Btjunkie, le prime ricostruzioni

Quanto accaduto potrebbe senz'altro fare giurisprudenza. Ma è altrettanto certo che occorrerà attendere che si posi il polverone per fare chiarezza. Punto Informatico ha sentito le parti coinvolte

Roma – Una vicenda complessa, difficile da dipanare a caldo: la questione che coinvolge NGI e Fastweb, che secondo le notizie comparse sulle agenzia di stampa risulterebbero indagati per favoreggiamento dalla Procura di Cagliari in merito alla mancata inibizione del sito Btjunkie, sarà probabilmente il banco di prova per testare l’effettiva responsabilità dei provider nella delicata questione del P2P. Le entità coinvolte al momento non si sbilanciano, ma è indubbio dalle informazioni raccolte da Punto Informatico che, più che una questione di interpretazioni giuridiche delle norme, quella che si profila sarà una battaglia a suon di carte bollate e che metterà al centro il rispetto di ruoli e procedure.

Vale la pena tentare di ricostruire quanto fin qui sarebbe accaduto. Al termine di un indagine soprannominata “Poisonous Dalhia”, il sostituto procuratore Giangiacomo Pilia aveva inviato lo scorso 21 aprile un fax ai provider operanti sul suolo italiano per avviare le procedure di inibizione dei domini btjunkie.com e btjunkie.org . La procedura solitamente prevede che, una volta ricevuto il fax, gli operatori provvedano ad attuare le disposizioni prescritte: il caso in questione, già singolare di per sé vista la decisione del procuratore di emanare un provvedimento senza passare dal giudice, puntava a rendere non raggiungibile tramite DNS dei provider nostrani e IP noti il sito in questione (in questo caso un servizio di indicizzazione di torrent).

È in questa fase che si sarebbe creato il presupposto per l’annuncio a mezzo agenzia di ieri: i due provider tirati in ballo, che negano ogni responsabilità , si sarebbero resi colpevoli di mancata osservanza delle prescrizioni . Stando a quanto riferito dal procuratore Pilia, sentito al telefono questa mattina da Punto Informatico , in un primo momento Fastweb avrebbe addotto motivazioni tecniche dietro la decisione di non rispettare per intero l’ordine di inibizione. La stessa Procura aveva quindi ordinato una perizia che, basata anche sull’esperienza maturata in un caso precedente , aveva escluso ogni possibile impedimento. Conclusione che sarebbe confermata anche dalla successiva immediata inibizione dei siti, dopo la diffusione della notizia dell’indagine in corso.

I provider interessati, NGI e Fastweb, da parte loro hanno già fatto sapere di aver avuto da subito tutta l’intenzione di osservare l’ordinanza della Procura, e di aver prontamente disposto i blocchi (NGI addirittura specifica di aver provveduto entro 24 ore). Resta da capire, poi, quali siano stati i passi percorsi dalla Procura di Cagliari per accertare l’inosservanza da parte degli indagati del provvedimento: Pilia afferma che il consulente informatico della Procura ha verificato autonomamente tale inosservanza, ma a quanto risulta a Punto Informatico senza che fossero coinvolti direttamente i provider stessi. Quale sia stata la metodologia applicata in questo caso, dunque, è materia destinata a venire chiarita in seguito quando le carte non saranno più coperte dal segreto istruttorio.

Resta anche da capire, inoltre, se effettivamente ci siano state le iscrizioni nel Registro degli Indagati per i rappresentanti legali delle società: il procuratore Pilia non conferma né smentisce, anche se lascia intendere che quanto si legge sulle agenzie corrisponde alla realtà. Le indiscrezioni che filtrano dai potenziali indagati, che comunque al momento mantengono il più stretto (e comprensibile) riserbo, non sono in grado di confermare l’avvenuta notifica dell’indagine (ovvero il ricevimento dell’Avviso di Garanzia). Che, tra l’altro, almeno in un caso parrebbe riguardare un nominativo da anni non più coinvolto nelle attività societarie dell’azienda .

