Chrome, il browser è la password

Google propone un nuovo meccanismo di generazione e archiviazione delle password per il web: il browser da tramite per l'immissione si trasforma in attore principale

Roma – Per risolvere una volta per tutte il problema della generazione e l’archiviazione delle password per i siti web, Google propone ora un nuovo approccio alla questione: nella visione di Mountain View, il browser si trasforma in generatore e archivio delle chiavi di accesso fino a che l’utente risulta loggato sul navigatore.

La proposta Password Generation di Google è al momento solo un documento di design di un’estensione per Chrome, ma l’idea alla sua base è già parecchio definita: ogni volta che si trova davanti alla richiesta della creazione di userID e password, l’estensione genera una password a caso e dà all’utente la possibilità di confermarne la validità.

Accettata la password e registrato l’account sul sito web di proprio interesse, Chrome creerà una “memoria storica” permanente delle credenziali di accesso e le userà ogni volta che è necessario finché l’utente risulterà loggato nel browser.

L’ obiettivo finale di Password Generation è in realtà la completa automazione del meccanismo di uso delle password web, ma per raggiungerlo occorrerà che i webmaster si adeguino alla sintassi di HTML5 (attributo “pattern”) e modifichino il proprio codice in tal senso.

Alfonso Maruccia

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  • Funz scrive:
    Accanimento su un cadavere
    E' da un pezzo che tartassano grooveshark come se contasse ancora qualcosa nel panorama del file sharing, ma stavolta rischiano prendere una batosta che impedirebbe molte future azioni contro la pirateria. Speriamo.
  • Andreabont scrive:
    Non cedere a pressioni economiche
    Gli unici in grado di dire se un sito va oscurato o meno (con tutte le polemiche sulla libertà del caso) sono i giudici.Una richiesta di oscuramento, fatta al provider da uno qualsiasi è da declinare con una bella risata.
  • allibito scrive:
    Malafede
    Avere un paio di licenze non rende legale ciò che non lo è affatto, perchè mettere online contenuti senza licenza? Perchè dichiarare che l'oscuramento possa essere un attentato alla libertà e la diffusione illegale di contenuti no? La coerenza, questa sconosciuta, si ricorre alla legge solo dove conviene per ignorarla dove si è in torto... bell'esempio di democrazia e libertà. Giusta e sacrosanta la chiusura per chi si ostina a non rimuovere immediatamente materiale non autorizzato.
    • aaa scrive:
      Re: Malafede
      Perchè come al solito è più facile fucilare tutti in una massa anzichè scovare i veri illegali?? danneggiando così anche le persone che hanno fatto solo cose legali!!?? Ricorda che i contenuti non sono uplodati dai sistemi, ma da chi si "affilia" e registra..... per un'assassino tu indichi assassini tutta una popolazione!!?? Complimenti
    • allibitoDaA llibito scrive:
      Re: Malafede
      Non riesco a capire se ci sei o ci fai?Meglio che ti leggi bene l'articolo prima di vomitare certe scemate copiate e incollate da altre parti. Un discorso cosi è degno di un politico di bassa lega
    • 1 qualsiasi scrive:
      Re: Malafede
      - Scritto da: allibito
      Avere un paio di licenze non rende legale ciò che
      non lo è affatto, perchè mettere online contenuti
      senza licenza?Semplicemente perchè gli utenti vogliono i contenuti, non le licenze.La licenza te la puoi tenere.Non a caso, hai notato che i servizi che permettevano di separare contenuto e licenza (vale a dire quelli basati su drm: tu scarichi il contenuto, poi puoi comprare una licenza temporanea o definitiva che te lo "sblocca") sono tutti morti e sepolti ?
      Giusta e sacrosanta la chiusura per chi si ostina
      a non rimuovere immediatamente materiale non
      autorizzato.Giusta e sacrosanta la chiusura di chi basa il proprio business sulla vendita di contenuti.
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