Blair ha gli occhi a raggi X

di Lamberto Assenti - Il premier britannico è il principale autore dell'uomo trasparente, è il fanatico della glasnost al contrario, è quello che tutto vede e tutto sa. Di tutti. Inutile stupirsi ora


Roma – Il primo ministro britannico quando guarda le case nelle quali vivono i sudditi di Sua Maestà è in grado di sapere quante persone vi sono all’interno, quanto spesso si scambiano messaggi, da quanto tempo si conoscono e talvolta persino perché. Tony Blair, infatti, da quando è divenuto premier è riuscito a trasformare internet e le nuove tecnologie di comunicazione in un formidabile strumento per rendere trasparenti all’intelligence governativa i cittadini e le loro attività.

Intendiamoci, la cosa è del tutto risaputa. Nel luglio del 2000 il governo del premier laburista varò il progettone ribattezzato su queste pagine Piccolo Fratello , un sistema da 20 milioni di sterline per trasformare i fornitori di connessione internet anche in fornitori di informazione ad uso e consumo dei tutori dell’ordine, togliendo contestualmente di mezzo bizantine autorizzazioni, quelle tutele del cittadino divenute incompatibili con le esigenze di uno stato moderno. La BBC classificò tutto ciò come “inettitudine”.

Ma se a dicembre di quell’anno si parlava di voglia matta del voyeur inglese per ironizzare sui contenuti della glasnost al contrario inventata da Blair, le cose, da lì in poi, sono andate peggiorando un po’ ovunque. Tanto da indurre autorevoli osservatori a paragonare l’uomo contemporaneo ad un uomo di vetro . Senza contare poi la spinta propulsiva giocata proprio da Londra perché passasse la contestatissima convenzione europea contro il cybercrime, che immola pezzi di libertà sull’altare di una fantomatica sicurezza.

Dopo tutto questo, nei giorni scorsi, la rete non profit di Statewatch nel suo rapporto 2003 ha accusato l’amministrazione Blair di aver raddoppiato in cinque anni il numero di intercettazioni delle comunicazioni, siano esse telefoniche o internettiane.

Con la pubblicazione dei dati Statewatch, qualche piccola polemica si è sentita ma si è già assopita. Non fanno notizia misure come quelle, per fare un esempio, che consentono con un unico provvedimento di tenere sotto controllo qualsiasi comunicazione arrivi o provenga da un indiziato, indipendentemente dal media utilizzato. E questo per interi mesi.

In una società che un tempo coniò il termine privacy e che oggi costella le strade delle sue città di telecamere, che ricorre pesantemente alla biometria, che tiene sotto controllo i provider e che dà alle forze dell’ordine accesso rapido a tutte le comunicazioni dei cittadini, fa sorridere il senso di stupore di qualche commentatore di fronte alle cifre snocciolate da Staewatch. Ma ancora di più fanno sorridere, amaramente, le brevi note di Downing Street, che giocando con i parametri di rilevazione delle intercettazioni vorrebbe ridurre le accuse gettando acqua sul fuoco. Ma davvero non serve: il fuoco è già spento.

Lamberto Assenti

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • claudia spagnuolo scrive:
    lettera aperta al governo italiano
    Lasciateci internet libero perche' le persone che sono impegnate su questo mezzo sono parecchie : a questo proposito vorrei anche ricordarvi che anche bloccando internet con dei limiti di vario genere ,o a pagamento , oltre a distruggere la vera essenza di questo meraviglioso mezzo di comunicazione ,precludereste a moltissimi di confrontarsi sulla la rete o , cosa ancora piu' grave,di poterci lavorare . Diventeremmo ancora una volta l'ultimo paese europeo e forse uno degli ultimi a livello mondiale , pari solo a quelli dove regna ancora la mancanza di liberta',e siccome gia' siamo in numero basso come utenti , dovreste invece cercare di incrementare l'uso libero della rete anche perche' l'uso della rete da sviluppo e lo sviluppo si traduce in lavoro .
  • Anonimo scrive:
    Qui si va oltre la licenza GNU/GPL.....
    Ad una prima lettura della licenza c'è da rimanere interdetti.C'è un grossa confusione nei termini usati per indicarele parti. Il Beneficiario (l'autore del software) deve trasferirealla FSF Europe i diritti completi del software per quantoriguarda i paesi anglosassoni. Per alcuni paesi (Italia, Francia, Germania ed in pratica tutti i paesi con diritti di estrazione romana) invece questi diritti vengono estesi anche alla FSF Europe. Quindi il beneficiario vero dell'operazioneè l'autore è non la FSF Europe. L'autore secondo la FSF Europe diventa Beneficiario per due distinte concessionidella FSF Europe:1) il beneficio dell'uso dell'opera (copyright) concesso da FSF Europe all'autore dopo che questi ha trasfertiro tutti i diritti dell'opera alla FSF Europe2) il beneficio (ipotetico) di vedere tutelato da FSF Europeeventuali violazioni dell'uso del software conferito alla FSF.A me questa cosa pare una bischerata, legalmente parlando.
  • cla scrive:
    Ma dove c***o va a finire
    il modello collaborativo se:"Similar to the GNU General Public License (GPL), everyone is given permission to copy and distribute it, but changing it is not allowed."O sono rinco io o sono impazziti loro
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma dove c***o va a finire
      - Scritto da: cla
      il modello collaborativo se:

      "Similar to the GNU General Public License
      (GPL), everyone is given permission to copy
      and distribute it, but changing it is not
      allowed."

      O sono rinco io o sono impazziti loroL'affermazione è riferitaall'accordo E non al software regolamentatodall'accordo.Ciauz-
  • Anonimo scrive:
    Domanda...
    chi finanzia tutto cio'?
Chiudi i commenti