Cellulari uccisi dalle tasse

Lo dice GSM Association che se la prende con quei governi che, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, danno forza al digital divide. L'India rema controcorrente, ecco come


Singapore – Secondo GSM Association ( GSMA ), l’associazione mondiale per lo sviluppo del mercato e della piattaforma GSM, le tasse applicate al settore mobile nei paesi in via di sviluppo sarebbero uno dei fattori chiave che alimentano il digital divide. L’indagine realizzata da Pyramid Research , Frontier Economics , Deloitte & Touche LLP e Tarifica , su commissione della GSMA, ha evidenziato dati piuttosto allarmanti: 16 dei 50 paesi in via di sviluppo analizzati soffrono di una tassazione che supera il 20% dei costi totali di utilizzo, e possesso, di un cellulare. In 14 di questi paesi un utente sembrerebbe costretto a pagare mediamente in un anno circa 40 dollari di sole tasse, che si ripercuotono sui costi dei terminali mobili e nei servizi.

“E’ piuttosto curioso il comportamento dei vari governi per risolvere il problema del digital divide: dichiarano di voler estendere l’utilizzo delle comunicazioni mobili e poi impongono forti tassazioni sull’acquisto e sull’utilizzo”, ha detto Rob Conway, CEO di GSMA.

Il comparto mobile sembra essere affetto da una sovratassazione perché, oltre ai normali balzelli, di solito sono presenti anche addizionali specifiche per le telecomunicazioni (in almeno 19 paesi), che vanno ad aggiungersi ai costi di attivazione che, in media, costano all’utente circa 13 dollari all’anno.

“Le tassazioni speciali non solo rallenteranno la crescita del settore, ma priveranno le persone che ne hanno veramente bisogno di potenti strumenti di comunicazione”, ha dichiarato Mohsen A Khalil, direttore del dipartimento ICT della Banca Mondiale.

L’indagine del GSMA si è soffermata anche sugli effetti collaterali del mercato nero, risposta “quasi” endemica di un comparto che non riesce a trovare soluzioni legali economicamente accessibili. Nel 2004 gli erari hanno perso quasi 2,7 miliardi di dollari nei 50 stati analizzati perché ben il 39% dei terminali acquistati proviene dalla borsa nera. Le previsioni in questo senso sono negative: nei prossimi 5 anni la perdita in tasse potrebbe raggiungere i 24,5 miliardi di dollari.

E’ evidente che gli sforzi dei produttori senza il sostegno dei Governi potrebbero dimostrarsi inutili. I nuovi cellulari low-cost, commercializzati a meno di 30 dollari, quando arrivano sul mercato scontano tassazioni esagerate, aggravate anche dai dazi doganali. GSMA è convinta che una politica fiscale meno aggressiva permetterebbe, analisi alla mano, di raggiungere un volume di vendite di 930 milioni di unità fra il 2006 e il 2010.

L’India sembra aver compreso questa filosofia commerciale, decidendo di abbassare i dazi doganali negli ultimi 3 anni. Adesso, infatti, rispetto a qualche anno fa, più del 5% della popolazione possiede un cellulare: 4 punti percentuali in più rispetto al 2002.

London Business School ha analizzato il fenomeno e ha dimostrato come un’eventuale eliminazione delle tasse permetterebbe un incremento della penetrazione sul mercato del 20%. Secondo le analisi, una riduzione del 10% permetterebbe una crescita annuale del mercato dello 0,6%.

A corollario di tutte le analisi sono stati evidenziati alcuni importanti aspetti:

– Un abbassamento della tassazione dell’1%, sui servizi mobili, permetterebbe un aumento degli utenti superiore del 2% fra il 2006 e il 2010
– In alcuni casi la detassazione permetterebbe l’aumento, a lungo termine, delle entrate fiscali. Ogni nuovo utente incrementerebbe le entrate degli erari di 25 dollari annuali in più rispetto ai dati attuali.
– L’eliminazione delle tasse specifiche riguardanti le telecomunicazioni aumenterebbe il numero di utenti in almeno 19 dei paesi analizzati, facendo raggiungere entro il 2010 un più 34 milioni con conseguente incremento del traffico, quantificato in +25%

