CES2010/ Come ti ricarico senza fili

Rischia di diventare una moda, è senz'altro una tecnologia emergente. Sul mercato si cominciano già a vedere idee interessanti: manca solo la collaborazione dei produttori dei dispositivi

Las Vegas – La moda, forse, l’ha lanciata Palm con la “pietra” (Stone) per il suo Pre: la ricarica senza fili è diventata rapidamente un desiderata degli utenti, affascinati dalla futuristica possibilità di arrivare a casa o in ufficio e limitarsi ad appoggiare il telefono e il computer sulla scrivania per scoprirli ricaricati al termine della giornata. Ma se gli esperimenti condotti da Intel restano per il momento relegati alla sfera delle tecnologie di domani, in commercio si trovano già un paio di soluzioni meno estreme ma altrettanto soddisfacenti.

fili e caricabatterie: il passato A giudicare poi dalla folla davanti allo stand di Powermat al CES, strategicamente piazzato a pochi passi di distanza dal booth Microsoft e da quello Intel, la faccenda deve intrigare non poco: l’offerta dell’azienda che vende il suo prodotto anche in Italia è in effetti molto ampia e completa, e con gli aggiornamenti presentati per il 2010 proprio in occasione della fiera in Nevada si allarga sempre di più per andare oltre cellulari e iPod.

Tecnologicamente, tutte le soluzioni in commercio si basano sul principio di induzione . All’interno della base su cui si appoggiano i dispositivi si trova una spira (o bobina che dir si voglia), replicata all’interno del dispositivo: il passaggio di corrente nella prima crea un campo elettromagnetico variabile in grado di generare una corrente indotta nella seconda, utilizzata quindi per ricaricare le batterie (si tratta di uno dei possibili effetti della legge di Faraday ). Non è il metodo più efficiente per ottenere una batteria carica, ma l’attuale stato dell’arte di queste tecnologie consente comunque di garantire buoni risultati per apparecchi che consumano fino a 50-60 watt.

bobine e chip, le basi della carica a induzione

Anche la citata Powermat non fa eccezione a questi parametri di massima: con ciascuno dei suoi mat (ovvero tappetini, che somigliano tanto a quelli per il mouse) è possibile ricaricare apparecchi come telefoni cellulari, console da gioco portatili, lettori MP3 o e-reader. una base mobile di Powermat al lavoro Per alcuni dispositivi l’azienda fornisce appositi kit che comprendono una sorta di cover da applicare, con all’interno tutta la circuiteria necessaria : per altri, invece, è disponibile un kit generico che si collega a una porta USB o similare, e che svolge compito analogo. Le basi 2010 sono più sottili delle precedenti, sia nella versione casalinga che in quella mobile, e sono in grado in particolari varianti di alimentare anche un netbook: se si sceglie quest’ultima soluzione, tuttavia, il modello proposto perde qualcosa in termini di spessore per far posto a circuiteria più robusta.

Tra le prime aziende ad aver proposto soluzioni di questo tipo all’utente finale, per il 2010 Powermat propone anche novità interessanti in uscita a partire da giugno: una linea di batterie che integrano la tecnologia di ricarica wireless per decine di modelli di cellulari (in esposizione c’erano Nokia N97, vari BlackBerry, Motorola Droid e HTC con Android di ogni forma e dimensione), che potenzialmente, ci dicono, potrebbero anche finire presto direttamente nella confezione o comunque nella dotazione standard di parecchi produttori. un prototipo di batteria con tecnologia Powermat integrata All’orizzonte, inoltre, ci sono pure batterie di ricambio per macchine fotografiche, telecamere e altri dispositivi elettronici consumer delle marche più diffuse (intravisto materiale Canon, Nikon, Panasonic): tutti questi apparecchi potranno essere ricaricati semplicemente appoggiandoli su una base Powermat, senza necessitare di caricabatterie o altri fili.

