Brevettare è un crimine contro l'innovazione

A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione. Dicono la loro anche i revisori dell'EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

Roma – I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent , una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l’innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l’Unione Europea ha sancito la brevettabilità di “prodotti specifici” e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

“Il regime dei brevetti software non crea benefici per l’economia, sono inconsistenti le prove economiche a supporto di un sistema di brevetti sul software – recita la petizione – al contrario, esistono numerosi studi che suggeriscono che i brevetti software ingabbino l’innovazione”. Le procedure burocratiche sottese dai brevetti software non si conciliano con i rapidi tempi dell’innovazione, i brevetti software rappresentano un campo minato per gli sviluppatori , un deterrente per l’innovazione incrementale, finiscono per favorire coloro che rivendicano la paternità di idee di cui si sono appropriati, per avvantaggiare coloro che hanno il denaro per affrontare spese legali che le piccole aziende non possono sostenere.

Per questo motivo StopSoftwarePatent e i firmatari della petizione chiedono che le istituzioni facciano chiarezza: le autorità europee dovrebbero sgombrare definitivamente il campo dai dubbi , confermare che l’ufficio brevetti europeo, l’EPO, non accetta brevetti software e fugare le paure nutrite nei confronti di una possibile armonizzazione con il sistema brevettuale degli States. Gli States e il resto del mondo, da parte loro, dovrebbero smettere di cristallizzare il software nei brevetti e di racimolare denari a spese degli sviluppatori.

Sciopero dei revisori La lotta contro un sistema dei brevetti incapace di assolvere al proposito di stimolare l’innovazione si combatte da tempo: a farlo sono lobby come End Software Patents sotto la cui egida opera Richard Stallman, e pilastri della rete come Tim Berners-Lee . Ma a pronunciarsi sono anche gli stessi dipendenti degli uffici brevetti: i revisori dell’European Patent Office ( EPO ) hanno scioperato per dimostrare che sono semplici ingranaggi di una macchina che trita i diritti degli innovatori per produrre denaro e farlo fluire nelle casse degli stati. Ritengono che l’amministrazione dell’EPO non agisca negli interessi della scienza, della ricerca e dell’industria europea, che non si preoccupi di vigilare su un sistema brevettuale che sappia innescare l’innovazione. L’amministrazione, denuncia il sindacato SUEPO, è composta da rappresentanti degli uffici brevetti nazionali che spingono i revisori a non curarsi della qualità e a concedere il maggior numero possibile di brevetti affinché l’Office si assicuri i cospicui contributi di coloro che li registrano. La metà del denaro incamerato dall’EPO viene redistribuita agli uffici brevetti dei paesi europei che sovente contano su queste rendite per il proprio sostentamento.

I brevetti proliferano, la qualità dei brevetti peggiora, le sovrapposizioni si moltiplicano. Per questo motivo un manipolo di dipendenti dell’ufficio brevetti europeo si è riversata a Bruxelles e ha chiesto di conferire con i rappresentanti dell’Unione Europea per illustrare loro il meccanismo che rischia di svilire la competizione e di fagocitare l’innovazione nel vecchio continente: l’EPO chiede che le autorità UE monitorino il lavoro dell’ufficio brevetti e vigilino sulle dinamiche che rischiano di innescarsi con questo tipo di gestione. Altrimenti, spiegano i revisori ribelli, si creerebbe una situazione disastrosa: “In una situazione in cui molti dei monopoli per lo sfruttamento della proprietà intellettuale fossero garantiti in modo ingiustificato e lo scopo di questi monopoli divenisse sfumato – ha denunciato Sylvie Jacobs, rappresentante del SUEPO – le grandi aziende finirebbero per detenere posizioni dominanti sui mercati puramente in virtù della mole della loro proprietà intellettuale e del loro potere economico”.

