Book Search, libri ed azione

di L. Maccari (leonardo.lilik.it) - Google gioca d'anticipo, forte di spalle larghe e di proposte allettanti con cui si conquista i dinosauri del vecchio mercato. Prospettive sulla libreria globale di BigG

Roma – Sospendiamo per una pagina il giudizio sulla privacy, la censura e il resto dei punti oscuri di bigG. Pensiamo al ruolo che Google oggi possiede in relazione a media e cultura. Mi riferisco in particolare a tre situazioni molto simili tra loro. La prima è l’accordo con cui la RAI ha aperto un canale su YouTube per diffondere materiale prodotto con il nostro canone. L’inizio non era dei migliori, la RAI intima a YouTube di rimuovere video coperti da copyright. La conclusione è stata un accordo perché il servizio pubblico aprisse un canale su YouTube, ad oggi tra i più visti. La seconda è la faccenda di Google Books e l’associazione degli editori americani. Anche in questo caso le cose iniziano male, Google viene denunciata per aver riprodotto qualche milione di volumi senza permesso, anche in questo caso il finale è diverso: Google paga una penale, ma trova un accordo sulla distribuzione dei libri . Infine, quello che è successo con i siti di giornalismo: qui il caso è ancora in divenire ma si delinea una conclusione simile, con Google che promuove nuove forme di accesso con micropagamenti . Il leitmotiv che lega questi casi è che le attuali leggi che regolano il diritto d’autore sono così sproporzionate nel dare potere agli editori che rappresentano un freno per qualsiasi attività correlata.

Cosa ha fatto Google? Ha dato spazio a copie di programmi della RAI, ha pubblicato estratti di libri ancora coperti da copyright, ha indicizzato ed aggregato notizie da altri siti, tutto senza senza detenere i diritti sui contenuti con cui opera. Attività per cui è molto difficile dimostrare un danno diretto agli editori, mentre è ovvio il vantaggio per Google e per i suoi milioni di utenti. Attività che in molti paesi sono sufficienti per una condanna ma che Google ha intrapreso comunque, prendendo un rischio ma immaginando di poter trovare un equilibrio finale.

Che cosa succederebbe se domani io inventassi un servizio di preview per musica? Un sito pieno di pubblicità dove caricare i primi 30 secondi di milioni di pezzi coperti da copyright? Molto rapidamente le associazioni di discografici riuscirebbero a far chiudere il sito ed a farmi passare la voglia di riprovarci. Con Google è un po’ più difficile, non solo per le risorse che può mettere in campo ma soprattutto perché è disposta a pagare centinaia di milioni in multe pur di trovare un accordo ed essere il primo sito ad offrire un certo servizio. A Mountain View hanno evidentemente capito che le loro soluzioni non sono vantaggiose solo per Google ma anche per gli editori stessi, quindi confidano che un accordo alla fine si troverà. È però più facile per Google trovarlo quando l’infrastruttura è già in piedi, milioni di utenti usano il servizio ed il potere contrattuale verso gli editori è molto più forte perché anche loro intravedono dei guadagni concreti. Nel dubbio, un nuovo servizio viene lanciato, sapendo che insieme arriveranno le querele, poi si troverà una soluzione.

È un altro esempio del fatto che le leggi sul diritto d’autore avvantaggiano solo chi ha i soldi per attaccare (o per difendersi), ma in questo caso, al contrario dei precedenti, i soldi stanno dalla parte di qualcuno che ha interesse a fornire servizi agli utenti. Intendiamoci, Google fa il suo interesse, ma da qualche anno ci siamo abituati al fatto che l’interesse di Google produca servizi utili agli utenti. Una volta sfondata la porta, altre aziende potranno seguire (antitrust permettendo) e prima o poi la pratica verrà accettata magari anche dalle leggi.