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    l'ho testato personalmente in italia
    Nell'ormai lontana estate 2004 (sono passati 2 anni....) ho fatto parte di un gruppo chiuso per Vodafone di "tester" del servizio push to talk, ormai diffuso da TIM con la TIM_TRIBU', e a mio parere è straordinaria come funzione, molto meglio degli sms ed a un costo praticamente nullo, è facile capire perchè in italia ufficialmente non ha preso piede, meglio la tv sul telefonino a prezzi osceni che comunicare gratis.....
  • Anonimo scrive:
    In Canada invece...
    ...con 15 dollari al mese parli quanto vuoi...
  • Anonimo scrive:
    Lo visto usare a costo zero!
    Sono di ritorno da un viaggio in sud america, ed in Argentina mi è capitato di sentire irrompere queste chiamate tipo walkie-talkie. Poiché ignoravo l'esitenza di una simile tecnologia (pensavo si trattasse di un apparecchio che abbinasse una ricetrasmittente comune ad un cellulare) mi sono informato. La copertura del servizio è su quasi tutto il territorio nazionale (in base alla copertura della rete) quindi non è influenzata dalla distanza che divide chi comunica. Ma la cosa che più mi ha stupito è che è gratis, avete letto bene, all'interno del gruppo di utenti non si paga nulla! Da alcuni paesi limitrofi (Uruguay e Brasile) il servizio è accessibile con una canone fisso mensile. Penso che la compagnia che offre un simile servizio (non conosco il nome ma posso recuperarlo) lo faccia per fidelizzare un maggior numero di clienti. A quando in Italia?
    • Anonimo scrive:
      Re: Lo visto usare a costo zero!
      ... Ovviamente "L'ho visto usare..." scusate... la fretta!
      • Anonimo scrive:
        Re: Lo visto usare a costo zero!
        - Scritto da: Anonimo
        ... Ovviamente "L'ho visto usare..." scusate...
        la fretta!Ma se lo fa per fidilizzare non è che un domani diventa a pagamento?
  • Anonimo scrive:
    VoIP via radio...
    Solo per segnalare che già da diversi anni sulle frequenze radioamatoriali VHF (144 MHz) e UHF (430 MHz) è possibile collegare con un semplice apparato palmare (o veicolare) ponti ripetitori in qualsiasi altra parte del mondo, semplicemente utilizzando un codice identificativo numerico inviato con toni multifrequenza (DTMF)... L'emissione radio viene quindi digitalizzata e pacchettizzata in UDP per essere ritrasmessa dal terminale remoto.I principali software utilizzati sono Echolink (http://www.echolink.org) ed IRLP (www.irlp.net), oltretutto open source.
    • Anonimo scrive:
      Re: VoIP via radio...
      - Scritto da: Anonimo
      Solo per segnalare che già da diversi anni sulle
      frequenze radioamatoriali VHF (144 MHz) e UHF
      (430 MHz)[...]non va dimenticato che per operare su quelle frequenze bisogna essere in possesso di patentino di radioamatore o titolo equivalente. Inoltre l'uso di dispositivi che permettano comunicazioni telefoniche via radio è illegale per il comune cittadino, bisogna disporre di una concessione specifica. insomma,hw+sw non bastano.
  • Anonimo scrive:
    Lecito sperare che
    lo facciano...ma attenzione alla scritta in piccolo che indicherà le tariffe.La paura dei provider è che crollino le entrate, in Italia il problema non si pone, abbiamo ben 4 compagnie che fanno cartello di fatto (guardando i prezzi medi e non i singoli piani tariffari).Indi per cui il servizio potrà costare quanto vorranno, certo non il minimo possibile.Vedi 892 & Co. Ognuno sta varando il suo, ma magicamente i costi variano di pochissimo e sono tutti spalmati al massimo possibile.Non si fanno la guerra dei prezzi, ma quella degli abbonati: lo scopo è fare più pubblicità possibile per acquisire clienti piuttosto che contenderseli sul piano dell'offerta e dei costi.Ovvio si fa meno fatica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Lecito sperare che
      - Scritto da: Anonimo
      Non si fanno la guerra dei prezzi, ma quella
      degli abbonati: lo scopo è fare più pubblicità
      possibile per acquisire clienti piuttosto che
      contenderseli sul piano dell'offerta e dei costi.
      Ovvio si fa meno fatica.Questo per due motivi:- Gli italiani sono fondamentalmente dei babbei -- se no tra l'altro non si spiegherebbe perché tutto costa più che nel resto d'Europa (vedi anche le scorse polemiche sul prezzo dei farmaci e del latte in polvere), e questo a fronte di stipendi medi nettamente inferiori.- Gli italiani sono dei babbei deficienti che si eccitano per loghi, suonerie, messaggini, e amenità del genere.- L'antitrust non fa il suo lavoro, ma al contrario tutela gli interessi delle grandi società (al massimo garantisce che non si pestino troppo i piedi tra loro, ma dell'interesse dei cittadini non gliene può importare di meno).
      • manta scrive:
        Re: Lecito sperare che
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Non si fanno la guerra dei prezzi, ma quella

        degli abbonati: lo scopo è fare più pubblicità

        possibile per acquisire clienti piuttosto che

        contenderseli sul piano dell'offerta e dei
        costi.

