gmail, forse
      hanno spedito il cellulare che ho acquistato con
      la mia carta di
      credito...Quoto in pieno la tua analisi. Io stesso (ed è da pochissimo che mi occupo della materia)mi sono da tempo dotato di un piccolo samba server casalingo. Ci ho installato un web server (open e già scritto per fare da nodo) e ci ho messo una VPN. L'idea era di avere sempre disponibile i miei dati e documenti, e poter comunicare in modo riservato con amici ecc., insomma creare una LAN privata e appoggiata su server propri.Ho creato le brave utenze con i relativi permessi, per gli amici, rsync per la ridondanza dei file importanti, ecc.... tutto open e free. Tutto tramite google e in breve tempo.Ad oggi l'unico nodo della rete è il mio...e le mail tramite vpn me le mando da solo :-(
  • Max scrive:
    Calamari mi ricordi mio nonno
    Te lo dico con molto affetto,perché volevo bene a mio nonno...Lui non voleva far accreditare la sua pensione in banca, né domiciliare le bollette, perché in questo modo "dava la sua vita in mano alla banca"...Io vivo praticamente di RID, addebiti e accrediti automatici, e sono ancora qui e i miei soldi, deo gratias, per pochi che siano, ci son sempre tutti... certo ci sono le spese bancarie, le commissioncine, le commissioncelle, i balzi e i balzelli, i lacci e i lacciuoli (per citare u mio cariiiiiiiissssssiiiiiiimooooo amico), ma sai, ad una comodità fa sempre da contrappeso un certo fio da pagare.L'importante è valutare bene cosa si può affidare ad altri e cosa no, e valutare bene e LEGGERE le condizioni d'uso... e l'importante è avere delle REGOLE, e qui ci dovranno pensare i governi... e se non lo faranno, se non ci saranno regole, allora potremo dire "no al cloud computing perché non ci sono regole". Ma aspettiamo che si diradi un attimo la nebbia (a proposito di vapore acqueo) prima di fare del terorismo psicologico e tirare in ballo Orwell, anche se lo so che tu stai solo facendo il tuio lavoro.Per quando riguarda i disguidi tecnici... hai visto "L'orgoglio degli Amberson" di Orson Wells? Si era ai primi '900 e un tizio a cavallo prendeva in giro dei tizi in macchina che erano rimasti impantanati nella neve... a cavallo, diceva, si va sempre e ovunque. Al diavolo le macchine. Come dargli torto?Ma... ti si è mai rotto un HD? A me sì, caro Calamari...
    • ninjaverde scrive:
      Re: Calamari mi ricordi mio nonno

