Brevetti Apple, Samsung bloccata alle origini

La giustizia statunitense dispone il bando per dispositivi coreani risalenti al 2012. E dalla parte di Samsung, contro l'eccessiva valorizzazione dei brevetti di design, si schierano Facebook, Google e il mondo accademico
La giustizia statunitense dispone il bando per dispositivi coreani risalenti al 2012. E dalla parte di Samsung, contro l'eccessiva valorizzazione dei brevetti di design, si schierano Facebook, Google e il mondo accademico

Una diramazione dell’ annoso e complesso contenzioso brevettuale tra Samsung ed Apple si è conclusa con la messa al bando di alcuni dispositivi della coreana ormai vecchi di quattro anni .

Ad un mese da quando Cupertino ha ottenuto che Samsung acconsentisse a pagare almeno 548 milioni di dollari di danni per compensare le violazioni che la giustizia statunitense ha riconosciuto alla Mela, Cupertino si è vista ora dare ragione dal giudice Lucy Koh della Corte Distrettuale di San Jose della California del Nord che ha accordato un’ingiunzione permanente nei confronti dei dispositivi Samsung chiamati in causa.

Si tratta solo dell’ultimo capitolo dello scontro legato alle accuse di violazione mosse da Apple a Samsung in materia di brevetti di design relativi alla forma e al trade dress di iPhone e iPad , ricalcati, secondo l’accusa ed ora i giudici, dai dispositivi della linea Galaxy, e in materia di alcuni titoli di proprietà industriale legati a funzionalità dei suoi dispositivi.
Per quanto possa sembrare una vittoria schiacciante da parte di Apple, bisogna considerare che si era vista riconoscere nel 2012 un risarcimento da circa un miliardo di dollari che progressivamente è stato ridimensionato a seguito dei vari ricorsi di Samsung e che i dispositivi oggetto della ingiunzione, che entrerà ufficialmente in vigore tra un mese, sono ormai superati . Si tratta di Samsung Admire, Galaxy Nexus, Galaxy Note, Galaxy Note II, Galazy SII, Galaxy SII Epic 4G Touch, Galaxy SII Skyrocket, Galaxy S III, Samsung Stratosphere.

L’impatto dell’ingiunzione sul mercato sarà molto limitato, ma lo scontro Apple-Samsung non manca di attirare l’attenzione degli operatori del settore e degli osservatori per le possibili conseguenze che può avere sull’interpretazione e la valutazione dei brevetti.
In particolare 6 aziende, tra cui Google e Facebook, e 37 accademici che lavorano nell’ambito di economia e di legge si sono schierati dalla parte di Samsung sostenendo che la Corte Suprema degli Stati Uniti debba rimettere mano alla materia dei brevetti di design, una questione da definire meglio, e limitare i danni che possono esser riconosciuti per la loro violazione . Secondo quanto riferisce il gruppo, il caso Apple-Samsung è emblematico di come la caratteristica esterna, rivendicata in questo caso dai brevetti Apple, abbia finito per essere valutata dai giudici come di maggior valore rispetto alle componenti interne ed alle caratteristiche di hardware e software.

Claudio Tamburrino

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