La questione di Google Books poi è collegata alle prospettive dell’editoria e del giornalismo online. Sono molti anni che si parla della scomparsa dei libri e dei quotidiani cartacei, che nella pratica ancora non avviene. Oggi però qualche novità si intravede se produttori come Asus pensano veramente di vendere ebook reader ad un prezzo vicino a 100 euro. Al contrario degli attuali lettori di ebook si tratta di oggetti che molte persone potrebbero veramente comprare. Con quali conseguenze? Che probabilmente cominceranno a comprare anche libri online, ad abbonarsi a riviste e giornali in formato elettronico e conseguentemente ad abbandonare progressivamente il cartaceo. Teniamo presente che l’unica differenza sostanziale tra un file mp3 un video ed un libro, per come comunemente li usiamo oggi, è che il libro ha ancora la sua fisicità. Domani, se questa verrà meno potremmo rivedere anche in questo settore un film conosciuto: il p2p, la pirateria, la lotta alla pirateria ecc… Questa situazione l’hanno intuita gli editori e stanno cercando di capire dove posizionarsi. C’è chi ha trovato un accordo con Google, chi lo sta cercando, chi non ne vuole sapere.

Un’altra differenza con gli mp3 in realtà esiste: chi ha un libro di carta difficilmente può metterlo online in formato digitale come faceva con un CD. Non è una differenza da poco, perché il successo del file-sharing di musica deriva dal fatto che il catalogo, oltre che gratuito, è sterminato. La musica digitale infatti esisteva da ben prima del p2p (tutti hanno imparato cosa vuol dire rippare un CD) e sulle reti di sharing si trova una buona parte della storia della musica. Con i libri la stessa cosa sarebbe più difficile, perché il libro digitale nasce insieme alla tecnologia per leggerlo (o quasi) e finora solo una piccola parte è stata digitalizzata. Ad esempio, il catalogo di ebook di Amazon contiene 300.000 libri , che sono meno di quanti sono stati pubblicati nel 2005 solo in Gran Bretagna e Stati Uniti .

Google gioca un ruolo importante perché sta stringendo accordi con editori e biblioteche per digitalizzare i contenuti e sta portando su internet quei libri che gli utenti da soli faticano a digitalizzare. Invece che milioni di ragazzi che rippano libri, potremmo avere milioni di libri rippati da Google. Non c’è solo Google a digitalizzare contenuti: Europeana, il progetto Gutenberg, in Italia liberliber sono progetti che digitalizzano libri, per la maggior parte nel pubblico dominio. Lo fa anche Google (per certi aspetti in modo criticabile ) ma proprio in virtù della sua posizione di forza sta dando un’accelerata al processo digitalizzando anche libri coperti da copyright, per la maggior parte fuori stampa. Tenete presente che al contrario di quanto accade per la musica la maggior parte della letteratura è già nel pubblico dominio. Pensate a tutti i libri che vi hanno chiesto di leggere o studiare a scuola, quanti dei loro autori sono morti da meno di 70 anni?

Concludendo, il film in questo caso potrebbe essere diverso, perché le tanto vituperate reti p2p potrebbero essere utilizzate prevalentemente per scaricare contenuti nel pubblico dominio o che pur essendo ancora coperte da copyright, non sono più in stampa, quindi fisicamente fuori commercio; le case editrici dovranno adeguarsi alla concorrenza legale di milioni di classici. Speriamo che inventino qualcosa di meglio di quanto hanno fatto i loro colleghi per la musica, visto che sarà molto difficile piangere miliardi di perdite facendo leva sull’analogia tra copia pirata e mancato acquisto di un’opera fuori stampa…

