Computer forensics, dove si spinge la perizia?

di Andrea Buti (www.tglex.com) - La vaghezza degli oggetti dell'indagine potrebbe implicare serie conseguenze per il consulente. Che potrebbe trovarsi ad essere titolare del trattamento di dati che non dovrebbe trattare

Roma – Con provvedimento del giugno dello scorso anno, il Garante per la tutela dei dati personali ha adottato le ” Linee guida in materia di trattamento di dati personali da parte dei consulenti tecnici e dei periti ausiliari del giudice e del pubblico ministero “.

La delibera prevede che:


1 – il consulente possa trattare i dati anche se sensibili o giudiziari, solo “se ciò è indispensabile”;
2 – i dati così acquisiti siano pertinenti e non eccedenti in relazione all’incarico ricevuto;
3 – i dati possano essere comunicati a terzi solo ove ciò sia necessario a tutela dell’assistito (ossia della parte che lo ha nominato);
4 – il consulente sia responsabile del rispetto delle misure di sicurezza (ivi inclusa la redazione del DPS);
5 – il consulente nomini con atto scritto eventuali collaboratori impartendo precise istruzioni.
Di primo acchito, sembrerebbe che si tratti solo della piana applicazione del codice privacy all’attività dei consulenti. Ma c’è perizia e perizia, e se ci sono di mezzo i computer la cosa si fa interessante.

Come nota attentamente il Maggiore Marco Mattiucci del RACIS, infatti, talvolta gli incarichi sono conferiti con quesiti piuttosto ampi del tipo: “si autorizza ad accedere il sistema di archiviazione elettronico X ed a prelevare i dati di possibile interesse per le indagini Y”. Gli avvocati (almeno quelli scrupolosi) di solito si oppongo a formulazioni così generaliste da sembrare quasi esplorative (ossia finalizzate a cercare “un” qualcosa). La perizia dovrebbe infatti servire solo a colmare una carenza di competenza tecnica in capo al giudice, ma non a trasferire scelte “politiche” sull’oggetto della perizia.

La delibera del Garante pone, allora, più di un dubbio: come si potrà valutare se l’esame di un determinato dato è pertinente o meno, se non è stato ben circoscritto l’oggetto dell’indagine tecnica? Come capire se è indispensabile accedere ad un certo dato? Certo è che l’indagine meramente esplorativa, del tipo “guarda tutto quello che c’è nel computer di Tizio” (posto che sia possibile nei tempi entro i quali la perizia deve essere redatta in relazione alla la mole dei dati da analizzare), sarebbe poco in linea con la prescrizione del Garante.

Si tratta allora di un problema di “information filtering” sul quale, però, la legge non dice granché. Anzi, le problematiche della computer forensics sono – in generale – assai delicate proprio perché molti aspetti non godono di alcuna disciplina legale. Non c’è infatti una norma che consenta – ad esempio – di discriminare tra tipi di file o che prescriva l’utilizzo di un certo strumento piuttosto che di un altro.

Lungi dall’invocare una legge in materia (non è questo lo scopo di questo commento) si segnala solo che svolgere una perizia su un sistema informatico implica conseguenze anche serie in capo al consulente: magari nel momento in cui costui accetta l’incarico, potrebbe far riflettere attentamente il magistrato sull’oggetto dell’indagine tecnica. Se i dati trattati in tale sede fossero non pertinenti, non indispensabili o eccedenti, gli stessi potrebbero risultare – ai fini del giudizio – inutilizzabili ai sensi dell’ art. 11 del codice privacy , mentre il consulente rischierebbe in prima persona, in quanto titolare del trattamento, per aver trattato dati che non doveva… trattare.

