Cedric, il computer a nanotubi

Un prototipo in grado di cambiare le sorti del mercato dei seminconduttori. Mettendo il carbonio all'interno delle CPU

Roma – Fa soltanto una cosa, ma la sa fare bene: Cedric , come è stato soprannominato il prototipo realizzato dalla Stanford University , è un semplice computer in grado di eseguire una singola operazione e un totale di una ventina di istruzioni. Eppure si tratta di una delle più notevoli realizzazioni degli ultimi anni, poiché Cedric è realizzato con dei nanotubi di carbonio . La scoperta è stata presentata sull’ultimo numero di Nature .

Come spiegato dai ricercatori nell’articolo, l’unica operazione eseguita da Cedric è la SUBNEG : il processore raccoglie un valore da un indirizzo in memoria, lo sottrae da un numero presente in un secondo indirizzo, mette il risultato nel secondo indirizzo; se il valore è negativo ricomincia il ciclo da un terzo indirizzo. Non si tratta di un’operazione particolarmente significativa, ma ha il pregio di essere Turing completa: ovvero può essere impiegata per creare una Macchina di Turing universale , e la giusta combinazione di elementi SUBNEG è potenzialmente in grado di eseguire qualsiasi istruzione . Infatti il team ha messo in piedi un vero e proprio sistema operativo rudimentale che gira su questo nuovo tipo di hardware, e mostrato varie funzioni tipiche di un processore tradizionale come un contatore e un ordinamento di interi.

Per ottenere questo risultato, a Stanford hanno deciso di sacrificare prestazioni e qualità della realizzazione: Cedric non è un campione di velocità, funziona a 1KHz, e non sfrutta un singolo nanotubo per ridurre al massimo le dimensioni dei chip. Per realizzare un singolo transistor hanno usato centinaia di nanotubi (senza distinguere tra quelli completamente conduttivi e solo seminconduttivi) in modo tale da garantire il funzionamento: la velocità di elaborazione parrebbe essere stata invece condizionata dalle misure effettuate dai ricercatori, che hanno condizionato il design dell’esperimento compromettendone le performance.

Il lavoro su Cedric non è insomma l’anticamera di un processore da immettere nel mercato a breve termine. Tuttavia il suo impiego potrebbe garantire una prospettiva ai produttori di semiconduttori in cerca del successore del silicio: fino a oggi erano stati incontrati alcuni problemi nel riuscire a ottenere transistor funzionanti a base di nanotubi, per via della mancata crescita in parallelo delle strutture in fase di lavorazione. Nonostante il prodotto Stanford non sia “puro”, con circa il 0.5 per cento di nanotubi cresciuti in diagonale, funziona correttamente e permette anche di eliminare i difetti legati alla conduttività che sviluppano alcuni nanotubi: semplicemente, le parti “impure” vengono fatte letteralmente evaporare facendovi scorrere all’interno l’elettricità.

Cedric al momento è realizzato a un livello di miniaturizzazione di 8 micron (8.000 nanometri), con lo stato dell’arte che invece viaggia attorno ai 24-32nm: abbattere questo gap non sarà un processo privo di difficoltà, ma in passato altri ricercatori hanno già dimostrato la fattibilità di transistor al carbonio da circa 10 nanometri. Intel, IBM e le altre grandi aziende del settore di certo proveranno presto a replicare il lavoro di Stanford nei propri laboratori.

