Blender: il futuro dei chatbot con l'IA di Facebook

Blender è la nuova base open source di Facebook per un chatbot basato su IA, con nuove capacità in termini di conoscenza ed empatia.
Blender è la nuova base open source di Facebook per un chatbot basato su IA, con nuove capacità in termini di conoscenza ed empatia.

Blender è la nuova soluzione open source di Facebook per lo sviluppo di un chatbot basato su Intelligenza Artificiale. Il gruppo presenta il progetto come il punto di arrivo di anni di ricerca, una summa di capacità conversazionali che intende aggiungere ricchezza, colori e sfumature all’approccio del bot con l’utente. La sfida è quel test di Turing che (più immaginifico che altro, ormai) vuole portare l’interazione tra robot e umano verso una sfera quanto più naturale possibile.

Blender, IA per chatbot

In particolare il modello nasce su nuove tecniche che mettono assieme qualcosa come 9,4 miliardi di parametri (qualunque cosa si intenda in questo riassunto numerico: la quantità è molto ma non è tutto), ossia 3,6 volte in più gli standard antecedenti – dettati fin qui da Google. Tutto ciò, spiega il team di Mark Zuckerberg, viene messo a disposizione al fine di poter continuare la ricerca da qui in poi, cercando di portare ulteriore “empatia, conoscenza e personalità” all’interno delle capacità di conversazione del bot.

Di qui in poi il percorso è di esclusiva competenza di tecnici e ricercatori. Questa è la pagina ufficiale del progetto, questo è il documento che ne descrive i dettagli. Questa una simulazione delle conversazioni possibili in questa fase, tra le cui righe si potranno cercare quelle prime sfumature che Facebook intende portare all’interno del rapporto uomo-macchina (curioso che come primo esempio il team abbia sollecitato il chatbot sul tema di Steve Jobs):

Chatbot con Blender

Secondo i ricercatori Facebook, il modello posto in essere è ad oggi superiore a qualsiasi risultato fin qui ottenuto, il che sarà misurabile in termini di “umanità” del discorso e coinvolgimento nel dialogo.

L’impatto di mercato potrebbe essere altissimo poiché un sistema migliore ed in grado di conquistarsi la fiducia degli utenti potrebbe far compiere passi avanti nell’assistenza per le aziende, negli assistenti vocali e in molti altri comparti. La situazione attuale, che allontana le persone ed incoraggia l’uso di strumenti digitali, non potrà che accelerare le procedure su questo fronte.

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30 04 2020
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