      Per quando riguarda i disguidi tecnici... hai
      visto "L'orgoglio degli Amberson" di Orson Wells?
      Si era ai primi '900 e un tizio a cavallo
      prendeva in giro dei tizi in macchina che erano
      rimasti impantanati nella neve... a cavallo,
      diceva, si va sempre e ovunque. Al diavolo le
      macchine. Come dargli
      torto?
      Ma... ti si è mai rotto un HD? A me sì, caro
      Calamari...Ho sbagliato mestiere, mi conveniva fare l'hacker (o cracker?)...O per lo meno andare a rovistare molti dati interessanti...sparsi in rete 24 ore su 24......Certo non sono ispirato da questo...ma sicuramente molti lo staranno pensando.Del reso basta osservare un tantino:quanti usano il PGP per la posta?1%? Ad essere ottimisti il 5%?Mandare dati in giro, oppure lavoro, documenti, progetti.... Quanti si preoccupano della sicurezza direttamente? Non si tratta solo di pagare balzelli come per le banche...altro discorso che diverrebbe OT.A casa tua si rompe un HD?Basta avere uno storage, un disco HD di becup, anche un HD rotto si può smontare e recuparare i dati. Costa certo, ma i costi sono comunque limitati e conoscibili. Se ti rubano il lavoro sul servizio "chissachi" poi chi ti paga i danni?Che garanzia danno questi in caso di danni?Mi piacerebbe saperlo.
    • Genoveffo il terribile scrive:
      Re: Calamari mi ricordi mio nonno
      - Scritto da: Max
      ...........
      Ma... ti si è mai rotto un HD? A me sì, caro
      Calamari...Nel caso non lo sapessi, esistono da un pezzo i raid.
  • Ricky scrive:
    Bravo Calamari!
    Hai espresso con copletezza il mio pensiero, mio come di molti altri per fortuna.Avevo gia' scritto cose simili qualche tempo fa, proprio in occasione di un altro vostro articolo che sembrava invece osannare questa NUOVA METODOLOGIA di fruizione.Gia' oggi siamo in balia della tecnologia , basta uno che ti ruba l'identita' o che ti crakka qualche sistema per rnderti la vita invivibile, un indomani rischi persino di SPARIRE NEL NULLA con un solo tasto.Ma senza andare troppo oltre, il solo fatto che tutto cio' che sei sia telematico e che LORO lo abbiano nei LORO server mentre tu resti a secco,e' terrificante.Sei in loro completa balia...per qualsiasi cosa e non hai NESSUNA REALE SICUREZZA che i tuoi dati personali,anche quelli piu' intimi,siano protetti da sguardi indiscreti.Anzi... a mio avviso, visto quanto e' accaduto ed ancora accade, sei quasi CERTO che verranno usati fraudolentamente.Il passo successivo e' metterti un casco e leggerti costantemente i pensieri...
  • angros scrive:
    Dipende anche da quali programmi uso
    Se si parla di programmi come word proXXXXXr o foglio di calcolo, effettivamente preferisco averli in locale: magari li userò ancora tra anni (uso ancora adesso Office 2000), e non mi va che qualcuno dica all' improvviso che sono obsoleti e li disattivi o li modifichi (vi piacerebbe trovarvi di colpo l' interfaccia ribbon abilitata, senza che nessuno ve l' abbia chiesto, quando vi trovavate meglio con quella a cui eravate già abituati e non sapete come tornare indietro?)Sotto questo punto di vista, il software libero è meglio, perchè anche su computer più nuovi può essere comunque installato (ed al limite modificato per adattarlo), così posso usare la versione che preferisco io (anche se magari quasi tutti ne usano un' altra)Per altri software, però, il discorso cambia: cosa mi importa di conservare un software per compilare il 740 di qualche anno fa? Le norme sono cambiate, non mi serve più a niente: per lo stesso motivo non ne voglio installare uno nuovo, che tanto una volta fatta la dichiarazione dei redditi dovrò disinstallare; tra l' altro tali software, sviluppati in fretta, hanno spesso procedure di installazione penose: chi si ricorda i floppy per Windows 3.1 con il software per la dichiarazione dei redditi? si trascinavano dietro centinaia di VBX, OCX (antenati del famigerato ActiveX), DLL che trasformavano anche il sistema più pulito in una schifezza. Adesso installereste un programma che pretende di scaricare e installare l' ultima .NET o JVM, per poi usarlo una volta o due e disinstallarlo? Non potete neanche rivolgervi alla concorrenza per cercare un software scritto meglio, perchè se il programma ufficiale è quello lo dovete usare.In questi casi, ben venga il cloud computing, che non richiede installazioni malfatte e disinstallazioni ancora peggiori, e se il programma si trova sul sito del ministero delle finanze (a cui dovrete comunque inviare la documentazione) non vedo che violazione di privacy ci sia.Anche per altri programmi vale un discorso analogo: che senso ha installare in locale un filtro antispam, che dovrà essere continuamente aggiornato su ogni computer, quando basta metterlo sul server (dove, tra l' altro, può avvalersi dei feedback di centinaia di utenti, non di uno solo)? Oppure, se devo controllare che un allegato non contenga virus, perchè scaricare tutto l' antivirus, se posso inviare l' allegato ad un computer che ha già l' antivirus installato e può controllarlo subito?Praticamente, spariranno alcuni programmi "minori", di quelli che si scaricavano per usarli una volta o due, e passeranno nella nube: anche per gli sviluppatori potrebbe essere un vantaggio, perchè molti di questi programmi erano shareware (e quanti utenti, in realtà, invece di pagare preferivano cercare il crack?): con il modello saas il programma non richiede installazione, per usarlo si guarda qualche banner pubblicitario (o, a seconda dei casi, si paga per l' uso o per un abbonamento), non esistono più i crack (con annessi virus), chi non vuole pagare cercherà programmi liberi (o se li scriverà, invece di impiegare la sua abilità per craccare i programmi degli altri), così siamo tutti contenti
  • bruno1976 scrive:
    norme privacy & consenso informato
    Leggere le norme sulla privacy è come dare il consenso informato per un' operazione.... fuffa che serve a scaricare su di me lòa colpa di nefandezze fatte da altri.Mi rompo le gambe, mi devono operare e mi danno un foglio con scritto che posso prendere infezioni che posso rimanere paralizzato che posso non svegliarmi dall'anestesia.... o mi tengo le gambe rotte o mangio la minestra.Stessa cosa per le norme di utilizzo, non posso dire accetto tranne il punto 2, se mi serve il servizio devo accettare.Per Facebook posso farne a meno, per il modulo F24 online mangio la minestra, per picasa posso fare a meno, per fare l'aggiornamento della graduatoria per il lavoro mangio la minestra.La libertà non esiste in assoluto, è piuttosto quello spazio di azione lasciato dallo stato e dai poteri forti in accordo con la piattezza della maggiornaza.E' giusto parlare di queste cose nel tentativo di sensibilizzare il più possibile la maggioranza onde guadagnare maggior spazio.... ma come sempre si tratta di compromesso e non di libertà.
  • angros scrive:
    Re: La sindrome di Cip e Ciop
    In realtà, noi stessi abbiamo scelto forme di cloud computing anche quando potevamo farne a meno: ad esempio, consultando wikipedia online trasmettiamo informazioni sugli articoli che ci interessano (e, se ci arriviamo tramite google, li trasmettiamo anche a google, non solo a wikipedia); visto che wikipedia tratta un po' tutti gli argomenti, e viene consultato un po' per tutto, già solo le ricerche fatte su di essa rivelano molto di noi.Ora, però, quanti hanno scelto di usare una enciclopedia su CD/DVD, che offre molta più riservatezza? Encarta, che offriva quel servizio, sta chiudendo per mancanza di clienti; anche Wikipedia è disponibile su DVD (oppure potete scaricarla tutta in una volta e tenervela su hard disk, o masterizzarla), eppure... quanti lo fanno?Non sarà che consultarla online (oltre ad offrire contenuti più aggiornati), è semplicemente molto più comodo?Se NOI abbiamo deciso che non ci importa di rivelare alcuni dei nostri dati personali (dipende poi da quali) in cambio della comodità, questo è una scelta nostra, non di qualche multinazionale (non mi sembra che wikipedia sia così smaniosa di imporre il cloud computing)
    • tekanet scrive:
      Re: La sindrome di Cip e Ciop
      Attenzione però che a volte le scelte che facciamo, in fondo in fondo, non sono del tutto nostre. Sono prevedibili e in questo caso previste: la scelta di un percorso diverso da quello di minima resistenza è difficile e nel 99% dei casi non verrà fatta. Quindi, tra un'enciclopedia on line e una su DVD è quasi scontato che vinca quella on line.Allo stesso modo un'azienda può farti pensare che sia tu a fare una scelta, quando, agendo per vie traverse non sempre visibili di primo acchito, è lei ad importela. Le persone, spesso, sono più semplici e più prevedibili di quanto non sembri.
      • asvero panciatici scrive:
        Re: La sindrome di Cip e Ciop
        Alla fine è sopratutto una questione di consapevolezza. Tu e Xiretsa la pensate in modo diverso ma entrambi, come del resto credo tutti quelli che stanno postando qui, siete consapevoli della problematica in oggetto e fate la vostra (diversa) scelta con cognizione di causa. La vera differenza è tra voi e chi invece non si rende affatto conto del problema. Si tratta in fondo della maggior parte delle persone, che non stanno facendo una "scelta di mimima resistenza", sono semplicemente in balia di qualcosa che non capiscono fino in fondo.Personalmente la penso più come Xiretsa, so a che gioco sto giocando; so che mi profilano ma non mi preoccupo più di tanto, vedo chiaramente che le pubblicità che mi arrivano sul video sono correlate alle ricerche che ho fatto su siti di commercio elettronico o sui motori di ricerca. Finché si tratta di questo posso starci perché sono in grado di minimizzare i costi occulti. Per contro, ciò che davvero ritengo di dover mantenere riservato non lo scrivo in giro, non lo scrivo su facebook, non lo scrivo nemmeno per mail, ma si tratta davvero di poche cose. Confido sopratutto nel fatto di essere, come si dice, "pesce nel mare". Non mi considero spiato a titolo personale perché non credo di essere personalmente interessante da spiare, e contro la pubblicità mirata ho strimenti mentali sufficienti.
  • Linux Fedora 11 scrive:
    Internet & Cloud Computing: IMHO
