Browser, Redmond cede ancora sul ballot screen?

Voci non confermate hanno spiegato che l'accordo tra BigM e UE si avvicina. Microsoft avrebbe accolto le richieste dei competitor. La guerra dei browser si avvia a una tregua
Voci non confermate hanno spiegato che l'accordo tra BigM e UE si avvicina. Microsoft avrebbe accolto le richieste dei competitor. La guerra dei browser si avvia a una tregua

Microsoft avrebbe ceduto, e rivisto ancora l’accordo antitrust con le autorità dell’Unione Europea, (apparentemente) risolvendo una volta per tutte le controversie legate al cosiddetto ballot screen per la scelta del browser predefinito del sistema operativo Windows. Si tratta soltanto di voci, non confermate dalla stessa BigM, che hanno fatto trapelare la decisione finale di soddisfare le richieste avanzate dai competitor di Internet Explorer, fortemente preoccupati per un legame troppo stretto tra il sistema operativo Windows e il browser made in Redmond .

Le fonti – rimaste anonime dal momento che i termini dell’accordo non sono stati ancora resi pubblici – hanno spiegato che Microsoft avrebbe accettato le condizioni illustrate in primis da Mozilla e Opera, che avevano sottolineato un serio problema derivante dalla proposizione all’utente di un elenco dei browser in rigoroso ordine alfabetico. Questo avrebbe fornito un vantaggio non indifferente ad Apple Safari. Redmond avrebbe allora accolto la proposta di un ordine di presentazione assolutamente casuale generato dal computer.

Le obiezioni definitive da parte dei browser competitor erano arrivate puntuali in Commissione Europea all’inizio dello scorso novembre, dopo che Microsoft aveva proposto una schermata di selezione per offrire all’utente le varie opzioni di scelta da installare e impostare come browser di sistema. Tra queste, oltre al discorso sulla casualità dell’ordine di presentazione, era emerso un problema relativo al fatto che la schermata di selezione sarebbe stata sviluppata all’interno di una finestra di IE.

Anche qui Microsoft avrebbe ceduto – stando alle fonti che tuttavia non hanno spiegato la cosa nel dettaglio – prevedendo una finestra web apposita al di fuori del contesto specifico di Internet Explorer. Come ha dichiarato Philip Lowe, direttore generale del dipartimento per la competizione in Commissione Europea, ci sarebbero a questo punto tutte le premesse per definire l’accordo finale, possibilmente entro i primi quindici giorni di questo mese. A meno che non emergano nuovi dubbi strategici nella guerra dei browser.

Mauro Vecchio

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04 12 2009
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