La Cina vuole smantellare l'impero di Alibaba

La Cina vuole smantellare l'impero di Alibaba

Il governo cinese ha chiesto ad Alibaba di cedere alcuni media asset perché sono utilizzati per condizionare l'opinione pubblica.
Il governo cinese ha chiesto ad Alibaba di cedere alcuni media asset perché sono utilizzati per condizionare l'opinione pubblica.

Tra Jack Ma e il governo cinese non corre buon sangue, come dimostra la recente indagine antitrust. Il Presidente Xi Jinping ha ora annunciato una serie di iniziative per contrastare la crescita di Alibaba, tra cui l'obbligo di cedere alcuni media asset. Intanto il popolare UC Browser è stato rimosso dagli app store cinesi.

Alibaba deve ridurre gli investimenti nei media

Jack Ma e Alibaba sono paragonabili a Jeff Bezos e Amazon. Nel corso degli anni l'imprenditore cinese ha creato un impero con il gruppo che comprende numerosi servizi in svariati settori, il più noto dei quali è AliExpress. Ciò che preoccupa maggiormente il governo cinese sono tuttavia gli asset multimediali che spaziano dai giornali ai social media. La multinazionale possiede inoltre azioni di Weibo (equivalente cinese di Twitter) e del South China Morning Post, un quotidiano in lingua inglese di Hong Kong.

Secondo il Partito Comunista Cinese, Alibaba può influenzare l'opinione pubblica e pertanto deve cedere alcuni asset e ridurre gli investimenti in altri. Non sono quali, ma sicuramente saranno quelli che consentono la diffusione di notizie contro il governo cinese.

Alibaba ha dichiarato che gli investimenti nelle varie aziende servono solo per fornire supporto tecnologico. Non è quindi previsto nessun intervento diretto né coinvolgimento nelle decisioni editoriali. Lo scorso anno il Presidente Xi Jingpin ha bloccato il lancio della IPO per Ant Group, società affiliata di Alibaba che offre servizi finanziari, tra cui Alipay.

In base alle informazioni ricevute dal Financial Times, il noto UC Browser è stato rimosso dagli app store di Huawei, Xiaomi e Tencent per aver mostrato inserzioni pubblicitarie fuorvianti che portavano gli utenti ai siti di ospedali privati invece che agli ospedali pubblici. Questo è solo il primo assaggio di uno scontro che proseguirà sicuramente nei prossimi mesi.

Fonte: WSJ
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16 03 2021
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