    Interessante analisi sul famigerato e avveniristico "Cloud Computing", Interessanti anche alcuni commenti.Bestia nera, il Cloud, da evitare assolutamente?, oppure da gestire con consapevolezza (scelta consigliata).Io aggiungo (IMHO), ed estendo il raggio d'azione a tutta Internet, che l'unico modo per gestire efficacemente e in modo socialmente utile, (per il bene della maggior parte della popolazione mondiale) l'evoluzione di Internet non è evitarla o contrastarla ma "accoglierla" e utilizzarla con consapevolezza.E posso affermare, per acquisita esperienza personale, che questa "consapevolezza" si chiama "Open Source" o "Software Libero" (OpenOffice, Linux, BSD, Firefox, Thunderbird, ecc) e soprattutto Server "fatti in casa", sui quali, utilizzando soluzioni Open Source, far girare tutte le applicazioni necessarie a noi, alla nostra famiglia e alla Nostra Azienda.Internet è la connessione tra tutti noi, il primo metodo che l'umanità ha per essere in contatto coi propri simili in tempo reale.non so dire se questo sia un bene o un male, ma tant'è ....Una (esagero) telepatia rudimentale se volgiamo: vi fidereste voi di una "telepatia" che per funzionare dovesse passare per Google o Microsoft?Io no, non la userei fino a quando tutto il flusso telepatico, tra me e un altro, fosse in mio controllo.E invece dai Telefonini, dai di Skype!, dai di Gmail!, Dai di Facebook & C, dai di Hosting su Chicchesia, dai di Blog su PincoPallino, ecc ....Ma caspiterina! volete condividere foto o esperienze? ma tiratevi su un Joomla o Drupal o un WordPress in Linux su un vostro serve in casa! (tanto l'IP lo avete, e se è dinamico vi registrate su dyndns) .. o in un posto fidato, o se avete bisogno di banda, in una server farm (housing).Gli strumenti ci sono. Tutti.Solo che non sono (guarda caso) "sponsorizzati" e illustrati.Coma mai? semplice: A. Non fanno girare soldi. B. Tolgono fatturato a chi fa girare soldi. C. L'Open Source non è legato a società "multinazionali" D. L'Open Source non fa propaganda.In pratica tutto c'e' già, ma te lo devi fare tu.Si, tu (per soluzioni personali), oppure tuo figlio/a (per soluzioni famigliari), oppure un "dipendente" (per le soluzioni aziendali).Non serve pagare consulenti informatici per "Farselo Fare", tuttalpiù dovrai pagare consulenti informatici "per insegnarti a farlo", che è ben diverso.E qui sta il problema:La voglia di fare in ognuno di noi: sta scemando ...Basta piangersi addosso e aspettare che il "potente" o "l'evangelista" di turno ci indichi la strada: bisogna rendersi consapevoli di ciò che ci circonda e soprattutto "Fare" (la dice bene Paolo Barnard su questo "Fare").Magari a volte anche sbagliare (che poi è l'unico modo per imparare).E se sbagliare non è molto produttivo e lo vogliamo evitare, usiamo l'alternativa: Condividere le Esperienze. Quelle "sbagliate" o da evitare, ma soprattutto quelle Positive.Questo, è quello che fa il mondo dell'Open Source.Tu prendi un software o un idea e la usi. Se la migliori, la ri-condividi, e tutti ne traggono benefici. Magari succede che la tua piccola miglioria era il tassello che serviva ad un altro utilizzatore per produrre a sua volta una Grande miglioria, ecc....In pratica: "Non servono soluzioni Perfette ma Perfettibili."Ma secondo voi cosa comporta un modello del genere? non certo avere sempre lo stesso prodotto/idea uguale o peggiore nel tempo.Piuttosto si otterranno diversi benefici, su diversi fronti: A. Persone sempre più motivate a ricercare il meglio per se e per gli altri B. Crescita, con conseguente soddisfazione, personale di ogni singolo individuo. C. Idee e Prodotti sempre migliori. D. Deriva naturale di prodotti obsoleti o inutili E. Tante alte che mi verranno in mente poco dopo aver postato.... Il guadagno che si trae contribuendo all'uso e alla produzione di prodotti Open Source è dato dalla NON spesa per l'acquisto di materiale, brevetti, servizi Close Source e soprattutto dalla autonomia (mi posso correggere gli eventuali errori) e affidabilità (piano piano il prodotto migliora) che i prodotti Open source ci possono garantire.Quindi ben venga il nuovo servizio di Google o Microsoft che, per esempio, ti visualizza la e-mail in 3d e te la fa ruotare sotto il naso, .... l'importante è che lo strumento che lo fa e l'idea che ci sta dietro, siano rilasciati con una licenza Open Source.In questo modo, chi la soluzione la prodotta può anche venderla in qualche modo, e chi la vuole utilizzare può decidere come farlo: se ricompilarsi il tutto (magari modificando qualche cosa) oppure usare quella già pronta a pagamento.Ciao a tutti.
    • dokho scrive:
      Re: Internet & Cloud Computing: IMHO
      Sono molto d'accordo con te. Spero che il messaggio venga recepito da qualcuno.Aggiungo che mettere in piedi un serverino richiede ben poche conoscenze, e non è vero che bisogna comprare un computer potente appositamente. Si può utilizzare un vecchio computer (molte persone ne hanno uno), un netbook o al limite anche lo stesso computer che si usa normalmente per navigare.Per quanto riguarda le conoscenze: installare Apache, PHP e MySQL su una distro Linux moderna è semplicissimo (basta aprire il gestore aggiornamenti e pacchetti e selezionarli!), installare uno script PHP è altrettanto semplice (si può fare anche questo con il gestore pacchetti!), per quanto riguarda la sicurezza basta tenere aggiornati i programmi (2 click per aggiornarli tutti).Insomma: niente scuse, pigri :)
    • Nifft scrive:
      Re: Internet & Cloud Computing: IMHO
      Quotone.E' quello che ho cercato di dire qualche commento più su.
    • diofa kaka scrive:
      Re: Internet & Cloud Computing: IMHO
      si come no, poi devo imparare ad aggiustarmi la macchina da solo, gli elettrodomestici che si rompono e così via... ma uno il proprio tempo libero mica lo deve passare ad imparare nozioni di informatica ma state scherzando???
      • Nifft scrive:
        Re: Internet & Cloud Computing: IMHO
        - Scritto da: diofa kaka
        si come no, poi devo imparare ad aggiustarmi la
        macchina da solo, gli elettrodomestici che si
        rompono e così via... ma uno il proprio tempo
        libero mica lo deve passare ad imparare nozioni
        di informatica ma state
        scherzando???Perché? non sai usare i computer?
  • samu scrive:
    Calamari non sono daccordo
    Condivido alcune tue paure per alcuni scenari di cloud computing.Condivido il fatto che il cloud computing non portera' necessariamente benefici ma avra' i suoi problemi - uno per tutti la licenza del prodotto e le garanzie sul trattamento dei dati che risiedono sul server.Tuttavia non ha senso fasciarsi la testa prima di rompersela.Innanzitutto il cloud computing e' una parola di marketing, che non definisce una tecnologia in particolare ma molte, non a casoe' solo un gran parlare di tutto questo ma nei fatti non vi sonoancora vere e proprie applicazioni "killer" ne ce ne sarannoper almeno i prossimi 5 anni.Poi, cos'e' cloud computing ?E' cloud computing google wave, S3 di amazon, Grid ? o i vari progetti @home ? ma allora lo e' anche gmail ?Risorse di calcolo sparse per la Rete, utilizzare applicazioni remote e mantenere i dati dispersi e ridondati su potenti server in centri di calcolo; come vedi l'idea e' molto generica e ad un attenta analisi, presenta gli stessi problemi e svantaggi (e vantaggi) di un prodotto che permette di dislocare le tue informazioni su piu' sedi o su un server centrale in rete.Ecco allora che il problema non e' il dislocare tali informazioni ma il sincerarsi che una volta spostate esse siano al sicuro, sia da tentativi di acXXXXX di malintenzionati che da accessi del "gestore" del server. E queste garanzie possono essere date solo con un attenta lettura del contratto di servizi e con eventuali accordi .Riporti il caso gmail ricordando amaramente che i dati la' sopra sono sia tuoi che di google; sai anche tu che nessuno ti obbliga ad usare gmail e che se la tua priorita' e' il mantenere i dati protetti esistono delle soluzioni ad hoc per te .. che pero' costano.Per finire, il cloud computing e' al momento indirizzato ad aziende medio grandi o enti statali i quali POTREBBERO risparmiare risorse esternalizzando alcuni applicativi.Il pericolo e' ovviamente che i dati degli utenti (o dei cittadini) finiscano su un server insicuro ad insaputa di questi ma a ben vedere e' lo stesso pericolo che c'e' oggi quando la rete aziendale o dell'ente non e' sicura.Quindi non e' un problema della tecnologia ma di chi ne fa uso.
  • lucifero scrive:
    accedere la posta
    sei proprio un nerd! :D
  • Andrea Giammarchi scrive:
    Seppuku?
    Veramente interessante questo "spauracchio", specialmente raccontato da un servizio gratuito di informazione online che piu' di una volta e' risultato irraggiungibile per updates o problemi di altro tipo.Come libro da sfogliare tutti i giorni, Punto Informatico non vale piu' niente, non deve essere seguito, ne commentato, deve essere ignorato, perche' tutti noi siamo tracciati nei loro databases come visitatori e dobbiamo andare in libraria o in edicola se vogliamo tenerci aggiornati poiche' il giorno che PI non ci sara' piu' per qualsivoglia motivo vivremo depressi.Stessa cosa vale per il blog di Calmari ... signori miei il messaggio e' chiaro: salvatevi dalla libera informazione e dal libero servizio!Convincetevi che il vostro PC e' sicuro senza internet poiche' documenti on line o meno, basta un trojan o un warm per raccontare a tutti cosa fate, basta usare un bancomat o una carta di credito per far sapere ai potenti cosa ci piace.Ma diamo retta a Calamari e torniamo a cacciare branchiosauri e pterodattili, altro che booking on-line, il mondo deve tornare alle clave, sicuri nelle nostre caverne non ci sara' niente che potra' imprigionarci ... proprio cosi', non ci sara' niente!Cambiate titolo a questo post e scrivete:Medioevo 2.0, perche' la carta non ha problemi di elettricita'
  • Alex scrive:
    Ma un conto in banca ce l'hai Calamari?
    Come sopra ... è la stessa cosa .. o metti i soldi sotto il cuscino
    • rino scrive:
      Re: Ma un conto in banca ce l'hai Calamari?
      Hai fatto l'esempio sbagliato: io non ce l'ho.Comunque io non credo che il tuo amico Calamari (capisco che siete amici dal modo in cui gli parli), visto che probabilmente ha un conto in banca, dovrebbe sdraiarsi su una croce di legno dopo aver dato 3 chiodi e un martello in mano al signor Google, sperando idiotamente che non li usi.Credo che tra il bianco assoluto e il nero assoluto ci siano molte sfumature. Per la tua stessa sopravvivenza ti auguro di capirlo anche tu al più presto.
    • Bic Indolor scrive:
      Re: Ma un conto in banca ce l'hai Calamari?
      - Scritto da: Alex
      Come sopra ... è la stessa cosa .. o metti i
      soldi sotto il
      cuscinoCredimi, se potessi ne farei a meno. Ma la legge mi obbliga ad averlo.
      • Max scrive:
        Re: Ma un conto in banca ce l'hai Calamari?
        - Scritto da: Bic Indolor
        - Scritto da: Alex

