Chromebook, la classe non è iPad

La digitalizzazione delle scuole passa attraverso i tablet, ma non solo. Per ora è stata Apple a guadagnarci di più, ma Google è decisamente arrembante

Roma – Mentre negli Stati Uniti sono sempre di più gli istituti scolastici che scelgono di adottare i computer come supporto didattico, il mercato si muove di conseguenza cercando di conquistare i nuovi spazi e clienti: per il momento Apple ha il record di fatturato, Microsoft quello di numero di dispositivi e Google il miglior trend di crescita.

A riferirlo è l’ultima analisi di settore effettuata dall’istituto di ricerca IDC che ha calcolato in 7 miliardi di dollari il mercato totale legato alla distribuzione di computer, laptop e tablet alle scuole, da quelle primarie fino agli istituti superiori degli Stati Uniti.

Si tratta di un complesso di 13,2 milioni di sistemi distribuiti solo ne 2014, con una crescita di 33 punti percentuali rispetto al 2013 : nel dettaglio tra iPad e MacBook, prodotti con ampi margini, Apple ha portato nelle scuole circa 4,2 milioni di device (32 per cento del totale) che le permettono di detenere per il 2014 il record di fatturato, contando circa la metà dei dollari spesi in computer nel settore dell’educazione.

In termini di dispositivi venduti, invece, è Microsoft a guidare ancora le fila: circa 4,9 milioni di dispositivi Windows tra notebook e desktop computer sono stati distribuiti nelle scuole. Numeri che permettono a Redmond di detenere il 38 per cento circa di market share.

Sono i dispositivi Chromebook a rischiare di sparigliare questa situazione di sostanziale pareggio: 3,9 milioni di dispositivi con il sistema operativo Google sono stati distribuiti nelle scuole nel 2014 , una crescita nelle vendite di più del 310 per cento rispetto all’anno precedente.

Si tratta di numeri notevoli rispetto al calo di vendite (da 2,9 a 2,7 milioni) di iPad e al volume di vendite di Microsoft: nel primo semestre del 2015, d’altra parte, sono stati distribuiti 2,4 milioni di Chromebook contro 2,2 milioni di dispositivi Windows.

Claudio Tamburrino

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