La mattina del 10 febbraio 2026, Jesse Van Rootselaar ha ucciso la madre e il fratellastro, è uscita di casa e si è diretta alla Secondary School di Tumbler Ridge, nella provincia canadese della Columbia Britannica. Una volta dentro l’edificio ha aperto il fuoco. Con la sparatoria ha provocato sei vittime e 27 feriti, prima di rivolgere l’arma verso di sé per togliersi la vita. Aveva 18 anni. Nel fine settimana, Sam Altman si è scusato con la comunità colpita dalla tragedia. Qual è il nesso?
Sam Altman si è scusato per la sparatoria di Tumbler Ridge
Era già emerso che OpenAI aveva bannato l’account ChatGPT della ragazza nel giugno 2025, per aver sottoposto all’intelligenza artificiale delle query e delle richieste particolarmente violente, potenzialmente legate a fatti criminali da commettere nel mondo reale. Ora il CEO chiede perdono per non aver allertato le autorità. La sua lettera (PDF) si apre così.
Alla comunità di Tumbler Ridge, il dolore che la vostra comunità ha sopportato è inimmaginabile. Ho pensato spesso a voi negli ultimi mesi.
Altman afferma di essere stato d’accordo con le autorità locali che hanno subito manifestato l’esigenza di scuse formali, ma di aver atteso più di due mesi per rispettare il lutto della comunità
.
Mi dispiace profondamente di non aver avvisato le forze dell’ordine dell’account che è stato bannato a giugno […] Ribadisco l’impegno preso con il sindaco e il primo ministro di trovare il modo di prevenire tragedie come questa in futuro.
Non è dato sapere in che modo possa concretizzarsi questo impegno. Se la volontà di evitare che accada di nuovo è del tutto condivisibile, pensare di condividere le chat con le autorità ogni volta che si attiva una red flag potrebbe sollevare dubbi più che legittimi.
Di certo non è un caso isolato. È accaduto qualcosa di molto simile anche nell’aprile 2025, quando Phoenix Ikner ha ucciso due persone e ne ha ferite sette nel campus della Florida State University, dopo aver chiesto a ChatGPT informazioni utili a pianificare la sparatoria. Ora, OpenAI è formalmente sotto accusa, ma respinge la tesi di favoreggiamento
sostenuta dal procuratore generale. In questo caso, con una causa legale in corso, non si ha notizia di scuse formali.