        Come sopra ... è la stessa cosa .. o metti i

        soldi sotto il

        cuscino

        Credimi, se potessi ne farei a meno. Ma la legge
        mi obbliga ad
        averlo.Nessuna legge obbliga ad avere un conto in banca.Di recente hano tolto l'obbligo anche ai liberi professionisti-ditte individuali. Immagino ci sia ancora per le imprese, ma se hai un'impresa con dei dipendenti dubito che ti piacerebbe gestire tutto il giro d'affari in contanti...Io, sarò una mosca bianca, non rnuncerei al conto in banca... anche solo il fatto di avere le bollette domiciliate e non far la fila in posta... io pago volentieri (non troppo) per le comodità.E pagherei volentieri (non troppo) per far fare una bella transcodifica o un bel rendering video HD a un server coi controc.....i lontano da casa mia, piuttosto che tenermi il computer impegnato, e soto stress, e accaldato, e affamato di corrente, per un pomeriggio...
  • Jack scrive:
    io ci provo...
    E' da un po' che provo a raccontare queste cose ai conoscenti.Il risultato e' la classica espressione ottusa e annebbiata di tutti gli "utenti" quando si va al cuore di qualcosa. Preferiscono parlare d'altro, i piu' di gnocca e calcio, qualcuno di politica ed economia.Non siamo migliori dei nostri nonni. Loro permisero la dittatura, e noi pure.
    • pentolino scrive:
      Re: io ci provo...
      penso sia normale, tutte le dittature hanno sempre affondato le loro radici nell' ignoranza del popolo.Ed al momento i cervelli di molta gente sono nutriti a Grande Fratello, De Filippi, Isole varie e compagnia bella; che risultato ti aspetti?Insomma saremo sempre i soliti pochi paranoici sparsi per il mondo e un giorno potremo dire "io l' avevo detto" ma tristemente servirà a poco... :-(
  • pentolino scrive:
    Dipende molto dall' uso
    Io personalmente cercherò sempre di evitare un servizio che non mi permetta di farmi una copia locale; uso gmail e faccio regolari update via IMAP e/o POP3, proprio perchè non si sa mai; se gmail chiude troverò il modo di migrare le mail importanti altrove, se gmail è down e mi serve una vecchia mail faccio la ricerca sulla mia copia locale, no problem.Del cloud computing su internet mi fido poco, anche se ho recentemente acquistato un netbook che per intrinseche limitazioni lavorerà quasi sempre connesso, ma sempre su servizi che non sostiuiscano lo storage locale; non penso che smetteranno tanto presto di vendere hard disk e simili, la cache locale servirà sempre per tanti di quegli ovvi motivi che non sto nemmeno ad elencarli.Diverso il discorso dell' applicazione delle tecnologie di cloud computing in ambito aziendale per sfruttare i cicli CPU inutilizzati delle macchine in rete locale per eseguire i batch laboriosi; questo pensa che sia davvero una grossa innovazione, che potrà in parte lenire il paradosso di macchine dual core che passano il 95% del loro tempo in stato IDLE in quanto in attesa di input dall' utente (situazione assolutamente tipica in una macchina monoutente con una sola sessione interattiva attiva in ogni momento).Quindi concordo in buona parte con quanto scritto da Calamari però stiamo attenti a non demonizzare i concetti di "cluod computing" e "applicazioni web", hanno tanti lati positivi che non possiamo trascurare ed ancora possiamo scegliere cosa tenere anche offline.
    • Mr. X scrive:
      Re: Dipende molto dall' uso
      Ci pensavo ieri, quando mi sono accorto di aver perso l'abitudine ad usare gmail attraverso mail.app scaricandola tramite pop3 passando invece in toto alla webapp.è un rischio, me ne rendo conto, ma per me che sono sempre in giro è una comodità.Diverso credo il caso del software come servizio, in particolar modo alle aziende, ho iniziato a vedere gestionali accessibili via web su server remoti, pagati a minuti di acXXXXX... e lotterò contro queste cose finchè avrò forza.... un conto è la mia posta elettronica, per quanto importante, un conto sono le anagrafiche e la situazione finanziaria di un'azienda che non posso essere messi in mano a non si sa bene chi, con il rischio che sparisca tutto
      • pentolino scrive:
        Re: Dipende molto dall' uso
        sono d' accordo; tempo fa lessi un articolo di un importante personaggio che proponeva una soluzione cross platform per la gestione delle password.In pratica si basava su un noto tool open source per la gestione delle password ed un forse più noto servizio di sincronizzazione/archiviazione online multipiattaforma; la procedura era interessante ma secondo me aveva una grossa falla, prevedeva che il file delle password, per quanto criptato, risedesse su un server remoto gestito da una compagnia.Detta come va detta il file che contiene le credenziali per accedere alla mia banca online non finirà mai sui server di tale compagnia, se non per mio errore/distrazione. Ma siamo matti? Per quanto ritenga i due programmi citati sostanzialmente indispensabili (per me) in tantissime situazioni non seguirò mai alla lettera il proXXXXX indicato, esistono modi molto più sicuri per avere le mie password sempre con me.Per chi è interessato linko l' articolo che ho citato:http://www.joelonsoftware.com/items/2008/09/11b.html
        • Mr. X scrive:
          Re: Dipende molto dall' uso
          Ecco questa è una cosa ancora piu pericolosa :-PPerchè se da un lato affidare i propri dati ad un servizio web è pericoloso, fintanto che i dati sono "protetti" da password si può stare relativamente tranquilli, ma mettere in mano ad uno di questi servizi le chiavi di tutti gli altri francamente mi fa rabbrividire
          • pentolino scrive:
            Re: Dipende molto dall' uso
            giusto per precisare il file di Password Safe è cifrato in maniera piuttosto robusta, ma semplicemente che ne sai di quanta "forza bruta" possano disporre quelli di Dropbox (o un eventuale hacker che riuscisse a sottrarre i dati dai loro server senza che evidentemente l' utente possa mai sapere che è sucXXXXX) per forzarlo?Quindi lì ci può stare la password per punto informatico, ma non certo le chiavi della banca!
          • Mr. X scrive:
            Re: Dipende molto dall' uso
            - Scritto da: pentolino
            giusto per precisare il file di Password Safe è
            cifrato in maniera piuttosto robusta, ma
            semplicemente che ne sai di quanta "forza bruta"
            possano disporre quelli di Dropbox (o un
            eventuale hacker che riuscisse a sottrarre i dati
            dai loro server senza che evidentemente l' utente
            possa mai sapere che è sucXXXXX) per
            forzarlo?
            Quindi lì ci può stare la password per punto
            informatico, ma non certo le chiavi della
            banca!Ma molto piu semplicemente, che succede se dropbox ha un problema e ti corrompe il file?Io credo che le applicazioni web e tutti i servizi associati abbiano potenzialità enormi, solo che bisognerebbe essere coscienti di cosa si sta usando... e tantissima gente non lo è
          • pentolino scrive:
            Re: Dipende molto dall' uso
            quoto in pieno
    • Alessandro scrive:
      Re: Dipende molto dall' uso
      - Scritto da: pentolino
      Diverso il discorso dell' applicazione delle
      tecnologie di cloud computing in ambito aziendale
      per sfruttare i cicli CPU inutilizzati delle
      macchine in rete locale per eseguire i batch
      laboriosi; questo pensa che sia davvero una
      grossa innovazione, che potrà in parte lenire il
      paradosso di macchine dual core che passano il
      95% del loro tempo in stato IDLE in quanto in
      attesa di input dall' utente (situazione
      assolutamente tipica in una macchina monoutente
      con una sola sessione interattiva attiva in ogni
      momento).
      Quella che tu proponi è una distribuzione a granamolto fine delle applicazioni su una rete locale:ogni macchina sarebbe contemporaneamente cliente server di qualcun altro. Anzi potrebbe essere anchedifficile sapere quale server ha elaborato la nostrarichiesta.Sarebbe il "sistema distribuito finale" a cui anelavaTanenbaum qualche anno fa. E' un po' che non mi occupopiù di queste questioni: abbiamo REALMENTE fatto passiaventi in quella direzione o siamo ancora nelgood old fashioned vaporware?Alessandro
      • pentolino scrive:
        Re: Dipende molto dall' uso
        - Scritto da: Alessandro
        Tanenbaum sempre gloria a tale uomo :-)
        più di queste questioni: abbiamo REALMENTE fatto
        passi
        aventi in quella direzione o siamo ancora nel
        good old fashioned vaporware?io penso che rispetto ai tempi in cui il Sommo teorizzava la cosa la tecnologia abbia fatto enormi passi avanti e ci sia davvero potenza di elaborazione "da buttare" in rete locale in una normale azienda.Gli strumenti stanno nascendo, bisognerà vedere se realmente si riuscirà a tirarne fuori qualcosa di utile; riassumendo al momento siamo abbastanza nel vaporware, ma stavolta promette bene :-)
    • dokho scrive:
      Re: Dipende molto dall' uso
      - Scritto da: pentolino
      Diverso il discorso dell' applicazione delle
      tecnologie di cloud computing in ambito aziendale
      per sfruttare i cicli CPU inutilizzati delle
      macchine in rete locale per eseguire i batch
      laboriosi; questo pensa che sia davvero una
      grossa innovazione, che potrà in parte lenire il
      paradosso di macchine dual core che passano il
      95% del loro tempo in stato IDLE in quanto in
      attesa di input dall' utente (situazione
      assolutamente tipica in una macchina monoutente
      con una sola sessione interattiva attiva in ogni
      momento).Supponi che la Sogei decida, per risparmiare, di affidarsi a Micro$oft o Amazon per l'elaborazione dei dati fiscali. Sei contento se i tuoi dati vengono inviati attraverso la rete (con conseguenti problemi di sicurezza) e che Micro$oft o Amazon possano accedere a tali dati, secondo un contratto che nessuno si degnerà mai di farti leggere?Non è un caso estremo, in alcuni stati USA accade già - e dico negli USA perchè ne sono sicuro, ma probabilmente accade anche qui e in molti altri stati.
      • pentolino scrive:
        Re: Dipende molto dall' uso
        decisamente non ne sarei contento.Come ho scritto sopra (scusa l' autoquote):"Del cloud computing su internet mi fido poco"figuriamoci se ad affidare i dati in cloud è un terzo soggetto, come quello che citi tu... mi vengono i brividi! Anche se immagino che come minimo tali dati vengano passati in forma anonima (ovvero identificati da un codice noto solo all' emittente stessa) la perplessità rimane
  • Paolo P. scrive:
    Vietato salvare i propri dati?
    Il Cloud Computing vieta di salvare i propri dati sull'HD e su dei FD CD o altro?
    • Bic Indolor scrive:
      Re: Vietato salvare i propri dati?
      - Scritto da: Paolo P.
      Il Cloud Computing vieta di salvare i propri dati
      sull'HD e su dei FD CD o
      altro?Per ora no, ma solo perché al momento esistono ancora computer dotati di HD, FD (beh... dai...), CD o altro. Ma se in futuro TUTTE le applicazioni diventassero solo cloud, in giro troveresti solo computer low-cost (all'inizio, poi...) senza HD o dispositivi di storage, salvo forse una "porta" di qualche tipo, giusto per scaricare le foto e i filmini dalla videocamera, prima che anche quelle si colleghino direttamente alla rete (ah già, i telefonini ormai sostituiranno foto/videocamere, basta metterci sensori sempre più potenti, e comunque quelli da 2 megapixel li trovi anche nei kinder sorpresa e fanno foto più che accettabili). Poi come farai?
      • reo scrive:
        Re: Vietato salvare i propri dati?
        Facebook non te lo vieta ma te lo CONCEDE e tu devi RINGRAZIARLI. I dati che carichi appartengono a loro e non perchè siano dei criminali che abusano di te, ma perchè la gente è così XXXXXXXXX da accettare queste condizioni d'uso.Il fatto di non averle lette non è una giustificazione, ma un'aggravante: in teoria delle condizioni d'uso potrebbero chiedere cose molto peggiori. Ad esempio potrebbero obbligarti ad caricare foto dei tuoi genitali ogni volta che il signor Facebook si sveglia di cattivo umore. Non lo fanno. Se vi siete iscritti senza leggere le condizioni, come minimo dovreste baciargli i piedi per la sua magnanimità.
        • bla blah bla scrive:
          Re: Vietato salvare i propri dati?
          - Scritto da: reo
          Facebook non te lo vieta ma te lo CONCEDE e tu
          devi RINGRAZIARLI. I dati che carichi
          appartengono a loro e non perchè siano dei
          criminali che abusano di te, ma perchè la gente è
          così XXXXXXXXX da accettare queste condizioni
          d'uso.In realtà le condizioni dicono una volta che cancelli una foto dall'account levi a Facebook il diritto d'uso, a meno di un "ragionevole" periodo necessario per la cancellazione dai loro sistemi.
      • Nifft scrive:
        Re: Vietato salvare i propri dati?
        Perché le applicazioni che girano sui server remoti non usano gli HD? Oppure a loro volta usando altri server remoti... in maniera ricorsiva :D
  • xiretsa scrive:
    Re: La sindrome di Cip e Ciop
    questo cinismo non serve a nulla. L'imponderabile e l'inesorabile è solo quando si muore, prima della morte puoi vivere e puoi decidere di farlo con la tua testa o seguendo i flussi.decidere che la tua privacy non è importante come si pensa è un tuo diritto, ma siamo perfettamente in disaccordo.Poi lasciamo perdee il fatto che i nostri documenti potrebbero in ogni caso essere rubati da formidabili hacker anche dal nostro hd del portatile, queste sono storie che accadono nei film.Nella vita di tutti i giorni il grande fratello esiste e si ciba delle nostre informazioni personali per creare enormi database dove veniamo catalogati per sesso, razza, orientamento sessuale ecc ecc. Si può pensare certo che non sia questo grande problema, per me invece chi lo pensa fa già parte della percentuale di persone che è stata già ingabbiata e non se ne è neppure accorta.l'importante è la libera scelta, ma che non mi si venga a dire che i dati storati su un server nuvola sono sicuri quanto quelli che ho nella mia macchina, la cosa fa semplicemente ridere.
    • tekanet scrive:
      Re: La sindrome di Cip e Ciop
      La scelta c'è, o dentro o fuori dalla rete. Rete e privacy, IMHO, non si conciliano. Solo il fatto di fare due chiacchere, qui, è già un'indicazione di chi e come siamo.La sicurezza di un dato non la fa il suo posizionamento: la fa l'interesse che terzi possano avere per quel dato.Il trade-off della privacy è concreto: all'ignaro non importa. L'attento lo vede se ne rende conto. L'obiettivo sa di esserci immerso completamente. Tu sei attento, sei anche obiettivo?
      • xiretsa scrive:
        Re: La sindrome di Cip e Ciop
        - Scritto da: tekanet
        La scelta c'è, o dentro o fuori dalla rete. Rete
        e privacy, IMHO, non si conciliano. Solo il fatto
        di fare due chiacchere, qui, è già un'indicazione
        di chi e come
        siamo.

