Confessioni di un webmaster pentito

Aveva pubblicato una serie di dialer ma vendevano ben poco, forse a causa delle avvertenze, per una volta trasparenti e in evidenza. Togliendo i dialer ci ha guadagnato... altro


Roma – Ok, lo ammetto: ho usato i dialer. Per un bel po’ di tempo ho distribuito dialer sul mio sito, una mail-zine musicale indipendente molto apprezzata dai suoi lettori. Ma, non ci crederete, il vero successo l’ho avuto quando li ho tolti! Ora vi spiego…

Qualche tempo fa vengo a sapere che qualcuno ha inventato un sistema che riesce finalmente a far guadagnare qualche soldo ai webmaster dei piccoli siti. Questo “sistema” sono, ovviamente, i famigerati dialer.

Il fatto che, fino a quel momento, non ci avevo ancora guadagnato una lira con il mio sitarello (nonostante una buona affluenza di utenti), unito alla presunzione di perfetta legalità di questa nuova e strabiliante tecnologia che prometteva lauti guadagni, mi hanno convinto che poteva essere una buona strada per racimolare qualche denaro dopo un lungo lavoro non retribuito. Decido quindi di mettere on-line una pagina, adeguatamente pubblicizzata, dalla quale è possibile scaricarsi un po’ di questi dialer, ma qualcosa mi spinge a volerlo fare con la maggiore onestà e trasparenza possibile: scrivo in bella vista di leggere attentamente le avvertenze prima di usare questi software perchè sono programmi che stabiliscono una connessione a pagamento (non dimentichiamoci che, ove sia esplicita questa dichiarazione, la distribuzione on-line di dialer è perfettamente legale). Il risultato è che centinaia di utenti del mio sito scaricano questi subdoli programmini che promettono meraviglie ma, una volta lette le avvertenze, nessuno li usa (mentre girano voci on-line di webmaster che abbiano tirato su stipendi interi grazie a questi software)!

In poche parole il fatto stesso di essermi preso la briga di voler fare tutto nel modo più onesto possibile ha avuto l’immediata conseguenza di impedirmi di guadagnarci granchè. Ciò dovrebbe far quantomeno riflettere.

Un giorno mi rendo conto che, se voglio continuare a poter vantare una fedina morale immacolata, non potrò mai guadagnarci nulla da questi dialer e così mi convinco a “passare dall’altra sponda”: tolgo questi famigerati programmi in distribuzione sul mio sito e li sostituisco con un promemoria con cui tento di spiegare, a chi non lo sapesse ancora, cosa sono, come funzionano e in quali rischi si può incorrere una volta installati sul proprio PC.

Da quel giorno gli accessi sul mio sito sono più che raddoppiati perchè moltissimi utenti in cerca di informazioni sui dialer, su cosa siano e come difendersi, finisce per trovare nei motori di ricerca il link alla pagina precedentemente citata e ci clicca sopra per curiosità, interesse o per paura di rimanerne vittima. Un bel successo, no? Inaspettato, imprevedibile, ma giusto, onesto, vero.

Così probabilmente dovrebbero stare le cose: se mi comporto bene ottengo dei risultati, altrimenti no… Certo l’ingenuità non è una dote tipica dei capitani di industria ed io mi sono limitato a mantenere un comportamento corretto. Tuttavia è una luce nel buio più pesto sapere che si possono sfruttare i dialer per portare gente sul proprio sito senza utilizzarli. Anzi, combattendoli!

Marco C.

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  • Anonimo scrive:
    Ma ICA-NET ve la paga...
    ...tutta questa pubblicità?
  • Anonimo scrive:
    prima le aziende, poi le persone

    Spero che possa essere compresa la differenza di servizio
    che esiste tra le varie tecnologie e che vengano tutelati tutti
    gli investimenti, sia quelli dei gestori nazionali sia quelli
    degli ISP locali; e vengano anche tutelati gli utenti che
    devono poter scegliere di avere la connettività larga banda
    in un mercato di libera concorrenza, dove le tecnologie
    possono essere integrate tra loro.Differenze ce ne sono senz'altro.La cosa veramente antipatica è che wi-fi essendo una tecnologia intrinsecamente democratica ed economica, è stata castrata delle sue potenzialità che non riguardano solo l'ultimo miglio.Il punto, esi legge anche nella parte che ho quotato(dove prima si parla degli interessi degli inestitori poi, come concessione, e vengano anche..), è che prima si difendono gli interessi delle aziende e degli investimenti, POI, se è il caso, se proprio è necessario, se ce n'è la voglia, gli interessi degli utenti e del bene comune.Sia chiaro, è indispensabile tutelare le aziende (sebbene quelle che hanno le licenze umts mi pare non abbiano bisogno di particolari tutele visto che sono multinazionali con miliardi di auro di capitale, e che non mi pare abbiano poi trovato questi servizi rivoluzionari per lanciare l'umts) che danno lavoro a molte persone (ed è un settore che può riguardare anche me), ma come sempre si finisce per badare più a queste che ai consumatori.La connettività non è una macchina per far soldi, ma una reale opportunità di crescita e sviluppo per il paese, con conseguenti vantaggi per tutti, persone ed aziende.I servizi, quelli utili oltre che (solo) quelli ludici (che pure hanno più cheragion d'essere ma puntare solo su quelli, per non parlare poi dei vari servizi del tutto inutili e con costi esorbitanti) sono quelli che dovrebbero difendere gli investimenti, non scelte politiche.
  • Anonimo scrive:
    Incredibile...
    Non avrei mai pensato che non fossero tecnologie concorrenti... ci voleva proprio qualche espertone che lo dicesse
  • atari scrive:
    OK, ma l'elettrosmog ?
    OK, ma... che si può dire dell'elettrosmog ?Mi sà che il wifi anche da questo punto di vista è meglio di UMTS.... però...., boh.......
    • Anonimo scrive:
      Re: OK, ma l'elettrosmog ?
      - Scritto da: atari
      OK, ma... che si può dire dell'elettrosmog ?

      Mi sà che il wifi anche da questo punto di
      vista è meglio di UMTS.... però....,
      boh.......Mi sa (anzi so per certo) che hai ragione! :-D
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