Gaia Bottà

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  • Vergogna scrive:
    ARTICOLO DA VERGOGNA
    Non aggiungo altro oltre all'oggetto...
  • andy61 scrive:
    tra poco il censimento ...
    ben vengano i controlli.ma secondo me non manca molto al censimento di tutte le installazioni.Verrà fatta una legge per cui soltanto le immagini raccolte da telecamere debitamente censite (e magari licenziate, con un'ennesima gabella) potranno essere utilizzate, altrimenti non avranno copertura legale.Nel frattempo il censimento di tutte le installazioni consentirà alla Polizia, all'autorità giudiziaria ed ai servizi segreti di sapere in ogni momento dove poter andare a raccogliere le informazioni che gli occorrono, risparmiando un sacco di soldi.Ben venga il risparmio, ben venga l'aumentata sicurezza (in Inghilterra devo dire che le cose sono incredibilmente migliorate negli ultimi anni - dal punto di vista della sicurezza per le strade, intendo).Rimane sempre il dubbio di sempre: chi controlla il controllore?Chissà quando arriveremo a reti occulte di telecamere, che andranno a sovrapporsi alle Telecom di turno?In effetti basterebbe inventarsi un servizio di pubblica utilità per farsi corrispondere un canone e finanziare l'intera rete ... occorre solo farsi venire l'idea buona ...
    • gio scrive:
      Re: tra poco il censimento ...
      sei hai tanto paura per la privacy....perche' usi come avatar la tua foto e combini il tuo anno di nascita con il tuo diminutivo?boh certe cose non si cpaiscono proprio.
  • Heinz scrive:
    Privacy
    Francamente se mi spiasse l'agenzia delle entrate sarei solo contento, così almeno si renderebero conto di come cavolo si fa a vivere con 1.100 al mese, figli e tutto l'ambaradam. Magari poi mi danno qualche cosa, visto che non sono un ex denuto, non sono un ex drogato, non sono un ex sfigato ma solo un coglione.... che si è trovato suo malgrado disoccupato a cinquant'anni.
  • Bobo scrive:
    FarWest?
    mi spiegate che rischio corre un cittadino a causa delle telecamere? sparano?l'unico che rischia qualcosa è chi delinque.forse potrebbe aver da ridire chi va in giro con l'amante, chi vuole sparire e non farsi più trovare, oppure pensate che vengano usate per vedere chi si fume le canne?
    • H5N1 scrive:
      Re: FarWest?
      E se pure andassi in giro con l'amante e non volessi farlo sapere?O magari ho detto a qualcuno di essere in un posto invece ero in un altro per motivi personali?Mica è vietato dalla legge!
    • Olmo scrive:
      Re: FarWest?

      l'unico che rischia qualcosa è chi delinque.Diresti la stessa cosa vivessi in Cina o sotto un qualsiasi altro regime, e sapessi che chiunque può venire perseguito (più o meno legalmente) per il solo fatto di incontrarsi per organizzare proteste, per discutere, per organizzarsi sindacalmente?
    • pippo75 scrive:
      Re: FarWest?


      l'unico che rischia qualcosa è chi delinque.e cosa rischia?Ti ricordo che siamo in Italia.Rischiano di più gli onesti che i disonesti.
  • Filippo scrive:
    Ma che articolo è?
    Dice solo che la guardia di finanza ha fatto 40 ispezioni, non spiega niente su come funziona la normativa. Articolo da cancellare
    • Shinobi scrive:
      Re: Ma che articolo è?
      quoto
    • Ricky scrive:
      Re: Ma che articolo è?
      La normativa te la vai a leggere...L'articolo serve ad alzare l'attenzione del pubblico sul problema?E chi lo sa', certo e'che ha fatto il suo dovere di INFORMARE la gente che esistono adesso dei controlli.Sono utili?Serviranno?E chi lo sa'... quello che succedera' sara' riportato QUI come tante altre cose.Sta' di fatto che di articoli in merito ad un certo evento dovrebbero essere SENZA alcuna deriva, senza considerazioni personali.La notizia nuda e cruda, i FATTI senza tanti discorsi.Poi, se si vuole discutere, esiste il blog oppure si fa una sezione a parte.Non voglio la realta' INTERPRETATA o INCANALATA, voglio i FATTI, saro' poi io a decidere la chiave di lettura e se e' il caso di approfondire con un aiuto TECNICO.
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