        La sicurezza di un dato non la fa il suo
        posizionamento: la fa l'interesse che terzi
        possano avere per quel
        dato.

        Il trade-off della privacy è concreto: all'ignaro
        non importa. L'attento lo vede se ne rende conto.
        L'obiettivo sa di esserci immerso completamente.
        Tu sei attento, sei anche
        obiettivo?Credo di essere obiettivo se dico che dentro la rete ci sono diversi comportamenti, alcuni attenti ed altri meno. affidarsi al Cloud senza consapevolezza è un comportamento che non condivido e poco attento.Sulla sicurezza dei dati siamo d'accordo che è l'interesse di terzi che ne caratterizza la necessità di sicurezza, ma una cosa è parlare di questo ed un'altra è dire che affidarsi alle nuvole sia la stessa cosa che mantenere i dati sulla propria macchina. immerso completamente sei solo quando hai deciso di non fare più nulla per evitare l'immersione. Crittografia e tor sono solo due degli esempi che possono rendere la vita molto difficile al trade off della privacy.Leggere le condizioni di utilizzo di un servizio prima di accettarle è un'altro modo per decidere quanto vuoi essere immerso. Ci sono molti modi per salvaguardare la privacy, il problema è che ci spingono a pensare che non sia importante.Poi se tu ti riferisci al fatto che l'anonimato assoluto è impossibile allo stato dell'arte a meno di non utilizzare mezzi illeciti, siamo d'accordo.Io non dico che sia possibile essere intoccabili, come dici tu basta esserci dentro la rete per perdere la verginità digitale, ma mi sento di dire che la consapevolezza e certi strumenti si possono e qualche volta si devono usare.Google pensa ad un nuovo Os basato su un kernel linux, io dico che non lo userò mai perché tutto è meno che libero; non utilizzerò mai google doc; sono contro street view e non sono tra quelli che si possono convincere del fatto che la geolocalizzazione possa essere un servizio utile alle condizioni di privacy offerte.Io credo che dire di essere attenti potrebbe servire ad evitare che domani entri in un supermarket ed una voce registrata di dica: buongiorno signor rossi, mi raccomando non dimentichi di comperare le fragole che piacciono tanto a sua moglie.Perché e in quella direzione che vogliono farci andare.Preferisco dire di no anche se poi vincerà il cloud.Comunque grazie per la risposta che rispetto.Ciao
        • tekanet scrive:
          Re: La sindrome di Cip e Ciop
          Forse il "costo" della privacy è più alto di quello che la maggior parte delle persone (ammetto, io stesso) è disposta a pagare. D'altra parte è così che si controllano le masse.C'è un punto di equilibrio, varia per ognuno di noi, apprezzo e un pò invidio chi riesce a portarlo "un pò più in là", per me spesso il gioco non vale la candela. Cado nella trappola del "tanto non ho niente da nascondere". So di essere profilato, so che il data mining è una miniera per le società e so che questo accade on-line come offline. Di fatto, il supermercato che interpreta gusti e abitudini, c'è già. Lo sconto che ci fanno, ancora una volta, non è gratuito: lo paghiamo con l'informazione che diamo. Non è poi tanto diverso dal "potrebbe interessarti anche.." che troviamo sui siti e-commerce.Il prezzo pari alla disconnessione di cui parlo deriva dal fatto che navigare anonimi è possibile, ma è un'utilizzo passivo o in qualche maniera limitato della rete. Posso si evitare di far tracciare le mie ricerche (facendo pagare ad altri il prezzo dell'avere il mio risultato rilevante in pochi secondi), ma non posso fare lo stesso con gli acquisti, se non digitali. Se non voglio far tracciare il mio acquisto, la scelta qual'è? Andare in un negozio (senza carta fedeltà!). Disconnessione quindi. Alla fine, pago consapevolmente con parte della mia privacy il fatto di fare acquisti dalla scrivania.
          • xiretsa scrive:
            Re: La sindrome di Cip e Ciop
            Il tuo è un discorso molto attento ed obiettivo, a me piacerebbe, se tu hai voglia, che leggessi qualcosa di un progetto anti-cloud a cui collaboro attivamente.Vorremmo avere nuove voci e nuove opinioni, magari anche nuove collaborazioni.il progetto è piccolo, libero e no-profit, nasce dal basso e si chiama Ac LAB.Sono certo che la google nuvola lo ha già catturato:)un saluto
          • tekanet scrive:
            Re: La sindrome di Cip e Ciop
            Per ora ho letto solo il manifesto, ma mi sono segnato il sito perché il punto di vista è interessante e sicuramente ci sono spunti che possono aiutare la mia crescita, come persona intendo.L'idea, alla "ritorno al nuovo mondo", dell'uscita dall'agglomerazione è interessante (devo risolvere il conflitto interiore tra la confidenza nel cloud e la diffidenza dalla città).A presto!
  • Nifft scrive:
    Non c'è solo Google
    Il cloud computing è solo un servizio informatico in remoto. Come un database, un server web. Può essere a pagamento oppure libero (come fa Google). Con clausole di contratto di diverso tipo.Per quanto riguarda la sicurezza dei dati, è tutto da dimostrare che l'hard disk del portatile personale sia più sicuro di uno storage in remoto gestito da professionisti.Per non parlare che il "cloud computing" potrebbe essere anche il preludio di un modello di servizi informatici remoti ma "privati": con un server personale collegato in rete nella propria postazione domestica (realtà tutt'altro che lontana, ora tali server sono di solito usati a livello casalingo per scaricare "dati" p2p, ma potenzialmente potrebbero fare molto di più... vedi l'ultima distribuzione di Ubuntu...) Sinceramente non vedo perché prendersela così tanto per qualcosa che sostanzialmente è neutra. Se è per l'aspetto markettaro/pubblicitario che il termine "cloud computing" porta con sè, potrei anche capirlo... Ma non è che ci sia molto altro per cui criticare.Calamari mi sei scivolato ancora una volta...
    • reXistenZ scrive:
      Re: Non c'è solo Google