Leonardo Maccari
http://leonardo.lilik.it

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  • pippo pippi scrive:
    138 mila ???
    Ci credo che abbiano bisogno di investire 4 miliardi ... 138.000 utenti in fibra in tutta la Francia e' unacifra ridicola ... Sveglia !! in Italia siamo sempre ultimi nelle classifiche sulla banda larga perche' qua la tv via cavo non ha mai preso piede e negli altri paesi su quei cavi ora ci fanno girare le connessioni dati, per quel che riguarda la fibrasiamo sempre stati un passo avanti a quasi tutti ... di sicuro alla Francia, e in piu' gran parte degli investimenti sono arrivati da privati, noi non abbiamo dovuto metterci una lira ... Sempre tutti pronti a piangersi addosso eh ...
    • LuNa scrive:
      Re: 138 mila ???
      ma cosa dici ?il progetto socrate è stato pagato da NOI, poi dopo SOLI 10 anni qualcuno finalmente ci ha messo dei cavi (vedi FASTWEB e vedi solo perchè è venuto a cadere l'ultimo miglio altrimenti con il CACCHIO che avevamo le fibre)la tv in itaGlia è impossibile perchè un NANO ne ha il monopolio totale e completo, così come ha il monopolio totale e completo di tutto il paese, della stampa e di tutto ciò che ti viene in testa.in'oltre, investire in banda larga in questo paese è proprio l'ultimo dei problemi: certo, se poi al posto della banda larga costruiamo ponti inutili ti do perfettamente ragione.
  • nome cognome e soprannome scrive:
    Ragionamenti italici
    Valeren, hai ragione: siccome non ci sono alternative, teniamoci il nano.Il mio ragionamento invece: intanto mandiamo via il nano che blocca tutto, poi iniziamo NOI a fare politica. I cittadini. Gli italiani.Poi iniziamo a far discutere le nostre proposte di legge.Poi iniziamo a mandare a casa chi non risolve i problemi nell'arco di una legislatura. A casa per sempre però. Non come Veltrusconi che rientra dalla finestra.Alla redazione: non amo scatenare flame. Non credo che questa mia risposta possa scatenare flame. Perché chiudere una discussione a priori?
    • Un compagno scrive:
      Re: Ragionamenti italici
      Vuoi cacciare il "nano", bravo. Poi sarà il turno dei "negri", degli ebrei, degli invalidi. Complimenti davvero, si vede che NON sei di sinistra. Vai dal tuo amico Beppe Grillo, è meglio.Meglio non essere rappresentati in parlamento, come adesso, che andarci grazie ai voti dei razzisti come te. Vi meritate Berlusconi (io lo chiamo col suo nome).
    • LuNa scrive:
      Re: Ragionamenti italici
      perchè se parli di politica vieni cassato a priori. Appunto, siamo in Italia ricordi ? :DGuai poi a parlare di Bing, la scure della censura interverrà su di te inesorabile.
  • Sbarulik scrive:
    Superiorità culturale francese
    Ancora una volta, la Francia ci umilia. Sono migliori di noi, arrivano sempre prima di noi, riescono meglio di noi, hanno più gnocca di noi. Solo nel calcio siamo migliori; ovvio, tutti i paesi del terzo mondo sono forti nello sport.E' giunto il momento per chiederlo ufficialmente:o francesi, siate buoni, colonizzateci. Saremo sudditi disciplinati e mansueti, se c'è una cosa in cui riusciamo bene noi italiani è chinare la testa al potere costituito. Per cui: conquistateci, portateci la vostra civiltà superiore, e regnerete felici per secoli.Merci.
    • pippo pippi scrive:
      Re: Superiorità culturale francese
      Ma che cavolo dici ???A Milano e dintorni fastweb i 100 mega li fa arrivare da un pezzo, e senzacontributi pubblici , solo un privato (fastweb) che investe doveha un tornaconto.
    • Rainheart scrive:
      Re: Superiorità culturale francese
      Nessuno ti obbliga a restare, emigra pure, più aria per noi.
  • Roberto Simoni scrive:
    Investire su Ciarrapico e Parrucchini
    In Italia invece di investire sul futuro si continua a finanziare solo Ciarrapico e le annesse fabbriche di parrucchini.
  • Nome cognome e soprannome scrive:
    Certo che il rallentamento è voluto!
