Carceri malesi, chi entra e chi esce

Blogger rilasciati, blogger incarcerati. L'accusa è la stessa per tutti: aver incitato i cittadini alla ribellione

Roma – Ad un netizen rilasciato dalle autorità della Malaysia corrisponde un cyberattivista messo sotto torchio: mentre Kuala Lumpur sembra allentare la morsa in cui stringe i dissidenti, le autorità condannano a due anni di carcere il più celebre blogger locale. E non risparmiano nemmeno i musicisti.

Bandiera rovesciata Syed Azidi Syed Aziz, altresì noto come Sheih Kickdefella , riversava il proprio dissenso in un blog: era apertamente schierato contro il primo ministro Abdullah Badawi, cercava di sollecitare una reazione fra i concittadini invitandoli a sventolare fuori e dentro la rete una bandiera della Malaysia capovolta, a dimostrazione dell’angoscia in cui versa la nazione. Un’incitazione che ha insospettito le autorità: nei giorni scorsi tre agenti in borghese lo hanno prelevato dalla sua abitazione. Non è stato mostrato nessun mandato, racconta la moglie : è stato arrestato con l’accusa di aver turbato l’ordine pubblico sulla base della legge antisedizione.

Ha trascorso quattro giorni e tre notti in carcere, quelli che il blogger ha definito “il periodo più pacifico che abbia mai trascorso”. Ora è stato rilasciato : “Sono stato derubato dei miei diritti come cittadino della Malaysia, ma nessuno potrà mai derubarmi dell’esperienza che ho vissuto durante questi giorni”. Il prossimo mese dovrà presentarsi in tribunale per sapere se le accuse formulate dalle autorità sfoceranno in una pena. Ritiene che altri due blogger siano destinati alla sua stessa sorte: teme che “questo sia solo l’inizio per noi, e la fine per il primo ministro Abdullah”. La voce di Kickdefella è solo una delle tante che compone il coro dei netizen malesi: nonostante Kuala Lumpur abbia tentato di imbrigliare i blogger nell’ obbligo di registrazione , nonostante le autorità abbiano tentato di responsabilizzare i netizen più irruenti e di fare della rete un compartimento stagno , il web è ritenuto sia dalla maggioranza che dall’ opposizione uno strumento fondamentale per raccogliere consensi. E anche i cittadini ordinari intendono ritagliarsi il proprio spazio online: un agente in servizio presso il carcere in cui era rinchiuso Kickdefella ha promesso al blogger che, non appena terminato il turno di sorveglianza, avrebbe scritto il suo primo post.

Ma Kickdefella non è il solo ad aver riguadagnato la libertà. Tan Hoon Cheng, giornalista, e Teresa Kok, una rappresentane del partito di opposizione, erano state arrestate sulla base della stessa legge antisedizione che ha permesso alle autorità di fermare Kikdefella. Entrambe sono state rilasciate nei giorni in cui le autorità revocavano il blocco imposto al portale Malaysia Today .

Raja Petra Kamaruddin Segnali di apertura mostrati da Kuala Lumpur? L’atteggiamento delle autorità è bifronte : Tan Hoon Cheng e Teresa Kok erano state arrestate insieme a Raja Petra Kamaruddin, fondatore e gestore dello stesso Malaysia Today. Raja Petra Kamaruddin era marcato stretto dal governo: aveva dato spazio a notizie scomode , aveva denunciato la corruzione che intride il sistema politico, era stato accusato di attentare alla sicurezza nazionale, di suscitare l’odio razziale, di farsi beffa di autorità spirituali e temporali. Dopo aver trascorso giorni in carcere senza che nessuna accusa venisse formulata, ora ha conosciuto il verdetto: sconterà due anni prorogabili di prigionia per aver insultato l’Islam e per aver pubblicato articoli sul proprio sito, racconta la moglie, sito che secondo le autorità “ha gettato fango sulle autorità del paese al punto di aver seminato confusione fra le persone”.

A seminare confusione fra i cittadini e apprensione presso le autorità è anche un video che da mesi circola su YouTube. L’autore è il rapper Namewee : ha reinventato l’inno nazionale malese, Negaraku, e l’ha trasformato in un brano di denuncia , Negarakuku .

Namewee è stato convocato dalla polizia, è stato interrogato a proposito della canzone, dell’intento con cui è stata scritta, di un documentario che ancora deve essere reso pubblico. Nonostante l’artista abbia già fatto pubblica ammenda per la propria provocazione, le fonti locali riportano che il rapper è stato indagato per aver compiuto atti sediziosi. Così è iniziata la detenzione di oltre 60 persone : non hanno ancora avuto l’opportunità di essere ascoltate in tribunale.