      Sinceramente non vedo perché prendersela così
      tanto per qualcosa che sostanzialmente è neutra.
      Se è per l'aspetto markettaro/pubblicitario che
      il termine "cloud computing" porta con sè, potrei
      anche capirlo... Ma non è che ci sia molto altro
      per cui
      criticare.Un commento perfetto!
    • ruppolo scrive:
      Re: Non c'è solo Google
      - Scritto da: Nifft
      Per quanto riguarda la sicurezza dei dati, è
      tutto da dimostrare che l'hard disk del portatile
      personale sia più sicuro di uno storage in remoto
      gestito da
      professionisti.E c'è bisogno di dimostrarlo??? Quelli che tu chiami professionisti potrebbero non esserlo, non credi?
  • etherodox scrive:
    Re: Google è IL MALE, e il bene dov'è?
    Direi che le cose sacrosante che dici confermano proprio la bontà delle considerazioni di Calamari.
    • Zio Pino scrive:
      Re: Google è IL MALE, e il bene dov'è?
      Quindi che farai? Andrai a ritirare i tuoi soldi dalla banca per infilarli sotto il materasso?
  • attonito scrive:
    schiavi del fornitore
    e vogliamo parlare di quelle multinazionali illuminate che, per inseguire il risparmio assoluto, XXXX il dipartimento IT (licenziati,) e si affida mani piedi, server e password a fornitori di servizio indiani?Risultato: per avere un acXXXXX alla cartella X i tempi sono passati da 4 ore a 9 (NOVE!) giorni, in 6 mesi ci hanno schiantato il file serve una volta e il print server 2 volte perche facevano aggiornamenti seftware da remoto in modalita' "next" "next" "next" senza sapere un XXXXX di niente delle peculiarita dei server X e Y (avevamo provveduto a fornire tutta la documentazione che non si erano OVVIAMENTE letti).Passiamo in silenzio il fatto che questi adoratori di vacche hanno in mano i nostri server e TUTTO quello che essi contengono.e poi periodicamene dobbiamo farci il corso di "sicurezza aziendale".... ma XXXXXXXXXX.
  • Alessio Sperlinga scrive:
    finche' non scoppia il sole
    Anch'io ho letto la Nuvola nera e ogni tanto ci ripenso.In oggetto ho messo la risposta positiva, presa dalla Matrice spezzata di Bruce Sterling:"Possiamo discutere finche' non scoppia il sole o decidere di fidarci"I servizi strutturali sono basati sulla fiducia, fiducia che l'acqua, l'energia e i canali di informazione funzionino.I rapporti fra fornitori e clienti sono regolati da contratti e in questi casi non si scherza. Chi non mantiene i patti prima o poi paga rovinosamente.Infine ci sono delle prassi che danno buoni risultati per fare i backup dei dati.Devi solo decidere se ti vuoi fidare
    • etherodox scrive:
      Re: finche' non scoppia il sole
      Il tuo è un commento molto intelligente, ma l'informazione e i dati hanno qualcosa in più rispetto agli altri servizi strutturali (che peraltro devono restare pubblici, ma sono in via di privatizzazione). Calamari discute non solo del disservizio di cui potremmo essere vittime, ma del potere che altri eserciterebbero su di noi. Deciderò perciò di fidarmi solo quando le informazioni che produco non serviranno a fare profitti contro di me, in attesa di un altro sole, quello dell'avvenire.
  • guen scrive:
    E le altre dipendenze?
    A questa stregua cominciamo a produrre energia elettrica in casa e a scavare in giardino un pozzo per non dipendere da nessuno....
    • Bic Indolor scrive:
      Re: E le altre dipendenze?
      - Scritto da: guen
      A questa stregua cominciamo a produrre energia
      elettrica in casa e a scavare in giardino un
      pozzo per non dipendere da
      nessuno....Appunto!Se esistessero (e la tecnologia a quanto pare esiste gia) pannelli solari in grado di fornire corrente quanto basta per le necessita' della tua famiglia, a costi non troppo elevati e con una superficie non tanto grande, ti farebbe schifo installarteli sul tetto?io ci farei la firma!
    • attonito scrive:
      Re: E le altre dipendenze?
      - Scritto da: guen
      A questa stregua cominciamo a produrre energia
      elettrica in casa e a scavare in giardino un
      pozzo per non dipendere da
      nessuno....allora quelli che hanno i pannelli solari cosa sono, tutti anarcoidi comunisti? ah si, ovviamente anche pedo XXXXX terroristi, che si sa, usano linux.
    • Daniele Vincenzi scrive:
      Re: E le altre dipendenze?
      Non per "non dipendere da nessuno" ma per RISPARMIARE. Il futuro è (e questo è risaputo) un impianto fotovoltaico per ogni casa.Per evitare il nucleare (non richiesto).Un pozzo per evitare di pagare l'acqua cifre assurde a quelle società che con giochini politici sono riusciti a farsi REGALARE dai comuni la gestione ventilando risparmi per tutti grazie alla gestione privata. Risultato: l'acqua da noi in due anni è aumentata del 35%!!!Evitare monopoli. Se non ci rimane nessuno a contrapporsi ai gestori unici l'unica concorrenza siamo noi.Non è un modo di operare logico se le cose venissero gestite da tutti con etica e voglia di progredire assieme.Ma siamo in un mondo in cui la priorità è un arricchimento individuale e noi possiamo solo adattarci...
      • reXistenZ scrive:
        Re: E le altre dipendenze?

        RISPARMIARE. Il futuro è (e questo è risaputo) un
        impianto fotovoltaico per ogni
        casa.L'unica cosa davvero risaputa è che il solare fotovoltaico è il passato.Ci sarebbe da discutere sul solare termodinamico, se mi segnali degli studi in cui è dimostrato che la tecnologia è applicabile su larga scala oggi procurando risparmi veri (non finti come quelli del fotovoltaico), sarei ben felice di leggerli.
    • MegaJock scrive:
      Re: E le altre dipendenze?
      - Scritto da: guen
      A questa stregua cominciamo a produrre energia
      elettrica in casa e a scavare in giardino un
      pozzo per non dipendere da
      nessuno....Non sarebbe una cattiva idea: catastrofi naturali, incidenti e blackout possono sempre capitare e un minimo di autosufficienza non ha mai ucciso nessuno.
  • ssaaas scrive:
    ma quanto e'scaduto questo giornale
    Questa e' come la storia che raccontavate sul chip fritz?
  • nw315 scrive:
    AcLAB
    sembra quasi quello che diciamo su AcLab.Comunque siamo d'accordo.
  • paoloholzl scrive:
    Verissimo, ma sono abbastanza fiducioso
    Concordo assolutamente (come molto spesso accade) con l'articolo di Calamari e non mancherò di consigliarne la lettura dal mio blog 'Free Software in Free World'.Forse sono solo ottimista ma tutte le aziende da sempre cercano di veicolarci servizi a pagamento.E a entusiasmi iniziali dei primi sprovveduti seguono prese di consapevolezza successive.Alla fine quasi sempre rimane nel tempo solo ciò che davvero val la pena di essere pagato (o in soldi o in 'pivacy violata').Esempio: i numeri telefonici 899 .. ben pochi oggi non sanno che cosa comportano queste 'facili telefonate', ma ci sono voluti anni e tanta gente ha pagato pesantemente la propria superficialità.
  • Lurkos scrive:
    E come faccio con gli altri?
    Problema: come faccio se gli altri usano Gmail?Ormai Gmail è diventato un servizio e-mail maggioritario. Moltissimi hanno una casella Gmail, sia @gmail.com che via Google Apps.In questo scenario, se anche io non uso Gmail cosa cambia? Manderò sempre e-mail a indirizzi Gmail (prevalentemente, intendo) e quindi Google potrà sempre tracciare il mio profilo anche senza che io usi Gmail.Come si esce da questo circolo vizioso?Secondo me è impossibile: mica posso chiudermi come un eremita e non scrivere più a nessuno! È sempre dannoso che qualcuno occupi una posizione centrale nel mercato, specie se la policy sulla privacy è farraginosa. Ma una volta che la frittata è fatta, anche grazie ai meriti innegabili del fornitore del servizio, c'è qualcosa di serio che si può fare?Non riesco a convincere nessuno ad usare OpenPGP (che sarebbe la soluzione a tutti i mali), figuriamoci che ho qualche possibilità che la gente abbandoni le comodità di Gmail.Vista la situazione, non vale allora la pena di sfruttare i lati positivi di Gmail (magari facendosi backup locali via Gmail off-line o via IMAP) invece che essere sottoposti solamente a quelli negativi (profilazione personale)? Tanto la profilazione se vogliono la fanno lo stesso.Ecco, mi piacerebbe che Marco esprimesse il suo parere a questo proposito.
    • reXistenZ scrive:
      Re: E come faccio con gli altri?

