Carte ID elettroniche? Un rischio

Uno studio del Butler Group parla chiaro: le informazioni sull'identità di una persona sono troppo preziose per essere riunite tutte in una card. Molti paesi, tra cui l'Italia, puntano invece tutto sulle carte di identità elettroniche


Roma – Carte di identità elettroniche a rischio? Lo sostengono gli esperti del Butler Group , autorevole osservatorio sulle nuove tecnologie e sul loro impatto.

Stando al rapporto “Digital Identities: The Single Touch Point for E-Commerce”, le potenzialità delle card digitali sono enormi per quanto riguarda il commercio elettronico, perché consentono un accesso rapido a una molteplicità di servizi con riduzione dei costi di gestione del denaro e delle transazioni. Ma l’utilizzo delle card a fini identificativi nasconde seri rischi.

Andrew Kellet, uno dei ricercatori autori del rapporto, sostiene che i problemi di privacy, sicurezza e libertà delle persone costituiscono il più importante freno allo sviluppo di ID digitali, di carte di identità elettroniche. A suo dire, le informazioni relative all’individuo hanno una importanza così preminente da non poter essere inserite in una unica card senza che questo abbia delle conseguenze.

La strada delle carte di identità elettroniche a cui legare anche soluzioni di e-commerce e altro ancora è stata intrapresa da diversi paesi, tra cui l’Italia (vedi lo Speciale Carta elettronica ). Proprio da noi, il Garante per la privacy Stefano Rodotà aveva espresso le proprie preoccupazioni relative alla card, spingendosi però solo ad affermare che il titolare della carta è l’unico a cui deve essere attribuito il diritto di disporre della parte più “intima” delle informazioni contenute nella card stessa.

Secondo Kellett, i problemi legati alla gestione delle informazioni sono tali da poter costituire un ostacolo insormontabile alla creazione di card digitali di identificazione pensate per assolvere a molte diverse funzionalità.

Al contrario, suggeriscono gli esperti del Butler, una carta di identificazione che abbia come scopo il commercio elettronico e applicazioni transattive può avere un impatto notevole, sia per quanto riguarda Internet che per la vita nel mondo “fisico”.

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  • Anonimo scrive:
    BOOOM!
    Abbiamo fatto tombola!Ma dove sono questi 16 milioni di italiani? Io non li ho proprio visti!Due mesi fa si parlava di 9 milioni, adesso siamo già arrivati a 16? Incredibile!A forza di gonfiare le cifre fra poco ci diranno che sono 100 milioni gli italiani collegati a Internet. Anzi no, 125 milioni. Di cazzate!
    • Anonimo scrive:
      Re: BOOOM!
      Non credo che abbiano tenuto conto che ogni utente ha almeno 2 o 3 provider a cui è iscritto....personalmente conto per 4 italiani connessi...saluti- Scritto da: ahahah
      Abbiamo fatto tombola!

      Ma dove sono questi 16 milioni di italiani?
      Io non li ho proprio visti!

      Due mesi fa si parlava di 9 milioni, adesso
      siamo già arrivati a 16? Incredibile!

      A forza di gonfiare le cifre fra poco ci
      diranno che sono 100 milioni gli italiani
      collegati a Internet. Anzi no, 125 milioni.
      Di cazzate!

      • Anonimo scrive:
        Re: BOOOM!
        Una statisca valida direi ... Un po come dire che la fame nel mondo non esiste perche' mediamente magiamo un pollo a testa... io ne mangio due e il mio amico zero....- Scritto da: Elllery

        Non credo che abbiano tenuto conto che ogni
        utente ha almeno 2 o 3 provider a cui è
        iscritto....personalmente conto per 4
        italiani connessi...
        saluti
        - Scritto da: ahahah

        Abbiamo fatto tombola!



        Ma dove sono questi 16 milioni di
        italiani?

        Io non li ho proprio visti!



        Due mesi fa si parlava di 9 milioni,
        adesso

        siamo già arrivati a 16? Incredibile!



        A forza di gonfiare le cifre fra poco ci

        diranno che sono 100 milioni gli italiani

        collegati a Internet. Anzi no, 125
        milioni.

        Di cazzate!



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