Brevetti, Android le canta a Rockstar

Google deposita una controdenuncia nei confronti del consorzio che ha acquistato i titoli della fallimentare Nortel. Gli intenti sono evidentemente offensivi

Roma – Google ha deciso di agire in tribunale contro il Consorzio Rockstar che a novembre l’ha chiamata sul banco degli imputati con l’accusa di violazione brevettuale.

Il consorzio costituito da Apple, Microsoft, BlackBerry, Ericsson e Sony aveva denunciato Google, insieme ai produttori Android Samsung, LG Electronics, HTC, Huawei, Asustek, Pantech e ZTE, per la violazione di titoli in esclusiva collegati alla connessione wireless e in particolare alla tecnologia 4G.

Si tratta dei brevetti acquisiti dalla fallimentare azienda canadese di telecomunicazioni Nortel , con l’asta per cui Rockstar è stata formata proprio in funzione anti-Google: aveva formulato l’offerta più alta per il portafoglio di titoli, un’operazione da 4,5 miliardi di dollari conclusa con la costituzione di un consorzio senza business operativi, braccio armato brevettuale ideale per le operazioni legali in quanto, proprio per questo, immune da controdenunce.

Il fiato alle trombe ad una strategia evidentemente offensiva, Rockstar lo ha dato con il deposito di otto denunce con al centro solo sette dei 6mila brevetti ex-Nortel: quasi un avvertimento, insomma, che tuttavia non è stato colto .

Mountain View, infatti, ha deciso per la controffensiva e ha depositato una denuncia per chiedere una dichiarazione di non violazione nei confronti dei titoli contestatigli da Rockstar e della sua sussidiaria MobileStar Technologies, che recentemente ha esteso le denunce del consorzio anche TWC e Cisco.

Strategicamente Google spera di ottenere lo spostamento della causa dal Texas – corte dove è stata depositata l’accusa nei suoi confronti e tradizionalmente favorevole ai detentori di diritti – alla California, al cui tribunale distrettuale si è ora rivolta: per farlo nella sua difesa fa notare come facciano parte del consorzio diverse aziende con sede nella Silicon Valley, come Apple, che da Cupertino non sembra voler rinunciare a nessuna possibilità offensiva sul fronte brevettuale, e che da ultimo ha riprovato a chiedere il bando dei prodotti Samsung dal mercato a stelle e strisce.

Claudio Tamburrino

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