Camion robotici per l'Esercito USA

Le forze armate statunitensi testano veicoli senza pilota da impiegare nei teatri di guerra. L'obiettivo è di ridurre al minimo i rischi per i soldati impegnati nei trasferimenti di routine

Roma – Lockheed Martin ha annunciato a mezzo comunicato stampa di aver completato con successo il test di una tecnologia di automazione per la guida dei veicoli militari da trasporto, verificandone l’efficacia in spazi aperti e in più complessi scenari urbani. L’esercitazione si è svolta in Texas alla presenza e in collaborazione con i rappresentanti di Marines e US Army, con il preciso scopo di accertare il livello di perfezionamento raggiunto dal prodotto in vista di un suo futuro impiego attivo. Tutto è andato secondo i piani , stando al fornitore della difesa statunitense, e dunque il progetto Autonomous Mobility Appliqué System (AMAS) andrà avanti.

L’azienda aveva ricevuto un primo finanziamento da 11 milioni di dollari nel 2012, allo scopo di realizzare una piattaforma tecnologica a basso costo da integrare sui veicoli militari di ordinanza e dotarli della capacità di viaggiare in convoglio senza pilota. In altre parole, si tratta di eliminare il fattore umano dalle spedizioni di scorte e vettovagliamenti, ovvero tutte le operazioni che potrebbero fare a meno della presenza dei soldati evitando di esporli ad attacchi. Non è infrequente, come insegna la cronaca dei conflitti iraqueni e afghani, che attentatori suicidi si lancino contro la fila di veicoli militari allo scopo di fare danni e possibilmente vittime tra autisti e passeggeri: la perdita di un camion senza pilota comporterebbe unicamente la perdita del carico (a meno di eventuale recupero), senza dover essere costretti a pagare un prezzo in vite umane.

L’esperimento di Fort Hood ha dimostrato la capacità delle motrici M915 e di almeno un altro veicolo da trasporto di muoversi in contesti urbani , con altri veicoli fermi o in movimento, incroci, pedoni che attraversano la strada, senza collisioni e rispettando la distanza tra i componenti del convoglio: è dunque fattibile l’idea di gestire il rifornimento delle truppe con dei camion senza pilota, controllati a distanza dai soldati ma che si spostano da soli secondo un percorso fissato. Un’idea simile a quella delle auto senza pilota di Google : sul tetto della vettura viene installato un sensore LIDAR a laser, una coppia di GPS con del software particolare che elabora le informazioni, il tutto racchiuso in un kit facilmente adattabile (come dimostra l’esperimento texano) a diverse tipologie di mezzo. A bordo c’è anche una sorta di intelligenza artificiale che interviene per coordinare i movimenti dei diversi veicoli, in comunicazione tra loro per scambiarsi informazioni.

La speranza di Esercito e Marines è di poter adottare questo tipo di tecnologie sul campo di battaglia nel futuro prossimo. Alcuni tentativi in tal senso sono stati fatti anche sul campo in Afghanistan , anche se è presto per parlare di adozione su larga scala.

Luca Annunziata

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  • prova123 scrive:
    Ci sono o ci fanno ?
    Se uno è un vero hacker non ha il problema di fare acquisti online ed aggiungerei usando anche carte di credito altrui ... non ci posso credere ... sarà una barzelletta messa in rete per screditare gli hacker siriani (rotfl)
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