Una centrale nucleare next-gen per TerraPower di Bill Gates

Una centrale nucleare next-gen per TerraPower di Bill Gates

La startup TerraPower fondata da Bill Gates ha ottenuto il via libera per costruire negli Stati Uniti il reattore nucleare Natrium.
Una centrale nucleare next-gen per TerraPower di Bill Gates
La startup TerraPower fondata da Bill Gates ha ottenuto il via libera per costruire negli Stati Uniti il reattore nucleare Natrium.

Oltreoceano la Nuclear Regulatory Commission ha concesso a TerraPower il permesso per dare il via alla costruzione di un reattore nucleare next-gen, nello stato del Wyoming. È la startup fondata da Bill Gates che punta proprio su questo metodo di produzione dell’energia per far fronte a un fabbisogno destinato a crescere esponenzialmente in futuro, complice anche la richiesta dei data center AI.

TerraPower, Bill Gates e la centrale nucleare

Sarà il primo reattore di tipo commerciale realizzato negli USA da un decennio a questa parte. I lavori partiranno già entro le prossime settimane, ma non saranno brevi: il completamento è previsto per il 2030. Natrium, questo il nome dell’unità, potrà generare 345 MW (fino a 500 MW qualora si verifichi un picco della domanda) utilizzando sodio liquido in modo da ridurre i costi legati alla schermatura dell’impianto. Inoltre, sarà in grado di operare a pressioni inferiori rispetto a quelli tradizionali.

Bill Gates sul palco di un evento organizzato da TerraPower

La notizia riaccende il dibattito in merito alla sicurezza della tecnologia e alla sua classificazione: è da considerare sostenibile al pari dell’eolico e del fotovoltaico? Un tema da sempre caldo e che polarizza le opinioni. Con il secondo insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, l’attenzione verso le fonti a impatto zero è venuta progressivamente meno, per volontà del presidente, grande sostenitore del carbone.

Lo sviluppo di Natrium è supportato dall’Advanced Reactor Demonstration Program messo in campo dal Dipartimento dell’Energia, attraverso un’iniziativa che unisce pubblico e privato.

AI, data center e il fabbisogno di energia

La costruzione di nuovi data center voluta dai big dell’intelligenza artificiale non solo sta prosciugando il mercato delle RAM e quello di altri componenti hardware, ma pone un altro interrogativo: quali conseguenze avrà l’assorbimento dell’enorme quantità di energia necessaria per farli funzionare?

Proprio oggi realtà del settore come Google, Meta, Microsoft, Oracle, xAI, OpenAI e Amazon hanno firmato la promessa di farsi carico delle spese, evitando che ricadano sui cittadini, soprattutto nelle aree dove sorgeranno le infrastrutture. Andrà davvero così?

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Pubblicato il
5 mar 2026
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