Contrappunti/ Consigli per gli acquisti

di M. Mantellini - Oltre il marketing e il video virale. Oltre la grande distribuzione organizzata. Su Internet vige ancora la regola del passaparola

Roma – Contrappunti di questa settimana parla delle casse del mio computer che qualche giorno fa hanno smesso improvvisamente di funzionare. Acquistare le cose, non so voi ma io, ormai, tutto quello che posso lo compro online. Ho iniziato con i libri, molti anni fa, poi sono passato all’elettronica, poi all’oggettistica per la casa, poi a certi capi d’abbigliamento, poi a cose più complicate, per esempio un suzani uzbeco che prima che un amico me ne parlasse e mi consigliasse una ricerca su ebay, nemmeno sapevo cosa fosse.

Le ragioni per preferire gli acquisti online restano le solite (prezzi più bassi, maggior scelta, minor spreco di tempo ecc) così come usuali sono le limitazioni (fondamentalmente il contatto fisico con l’oggetto): tuttavia, mentre la propria esperienza di consumatore si trasferisce in Rete, ci si accorge che esistono anche altre motivazioni che pesano su tale scelta.

Per esempio la competenza di Internet, che non può essere paragonata nemmeno lontanamente a quella del più abile venditore da grande magazzino. Io entro nel negozio fisico per acquistare qualcosa, cerco l’addetto alla vendita, parlo con lui e immediatamente mi accorgo, nella dialettica solita fra possibile cliente e possibile venditore, che Internet ha invertito i ruoli. Il commesso mi spiega cose che so già (o nei casi peggiori mi racconta cose che so non essere vere), io ripasso in silenzio informazioni che lui non immagina. L’altalena della competenza fa il giro della morte e la grande distribuzione fisica si ritrova spesso col culo per terra. Gli acquirenti di oggi non sono più quelli di una volta.

Ovviamente molti prodotti, per forza di cose, non possono essere provati su Internet e le casse nuove per il mio computer ne sono un esempio tipico. Così qualche giorno fa l’addetto gentile e simpatico del grande centro commerciale mi ha mostrato gli altoparlanti che potevano fare al caso mio. Non sapendo nulla di me mi ha prima mostrato i prodotti più economici (che io nelle mie ricerche in Rete nemmeno avevo considerato) poi, con un po’ di mestiere e psicologia, è passato a prodotti di fascia un po’ superiore. Mentre me ne illustrava le caratteristiche io pensavo: ma avranno solo queste?

Uscito dal negozio dove mi erano state proposte un paio di casse Bose in quel momento non disponibili (se passa fra 3-4 giorni gliele facciamo trovare) ho chiesto a Internet ( su Twitter ) quali casse nuove avrei dovuto acquistare e nel giro di pochi minuti sono stato raggiunto da decine di suggerimenti. Alcuni prodotti consigliati mi erano noti, la maggioranza no.

A Dio piacendo la sofisticazione pubblicitaria è ancora molto lontana dall’occupare Internet e la reputazione in rete dei prodotti, nel momento in cui sono le singole persone ad esprimersi, è ancora una esperienza di condivisione delle passioni e delle esperienze. Non necessariamente competente ed informata ma comunque in larga parte autentica.

Dentro questa gabbia emozionale non infrequentemente capita che i prodotti migliori emergano. A patto che il loro racconto sia spontaneo, la reiterazione di un nome nei pareri che ci raggiungono dovrebbe iniziare a farci pensare. E dentro l’immenso mare delle informazioni in Rete, spesso il nome di questo o quel prodotto a noi ignoto trova poi ulteriori conferme, sempre a patto di essere minimamente curiosi e di accettare l’idea di fare lo slalom fra l’ampio fuoco di distrazione delle recensioni interessate che le aziende spargono da anni sul Web per pubblicizzare in maniera mimetica i propri prodotti.

Schifati dal buzz marketing, inorriditi dai ripulitori di web reputation, annoiati dai piazzisti 3.0 che vi scrivono mail per “agevolare” certi imperdibili video virali, Internet continua a salvaguardare egregiamente il passaparola fra le singole persone e facendolo, come è nell’ordine delle cose, fa emergere prodotti di nicchia dei quali non avevate mai sentito parlar prima.

Si tratta molto spesso di prodotti che non hanno mai raggiunto lo scaffale fisico della grande distribuzione, oppure lo hanno fatto per un periodo breve molto tempo fa. Così qualche giorno fa Internet mi ha suggerito di acquistare un paio di casse nuove per il mio Mac. Si chiamano Empire R 1000 e nonostante sul sito del produttore risultino siano ormai fuori catalogo, è ancora possibile acquistarle in rete (io le ho comprate qui ). Come dicono quasi tutti nelle recensioni online che mi è capitato di leggere, suonano benissimo e costano poco. Contrappunti, che ama Internet, il passaparola e gli acquisti online, è lieto di consigliarvele.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • iRoby scrive:
    Costo di MSOffice
    Tanto per parlare di costo del closed, pratiche di dumping ecc.Una grand multinazionale privata o una pubblica amministrazione paga discretamente care le licenze di alcuni software closed, mettiamo MSOffice 2010.I dipendenti hanno un prezzo di "favore" per la versione Home, che ho visto aggirarsi intorno ai $10 per aziende USA, che in Italia/Europa diventano (stranamente) 12,30 in versione download, e circa 25 con DVD spedito a casa.Comunque, differenze di prezzo USA/Europa a parte, si può bene notare come la pratica sia studiata per continuare a mantenere una condizione drogata dove utenti/lavoratori che usano questi strumenti, ne abbiano un acXXXXX molto economico anche per l'uso personale, per continuare a preservare il monopolio.D'altronde è software, una volta scritto si può copiare all'infinito, e su può "pompare" all'infinito con queste pratiche per impedire la concorrenza.Quello che risparmia un utente per l'uso casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso le spese della P.A. poiché quell'utente se è anche un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare solo quello.
    • Sempronio scrive:
      Re: Costo di MSOffice