Tra kit per l’auto, kit per iPhone e kit per i telefoni dei principali produttori mondiali, Powermat punta decisamente al mercato degli utenti finali: volendo cercare un difetto alla soluzione proposta, la necessità di allineare precisamente l’apparecchio che si vuole ricaricare al singolo “hot spot” dei pad . Una scelta che riduce la flessibilità della soluzione, limitando a uno, due o tre il numero di apparecchi che è possibile ricaricare contemporaneamente a seconda del pad acquistato. D’altro canto, l’azienda ha previsto un kit da fornire ai produttori di cellulari con il quale realizzare soluzioni specifiche per ogni modello, in modo da ottimizzare le prestazioni e garantire efficienza e durata delle batterie.

veduta di insieme dell'offerta Powermat

lo stand WiPower al CES 2010 Diverso, invece, l’approccio di WiPower . Marchio consumer che ha alle spalle un gruppo taiwanese che si rivolge essenzialmente ai produttori OEM ( EMS Technology ), la filosofia della soluzione proposta è leggermente differente: un singolo pad, in questo caso davvero quasi indistinguibile da un tappetino per il mouse, formato da un’unica ampia superficie attiva sulla quale appoggiare tutti gli apparecchi dotati del ricevitore (realizzato con forme e tecnologia molto simili a quelle precedenti). L’attuale proposta WiPower è in grado di supportare una ricarica contemporanea di tre o quattro dispositivi (per un totale di circa 15W e con un efficienza dell’80 per cento), ma secondo i tecnici sarebbe possibile spingersi fino a potenze nell’ordine dei 100 watt .

La filosofia e l’approccio di WiPower sembrano più orientati all’integrazione della tecnologia di induzione nella realtà quotidiana: nel booth erano presenti scrivanie che integrano un zona attiva di ricarica nella superficie , soluzioni in grado di “mimetizzarsi” nella vita di tutti i giorni e di integrarsi nel mobilio esistente. Una scelta affascinante, che non pone limite ai possibili impieghi: gli ingegneri WiPower avevano approntato diversi prototipi di altoparlanti, dock per iPod e persino sfere al plasma, convertiti per essere alimentati e ricaricati senza fili.

un prototipo di scrivania con integrata la tecnologia WiPower

Una piccola vasca colma d’acqua e sfere illuminate da led verdi, infine, campeggiava nello stand: una dimostrazione della flessibilità di questa soluzione, che ha costretto tuttavia a più riprese i rappresentanti dell’azienda a spiegare ai curiosi che non correvano alcun rischio a immergervi le dita, e che quella nella piscinetta non era acqua magica. La rivincita dei nerd e della fisica nella capitale del divertimento: dove tutto, anche la legge di Faraday, può diventare un’attrazione.

la piscina magica nello stand WiPower

Luca Annunziata

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  • Alvaro Vitali scrive:
    Colpa di una falla in Internet Explorer!
    Nell'articolo di Maruccia, viene omesso un particolare abbastanza inquietante: l'attacco a Google GMail sarebbe stato favorito dalla ennesima falla in Internet ExploDer.Ovviamente, adesso tutti si chiedono se si tratti o meno di una falla messa li apposta ...http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_15/google-cina-attacco-hacker-debolezza-explorer-carola-frediani_a67340ac-01c6-11df-866a-00144f02aabe.shtml
    • Sgabbio scrive:
      Re: Colpa di una falla in Internet Explorer!
      http://www.cinaoggi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2068:google-vs-cina-atto-terzo&catid=2:attualita-in-cina&Itemid=2qui ci sono altri dettagli.
    • ruppolo scrive:
      Re: Colpa di una falla in Internet Explorer!
      - Scritto da: Alvaro Vitali
      Nell'articolo di Maruccia, viene omesso un
      particolare abbastanza inquietante: l'attacco a
      Google GMail sarebbe stato favorito dalla
      ennesima falla in Internet
      ExploDer.

