Boeing: sicuri i cellulari in aereo

E se lo dice il costruttore... Per ribattere a chi ritiene ancora rischioso l'uso dei telefonini sui voli di linea, il costruttore e i suoi partner scendono in campo. Ormai non c'è pericolo, dicono


Washington (USA) – I tecnici della Connexion , sussidiaria Boeing , devono essere saltati dalla sedia dopo aver letto le dichiarazioni dei ricercatori della Carnegie Mellon University : “Le emissioni elettromagnetiche di laptop, PDA e console portatili sono considerate rischiose in qualsiasi momento del volo”.

L’azienda statunitense è infatti impegnata nello sviluppo e installazione di sistemi wireless broadband per gli aerei di linea trans-oceanici: se le interferenze fossero un pericolo – sostengono – qualcuno se ne sarebbe accorto. “Non vi è mai stato alcun danneggiamento o incidente provocato dall’interferenza magnetica dei cellulari o di altri dispositivi portatili. Ci sono delle accuse, ma nessuna prova”, ha dichiarato Dave Carson, portavoce di Connexion.

Anche OnAir condivide le valutazioni di Connexion, e ha sottolineato che Carnegie Mellon fa riferimento a uno studio con tecnologie vecchie di tre anni. Le attuali tecnologie, a detta degli esperti, non rendono possibile l’interferenza con i sistemi di navigazione degli aerei. Insomma, i passeggeri possono essere sicuri che i servizi di comunicazione broadband di entrambe le aziende sono sicure.

Boeing ha iniziato ad utilizzare i servizi Connexion nel maggio del 2004 su alcuni voli internazionali Lufthansa . Da allora non si è mai verificato alcun problema, anche quando sono state coinvolte altre compagnie come El Al , Japan Airlines , Korean Airlines , Scandinavian Airlines , e Singapore Airlines .

OnAir ha appena iniziato a fornire i suoi sistemi alla Airbus . “La nostra tecnologia dimostrerà che non vi sono interferenze con i sistemi di navigazione e neanche con i network delle telecomunicazioni a terra”, ha dichiarato Charlie Pryor, portavoce di OnAir. “Le compagnie aeree saranno in grado di controllare ogni aspetto che riguarda l’utilizzo del servizio. I nostri studi hanno dimostrato che la maggior parte dei passeggeri vorrebbero poter disporre di ogni opzione, sia essa voce o dati”.

Connexion e OnAir, comunque, hanno riconosciuto la professionalità dei ricercatori della Carnegie Mellon. Condividono infatti l’opinione che il decollo e l’atterraggio siano da considerarsi comunque momenti critici , e che quindi ogni dispositivo portatile nonché cellulare dovrebbe essere spento. “In quei momenti i sistemi di navigazione svolgono un ruolo fondamentale, sono d’accordo nel mantenere il divieto solo in queste fasi”, ha dichiarato Carson.

“In verità c’è una minoranza che si oppone all’idea dell’utilizzo dei cellulari sugli aerei, ma è la stessa che, se potesse, li vieterebbe in ogni luogo pubblico”, ha dichiarato Pryor.

Carson è stato a lungo tempo membro del RTCA 202 Advisory Committee , che sta esaminando la questione dei dispositivi elettronici sugli aerei. Il Comitato fa riferimento alla U.S. Federal Aviation Authority e alla Federal Communications Commission , che entro la fine dell’anno prenderanno una decisione definitiva al riguardo.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    Finalmente, ma in Italia è pura utopia
    Era una questione ovvia di civiltà che questo problema fosse finalmente posto in questi termini.Il problema è che da noi è impossibile realizzarlo, a causa della ( endemica ) collusione tra poteri forti e politica, che si autoproteggono ed autolegittimano.Questo vizio italico di " correre in soccorso sul carro del vincitore " rimarrà sempre dato costante, per cui un plauso sicuro va a chi ha sollevato la questione, senza farsi illusioni che nella mente del potere politico ci sia la libertà e l'eguaglianza nella fruizione dei servizi telematici, alla base della moderna libertà di comunicazione.
    • vicecalvin scrive:
      utopia pura
      Non solo per le collusioni simil-mafiose tra i poteri economici e quelli politici... ma soprattutto perché c'è UNA società che di fatto è monopolista del settore... e si farà scippare così tranquillamente la rete? Mica possiamo fare come nel Regno Unito: no no, sarebbe un regalo ai consumatori e al mercato che qui è pura illusione! Alla faccia della concorrenza!!!
  • Anonimo scrive:
    Non solo il satellite
    La cosa più importante tra le proposte mi sembra in assoluto quella della abolizione dei contratti annuali. Contratti a scadenza più breve, max 3 mesi, darebbero una vera scossa al mercato delle adsl, secondo me anche con una ottima spinta ai provider per aumentare la copertura a caccia di nuovi clieneti e quindi con conseguente riduzione del digital divide.Certo poi qui bisogna stare attenti che i nuovi clienti non siano solo nuovi polli da spennare.Per la velocità bisogna rassegnarsi a pagare per avere garanzie di banda. Non vedo altre soluzioni.Per la disponibilità dei servizi a banda larga eliminando il digital divide credo le associanzioni dei consumatori non facciano abbastanza, come del resto i politici. Ma del resto anche i digital divisi non mi sembra siano capaci di esprimere una qualsivoglia iniziativa decente di protesta.Giusto per non essere accusato di essere un rappresentante di qualche ditta fornitrice di servizi internet satellitari ( che comunqe IMHO con le opporutne ricerche tecniche nel campo sarebbe la soluzione anti digital divide migliore), direi che sarebbe opprtuno che l'internet per tutti a parità di condizioni e disponibilità di tagli di banda larga dovrebbe venire dall'alto (anche i palloni aerostatici o altro), ma comunque wireless.Secondo me ne va davvero di mezzo il futuro economico del Paese.
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