Alla fine, è arrivata la conferma ufficiale: presto la pubblicità farà la sua comparsa nelle conversazioni con ChatGPT. L’annuncio è giunto con poche righe scritte da OpenAI: nell’ambito del nostro impegno a rendere l’AI accessibile a tutti, prevediamo di iniziare presto a testare gli annunci in ChatGPT Go negli Stati Uniti
. Non è una notizia da far passare sottotraccia per diverse ragioni.
Arriva la pubblicità in ChatGPT
La prima è legata al fatto che si tratta dell’attuale leader del settore. Nonostante la sua quota di market share sia in diminuzione (principalmente a causa della crescita di Gemini), ChatGPT è ancora oggi il servizio AI più utilizzato a livello globale. Non è da escludere che altri possano decidere di seguire l’esempio.
Poi, è di fatto la conferma che senza la pubblicità il sistema non sta in piedi. Van bene gli abbonamenti e gli investimenti di chi crede nei prossimi sviluppi della tecnologia, ma c’è bisogno di altre entrate per rendere il business sostenibile. OpenAI non è più una startup e la prospettiva di operare in perdita fino al 2030 rischia di spegnere ogni entusiasmo. C’è anche da far fronte alle spese enormi per l’allestimento di nuovi data center.

Infine, è da valutare l’impatto che la novità avrà su qualità e affidabilità del servizio. Sam Altman e i suoi sanno bene che questo è un fattore chiave, tanto da aver messo fin da subito le cose in chiaro: … poter contare sul fatto che le risposte di ChatGPT siano guidate da ciò che è oggettivamente utile e mai dalla pubblicità
. Sarà davvero così? Potremo escludere categoricamente che un inserzionista beneficerà in qualche modo di un trattamento di favore?

Ci saranno i test negli USA durante i quali potremo iniziare a valutare l’ingerenza dell’advertising sull’attività del chatbot. A questo proposito, OpenAI sembra già aver messo le mani avanti, anticipando che gli utenti potranno in qualche modo interagire con gli spot, ponendo domande a tema.
… presto potresti vedere un annuncio e porre direttamente le domande necessarie per prendere una decisione d’acquisto.
Insomma, se da un lato c’è la garanzia che chat e pubblicità rimangano separate, dall’altra è certo che non si farà nulla per impedire che l’attenzione e le interazioni dell’utente si spostino verso il prodotto sponsorizzato. Sta per iniziare la fase 2 di ChatGPT.
Merita attenzione anche la scelta di introdurre le inserzioni non solo per chi utilizza il servizio gratuitamente, ma anche per chi sceglie di mettere mano al portafoglio e di pagare l’abbonamento Go, il più economico. Escluse invece le sottoscrizioni più costose ovvero Plus, ChatGPT Pro, Business ed Enterprise.