Brevetti Nortel, l'ultimo passaggio di mano

Il consorzio Rockstar "svende" le migliaia di brevetti Nortel di sua proprietà a RPX, che intende farne uso solo in funzione difensiva. E' la fine delle cause legali contro la piattaforma Android?
Il consorzio Rockstar "svende" le migliaia di brevetti Nortel di sua proprietà a RPX, che intende farne uso solo in funzione difensiva. E' la fine delle cause legali contro la piattaforma Android?

L’annosa vicenda che si è snodata intorno ai brevetti Nortel sembra giunta al suo capitolo finale, con i 4.000 titoli ancora in mano al consorzio Rockstar che passano a RPX Corporation per 900 milioni di dollari – una frazione dei 4,5 miliardi di dollari pagati dalla coalizione di colossi nel 2011 per acquisire l’intero portafoglio.

Il Consorzio Rockstar era stato fondato con l’intento preciso di sfruttare l’enorme mole di brevetti di Nortel, 6.000 titoli riguardanti ogni genere di tecnologia di comunicazione e non solo, per mettere alle strette la piattaforma Android, un’iniziativa supportata da ben noti competitor di Google nel mercato mobile come Microsoft, Apple, Ericsson, BlackBerry e Sony.

Duemila brevetti sono già stati suddivisi tra i membri del consorzio, e ora quel che resta del bottino iniziale viene ceduto ad RPX per una cifra molto inferiore a quella investita tre anni or sono: per conto suo, RPX ha sempre dichiarato la volontà di sfruttare i brevetti solo per scopi difensivi, e sostiene ora di voler cedere lo sfruttamento “non esclusivo” delle proprietà intellettuali a tutte le parti interessate e a prezzi modici.

L’operazione si configura quindi come una vera e propria “smilitarizzazione” delle tante cause legali intentate contro Android in questi anni, una dichiarazione di cessata ostilità che a conti fatti arriva dopo un certo numero di accordi (stragiudiziali e non) che hanno già da tempo depotenziato la guerra “termonucleare” contro l’OS mobile acquisito a suo tempo da Google.

Del passaggio di mano dei brevetti Nortel da Rockstar a RPX si dichiarano tutti contenti, dal CEO di RPX che parla di un “sistema più efficiente” per ottenere valore dai brevetti rispetto alle cause legali, fino a Microsoft che sottolinea come il sistema dei brevetti funzioni a dovere per promuovere l’innovazione.

Alfonso Maruccia

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29 12 2014
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