Contrappunti/ Attenti a Internet?

di Massimo Mantellini - Le ultime parole di Umberto Eco su Internet e il suo impatto non vanno prese sotto gamba, quantomeno perché a pronunciarle è Eco. Che però non sembra cogliere quale sia il vero valore aggiunto della rete

Roma – Qualche giorno fa Umberto Eco ha pronunciato a Milano una frase che ripete da anni. Questa:
Attenti a internet, attenzione all’enciclopedia virtuale. In guardia dall’enorme massa di informazioni non filtrate, inattendibili, imprecise che viaggiano nel www. Naturalmente io uso internet, che mi ha cambiato la vita, ma il più delle volte quello che ci trovo mi serve solo da richiama memoria. Poi devo verificare su un libro.

Si tratta di un punto di vista da tenere in considerazione, non foss’altro per il nome che porta il suo autore, ma si tratta anche, contemporaneamente, di una questione, quella nota del cosiddetto “information overload”, la cui centralità è andata fortemente riducendosi negli ultimi anni, in gran parte per via della nascita delle cosiddette reti sociali.

Poi, contenuta nella affermazione di Eco, c’è questa cosa, fastidiosa, del procurato allarme . Internet in Italia scatena da anni, anche nelle menti migliori (ma soprattutto in quelle superficiali e disinformate), istinti di protezione e tutela che andrebbero ulteriormente indagati. Il fatto che Eco nel caso in questione non faccia eccezione tutto sommato un po’ dispiace.

Detto questo, proprio per questo vizio ideale che ci riguarda un po’ tutti, qualche giorno fa, parlando con mia moglie, osservavo che fra gli effetti nefasti che l’uso continuativo di Internet ha avuto su di me, c’è stato quello di ridurre il tempo dedicato alla lettura su carta. Libri, riviste e quotidiani negli ultimi anni, da quando la mia presenza in rete è stata quasi continua, forse non si sono troppo ridotti come quantità (una sorta di coperta di Linus la mia) ma il tempo che mi capita di dedicargli si è invece in qualche misura ridotto.

Procurato allarme: Internet riduce il tempo dedicato alla lettura? Mi è così venuta voglia di interpellare al riguardo i lettori del mio blog (che è un blog certamente particolare, frequentato in larga misura da utenti pesanti della rete) e le loro numerose risposte mi hanno sorpreso e confortato. Lungi dal volerne fare un campione statistico, cosa pensano i lettori del mio blog riguardo ai rapporti fra lettura e utilizzo della rete Internet?

Prima di continuare cito un’altra frase tratta dalla dissertazione apocalittica di Umbero Eco di qualche giorno fa perchè mi aiuta a spiegare ciò che sto per dire:
Ma se schiaccio un tasto del computer su un argomento, trovo subito almeno 10 mila libri: e lo studente non potrà mai leggerli: uno studente non potrà mai leggere 10 mila titoli. Averne tanti è non averne nessuno.

Quali sono secondo i lettori del mio blog le più frequenti conseguenze sul consumo mediatico legate ad un utilizzo intenso della rete internet? Alcune di queste sono prevedibili: per esempio, quasi tutti affermano di aver ridotto significativamente il consumo di programmi televisivi. Molti affermano che anche la lettura dei quotidiani e (soprattutto) dei settimanali è uscita con le ossa rotte dal confronto con la rete Internet. Ma il dato più confortante e per me inatteso di questa minuscola consultazione è che “dopo” internet, o da quando c’è Internet, la maggioranza delle persone afferma di leggere un numero superiore di libri rispetto a prima.

Le ragioni di questo benefico effetto moltiplicatore, se confermato in indagini più serie di quella casalinga da me tentata, potrebbero essere materia di studio per Umberto Eco. Nel frattempo, interpellati al riguardo, i lettori del mio blog raccontano quello che un po’ tutti intuiamo, vale a dire che la rete consente di focalizzare argomenti e stimoli che non sarebbe possibile trovare in altro modo, che aggiunge meccanismi di scelta efficaci e capaci di farci risparmiare tempo e che consente scelte estremamente personali.

“Attenti a Internet”, quindi? “Attenzione all’enciclopedia virtuale?”. Parrebbe tutto il contrario. Reti sociali (anche le semplici recensioni dei lettori su IBS sono “rete sociale”) che fanno da setaccio nel grande oceano informativo della rete, dove i singoli bit non sono più, come una volta, abbandonati a sé stessi ed in attesa di un interpretatore più o meno preparato. Oggi la questione fondamentale, ignota ai più, è questa constatazione di un nuovo collegamento fra le persone. Sono questi legami a filtrare il contenuto della rete, ad allontanare il rumore e avvicinare a portata di voce l’ultimo libro che interessa proprio noi e nessun altro (o l’ultimo film o l’ultima serie televisiva ecc).

Forse non è ancora per tutti. Forse curiosità e passione continuano ad essere necessari, ma certamente contenuti e Internet vivono ambienti compatibili e talvolta virtuosamente influenzati uno dall’altro. Più in generale la fruizione in genere appare qualitativamente correlata all’utilizzo della rete Internet: le persone si parlano, scambiano pareri ed opinioni, si consigliano su cosa leggere cosa guardare e cosa ascoltare.

Di fronte a questo nuovo “valore” ogni allarme più o meno circostanziato, più o meno autorevole, più o meno sensato, consiglia sempre più le persone ad una unica presa di posizione. Quella di chi dice: “Forse ne vale la pena, ignoro Umberto Eco e corro il rischio”.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • Anonimo scrive:
    Il primo messaggio
    di questa notizia, che sballo???che cosa dire?Winbug ah ah ah ah !!!Linuz-bug ah ah ah ah !!!os-x buggos edition ah ah ah ah !!!ok, ora l'ho detto: troll astenetevi :)
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