Avv. Andrea Buti
www.tglex.com

I precedenti interventi di A.B. su PI sono reperibili a questo indirizzo

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  • sandro scrive:
    aiuti di Stato e un nuovo digital divide
    sarà l'ennesimo pretesto per dare aiuti di Stato agli ex-monopolisti.nelle zone rurali o meno densamente abitate, dove è minore il ritorno degli investimenti, adotteranno sicuramente soluzioni economiche, di scadente qualità, come il mini-DSLAM per l'ADSL, o come è stato per i MUX e UCR per la copertura con la fonia vocale.e dopo pochi anni avremo di nuovo un digital divide e una copertura a macchia di leopardo, fra chi viaggia a 500 k/secondo e chi a 50 mega, con disparità ancora più accentuate di quelle attuali.bisogna valutare la tecnologia che offre il miglior rapporto costi/benefici, accantonare il discorso fibra ottica che non interessa più a nessuno, e prender ein considerazione la tecnologia powerline su ret elettrica, che ha raggiunto standard internazionali e la maturità, e presenta costi di installazione sicuramente molto inferiori alla fira, ma anche alle più note adsl su doppino.
  • eymerich scrive:
    Telecom
    Adesso Telcom potrà costruire a spese nostre le infrastrutture che non ha costruito a spese sue, e poi farcele pagare a prezzo maggiorato ...Mò vediamo se mi moderano anche questo, l'unica bstmmia che avevo scritto nel post precedente l'ho maschrata)
  • nik scrive:
    Telecom?
    sono curioso di vedere cosa faranno SE LO FARANNO
    • ullala scrive:
      Re: Telecom?
      - Scritto da: nik
      sono curioso di vedere cosa faranno SE LO FARANNOCurioso?Perché non lo sai?Faranno come hanno sempre fatto:Intascheranno i contributi (i nostri soldi) li spenderanno in appalti e commesse agli "amici"... e poi nella migliore delle ipotesi lasceranno marcire (vedi progetto SOCRATE) le infrastrutture perché non gli conviene gestirne manutenzione e politiche di acXXXXX in modo EQUO!Non è nuovo è già visto e rivisto.... quindi perché essere curiosi?Forse è meglio essere inc..ti più che curiosi non credi?La curiosità non ha molto senso se si tratta di deja-vu!
  • eymerich scrive:
    Telecom LADRA
    Finalmente Telecom Italia potrà ottenere dei finanziamenti europei (= di tasca nostra) per realizzare le infrastrutture che finora non gli conveniva realizzare (alla faccia del diritto di acXXXXX) per poi far pagare il transito su queste infrastrutture a tariffe maggiorate.
    • ullala scrive:
      Re: Telecom LADRA
      - Scritto da: eymerich
      Finalmente Telecom Italia potrà ottenere dei
      finanziamenti europei (= di tasca nostra) per
      realizzare le infrastrutture che finora non gli
      conveniva realizzare (alla faccia del diritto di
      acXXXXX) per poi far pagare il transito su queste
      infrastrutture a tariffe
      maggiorate.Finalmente?Perché scusa ti pare davvero una novità????Telecom ha SEMPRE fatto così di nuovo (si fa per dire) c'è solo che cerca solo di garantirsi di poter continuare a farlo...
      • pabloski scrive:
        Re: Telecom LADRA
        beh almeno in passato era SIP ed era statale, quindi si poteva tollerare una cosa del genereperò giustamente non prendiamocela solo con Telecom....FIAT riceve aiuti di Stato da un secolo e nessuno dice nullaalmeno bene o male con Telecom l'ADSL ce l'abbiamo....è vero che ci sono zone non coperte ma il grosso dell'Italia lo è...Telecom ad oggi è l'unica che non filtra il traffico P2P ed è l'unica che se c'è un problema con i dslam in 48 ore lo risolve....almeno con loro se hai un problema riesci a parlare con qualcuno, in passato ho avuto altri due operatori e non era possibile nemmeno contattare qualcuno se avevi un problema di connessione, oltre a tempi biblici ( 2 settimane in media ) per risolvere
  • Pippo scrive:
    Proposte al Parlamento Europeo
    http://www.consultazioni-europee-dei-cittadini.eu/
    • ullala scrive:
      Re: Proposte al Parlamento Europeo
      - Scritto da: Pippo
      http://www.consultazioni-europee-dei-cittadini.eu/Ben fatto!Hai fatto bene a mettere il link....E chi ha una opinione per favore la posti...Che sentano anche noi!
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