Luca Annunziata

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  • tucumcari scrive:
    La lumaca
    Se ho capito bene IGB Electronica aveva richiesto la registrazione del marchio iPhone nel 2000, e aveva ottenuto la registrazione.... nel 2008! :o :oLo credo bene che ora dovranno coesistere. Ma gli uffici per i marchi industraili in Brasile sono gestiti da chiocciole e lumache di lago? :@
    • panda rossa scrive:
      Re: La lumaca
      - Scritto da: tucumcari
      Se ho capito bene IGB Electronica aveva richiesto
      la registrazione del marchio iPhone nel 2000, e
      aveva ottenuto la registrazione.... nel 2008! :o
      :o
      Lo credo bene che ora dovranno coesistere. Ma gli
      uffici per i marchi industraili in Brasile sono
      gestiti da chiocciole e lumache di lago?
      :@Se cosi' fosse, il marchio di apple dovrebbe ancora essere in attesa di registrazione in brasile e quindi il problema non si dovrebbe porre.Come mai invece, un marchio la cui registrazione e' stata richiesta PRIMA, viene registrato DOPO, dando il tempo ad un NON AVENTE DIRITTO di inserirsi in un mercato a fare concorrenza sleale ad un legittimo marchio locale, o, ancora peggio, a parassitarne la popolarita' ?
      • tucumcari scrive:
        Re: La lumaca
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: tucumcari

        Lo credo bene che ora dovranno coesistere.
        Ma
        gli

        uffici per i marchi industraili in Brasile
        sono

        gestiti da chiocciole e lumache di lago?

        :@

        Se cosi' fosse, il marchio di apple dovrebbe
        ancora essere in attesa di registrazione in
        brasile e quindi il problema non si dovrebbe
        porre.Per quanto ne so è così... la decisione si è basata su una fama mondiale del nome iPhone a cui il Brasile non poteva rimanere indifferente.... la registrazione del marchio Apple é facile che ancora non sia stata concessas in Brasile. :o :o
      • aphex_twin scrive:
        Re: La lumaca
        Perché Apple fa il razzo che vuole e tutti si piegano al volere di Cupertino.Agli altri non resta che lamentarsi come delle checche isteriche. :D
        • tucumcari scrive:
          Re: La lumaca
          - Scritto da: aphex_twin
          Perché Apple fa il razzo che vuole e tutti si
          piegano al volere di
          Cupertino.Non tutto il razzo che vuole, perché i dispositivi iPhone di IGB Electronica li vendevano prima e li possono vendere ora, non è cambiato nulla. :-DE chiediti come mai questa ditta brasiliana (di cui nemmeno sapevo l'esistenza prima di questo articolo) non ha registrato il marchio anche in California, e magari negli altri 49 stati.. Perché in genere si fa così. ;-)
          • aphex_twin scrive:
            Re: La lumaca
            Perché cosí vuole Cupertino. 8)
          • tucumcari scrive:
            Re: La lumaca
            - Scritto da: aphex_twin
            Perché cosí vuole Cupertino. 8)Che gliene fregava a Cupertino di una registrazione nel 2000 del nome iPhone? Nel 2000, ti ricordo, non c'era nemmeno l'iPod. Spendere un filino di più per registrare anche in Usa non faceva male alla GB Electronica. :-)
    • Skywalkersenior scrive:
      Re: La lumaca
      - Scritto da: tucumcari
      Se ho capito bene IGB Electronica aveva richiesto
      la registrazione del marchio iPhone nel 2000, e
      aveva ottenuto la registrazione.... nel 2008! :o
      :o
      Lo credo bene che ora dovranno coesistere. Ma gli
      uffici per i marchi industraili in Brasile sono
      gestiti da chiocciole e lumache di lago?
      :@Avevano dato in appalto la registrazione agli uffici delle FF.SS. italiane
      • tucumcari scrive:
        Re: La lumaca
        - Scritto da: Skywalkersenior
        - Scritto da: tucumcari

        Se ho capito bene IGB Electronica aveva
        richiesto

        la registrazione del marchio iPhone nel 2000, e

        aveva ottenuto la registrazione.... nel 2008!
        :o

        :o

        Lo credo bene che ora dovranno coesistere. Ma
        gli

        uffici per i marchi industraili in Brasile sono

        gestiti da chiocciole e lumache di lago?

        :@

        Avevano dato in appalto la registrazione agli
        uffici delle FF.SS.
        italianeQuesti brasiliani sono infidi: non ci danno Cesare Battisti, ma danno da lavorare agli uffici delle FF.SS., una cosa mai auspicata, nemmeno dagli uffici stessi.
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