Bug di Zoom consente di prendere il controllo del dispositivo

Bug di Zoom consente di prendere il controllo del dispositivo

Una vulnerabilità di Zoom presente nella funzione di annotazione sullo schermo condiviso può essere sfruttata per installare malware sui dispositivi.
Bug di Zoom consente di prendere il controllo del dispositivo
Una vulnerabilità di Zoom presente nella funzione di annotazione sullo schermo condiviso può essere sfruttata per installare malware sui dispositivi.

I ricercatori di A Security hanno scoperto una grave vulnerabilità di Zoom che potrebbe essere sfruttata per prendere il controllo dei dispositivi degli altri partecipanti al meeting. Il bug è presente nella funzionalità di annotazione che permette di scrivere e disegnare durante la condivisione dello schermo. L’azienda californiana ha rilasciato la patch per tutti i prodotti interessati.

Scrittura del codice dell’exploit con l’AI

Zoom è un software proprietario, quindi il codice sorgente non è disponibile. La vulnerabilità è stata trovata effettuando la decompilazione della versione Android (reverse engineering). I ricercatori hanno quindi usato un modello AI pubblico per l’analisi del codice. La ricerca della vulnerabilità (presente anche nelle versioni per Windows, macOS, Linux e iOS) e la scrittura di un exploit funzionante ha richiesto meno di 20 prompt. Non servono più mesi di studio e costi elevati per effettuare un attacco informatico.

La vulnerabilità è stata trovata nel protocollo che consente le annotazioni sullo schermo condiviso durante un meeting. Un cybercriminale che partecipa ad una riunione o ospita un meeting può sfruttare il bug (buffer overwrite) per inviare uno speciale messaggio, corrompere la memoria del client ed eseguire codice arbitrario (malware).

Il cybercriminale può quindi prendere il controllo dei dispositivi di tutti i partecipanti al meeting, senza nessuna interazione da parte delle vittime (clic o download). Zoom diventa così uno strumento di spionaggio, in quanto è possibile rubare dati personali, installare malware e attivare videocamera o microfono.

Come detto, Zoom ha rilasciato nuove versioni che risolvono la vulnerabilità. L’unico ostacolo dei cybercriminali è rappresentato dalla partecipazione alla riunione. In molti casi è sufficiente l’ingegneria sociale. Le potenziali vittime potrebbero ad esempio essere contattate per un colloquio di lavoro (falso) oppure da un presunto dirigente dell’azienda per una comunicazione urgente.

Fonte: A Security
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Pubblicato il
12 ago 2026
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