    Quando scrivevo il blog, raccoglievo e documentavo tutte le malefatte.Sono anni (almeno 10) che destra e sinistra rallentano VOLUTAMENTE lo sviluppo di mezzi di comunicazione/informazione alternativi alla tivvù.Leggasi Internet, UMTS, Wimax et similia.A suon di leggi, decreti e aggiunte "bizzarre" nelle finanziarie.Urbani, Levi, Pisanu, Fioroni, Gentiloni...Andatevi a leggere cosa hanno fatto costoro negli anni.Davvero ancora credete che sono vecchietti incapaci?Ingenui. E' VOLUTO. Conoscono bene le potenzialità della Rete e ne hanno paura. Berlusconi è iscritto alla P2.Andatevi a leggere il programma di Propaganda 2 (P2).Mi pare che lo stiano portando avanti abbastanza bene.Il motivo è semplice: se non hai lavoro non sei libero. Lo diceva Pertini.Gli appoltronati, i monarco-politici, hanno una paura fottuta che la gente riesca a comunicare. Meglio il digitale terrestre, perché si sa, la tivvù lava bene il cervello.Il 5 dicembre, a Roma, c'è il No-B-Day. Invece di star qui a lamentarci, PARTECIPIAMO in massa.
    • Valeren scrive:
      Re: Certo che il rallentamento è voluto!
      Tutto convincente fino all'ultimo paragrafo.OK, mettiamo che si riesce a spedire nano e ballerine a casa.Come hai scritto tu ci sono solo altri con lo stesso obiettivo, per volontà o per incapacità poco importa.Chi mettiamo al governo, Pannella?
  • Bic Indolor scrive:
    Internet diritto fondamentale?
    Nel paese che ha partorito e promosso in Europa e nel mondo la dottrina sarkozy?Bel diritto fondamentale, se possono togliertelo al primo capriccetto di una starletta backed da una major...
  • fox82i scrive:
    Che buffo...
    Buffo notare come in tempo di crisi tutti gli alri Stati Europei credono nell'e-commerce e quindi finanziano l'ampliamento dell'infrastruttura di rete!Mi chiedo perchè noi italiani dobbiamo ragionare in modo differente ed alla vecchia maniera...
    • Valeren scrive:
      Re: Che buffo...
      Ci vorrebbero mesi per risponderti in modo completo ed esauriente...1) Al governo o abbiamo vecchi che non sanno a malapena accendere la TV o giovani che sono arrivate passando da sotto la scrivania. Cosa possono saperne / capirne?2) Internet = libertà di informazione. Il male assoluto!3) Col ponte ci guadagnano tutti (loro), vuoi mettere?4) Berlusca non possiede ISP altrimenti vedevi come saltavano fuori i dindi!
  • Frengozz scrive:
    La banda larga non serve a nulla. Meglio
    La banda larga non serve a nulla. Meglio, molto meglio lo stretto sul ponte. Il ponte porta ricchezza, posti di lavoro, benessere, ad almeno meta' della penisola, soprattutto quella del Sud, sempre scarsa di opportunita' lavorative. E non e' poco.
    • Mauro scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Il ponte porta soldi alla mafia che lo costruirà, che lo gestirà, che ci farà passare i camion pieni di coca ed affini. Il ponte sarà una cattedrale nel deserto, perchè avremo un ponte nuovo in una rete stradale PENOSA come quella del sud. Il ponte ha un costo non indifferente. Il ponte lo vogliono in pochi.Internet è un investimento, internet serve a TUTTA Italia, internet serve per il futuro, internet è INDISPENSABILE sia per i cittadini che per le aziende, internet permette mostruosi risparmi di tempo e soldi, internet crea posti di lavoro in TUTTA Italia.Ah, internet è un diritto, il ponte non penso.
      • maranric scrive:
        Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
        - Scritto da: Mauro
        Il ponte porta soldi alla mafia che lo costruirà,
        che lo gestirà, che ci farà passare i camionSveglia, il tizio era ironico
        • Silvio scrive:
          Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
          già, purtroppo a tutti quelli contro il ponte manca non solo l'ironia...
        • Funz scrive:
          Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
          - Scritto da: maranric
          - Scritto da: Mauro