      Ovviamente, adesso tutti si chiedono se si tratti
      o meno di una falla messa li apposta
      ...

      http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_15/googleI danni causati all'umanità da Microsoft sono maggiori di quelli che mi immaginavo. E io ne immaginavo tanti...
  • Max Monti scrive:
    Echelon
    A me sembra una banalissima storia di spionaggio industriale che ha ben poco a che fare con i diritti umani.Sono appena tornato da Shanghai e come ho già avuto modo di vedere per ben due volte a Pechino non c'è ditta occidentale che non faccia a XXXXXtti per trovare la sua nicchia in terra cinese. Altro che diritti umani... ditelo a Carrefour che apre ipermercati su ipermercati, ditelo a Lamborghini o a Ferrari che hanno le loro concessionarie nei punti più belli di Wangfujing a Pechino e Nanjing Road a Shanghai. Quanta ipocrisia!Detto questo che vi aspettate da un popolo che ha 5000 anni di Storia alle spalle? Non avete capito che questo miliardo di cinesi è MOLTO in gamba? Il nome Sun Tzu vi dice niente? Se è così leggetevi il capitolo sull'uso delle spie nel suo stranoto "Arte della Guerra" tanto usato nei corsi MBA di mezzo mondo da almeno trent'anni.Altrimenti stabiliamo che solo gli USA possono usare Echelon per favorire le proprie aziende. Per me va bene lo stesso: basta che si dica chiaro e tondo che solo gli Yankee possono fare come gli pare usando la CIA come supporto di business. E Basta! Sono dieci anni che mi sorbisco questa superXXXXXla stantia dei diritti umani tirati fuori solo quando fa comodo e non certo quando ci sono da sottoscrivere lucrosi accordi da miliardi di euro.
  • Max Monti scrive:
    Echelon
    A me sembra una banalissima storia di spionaggio industriale che ha ben poco a che fare con i diritti umani.Sono appena tornato da Shanghai e come ho già avuto modo di vedere per ben due volte a Pechino non c'è ditta occidentale che non faccia a XXXXXtti per trovare la sua nicchia in terra cinese. Altro che diritti umani... ditelo a Carrefour che apre ipermercati su ipermercati, ditelo a Lamborghini o a Ferrari che hanno le loro concessionarie nei punti più belli di Wangfujing a Pechino e Nanjing Road a Shanghai. Quanta ipocrisia!Detto questo che vi aspettate da un popolo che ha 5000 anni di Storia alle spalle? Non avete capito che questo miliardo di cinesi è MOLTO in gamba? Il nome Sun Tzu vi dice niente? Se è così leggetevi il capitolo sull'uso delle spie nel suo stranoto "Arte della Guerra" tanto usato nei corsi MBA di mezzo mondo da almeno trent'anni.Altrimenti stabiliamo che solo gli USA possono usare Echelon per favorire le proprie aziende. Per me va bene lo stesso: basta che si dica chiaro e tondo che solo gli Yankee possono fare come gli pare usando la CIA come supporto di business. E Basta! Sono dieci anni che mi sorbisco questa superXXXXXla stantia dei diritti umani tirati fuori solo quando fa comodo e non certo quando ci sono da sottoscrivere lucrosi accordi da miliardi di euro.
    • pabloski scrive:
      Re: Echelon
      beh non credo che quelli che parlano contro la Cina appoggino Echelon o gli USAin fondo gli USA fanno schifo fin dalla loro fondazione, tant'è che in origine erano la terra in cui venivano esiliati i criminali inglesi...questo dovrebbe già farci capire come ragionano, anche se i peggiori comportamenti li hanno portati i WASP ( inglesi ricchi e benestanti emigrati un paio di secoli fa )detto questo il problema è che la Cina ha un atteggiamento che è contrario ai 5000 anni di storia che ha alle spalle....è come se l'Europa ristabilisse il potere dell'Inquisizione e la tortura come mezzo legittimo per ottenere confessionia questo si è ridotta la Cina oggie certamente stanno semplicemente combattendo con le stesse armi del nemico, nessuno dice che gli USA sono santi, però gli USA hanno buoni anticorpi cosa che non si può dire della Cina
      • xunhuan scrive:
        Re: Echelon
        - Scritto da: pabloski
        detto questo il problema è che la Cina ha un
        atteggiamento che è contrario ai 5000 anni di
        storia che ha alle spalle....è come se l'Europa
        ristabilisse il potere dell'Inquisizione e la
        tortura come mezzo legittimo per ottenere
        confessioniSono meno di 5000 anni, in ogni caso questa contraddizione non lavedo, non mi risulta che gli imperatori avessero la mano leggera.