        Ovvio si fa meno fatica.

        Questo per due motivi:

        - Gli italiani sono fondamentalmente dei babbei
        -- se no tra l'altro non si spiegherebbe perché
        tutto costa più che nel resto d'Europa (vedi
        anche le scorse polemiche sul prezzo dei farmaci
        e del latte in polvere), e questo a fronte di
        stipendi medi nettamente inferiori.

        - Gli italiani sono dei babbei deficienti che si
        eccitano per loghi, suonerie, messaggini, e
        amenità del genere.

        - L'antitrust non fa il suo lavoro, ma al
        contrario tutela gli interessi delle grandi
        società (al massimo garantisce che non si pestino
        troppo i piedi tra loro, ma dell'interesse dei
        cittadini non gliene può importare di meno).e qui nn posso fare altro che quotarti...anche se...sono qui in olanda da poco più di un mese e quello che vedo è che è pieno di pubblicità di loghi e suonerie anche qui e il loro utilizzo sembra essere più o meno lo stesso che in italia..certo però...parliamo di un paese con un gdp maggiore al nostro...
  • Anonimo scrive:
    Ok ma come funziona esattamente?
    Cioè se è come un walkie talkie perché c'è bisogno di Tim?Ragazzi il walkie talkie mi ricorda l'infanzia, quando me ne regalarono uno verso natale.A pochi metri di distanza c'erano dei disturbi pazzeschi e poi girando un po' la manopolina si beccavano le conversazioni dei radioamatori.E allora pensavo: ma chi sono questi scemi?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ok ma come funziona esattamente?
      - Scritto da: Anonimo
      Cioè se è come un walkie talkie perché c'è
      bisogno di Tim?Perche' dubito che col due walkie-talkie riusciresti a conversare da San Crispino a Spilimbergo. ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ok ma come funziona esattamente?
        - Scritto da: Anonimo
        Perche' dubito che col due walkie-talkie
        riusciresti a conversare da San Crispino a
        Spilimbergo. ;)Ok ma mettiamo che io voglio conversare solo all'interno del mio piccolo comune, ho ancora bisogno di quelli di tim?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ok ma come funziona esattamente?
          Scusate..ma data la mia profonda ignoranza :'( qualcuno può spiegarmi (o linkare) un testo che spiega in modo semplice cosa si può fare con questa tecnologia?Grazie mille!
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            - Scritto da: Anonimo
            Scusate..ma data la mia profonda ignoranza :'(
            qualcuno può spiegarmi (o linkare) un testo che
            spiega in modo semplice cosa si può fare con
            questa tecnologia?

            Grazie mille!Il link è nell'articolo...è in inglese, ma piuttosto spiccio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            Vi consiglio di guardare (se vi è possibile) American Chopper su Discovery Channel. Appena alzano il telefono per urlarsi contro a vicenda (ogni 10 minuti circa) vedrete in azione il push-to-talk.Niente di che, ma spero che tolga la curiosità a qualcuno :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            - Scritto da: Anonimo
            Vi consiglio di guardare (se vi è possibile)
            American Chopper su Discovery Channel. Appena
            alzano il telefono per urlarsi contro a vicenda
            (ogni 10 minuti circa) vedrete in azione il
            push-to-talk.

            Niente di che, ma spero che tolga la curiosità a
            qualcuno :)Ne ho sentito parlare un anno fa guardando David Letterman, però non essendo più abbonato a sky non l'ho mai visto.Sarei curioso di vedere come sono riusciti a fare una trasmissione per tante puntate mostrando due tizi che costruiscono moto.E mi stupisce di più che l'abbia fatto il discovery channel.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ok ma come funziona esattamente?