          Il ponte porta soldi alla mafia che lo
          costruirà,

          che lo gestirà, che ci farà passare i camion

          Sveglia, il tizio era ironicoNon lo so, i berlusconiani tipicamente dicono scemenze simili in tutta serietà :(
    • Massy_73 scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Spero tu sia ironico...Altrimenti... povera italietta!!!(il minuscolo è voluto)
    • gabryel48 scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      - Scritto da: Frengozz
      La banda larga non serve a nulla. Meglio, molto
      meglio lo stretto sul ponte.


      Il ponte porta ricchezza, posti di lavoro,
      benessere, ad almeno meta' della penisola,
      soprattutto quella del Sud, sempre scarsa di
      opportunita' lavorative.


      E non e' poco.Lo stretto sul ponte? Azz sarà più difficile del previsto allora..!Prima dovranno fare il ponte e poi farci passare sopra lo stretto!! O.o
    • Paolo scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Sono attonito da questa tua affermazione.Scusami se mi permetto ma spero che prima di dire certe cose tu abbia la decenza di arrosire.Poveri noi =(
    • fox82i scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      :-D :-D :-D :-D :-D :-DTi sei dimenticato di una cosa fondamentale: il PIL locale!!!Grazie al ponte ora Calabria e Sicilia vedranno aumentato il proprio PIL!!(si ma per qualche anno)W l'Itaglia!(errore grammatico voluto!)
    • Valeren scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Il problema non è la tua ironia (almeno qualcuno qui l'ha capita :D) ma che chi comanda ci crede davvero!
    • reef scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Hihihihi... ma cosa credi pure la Mafia dovrà superare questa crisi..E poi vuoi mettere con i treni che viaggiano in monorotaia e la Salerno Reggio Calabria sono curioso di vedere i temerari che riescono a raggiungere il ponte..
    • Nome e cognome scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Approvo tutto.Infatti spesso c'è molta "solidarietà" tra la gente che sta da una parte e quella che sta dall'altra del ponte.... basta vedere in un piccolo paese cosa succede.
    • Funz scrive:
      Re: La banda larga non serve a nulla. Meglio
      Vero, la mafia è la prima azienda italiana, va sostenuta per il bene dell'economia...
  • Carlo Franzoni scrive:
    Terzo mondo
    Negli altri paesi si parla di miliardi di euro di investimenti, da noi hanno bloccato a tempi migliori un investimento previsto di soli 800 milioni...Come sempre, dal punto di vista delle infrastrutture internet ( e non solo ) siamo da terzo mondo, no comment!
    • Il Druido scrive:
      Re: Terzo mondo
      - Scritto da: Carlo Franzoni
      Negli altri paesi si parla di miliardi di euro di
      investimenti, da noi hanno bloccato a tempi
      migliori un investimento previsto di soli 800
      milioni...
      Come sempre, dal punto di vista delle
      infrastrutture internet ( e non solo ) siamo da
      terzo mondo, no
      comment!Terzo mondo?Magari!!!
    • Massy_73 scrive:
      Re: Terzo mondo
      Io penso che vi sia, al contrario, un preciso intento di "rallentare", per quanto possibile, la diffusione di Internet in Italia in quanto mezzo di informazione sommamente scomodo per chi dell'informazione vuole l'assoluto monopolio...
      • fox82i scrive:
        Re: Terzo mondo
        Mi hai anticipato! :-P
      • reef scrive:
        Re: Terzo mondo
        Appoggio..
      • Se PDpiuL uguale PDmenoL allora Luguale0 scrive:
        Re: Terzo mondo
        SUPERSTRAQUOTO !!!
      • aktarus scrive:
        Re: Terzo mondo
        ultraquoto!Qui si fanno addirittura campagne che scoraggiano l'uso della rete. Per forza, chi si informa tramite internet guarda meno televisione. E meno pubblicità. E chi sta al governo ha sia le televisioni, sia la raccolta pubblicitaria, sia i produttori di contenuti per la tv. E siccome questo potere si fonda sul controllo del consenso tramite la tv...Vabé insomma a me pare ovvio.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Terzo mondo
      E' stato bloccato perchè tanto la "rete italiana è eccellente", quindi è impossibile migliorarla per definizione.Manca la domanda e non l'offerta.... parole di Barnabé.Come dar torto a questa gente? Se gli dicono che la rete italiana è a posto, perchè buttare altri soldi quindi?Io ho ancora il modem 56k che quando va bene viaggia a 33, perchè oggi che "tutti" hanno l'adsl, il servizio telefonia normale forse è stato ridimensionato in centrale.
    • Sbarulik scrive:
      Re: Terzo mondo
      Beh no dai, quest'anno abbiamo speso 900 milioni di euro per comprare 16 elicotteri da guerra, siamo fighi.Vuoi mettere l'utilità di 16 elicotteri da usare come ventilatori nelle produttivissime caserme italiane? Altro che banda larga; che se ne fa il colonnello Gennaro Maria Capuozzollo della banda larga?
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