        a questo si è ridotta la Cina oggi

        e certamente stanno semplicemente combattendo con
        le stesse armi del nemico, nessuno dice che gli
        USA sono santi, però gli USA hanno buoni
        anticorpi cosa che non si può dire della
        CinaPerò io una differenza tra gli Occidentali e gli Orientali la vedo. Se escludiamo l'espansionismo giapponese nel XX secolo,quei popoli non hanno rotto le scatole ad altri, o al più hannorotto le scatole a corto raggio.Non ricordo invece angolo del mondo in cui le vecchie potenze colonialieuropee o gli USA non abbiano creato problemi.
      • antonio scrive:
        Re: Echelon
        - Scritto da: pabloski

        in fondo gli USA fanno schifo fin dalla loro
        fondazione, tant'è che in origine erano la terra
        in cui venivano esiliati i criminali
        inglesi...questo dovrebbe già farci capire come
        ragionano, non era l'australia quella????
  • ullala scrive:
    aho rega!
    Ma siete niubbi o ci fate?Capisco che google non e' un convento di orsoline, capisco che i suoi comportamenti non sono ispirati dalla beneficienza, ma come ho detto già ieri, la questione non e' questa.Provate a pensare a quello che succede in italia, oltre che in cina, Marino, giusto da poco ha chiesto agli "operatori " di collaborare alla censura, l'atteggiamento di google nei confronti del governo cinese costituisce un importante precedente per tutti, "operatori " e governi.Capisco che, ripeto, non parliamo, di orsoline, ma almeno riconosciamo, quando c'e' da farlo, il fatto in se per quello che e' e per quelli che sono gli aspetti "positivi " che ci interessano, non si tratta di dare un giudizio "morale " sull operato di google in totale, si tratta di giudicare sul fatto in sé. E su questo ripeto oggi i complimenti e la approvazione che ho già dato ieri a google
    • ullala scrive:
      Re: aho rega!
      Volevo dire Maroni non Marino, maledetto il t9"dei telefonini! - Scritto da: ullala
      Ma siete niubbi o ci fate?

      Capisco che google non e' un convento di
      orsoline, capisco che i suoi comportamenti non
      sono ispirati dalla beneficienza, ma come ho
      detto già ieri, la questione non e'
      questa.
      Provate a pensare a quello che succede in italia,
      oltre che in cina, Marino, giusto da poco ha
      chiesto agli "operatori " di collaborare alla
      censura, l'atteggiamento di google nei confronti
      del governo cinese costituisce un importante
      precedente per tutti, "operatori " e
      governi.
      Capisco che, ripeto, non parliamo, di orsoline,
      ma almeno riconosciamo, quando c'e' da farlo, il
      fatto in se per quello che e' e per quelli che
      sono gli aspetti "positivi " che ci interessano,
      non si tratta di dare un giudizio "morale " sull
      operato di google in totale, si tratta di
      giudicare sul fatto in sé.