      Ecco, mi piacerebbe che Marco esprimesse il suo
      parere a questo
      proposito.Non ti faccio aspettare, te lo dico io.Marco vuole convincere tutti a non usare gmail. Nel frattempo non scrive a nessuno che usa gmail, ne legge i messaggi ricevuti.Marco se lo può permettere, perché lo pagano per scrivere cose come queste. Peccato che nel mondo là fuori non tutti possono guadagnarsi la pagnotta come fa Marco.
      • th3darkang3 l scrive:
        Re: E come faccio con gli altri?
        profilazione attraverso le email è riduttiva rispetto a cio che potrebbero fare con un sistema distribuito interamente come servizio online.a farmi elaborare le email ci sto, si tratta di compromessi per l'utilizzo di un sistema piu che comodo e valido. ma avere un sistema avendo il rischio che controllino la mia musica i miei video (parlo di roba anche personale) le mie applicazioni, cio che scrivo etc, (tanto le aziende negano tutti questi tipi di pratiche ma lo fanno di nascosto si sa) tutto cio sarebbe un altro paio di maniche...per fare una metafora... gmail è il vicino che origlia alla finestra di casa tua, un sistema di cui si parla nell'articolo sarebbe una persona che ti segue anche quando vai nel bagno dentro casa tua...pensa al mercato gia saturo di prodotti scadenti a prezzi limite, ingannandoti con i marchi... dopo sara ancora piu facile per loro venderti roba, sapranno di cosa hai bisogno e se pure hanno gia delle alternative migliori a cio che vorresti loro non te la daranno, te la venderanno con il cucchiaino, come succede da tempo con la tecnologia e con il passare del tempo pagheranno sempre meno i costi di produzione, il tuo potere di acquisto non aumentera, e le alternative non ci saranno perche una volta che qualche azienda trova il modo di darti il minimo di cui hai bisogno massimizzando le spese e ottenedno un buon guadagno, tutte le altre non possono che seguire la stessa filosofia.un esempio di cio per me è l'iphone...arrivati al 3gs ora ha quasi tutte le funzioni che io ho nei miei telefoni gia da almeno 5 anni con windowsmobile... e molte sono ancora bloccate, perche quelli della apple decidono che non ne facciamo buon uso (un semplicissimo esempio è il bluetooth, oppure il fatto di non poterlo usare come memorizzazione, oppure i file criptati di itunes... etc etc). E' bello graficamente ed allora??? era proprio cio che il mercato voleva, ma siamo sicuri che basti sia carino? dobbiamo pagare tutti questi soldi solo per l'iterfaccia grafica e un 90% di applicazioni che sono fuffa ??? (per chi mi voglia attaccare, io ho avuto il 3g e se non me lo compravano lo cestinavo...)tra un anno o due magari ti permetteranno di usare nativamente il bluetooth o di utilizzarlo come pendrive dove poter compiare la musica e via per ascoltarla, e tutti grideranno al miracolo come è gia sucXXXXX con altre cavolate...tristemente è sucXXXXX...
    • ruppolo scrive:
      Re: E come faccio con gli altri?
      Ma cosa vuoi che tracci di te Google se spedisci una mail a un indirizzo di un loro cliente?
      • Lurkos scrive:
        Re: E come faccio con gli altri?
        - Scritto da: ruppolo
        Ma cosa vuoi che tracci di te Google se spedisci
        una mail a un indirizzo di un loro cliente?Forse non possono tecnicamente farlo?Se uno mette in conto che possono tracciare i clienti (cosa che Gmail sulla carta non dovrebbe fare, almeno secondo il contratto d'uso) allora deve tenere in conto anche questa possibilità come più che realistica.
  • Bic Indolor scrive:
    Bell'articolo, ma..
    ...sara' veramente dura convincere tutti gli altri, cioe' quelli che "non hanno niente da nascondere", o quelli che "se e' per questo (l'adsl che salta o il servizio che si interrompe) e' piu' facile che si rompa l'hard disk" o i modaioli che si credono furbi a craccare MSOffice o che usano Open Office per non pagare la suite da ufficio, che scopriranno che a) non potranno piu' craccare un bel niente e b) col cloud non esistera' piu' un OpenOffice su cui ripiegare, e anche se ci potrebbe essere, sparirebbero penne usb, dvd, flash memory e HD locali su cui salvare i dati (ergo: se non paghi e continui a pagare una cloud, una qualunque, la tua vita digitale e' PERSA! e tanti saluti), o quelli che pensano che con la crittografia passa la paura (una backdoor e torna la paura, specie se implementata tramite trusted computing, ribattezzato trusted cloud)... o quelli del P2P, credete che sara' ancora possibile col cloud?Hai detto bene, sudditi. Certi sono sudditi nella testa, e HANNO BISOGNO di un re di fronte a cui inginocchiarsi. E lo troveranno.
    • ddd scrive:
      Re: Bell'articolo, ma..
      Prendi poi Google Chrome OS. Non è altro che una distribuzione linux dove ci sono pochissimi programmi e molti collegamenti a servizi di cloud computing. Cioè: se lo usi non scriverai un documento con Open Office, ma lo farai con Google Docs. I tuoi dati ce li ha Google. Il codice ce l'ha Google. Dove sono le 4 libertà del software?0 - libertà d'uso: no, Google si riserva il diritto di cancellare i documenti senza preavviso se a loro parere sono illegali o violano altre regole che NESSUNO ha letto prima di accettarle1 - studiare il codice sorgente: no2 - modificare il codice: no3 - distribuzione: noPerò è una distribuzione Linux, quindi pur violando sistematicamente tutte le libertà del software (molto più di quanto non facciano i sistemi operativi proprietari!) incontra il favore, o meglio l'idolatria isterica, di tutti i LUG italiani.Complimenti, LUG: avete capito tutto.
      • Fidech scrive:
        Re: Bell'articolo, ma..
        Nonostante sia OT ti voglio rispondere lo stesso, non come membro di LUG (che non sono), ma come utente e installatore.Se in un netbook ci mettono ChromeOS non devo fare il rimborso della licenza di Windows! :-DA parte gli scherzi. Un po' di "sana" concorrenza non fa mai male a nessuno: alle tasche dell'utente finale, all'innovazione e agli avvocati dei patent troll... :-PInsomma, è un utilizzo di linux che avvantaggia tutti.Un altro effetto può essere un maggiore sviluppo di driver per linux.[SUPER OT]Tutto questo parlare di linux mi fa venire l'orticaria: io aspetto da un po' un OpenSolaris GPL o un HURD funzionante. Della coppia GNU/Linux, linux mi sta un po' sulle balle. Peccato che sia l'unico kernel libero QUASI utilizzabile al 100% come desktop...[/SUPER OT]
        • littLE scrive:
          Re: Bell'articolo, ma..
          Dici due cose che sono in contraddizione: Linux include molti più driver di Hurd proprio perchè non si fa problemi a inserire nel kernel driver binari.
      • paoloholzl scrive:
        Re: Bell'articolo, ma..
        ...
        l'ha Google. Dove sono le 4 libertà del
        software?
        0 - libertà d'uso: no, Google si riserva il
        diritto di cancellare i documenti senza preavviso
        se a loro parere sono illegali o violano altre
        regole che NESSUNO ha letto prima di
        accettarle
        1 - studiare il codice sorgente: no
        2 - modificare il codice: no
        3 - distribuzione: no
        Però è una distribuzione Linux, quindi pur
        violando sistematicamente tutte le libertà del
        software (molto più di quanto non facciano i
        sistemi operativi proprietari!) incontra il
        favore, o meglio l'idolatria isterica, di tutti i
        LUG
        italiani.Faccio parte di un Lug (e ti garantisco che di idolatria per Google ne vedo poca).Comunque il tuo post lo condivido nello spirito, tutti quelli di buon senso devono capire che Google sta facendo quello che sta facendo non per il bene dell'umanità ma per veicolare servizi ma che comunque non sono i programmi (anche se ci saranno programmi, Chrome ad esempio ma anche Picasa ecc. che spingeranno servizi).Ma mi sta bene, spesso la storia dello sviluppo e del progresso informatico è stata l'effetto di scelte fatte da aziende per il proprio tornaconto, che però spesso sono andate a beneficio indiretto di tutti.Potrei fare tanti casi, i servizi gratuiti su Internet in gran parte sono nati per ridurre costi, Openoffice è stato il frutto indiretto di una 'guerra tra aziende' ecc.Insomma Goggle fa quello che fa per guadagnarci, se gli effetti saranno di spingere linux, diffonderlo finalmente sugli smartphone, diffondere sistemi di sviluppo a codice libero, far capire agli utenti che esiste anche altro ecc. ben venga.Starà alla comunità Linux capire che diffondere Firefox è più libero che diffondere Chrome ecc. e far capire agli utenti quali sono i programmi liberi, quali i servizi liberi, e i rischi conseguenti nell'uso dei servizi.Girerò la tua utile osservazione e il tuo post su Free Software in Free World, grazie.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 31 luglio 2009 14.41-----------------------------------------------------------
        • etherodox scrive:
          Re: Bell'articolo, ma..
          PaoloHolzl scrive: tutta la storia dello sviluppo e del progresso informatico è stata l'effetto di scelte fatte da aziende per il proprio tornaconto, che però spesso sono andate a beneficio indiretto di tutti.Un ottimo esempio di revisionismo informatico. Direi che tutta la storia dello sviluppo e del progresso informatico è straordinaria proprio perché viola il principio schumpeteriano che innovazione e progresso sono trainati dall'impresa (se ti leggi il dibattito americano sulla net neutrality vedrai che persino là se ne sono accorti).
          • paoloholzl scrive:
            Re: Bell'articolo, ma..
            - Scritto da: etherodox
            PaoloHolzl scrive:

            tutta la storia dello sviluppo e del progresso
            informatico è stata l'effetto di scelte fatte da
            aziende per il proprio tornaconto, che però
            spesso sono andate a beneficio indiretto di
            tutti.

            Un ottimo esempio di revisionismo informatico.
            Direi che tutta la storia dello sviluppo e del
            progresso informatico è straordinaria proprio
            perché viola il principio schumpeteriano che
            innovazione e progresso sono trainati
            dall'impresa (se ti leggi il dibattito americano
            sulla net neutrality vedrai che persino là se ne
            sono
            accorti).Resto della mia opinione, anche se effettivamente mi sono reso conto che scrivere 'tutta' è stato un errore e non corrisponde appieno al mio pensiero, l'ho sostituito con 'spesso'.
          • reXistenZ scrive:
            Re: Bell'articolo, ma..


            Un ottimo esempio di revisionismo informatico.

            Direi che tutta la storia dello sviluppo e del

            progresso informatico è straordinaria proprio

            perché viola il principio schumpeteriano che

            innovazione e progresso sono trainati

            dall'impresa (se ti leggi il dibattito americano

            sulla net neutrality vedrai che persino là se ne

            sono

            accorti).

