Clearview: rubato l'elenco completo dei clienti

Circola la lista di tutti i clienti che a livello mondiale si sono fino ad oggi affidati alla tecnologia di Clearview per il riconoscimento facciale.
Circola la lista di tutti i clienti che a livello mondiale si sono fino ad oggi affidati alla tecnologia di Clearview per il riconoscimento facciale.

Dell’attività di Clearview si è parlato più volte nelle scorse settimane in merito alla tecnologia per il riconoscimento facciale sviluppata e a quanto pare già impiegata da centinaia di realtà (si presume perlopiù governative) a livello globale. Un sistema che ha attirato pesanti critiche per via dell’approccio adottato al fine di istruire gli algoritmi, raccogliendo dati in modo indiscriminato e talvolta non autorizzato dalle piattaforme online: oltre 3 miliardi di immagini e fotografie sono state prelevate da Facebook, YouTube, Venmo e altri.

Riconoscimento facciale: rubata la lista dei clienti di Clearview

Torniamo a scriverne oggi perché l’elenco dei clienti è stato rubato attraverso una violazione. A renderlo noto l’azienda stessa in una nota diramata ai diretti interessati e intercettata dalla redazione del sito Daily Beast. Si parla di un “accesso non autorizzato” all’infrastruttura informatica che non sembra però essere stata compromessa in termini di erogazione del servizio. La vulnerabilità è stata chiusa e il problema risolto. Non comunicata l’identità del responsabile o dei responsabili.

Tra le informazioni sottratte anche il numero di account creati da ognuno di coloro che si sono affidati a Clearview e il volume di ricerche condotte, ma non la cronologia delle query inviate. Questa la dichiarazione attribuita alla società.

La sicurezza è la massima priorità di Clearview. Sfortunatamente, i data breach fanno parte della vita nel 21esimo secolo. I nostri server non sono mai stati violati. Abbiamo corretto la falla e continuiamo a lavorare per rafforzare i nostri sistemi di protezione.

La discussione in merito all’impiego del riconoscimento facciale e di altre forme di intelligenza artificiale per garantire la sicurezza pubblica sta tenendo banco anche in Europa e in Italia. Andranno stabilite norme tali da garantire il giusto equilibrio tra l’esigenza di tutelare la collettività e il bisogno di garantire un adeguato livello di protezione per la privacy di ognuno.

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