      E su questo ripeto oggi i complimenti e la
      approvazione che ho già dato ieri a
      google
  • pabloski scrive:
    Re: ipocrisia
    si ma tu parli di aggregare, profilare, ecc...in questi casi si parla di mettere insieme dati più o meno anonimi, in maniera automatica e senza fermarsi ad analizzare i comportamenti dei singolila Cina invece spia a livello capellare soggetti, aziende, persone realic'è una bella differenza tra analizzare i dati per dire che al 90% della gente piace centro vetrine e leggere la posta di Mario Rossi
  • Funz scrive:
    Google e le leggi cinesi
    Cracker a parte, andrebbe ribadito che le ditte occidentali non dovrebbero piegarsi a rispettare le leggi illiberali e censorie del regime dittatoriale cinese. A costo di non fare proprio business in Cina.Google forse farà proprio questo, e allora potrà passare dal lato (affollato) dei "cattivi" a quello dei "buoni"
    • Gimmi scrive:
      Re: Google e le leggi cinesi
      "Don't be evil" come disse qualcuno...
    • pabloski scrive:
      Re: Google e le leggi cinesi
      la vedo duraormai l'occidente è un maiale ingrassato che pensa solo al profitto, un maiale che non ha più onore nè moralein questo senso hanno ragione i cinesi e noi dovremmo dare una bella stretta a certi comportamenti e bandire certi miti soprattutto dai mass media ( qualcuno ha detto grande fratello?!? :D )
  • ottomano scrive:
    Il vero problema
    Il vero problema è che la Cina detiene migliaia di miliardi di dollari in titoli si Stato USA.Se volesse potrebbe affossare gli Stati Uniti nel giro di 2 giorni.E' per questo che per gli Americani è impensabile prendere una posizione dura e farla rispettare.Nicola
    • nome cognome scrive:
      Re: Il vero problema

      Il vero problema è che la Cina detiene migliaia
      di miliardi di dollari in titoli si Stato
      USA.
      Se volesse potrebbe affossare gli Stati Uniti nel
      giro di 2
      giorni.Scusa, ma nemmeno al TG4 direbbero una scemata del genere...La Cina presenta all'incasso i suoi titoli USA, il governo USA consolida (ovvero si mette a ridere e non li ripaga) e i titoli in mano alla Cina diventano carta straccia.Risultato: gli USA non affossano, la Cina ha perdite economiche immense e probabilmente affossa lei (esattamente quello che è sucXXXXX a chi aveva titoli di stato argentini: l'Argentina esiste ancora, i loro soldi no)
      • Gimmi scrive:
        Re: Il vero problema
        L'argentina magari esiste ancora, ma gli argentini non è che non abbiano risentito del crack... Quando sono inciminciati i problemi la gente non poteva neanche più ritirare i porpri soldi in banca...Il debito USA verso la Cina è a lungo termine, prima della scadenza i cinesi non possono fare niente, però se quando i vari titoli cominciano a scadere i cinesi cominciassero a non rinnovare ti assicuro che Obama e Co. sono caxxi acidi...
        • xunhuan scrive:
          Re: Il vero problema
          In realtà non è così, al contrario i Cinesi si stanno tenendo molto liquidi perché preoccupati dal debito Americano a lungo termine. Comunque questa è solo una nota a margine, il problema è ben altro.Gli Americani sono pesantemente indebitati con l'estero, essenzialmente con l'Asia, con gli Arabi e in misura minore anche con i Russi, ma nonostante ciò stanno continuando a fare debiti e dipendono dai loro creditori quasi come un tossicodipendente dipende dal suo pusher. E non si tratta solo del governo, in America, corporation a parte, sono tutti pieni di debiti, per i privati il rapporto tra indebitamento e patrimonio è molto più alto che da noi. Il giorno che non rimborsano ai Cinesi i circa 700 mld di $ di buoni del tesoro che quelli possiedono, dovrebbero anche trovare altri investitori disponibili a finanziarli se non vogliono che il dollaro perda il suo ruolo di valuta di riferimento e abbia lo stesso valore della carta igienica. Tra l'altro l'esempio dell'Argentina è fuorviante.Per prima cosa questi non si parlerebbe di non pagare piccoli risparmiatori, ma di non pagare uno stato sovrano dotato di armi nucleari e di far perdere una marea di soldi a tanti investitori, visto che l'Euro schizzerebbe subito verso l'alto; in secondo luogo un salvataggio dell'FMI non lo vedo tanto praticabile...
          • nome cognome scrive:
            Re: Il vero problema