La questione, come detto, appare prettamente procedurale. Poco ortodossa la formula scelta dal procuratore per inibire BtJunkie, in un contesto dell’ordinamento che è denso di aree grigie ed è costantemente al centro del dibattito . Le verifiche che Punto Informatico ha tentato di effettuare per ricostruire l’accaduto indicano un certo distacco tra la versione della Procura e quella degli indagati : mentre la prima riferisce di aver caldeggiato ripetutamente l’osservanza dell’inibizione da parte degli interessati, in maniera scritta e orale tramite la Guardia di Finanza , i secondi dicono di aver appreso come fulmine a ciel sereno dalla stampa dell’avvenuta iscrizione nel Registro degli Indagati, non essendoci stata fino a quel momento alcuna avvisaglia di quanto stava per accadere.

Resta da chiarire, inoltre, quali siano a oggi le norme da far rispettare in questo caso, e quale sia l’effettiva portata dell’eventuale responsabilità dei provider. Una delle poche considerazioni possibili, al momento, è relativa semmai alle modalità di comunicazione tra le parti : un fax per regolare una questione delicata come questa appare uno strumento inadeguato nell’epoca della posta elettronica, tanto più che le conseguenze sul piano penale a questo punto iniziano a farsi significative. E tanto più che, come noto agli addetti ai lavori, il tipo di blocchi proposti (DNS e IP), su un sito comunque collocato fuori dal territorio nazionale, sono facilmente aggirabili per qualunque utente in possesso delle informazioni o delle competenze necessarie.

Fermo restando la buonafede di tutte le parti interessate, sarebbe probabilmente opportuno che un atto ufficiale venisse comunicato con strumenti adeguati (magari elettronici? e la PEC? ) ad accertare il buon fine della comunicazione e l’avvenuta notifica ai diretti interessati di quello che si profila come un provvedimento giudiziario a tutti gli effetti.

Nel frattempo, il procuratore Pilia ha anticipato a Punto Informatico che altri sviluppi della faccenda ci saranno questa settimana , con la probabile emissione di un’ulteriore ordinanza di inibizione.

Luca Annunziata

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  • Mr Stallman scrive:
    Passate a Linux. Amen.
    Chi usa codice closed source (pirata o originale che sia) andrebbe arrestato a prescindere.
    • Linuxaro scrive:
      Re: Passate a Linux. Amen.
      Quoto: puoi guadagnarci benissimo anche senza il diritto d'autore.Però il closed source e il diritto d'autore c'è e tante di queste cose sono necessarie (vedi Adobe Flash Player, i codec mp3, le canzoni protette da copyright).Purtroppo però gli italiani sono un popolo che si fa incu**re dai suoi stessi governanti e non muove nemmeno il c**o per uscirne fuori.Povera Italia, il paese più bello di tutto il mondo rovinato da tutti questi politici.PS: Obama dovrebbe farsi i c***i suoi, visto che tanti server che violano il copyright sono residenti in USA.
  • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
    Internet è al servizio dell'Umanità
    Internet è al servizio dell'Umanità.Non del <b
    lurido lucro </b
    di pochi! <b
    ABOLIRE il COPYRIGHT </b
    P-)
    • ahboh scrive:
      Re: Internet è al servizio dell'Umanità
      - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
      Internet è al servizio dell'Umanità.

      Non del <b
      lurido lucro </b
      di
      pochi!