Gaia Bottà

fonte immagini: qui e qui

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  • alfio pizzone scrive:
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  • snem scrive:
    Ricerca universitaria
    e per cosa?LOL
  • Marco scrive:
    e intanto ridono................
    Ci ridon dietro per tante cose dall'estero.....magari questa potevamo anche risparmiarcela!Ma a quanto pare, quelli che han interessi in ballo in sto "megaportale", non son molto interessati alla figuraccia che ci stiamo facendo noi italiani.
  • Imprenditor e vero scrive:
    con molti meno soldi, investiamo.
    Ma dico... qui non c'è nessuno che abbia una web agency con le palle?Non dico che - in sé - questo progetto possa essere portato avanti interamente da un ragazzino nella sua cameretta (perché no, se ha le skill...) ... ma quasi!Naturalmente il tempo del ragazzino è pagato dai suoi genitori, quello di un professionista si paga.Ma spesso tutti noi paghiamo altri professionisti per farci promozione... gli unici che si impegnano direttamente per la propria promozione sono quelli che lavorano appunto nel settore: advertising, promozione, comunicazione: cogliamo l'opportunità! Una qualsiasi web agency potrebbe fare un lavoro DECENTE per propria promozione (discreta) e creare il portale, senza pubblicità, senza banner: il sito stesso sarebbe la migliore pubblicità, per dimostrare che con costi sostenibilissimi si può dare un ottimo servizio.E dove i costi salgono, si può mettere un link: questa zona con un costo approssimativo X e un tempo di realizzazione di N impiegherebbe la tecnologia tizio e darebbe il risultato caio.Solo per ciò che richiede risorse eccessive per una - per quanto "Semplice" - promozione.Quelli han fatto fuori milioni di euro.Per un sito aziendale anche abbastanza complesso non ho mai visto chiedere più di 30.000 euro.E si sa bene che di solito invece si viaggia sui 3.000 per tutte le PMI, con gran spinta a far lavorare il cliente usando i CMS preparati dall'agenzia.
  • duredd scrive:
    va beh ma ci possiamo arrangiare
    ma chissenefregsa di italia.it ?facciamoci italy.itoppure Italian-Country.itOppure evvivalitalia.it ... qualsiasi cosa ... e facciamo tutti un buon lavoro!basta prendere una delle versioni promo di wikipedia regionali che vengono puntualmente (e giustissimamente) cassate perché non sono NPOV e metterle tutte assieme.un bel wiki gigantesco superpromochi vuole mettere notizie le mette, chi vuole mettere pubblicità la mettela mia è una idea, chi vuol fare, può fare a modo suo
  • Luppolo scrive:
    Italia 2.0 anzi solo 0
    L'italia sta al web come il papa al pornoLo so, sono un troll.
  • Ottav(i)o Nano scrive:
    Coi soldi che ci hanno speso...
    ...si potevano comprare Alitalia... :D
  • Sigh scrive:
    OK ragazzi, tutto a posto
    Se ne occupa la Brambilla, tutto ok
  • SpeedyGonza les scrive:
    Anch'io vengo in fretta
    Tempi accelerati come la Brambillona coscialunga.
  • Ste scrive:
    Non funzionerà mai...
    perchè nel momento in cui dovesse iniziare a funzionare nessuno ci potrebbe più mangiare sopra.Diciamola tutta: con i soldi che hanno (o avevano hihi) a disposizione un progetto del genere poteva essere pronto (e realmente funzionante) in pochi mesi.Ma la volontà accentratrice e subappaltatrice ha fatto un macello.Avrebbero dovuto semplicemente creare una piattaforma, sulla quale innestare poi servizi già esistenti. Un sito di promozione sul quale non posso accedere direttamente all'acquisto di soluzioni di viaggio e di soggiorno oggi è preistorico (cioè da albori del web).
  • 0verture scrive:
    Eh che cavolo, sono gelosi
    Prima c'erano gli altri e si fottevano camionate di soldi adesso ci sono loro ed è loro pieno diritto recuperare...
    • Paolino scrive:
      Re: Eh che cavolo, sono gelosi
      - Scritto da: 0verture
      Prima c'erano gli altri e si fottevano camionate
      di soldi adesso ci sono loro ed è loro pieno
      diritto
      recuperare...Beh, il cerchio si chiude (ma il portafoglio dei cittadini e' sempre aperto!). Continuano coloro che lo avevano cominciato :D
    • AndreFred scrive:
      Re: Eh che cavolo, sono gelosi
      sbagliato: chi ha dato il via a questo progetto è stato il ministro stanca, che l'ha commissionato a ibm, dove lavorava prima di fare il ministro.e stanca ministro non ce l'ha messo prodi.la colpa è tutta dei governi di cdx.evviva l'ignoranza (almeno, spero che la tua sia ignoranza, altrimenti è malafede mista a calunnia)
  • ZioTano. scrive:
    plis visit auar site....
    ...but please visist auar cauntri...aahahahahahachi sono?
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