          Ok ma mettiamo che io voglio conversare solo
          all'interno del mio piccolo comune, ho ancora
          bisogno di quelli di tim?In area privata no. Nel comune si. O comunque ti serve una licenza ministeriale. Serve per le radio oltre una certa potenza. Serve per il wi-fi (di fatto vietato). Serve in generale per qualsiasi apparecchio a radiofrequenze. Poi ne puoi fare a meno, ma se ti prendono sono uccelli per diabetici.Riguardo al telefono di corda con i barattoli alle estremità non saprei dirti esattamente...tuttavia per stendere un cavo "volante" passante sul suolo pubblico serve l'autorizzazione, per cui fai un po' tu :D
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            - Scritto da: Anonimo
            In area privata no. Nel comune si. O comunque ti
            serve una licenza ministeriale. Serve per le
            radio oltre una certa potenza. Serve per il wi-fi
            (di fatto vietato). Serve in generale per
            qualsiasi apparecchio a radiofrequenze. Poi ne
            puoi fare a meno, ma se ti prendono sono uccelli
            per diabetici.Ma tempo fa ho visto quei walkie talkie per parlarsi in montagna, mi pare raggiungano delle discrete distanze e non ci sia bisogno di alcuna licenza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            - Scritto da: Anonimo
            Ma tempo fa ho visto quei walkie talkie per
            parlarsi in montagna, mi pare raggiungano delle
            discrete distanze5 km, ad essere ottimisti
            e non ci sia bisogno di alcuna licenza.licenza no. tassa ministeriale si'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?

            5 km, ad essere ottimistiIn linea d'aria...in città con i palazzi forse arrivi a 1 Km


            e non ci sia bisogno di alcuna licenza.

            licenza no. tassa ministeriale si'.Proprio perchè impiegano solo alcune frequenze e solo su scala locale.
          • markoer scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            State pisciando tutti fuori dal vaso. Il Push-to-talk è semplicemente una tecnologia VoIP che viaggia via GPRS. Quindi serve sì la connessione con un operatore che deve fornire il servizio, non ci sono distanze da superare, ma soprattutto il billing avviene sul traffico GPRS generato e non sui minuti di conversazione.Quanto dovrai pagare, dipende dal tuo operatore. La tendenza attuale è di non far pagare il traffico WAP GPRS ma soltanto l'accesso ai contenuti; se una politica simile al WAP venisse adottata al PTT, sarebbe quanto meno rivoluzionaria.Ciao.
          • shezan74 scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            Ahem... scusate... credo che nessuno abbia capito come funziona questo servizio...Niente emissioni radio stile VHF, niente di questo.Semplicemente un software che DIGITALIZZA la voce e la TRASMETTE VIA GPRS ad un server centrale del vostro operatore. Il server centrale inoltra il pacchetto dati GPRS al vostro corrispondente.Qualcosa come Skype per capirci, ma server-based (non peer to peer).Potenzialmente distanza di collegamento infinita (si sfrutta comunque la rete cellulare) ma connessione in GPRS anzichè in fonia classica. Ovunque ci sia un ripetitore sarà possibile utilizzare il PTT (abilitato con segnale dati ovviamente).Parlarsi nello stesso comune, da casa a casa, o da un capo all'altro della penisola non avrà differenza. Non ci sarà MAI un contatto DIRETTO tra i due apparecchi come nel caso delle radio.La convenienza attualmente non c'è, in quanto il traffico dati a prezzo standard è infinitamente superiore come prezzo al costo della telefonia, ma con una flat...Ovviamente questa cosa ERODE i margini della telefonia per spostarli sul traffico dati, più costoso da gestire e meno ammortizzato (probabilmente).E non ci sono scatti alla risposta e si pagano solo gli effettivi secondi in cui si PARLA e ASCOLTA... Tutto poi dipenderà dalle tariffe...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?


            e non ci sia bisogno di alcuna licenza.