      <b
      ABOLIRE il COPYRIGHT </b


      P-)sei tornato a rompere i maroni?
      • Massi729 scrive:
        Re: Internet è al servizio dell'Umanità
        Ha perfettamente ragione, questi "signori" vorrebbero che internet diventi un enorme mercato a loro uso e consumo
        • francososo scrive:
          Re: Internet è al servizio dell'Umanità
          - Scritto da: Massi729
          Ha perfettamente ragione, questi "signori"
          vorrebbero che internet diventi un enorme mercato
          a loro uso e
          consumoStraquoto !Tra l'altro internet per loro, teoricamente, potrebbe essere una occasione per il "pay & download" pagare il prodotto e scaricarlo direttamente sul proprio pc a prezzi accessibili ed invece pur di conservare il loro mercato antiquato fanno lobbying ovunque e dovunque !
          • Sgabbio scrive:
            Re: Internet è al servizio dell'Umanità
            Basti pensare che adobe e microsoft vendono on line i loro prodotti allo stesso prezzo dello scatolato...
      • Darwin scrive:
        Re: Internet è al servizio dell'Umanità
        Se non hai argomenti per controbattere, non c'è bisogno che scrivi commenti inutili.
        • mikronimo scrive:
          Re: Internet è al servizio dell'Umanità
          Tipo quello di contestarlo?
          • topo gigio scrive:
            Re: Internet è al servizio dell'Umanità
            Stanno e ci riusciranno a snaturare completamente internet da come la abbiamo conosciuta.Il giorno che andare su rete diventera cosi "pericoloso",visto le leggi che stanno partorendo andro' da telecom e zac via connessione e telefono...Il bello che a quel punto nn comprero piu i loro cd su nessun store online,nn comprero piu film da scaricare online,nn saro' piu aggiornato su le varie serie tv che escano tipo su feltrinelli o ibs:boh nn so se per i detentori di autore poi sara la manna che pensano...
          • collione scrive:
            Re: Internet è al servizio dell'Umanità
            mi chiedo come faranno poi a frenare l'avanzata delle darknet e del mesh networkingse c'è un'importante lezione che le rivoluzioni in Africa e Medioriente stanno insegnando, è che internet non la puoi nè snaturare nè tagliare perchè è un'idra con mille testesi troverà sempre un metodo per comunicare in maniera libera e loro saranno costretti ( se vogliono controllare i nuovi sistemi ) ad invadere sempre più la sfera privata di tutti i cittadini ( non solo quella dei geek ) causando inevitabilmente un'escalation dello scontro
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Internet è al servizio dell'Umanità
            contenuto non disponibile
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Internet è al servizio dell'Umanità
        contenuto non disponibile
  • mikronimo scrive:
    Rassegnamoci...
    perché ogni emerito demente coinvolto nella faccenda, appena può apre bocca e tira fuori assurdità; lauti guadagni della vendita di prodotti piratati? Il p2p esiste con la filosofia dello scambio gratuito. Proventi pubblicitari? Vero, quindi andassero a chiedere a quei siti che pubblicano inserzioni (suonerie, giochini, link a siti di incontri, ecc.) una parte dei loro multi miliardari guadagni (?); per il resto, mi associo, e quoto, il post di Information Technology, aggiungendo che quando questi fenomeni citano certe fonti dovrebbero essere almeno sicuri che abbiano rilevanza statistica, perché dire che la Watch List 301 dimostri qualcosa, dimostra solo che nei loro cervelli 1+1 è uguale a 11, ignorando il segno di somma, perché per loro la matematica è opinabile e strumentalizzabile a piacere.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 luglio 2011 17.22-----------------------------------------------------------
    • collione scrive:
      Re: Rassegnamoci...
      perchè aveva ancora dubbi che questa gente non ha nessuna credibilità? fanno le statistiche come gli pare, falsificano firme, inventano scemenze campate in aria e senza uno straccio di prova a supportobraccia rubate all'agricoltura!!
  • Information Technology scrive:
    Watch List Special 301
    La watch list special 301 è un elenco, redatto dagli USA, di paesi dove secondo loro la legge sul copyright (spercialmente per quanto riguarda i prodotti americani) non è severa a sufficienza. Nella lista, tolti gli USA, c'è ovviamente il resto del mondo.I paesi più cattivi: China, Russia, Algeria, Argentina, Canada, Chile, India, Indonesia, Pakistan, Thailand, VenezuelaI paesi meno cattivi: Belarus, Bolivia, Brazil, Brunei, Colombia, Costa Rica, Dominican Republic, Ecuador, Egypt, Finland, Greece, Guatemala, Italy, Jamaica, Kuwait, Lebanon, Malaysia, Mexico, Norway, Peru, Philippines, Romania, Spain, Tajikistan, Turkey, Turkmenistan, Ukraine, Uzbekistan, VietnamE' ovvio che dagli USA ci vedono con interesse visto che tra i paesi nella lista noi saremmo l'unico paese che ha il coraggio di varare una XXXXXta ammazza internet del genere (per far piacere a loro).
  • La nonna della SIAE scrive:
    BSA?
    Per cosa sta? BullShit Association? (rotfl)
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