            Resto della mia opinioneAnche io come te. E non conosco nulla che più della cosiddetta "net neutrality" incarni il conflitto tra diversi attori economici.
          • etherodox scrive:
            Re: Bell'articolo, ma..
            L'eufemismo non mi sembra meno revisionista ;-)Il mercato è tutto o piuttosto cerca di prendersi tutto?
    • Maurizio Contino scrive:
      Re: Bell'articolo, ma..
      Concordo quasi su tutto... mi spaventa più che altro l'uso dei dati. Non penso ad oggi (anche se già oggi Google ha dovuto pubblicamente piegarsi al governo cinese) ma ai prossimi vent'anni, trent'anni. Che razza di governo ci sarà? Mah... sarà ancora una democrazia? Magari sarà meglio oppure molto peggio!Il problema di perdere le "libertà digitali" non credo sia un vero problema. Personalmente credo che adotterò sempre un bel notebook con i miei programmi preferiti. La digital life nasce prima delle aziende e potrà benissimo vivere in parallelo. Si perderà office o open office? Ce ne faremo una ragione e andremo a cercare qualcosa di diverso su source forge! La massa seguirà il cloud computing? Le libertà personali esistono per usarle... che la massa faccia un po' quel che l'aggrada tanto ha sempre fatto il contrario di quello che si ritiene logico.Una curiosità: più che il cloud computing, non vi spaventa che google si stia infilando in ogni anfratto informatico? Ero entusiasta di Android ma l'idea di trovarmelo dal telefono alla caffettiera al pc... questo mi puzza di pensiero unico.Ciao,Maurizio Contino
      • Bic Indolor scrive:
        Re: Bell'articolo, ma..
        - Scritto da: Maurizio Contino
        Concordo quasi su tutto... mi spaventa più che
        altro l'uso dei dati. Non penso ad oggi (anche se
        già oggi Google ha dovuto pubblicamente piegarsi
        al governo cinese) ma ai prossimi vent'anni,
        trent'anni. Che razza di governo ci sarà? Mah...
        sarà ancora una democrazia? Magari sarà meglio
        oppure molto
        peggio!
        concordo.
        Il problema di perdere le "libertà digitali" non
        credo sia un vero problema. Ah no? Lo è da quando esiste la rete.
        Personalmente credo
        che adotterò sempre un bel notebook con i miei
        programmi preferiti. La digital life nasce prima
        delle aziende e potrà benissimo vivere in
        parallelo. Vero, ma se il notebook si rompe e non si può più riparare o sostituire perché in commercio ci sono solo netbook, che farai?
        Si perderà office o open office? Ce ne
        faremo una ragione e andremo a cercare qualcosa
        di diverso su source forge! Qui scusa ma proprio non hai capito. Non stavo parlando di Office o OpenOffice nello specifico, ma del concetto di software in locale che rischia di perdersi. Puoi cercare quanto vuoi su source forge (che a questo punto diventerebbe una cloud di prodotti open compilati in remoto... forse), ma quello che cerchi non lo troverai.
        La massa seguirà il
        cloud computing? Le libertà personali esistono
        per usarle... che la massa faccia un po' quel che
        l'aggrada tanto ha sempre fatto il contrario di
        quello che si ritiene
        logico.Concordo in parte: il livello di intelligenza della massa è pari a quello del suo elemento più stupido, questo lo sappiamo bene. E può essere ingannata facilmente da chi manipola l'informazione: per capirci, un netbook costa 200 euro meno di un notebook, e vive max 3 anni. Anche se il servizio Office cloud fosse e restasse sempre gratuito, tu avresti risparmiato 200 euro in 3 anni (presumendo che sul notebook tu usi openoffice invece di MSOffice). QUELLO E' IL PREZZO A CUI HAI (S)VENDUTO LE LIBERTA' DIGITALI. Se poi cominciassero a farsi pagare... che so, mettendo finti banner giganteschi ed invadenti sulla versione free e proponendoti di farli sparire a solo 5 euro al mese? in 36 mesi fa 180 euro. Il prezzo a cui hai svenduto le libertà digitali è ... 20 euro ogni 3 anni!!!!Solo che la "massa" decide anche per te. E se decide che tizio è da mandare al rogo, tizio viene mandato al rogo, anche se tu hai mille dubbi sulla sua colpevolezza.
        Una curiosità: più che il cloud computing, non vi
        spaventa che google si stia infilando in ogni
        anfratto informatico? Ero entusiasta di Android
        ma l'idea di trovarmelo dal telefono alla
        caffettiera al pc... questo mi puzza di pensiero
        unico.Concordo.
        Ciao,
        Maurizio ContinoCiao,La Penna a Sfera Niente Male.
    • th3darkang3 l scrive:
      Re: Bell'articolo, ma..
      hai ragione vedo già la gente che se la prende con tipi come noi dicendoci che loro "non hanno niente d nascondere", ed intanto non capiscono che non si tratta di nascondere qualcosa, ma di proteggere la nostra vita da chi la puo' utilizzare contro di noi, a proprio vantaggio, e per scopo di lucro ovviamente......io racconto sempre tutto della mia vita, ma ai tanti amici che ho,e non su facebook...che sembra una XXXXXXXta (concedetemi questo termine vi prego), ma ho visto in molte persone fraintendere il concetto di amicizia...ma questo è un altra faccia della virtualizzazione... un altra che fa male.
  • Valerio Mag scrive:
    L'hard disk di un computer non si rompe?
    E' vero che ci sono dei disservizi, ma in quanto tali sono una anomalia, non la normalità. Il vero problema potrebbe essere non poter accedere alla rete, ma a quanti di noi il pc di punto in bianco non si è più acceso sia per problemi hw e sw? Le web-application riducono (almeno un pò) il carico di lavoro del computer locale e anche la progettazione dei sistemi operativi per il pc dovrebbe essere orientata a fare una sola cosa: andare sul web ed interpretarne i linguaggi! Quindi si può immaginare una progettazione software più snella e , forse, più stabile e sicura.l'unico problema che condivido è la gestione dei dati, ma la cosa più grave è che nessuno di noi sembra avere idee per risolvere, siamo tutti pronti a dire che occorre smettere di caricare i nostri dati online e un minuto dopo condividiamo le foto di una giornata al mare su facebook!www.tecnonews.org (se posso)
    • th3darkang3 l scrive:
      Re: L'hard disk di un computer non si rompe?
      riguardo i problemi tecnici sono daccordo, secondo me si potrebbe far pari come dici tu, ma la realtà che ho visto fin ora è che mi è capitato in 15 anni di utilizzo che il mio computer non partisse 3 o 4 volte... gmail invece è stata inaccessibile in molti meno anni piu volte, come pure altri servizi.ora 2 cose:- tu pensi che avere webapplication sia sinonimo di scaricare il carico del proXXXXXre e/o della memoria? non è assolutamente vero, te lo dico da sviluppatore, piu si complicano le cose e piu diventano pesanti, alla fine ti trovi ad eseguire del codice da interpretare in tempo reale... secondo me le uniche applicazioni che giovano da questo progetto sono quelle che effettuano un gran numero di calcoli a scopi economici/statistici/commerciali, e i servizi di delivery di videogame online (non si ha bisogno di cambiare l'harware per giocare a giochi di nuova gen) anche se su quest'ultimo ancora sono un po' scettico...- la seconda cosa è che, non è che se tu vai a mettere i tuoi dati su facebook e compagnia, lo fanno tutti... io non l'ho mai fatto, e non me ne pento di certo, in barba a quelli che mi dicono che "se non sei su facebook non sei nessuno"...
      • reXistenZ scrive:
        Re: L'hard disk di un computer non si rompe?

        riguardo i problemi tecnici sono daccordo,
        secondo me si potrebbe far pari come dici tu, ma
        la realtà che ho visto fin ora è che mi è
        capitato in 15 anni di utilizzo che il mio
        computer non partisse 3 o 4 volte... gmail invece
        è stata inaccessibile in molti meno anni piu
        volte, come pure altri
        servizi.I problemi di acXXXXX non sono unici di gmail, tutti i provider ne soffrono. E se il mail server è down, hai voglia a collegarti col tuo pc, anche senza cloud computing.A meno che a te non interessi leggere i nuovi messaggi o spedirne, ma solo leggere la posta vecchia...
        • th3darkang3 l scrive:
          Re: L'hard disk di un computer non si rompe?
          infatti già non ci avevo pensato... il concetto èMA CHE CI LAMENTIAMO DI GMAIL QUANDO è DA QUANDO HANNO INVENTATO LA POSTA ELETTRONICA CHE POSSONO LEGGERE LE NOSTRE EMAIL??? POICHE IL SERVIZIO DIPENDE COMUNQUE E SEMPRE DAI SERVER DI POSTA... ^_^mi hai fatto riflettere, che prima di trovare le risposte bisogna porsi le giuste domande ^_^
          • Genoveffo il terribile scrive:
            Re: L'hard disk di un computer non si rompe?
            - Scritto da: th3darkang3 l
            infatti già non ci avevo pensato... il concetto è

            MA CHE CI LAMENTIAMO DI GMAIL QUANDO è DA QUANDO
            HANNO INVENTATO LA POSTA ELETTRONICA CHE POSSONO
            LEGGERE LE NOSTRE EMAIL??? POICHE IL SERVIZIO
            DIPENDE COMUNQUE E SEMPRE DAI SERVER DI POSTA...
            ^_^

            mi hai fatto riflettere, che prima di trovare le
            risposte bisogna porsi le giuste domande
            ^_^Mai sentito parlare di crittografia?No, eh?
      • William scrive:
        Re: L'hard disk di un computer non si rompe?
        - Scritto da: th3darkang3 l
        ormai non è piu la tv a condizionarci... si pensa
        che ai vertici del potere ci siano solo
        vecchiacci che non sanno nulla di tecnologia... è
        vero non hanno bisogno di conoscerla, loro sanno
        già come condizionarci, e hanno team di persone
        che realizzano le loro
        idee.

        non credo di essere cinico, osservo troppo quello
        che dice e che compra la gente... soprattutto chi
        mi sta vicino, ed sono convinto che siano poche
        le persone che ancora pensano e prendono
        decisioni da sole o coscientemente
        almeno...

        SalutiCredo che la veda abbastanza chiara, purtroppo.
Chiudi i commenti