            nonostante ciò stanno continuando a fare debiti e
            dipendono dai loro creditori quasi come un
            tossicodipendente dipende dal suo pusher. Veramente i tossicodipendenti sono i creditori... o prestano di più o addio ai soldi che hanno già prestato.
          • xunhuan scrive:
            Re: Il vero problema
            Meglio perdere molti soldi oggi che finere sul lastrico domani... Alla fine il creditore perde una parte dei soldi, ma altre forme di investimento per il suo surplus commerciale le trova, un debitore che non paga non trova nessun altro disposto a finanziarlo.Poi c'è la questione del dollaro, averlo come valuta di riferimento è un vantaggio competitivo enorme e trasformarlo in carta straccia è l'ultima cosa che hanno intenzione di fare.
      • pabloski scrive:
        Re: Il vero problema
        - Scritto da: nome cognome
        La Cina presenta all'incasso i suoi titoli USA,
        il governo USA consolida (ovvero si mette a
        ridere e non li ripaga) e i titoli in mano alla
        Cina diventano carta
        straccia.
        poi la Cina spara l'atomica :D non diciamo cacchiate....che diavolo dici poi a Jobs e soci che usano la manovalanza cinese per produrre computer e gadget vari a quattro soldi vendendoli a 400-600$ in patria?se fosse così semplice, gli USA avrebbero già dichiarato l'entrata in regime autarchico da un bel pòma nun se po fa, ormai il mondo è interconnesso e indietro non si torna
        • Luca Buracchi scrive:
          Re: Il vero problema
          Guarda che il costo del lavoro in Indonesia ed India è più basso di quello cinese. La Cina ha una popolazione più grande come singola nazione ma non più grande di quella dell'area India/Sud-est asiatico. Ed il costo del lavoro in quell'area è ormai sostanzialmente inferiore. In un'ipotetica (ed assurda) guerra totale commerciale gli USA non avrebbero un danno serio dal creare centinaia di milioni di posti di lavoro nell'area perché, contrariamente a quello che dai ad intendere, la manovalanza a bassissimo costo è lo standard di quell'area.Non è minimamente una specificità cinese. Da questo punto di vista il problema è del tutto cinese perché già solo l'accoppiata India-Indonesia mette sul "piatto" una popolazione complessivamente analoga a quella cinese con un costo del lavoro che attualmente è sostanzialmente inferiore. Che è poi il motivo per il quale molte delocalizzazioni produttive sono GIA' in atto senza bisogno di pressioni da parte dell'amministrazione USA. La domanda, piuttosto, è un'altra: se gli USA si spostassero di colpo nell'area anziché in Cina il regime cinese sarebbe in grado di reggere al maremoto di disoccupati che subirebbe la Cina? Comunque la questione è oziosa, l'autarchia è lontanissima dalla cultura economica USA. Gli stessi dazi di cui ogni tanto parla l'amministrazione Obama sono ritorsioni rispetto alle continue pratiche commerciali scorrette cinesi. La Cina è nel WTO ma dire che ne rispetti le norme è perlomeno avventuroso.Solo gli USA possono spingerla a ridurre le pratiche commerciali scorrette perché mentre per la Cina perdere i consumatori USA significa subire un maremoto di disoccupati di dimensioni incommensurabili la manovalanza a bassissimo costo abbonda. La Cina è sostituibile per gli USA, gli USA per la Cina no.La differenza sta tutta qui.
          • xunhuan scrive:
            Re: Il vero problema
            Certo, parliamo della situazione delle infrastrutture in India...Vediamo se la situazione è l'ideale per fare business.Fin quando si tratta di sviluppare software ok, possono farlo, ma le industrie tradizionali richiedono una logistica a supporto che lì non c'è. Ad ogni modo il surplus commerciale cinese sembra dire qualcosa di diverso. Attualmente gli USA hanno bisogno di soldi e sono i Cinesi e gli Arabi ad averli.
