Brasile, una tassa per legalizzare il P2P?

Avanzate alcune proposte per la riformulazione della legge verdeoro sul copyright. Abbassare la durata da 70 a 50 anni. E una tassa sulla connessione per il file sharing libero
Avanzate alcune proposte per la riformulazione della legge verdeoro sul copyright. Abbassare la durata da 70 a 50 anni. E una tassa sulla connessione per il file sharing libero

Accorate proposte sono state avanzate, alla fine di un periodo di pubblica consultazione in terra brasiliana. Obiettivo comune, giungere ad una sostanziale riformulazione legislativa del copyright , soprattutto aggiornando la tutela del diritto d’autore agli attuali tempi digitali.

Una sfida non da poco se considerata una delle tematiche più spinose, ovvero quella del file sharing selvaggio. Le autorità brasiliane hanno così aperto il pubblico dibattito, dopo essere state bacchettate a più riprese per un approccio finora troppo morbido alla pirateria di contenuti online.

Sono state due le proposte avanzate. La prima , promossa dal centro di studi sul copyright dell’Università di Rio de Janeiro in collaborazione con il gruppo di ricerca sulle policy pubbliche per l’accesso all’informazione (GPOPAI) dell’Università di San Paolo. Bisognerebbe in pratica legalizzare il P2P per scopi non commerciali , in cambio di un piccolo obolo sulle connessioni.

Secondo i due centri, in sintesi, gli utenti potrebbero pagare una cifra equivalente a 1,50 euro come una tassa sull’accesso al broadband . Lo scambio di file per fini non commerciali sarebbe dunque permesso dalla nuova legge brasiliana sul diritto d’autore.

La seconda proposta , portata avanti da un gruppo di accademici, musicisti e rappresentanti dell’industria, vorrebbe più semplicemente abbassare la durata del copyright da 70 a 50 anni successivi alla morte di un autore . Il legislatore verdeoro deciderà se prendere o meno in considerazione queste strade alternative.

Mauro Vecchio

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03 09 2010
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