ChatGPT diventa gratuito con la pubblicità, cosa cambia

ChatGPT diventa gratuito con la pubblicità, cosa cambia

ChatGPT introduce i link sponsorizzati nelle risposte per gli utenti free e del piano Go. OpenAI promette che gli annunci non influenzano le risposte.
ChatGPT diventa gratuito con la pubblicità, cosa cambia
ChatGPT introduce i link sponsorizzati nelle risposte per gli utenti free e del piano Go. OpenAI promette che gli annunci non influenzano le risposte.

Niente dura per sempre, si sa. OpenAI ha deciso che è arrivato il momento di monetizzare anche chi usa ChatGPT gratis o con l’abbonamento più economico (ChatGPT Go). Come? Con la pubblicità, naturalmente. Perché se c’è una cosa che Internet ci ha insegnato è che “gratuito” significa semplicemente che pagheremo in un altro modo.

OpenAI introduce pubblicità su ChatGPT: gratis solo con gli annunci

È ufficiale, ChatGPT mostrerà link sponsorizzati agli utenti che non sborsano almeno 20 dollari al mese. I fortunati abbonati Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education continueranno a vivere in un mondo senza banner pubblicitari. Tutti gli altri, quelli del piano Free e del piano Go da 8 dollari, si dovranno abituare a vedere annunci in fondo alle risposte del chatbot.

OpenAI precisa che gli annunci non influenzano le risposte fornite da ChatGPT. Una promessa che suona un po’ come quelle scritte a carattere microscopico nelle clausole dei contratti, ma staremo a vedere.

La versione gratuita di ChatGPT ha sempre avuto dei limiti: meno messaggi, accesso limitato ai modelli più potenti, code di attesa quando il traffico esplode. Adesso c’è un limite in più: la pubblicità. Link etichettati come “sponsorizzati” che spuntano proprio quando stai cercando di capire come risolvere quel bug nel codice o come cucinare il pollo al curry.

C’è però una scappatoia. Gli utenti del piano Free possono disattivare gli annunci in cambio di un numero inferiore di messaggi gratuiti giornalieri. Chi paga gli 8 dollari del piano Go non ha nemmeno questa opzione. Gli annunci ci sono e punto. Almeno però possono chiudere manualmente i singoli annunci, inviare feedback, disattivare la personalizzazione pubblicitaria e cancellare i propri dati usati per il targeting.

La personalizzazione degli annunci pubblicitari che non interessa a nessuno

Parliamoci chiaro, OpenAI promette che la personalizzazione pubblicitaria si basa anche sulle chat passate, ma allo stesso tempo assicura che gli inserzionisti ricevono solo visualizzazioni e clic aggregati, senza dati personalizzati o contenuti estratti dalle conversazioni.

Gli annunci quindi, sono personalizzati in base alle conversazioni intrattenute con il chatbot, ma gli inserzionisti non vedono quello che è stato scritto. Bisogna fidarsi sulla parola. Almeno ci sono delle linee rosse che OpenAI promette di non oltrepassare: niente pubblicità per i minori di 18 anni, niente annunci durante le conversazioni su salute, salute mentale o politica. Temi sensibili esclusi, quindi. Resta da capire come l’algoritmo distinguerà una chiacchierata innocua da una conversazione delicata, ma tant’è.

Il prezzo da pagare

Per non vedere la pubblicità, basta passare a ChatGPT Plus da 20 dollari al mese. Per alcuni è una cifra irrilevante. Per altri, soprattutto gli studenti o chi usa ChatGPT occasionalmente, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Esistono alternative, come Claude, Gemini, persino Copilot di Microsoft e alcune non hanno (ancora) pubblicità.

Fonte: OpenAI
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Pubblicato il
10 feb 2026
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