  • Martin scrive:
    Re: ipocrisia
    Ma chi ti obbliga ad usare Google mi domando.. forse ti sfugge che offre il tutto a gratis.. ammesso che tu conosca il significato della parola Gratis
  • xuneel scrive:
    veramente attacchi da parte del regime?
    e se fossero degli attacchi da parte di "comuni cracker" cinesi?cioé voglio dire quando i cracker russi hanno attaccato i server in estonia o in Europa non mi risulta che sia stata chiesta spiegazione al governo russo...
    • pabloski scrive:
      Re: veramente attacchi da parte del regime?
      anche in quel caso però si disse subito che sotto c'era il governo russoil problema è che si tratta di attacchi massicci, ben orchestrati, che sfruttano tecnologie avanzatissime, con exploit che vengono sviluppati in pochi giorni e per finire i centri di comando e controllo erano hostati a nome di una società che notoriamente è usata come paravento dai servizi cinesial limite si potrebbe dire che si tratta di frange deviate dei servizi cinesi, ma in ogni caso un coinvolgimento degli organi statali è evidente
    • Kyashan scrive:
      Re: veramente attacchi da parte del regime?
      Evidentemente Google avrà avuto prove certe prima di fare accuse del genere...non ne sono sicuro ma mi pare di aver letto che questi attacchi sono stati rivolti alle caselle di posta Gmail appartenenti a attivisti politici cinesi che sono contro il governo...diciamo che se il bersaglio è stato davvero quello,mi sembra chiaro tra chi andare a cercare i mandanti...A meno che ci siano ben altri motivi alla base e Google abbia agito in questo modo usando questa storia come scusa per l'opinione pubblica.
      • xunhuan scrive:
        Re: veramente attacchi da parte del regime?
        Prove certe mica tanto...Se leggi bene il comunicato non vengono mai accusati direttamente gli apparati statali.Poi sul fatto che i destinatari del messaggio siano loro non ci piove, altrimenti non avrebbe avuto alcun senso quella ritorsione.In ogni caso ci sono molte cose che il documento non dice, di sicuro è difficile credere che la portata dell'attacco in definitiva sia stata così limitata come si vuole lasciar credere.Probabilmente sono riusciti a trafugare algoritmi o sono loro che hanno buttato giù i servizi di Google in più di un'occasione.Detto questo, secondo me va a finire che google.cn chiude.
    • ephestione scrive:
      Re: veramente attacchi da parte del regime?
      quale sarebbe stato il movente di un gruppo di cracker "buoni" (che forse non è proprio la stessa cosa di hacker) nel tentare di violare gli account personali di persone già tenute sotto osservazione dal governo cinese?
    • TheGynius scrive:
      Re: veramente attacchi da parte del regime?
      Ci pensavo anche io...Da un lato abbiamo i destinatari degli attacchi che sono attivisti antigovernativi, quindi si può dedurre dal movente degli attacchi che si tratti del governo cinese o suoi affiliati.D'altra parte il solo movente non basta, ci vogliono delle prove e penso che Google possa recuperare "solo" degli IP.Non sarà difficile per i geniacci di Google associare gli IP a delle persone (o organizzazioni) legate al governo della Repubblica Popolare, ma probabilmente le tecniche per avere queste associazioni non sono propriamente legali.A questo quadro si aggiungono i governi che coprono le spalle alla grande G.Sarà divertente.
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