            licenza no. tassa ministeriale si'.Sbagliato, nessuna tassa, nessuna licenza.Si chiamano LPD (433 MHz, 10mWatt) e PMR446 (500mWatt)I secondi, circa un anno fa avevano bisogno di una richiesta per inizio trasmissioni e un pagamento di massimo 10 euro. Adesso e' stata abolita.Quindi copri massimo 5 Km in linea d'aria e senza ostacoli di mezzo, completamente gratis. Ti consiglio i PMR di qualita' Midland, i nuovi modelli "Alan", leggeri e potenti per dei walkie talkie.Se vuoi coprire distanze maggiori devi passare a potenze di 5Watt dei cb (qui ci vuole un minimo pagamento di una tassa e autorizzazione) o apparati radioamatoriali, ma qui ci vuole una licenza....Marco
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok ma come funziona esattamente?
            mia moglie si fa ore di discorsi con la mamma e la sorella.distanza 500 metri"- Hai mica del sale?" (1 scatto)"- Hai sentito cosa ha detto la zia?" (1 scatto)Con mio suocero ci siamo fatti due conti e abbiamo deciso di comprare 2 radio Al negozio ci siamo fatti "codificare" la chiamata DMTFPraticamente, sulla radio c'e' un tastino "CHIAMA"Uno lascia l'apparecchietto acceso, sulla sua base di ricarica. Lui sta li silenzioso e felice.Se dall'altro uno preme "CHIAMA" il vostro aparecchietto SUONA x segnalare una chiamata in arrivo.Se siete irragiungibili chi ha chiamato riceve un segnale "E' SPENTO", altrimenti un segnale "TI SENTE MA NON RISPONDE"Ti ri su la tua bella radiolina, e rispondi come agli eroici tempi del baracchino."- Hai sale? Passo" (zero scatti)"- Lo sai cosa ha detto la zia? Passo" (zero scatti)Vantaggi:Con poche centinaia di euro ho eliminato un miliardo di scatti, e' un sistema pratico pulito preciso.SE me lo porto al supermercato ci parlo senza problemi, copre tutta la cittadina dove vivo.Chiaro che un "orecchia pelosa" puo' sentire di cosa parliamo, basta un po' di furbizia, niente nomi, niente cose "private" o "pesanti"
          • Anonimo scrive:
            MA E' UN PMR
            tipo il Brondi Fx10 e simili o qualcosa di diverso?Mi sorprende la portata, mica vivi in un paesino di 500 mq e 10 case? perché tra i muri e con altri ostacoli fisici (viali alberati, condomini grossi ecc...) di solito la portata scende anche a 200/300 mt. con un PMR...
    • Anonimo scrive:
      FUNZIONA COSI'
      1) ci vuole un telefonino speciale che abbia il bottone push to talk2) ci vuole un gestore telefonico che supporti questa operatività3) ti scegli gli amici dello stesso gestore (o di altro gestore che ammetta questa operatività anche su più gestori), creandoti eventualmente più gruppi tipo amici, colleghi, amanti ecc. Forse agli amici viene notificato il gruppo in cui li hai inseriti e devono accettare prima che diventino operativi.4) quando vuoi comuncare qualcosa al volo a uno di questi gruppi scegli il gruppo e lanci un messaggio vocale tipo "heilà avete visto la nuova puntata di Scrubs?"5) il gestore invia il messaggio agli utenti da te prescelti che se hanno il telefono acceso sentono irrompere la tua comunicazione in viva voce.6) se il loro telefono non era in tasca, sul mobile del cesso o dimenticato su un treno i tipi ti rispondono sempre al volo.7) Non dovrebbe quindi trattarsi di una comunicazione in full duplex ma in un senso soltanto (si parla a turno). Da qui l'analogia con i walkie talkie che funzionano appunto nella stessa maniera, parlando a turno.8) è una cosa dannatamente semplice e potenzialmente destinata a soppiantare un più costoso "giro di telefonate", proprio come già accaduto per gli sms.9) proprio come già accaduto per gli sms c'e' il grave rischio che a fronte di costi strutturali irrisori i gestori si divertano a scroccarci tariffe abnormi per il servizio...Tutti i riferimenti letti qui su PMR LPD e altri sistemi di trasmissione radio non dovrebbero centrare nulla, in quanto si opera pur sempre tramite la connessione telefonica del cellulare, quindi tasse imposte e altro sono già pagate e dovute con il pagamento della ricarica e/o dell'abbonamento...
      • Anonimo scrive:
        Re: FUNZIONA COSI'
        - Scritto da: Anonimo
        7) Non dovrebbe quindi trattarsi di una
        comunicazione in full duplex ma in un senso
        soltanto (si parla a turno). Da qui l'analogia
        con i walkie talkie che funzionano appunto nella
        stessa maniera, parlando a turno.A me è successo di dover parlare a turno usando Skype, però solo quando ho chiamato dei telefoni fissi.Lo trovo un po' complicato parlare a turno, ma non si fa prima ad abbassare i prezzi delle telefonate col cellulare anziché fornire questi nuovi complicati servizi?
  • Anonimo scrive:
    Potessero
    Vieterebbero perfino il Bluetooth :|
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