      Quello che risparmia un utente per l'uso
      casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso le
      spese della P.A. poiché quell'utente se è anche
      un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare solo
      quello.La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generato con MSOffice o libreoffice o staceppaoffice non è affar tuo. O meglio, devono riuscire a farlo in tempi ragionevoli e budget sempre più ridotti, non è detto in un'ottica di TCO il software open sia più conveniente. Non è detto sto dicendo, non che non lo sia mai o sempre.
      • bubba scrive:
        Re: Costo di MSOffice
        - Scritto da: Sempronio



        Quello che risparmia un utente per l'uso

        casalingo, lo ripaga il suo paese attraverso
        le

        spese della P.A. poiché quell'utente se è
        anche

        un dipendente della P.A. saprà e vorrà usare
        solo

        quello.


        La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
        pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generato
        con MSOffice o libreoffice o staceppaoffice non è
        affar tuo. E' un ragionamento un po "peloso" questo. Si IN ASTRATTO puo' essere vero... MA in realta', specie nelle P.A. , ha MOLTO senso CHIEDERSI se e' bene continuare a finanziare un monopolio americano noto per bad pratices, OPPURE invece finanziare altro. E' una questione (anche) politica (non partitica!).. se "finanzi" un prodotto opensource, puoi avere un CNIPA che magari lo personalizza per certe P.A, non spendi in licenze, migliori il mercato (= meno quote al monopolista ; essendo le PA grosse, induci altri piccoli a convertirsi, ecc)
      • collione scrive:
        Re: Costo di MSOffice
        - Scritto da: Sempronio
        La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
        pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno generatola cosa difficile è farglielo capire :Dil problema è che ms è molto abili nel creare strategie ad incastro ( es: vendo a te PA office, poi faccio con te una convenzione in modo che i tuoi dipendenti possono avere office ad un prezzo ridicolo, nel frattempo non supporto nessuno dei formati open per ottenere il lock-in )i formati open andrebbero imposti per legge, allora si che si comincerebbe a ragionaree col tempo le aziende, le PA e gli utenti, capirebbero che il software closed dopotutto non è così indispensabile
        • pippo75 scrive:
          Re: Costo di MSOffice

          i formati open andrebbero imposti per legge,
          allora si che si comincerebbe a
          ragionareClassico pensiero italiano, fare la legge senza fare il formato.
          e col tempo le aziende, le PA e gli utenti,
          capirebbero che il software closed dopotutto non
          è così indispensabileForse alla PA media che sia open o closed frega una mazza, basta che funzioni e non dia problemi.Provo a chiedere anche a te, quali formati open hai per la PA?
          • collione scrive:
            Re: Costo di MSOffice
            - Scritto da: pippo75
            Classico pensiero italiano, fare la legge senza
            fare il
            formato.
            penso ad odt e molti altri formati aperti già esistenti
            Forse alla PA media che sia open o closed frega
            una mazza, basta che funzioni e non dia
            problemi.
            ce ne siamo accorti ed è per questo che la pressione fiscale sta al 55% e abbiamo servizi scadenti
            Provo a chiedere anche a te, quali formati open
            hai per la
            PA?tutti i formati di openoffice ad esempiopdf che pure è open, i vari formati multimediali ( vorbis, ogg, ecc... )non mi pare che ci sia carenza di formati open o vuoi dire che solo il Dio MS può fare un formato per i testi?
          • pippo75 scrive:
            Re: Costo di MSOffice

            penso ad odt e molti altri formati aperti già
            esistentiti faccio un esempio per farti capire che ODT non è un formato esistente.Scatto una foto in JPeg, la metto su PC, se uso 20 programmi diversi, quasi sicuramente con 19 programmi ottengo la stessa foto, magari uno non la raddrizza ( nel caso di foto verticali ).Prendiamo ODT, ho provato vari programmi: openoffce, libreoffice, corel, abiword, msoffice, softmaker.Praticamente ogni programma lo apriva con una formattazione diversa e non sempre le differenze erano da poco.Facciamo finta che ODT funzioni, usiamo solo programmi di scrittura?

            ce ne siamo accorti ed è per questo che la
            pressione fiscale sta al 55% e abbiamo servizi
            scadentiQuante volte hai sentito i problemi di una PA, sopratutto per quanto riguarda i costi?Poi ne parliamo.

            tutti i formati di openoffice ad esempioDopotutto la versione X di openoffice apre il file creato dalla stessa versione di openoffice, quindi è open.Perchè se cambi versione o programma niente viene garantito.
            non mi pare che ci sia carenza di formati open o
            vuoi dire che solo il Dio MS può fare un formato
            per i testi?Ok, facciamo finta che per i testi siamo a posto e per il resto?Sono anni che aspetto la risposta, ma deve ancora arrivare.Mi dici la struttura dati standard per la gestione degli archivi comunali? Diciamo ad esempi anagrafe?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 12.49-----------------------------------------------------------
          • HermanHesse Quello TOSTO! scrive:
            Re: Costo di MSOffice

            Sono anni che aspetto la risposta, ma deve ancora
            arrivare.
            Mi dici la struttura dati standard per la
            gestione degli archivi comunali? Diciamo ad
            esempi
            anagrafe?Bene. Rispondi a questo: qual' è il formato standard delle PA OGGI?
            --------------------------------------------------
            Modificato dall' autore il 27 marzo 2012 12.49
            --------------------------------------------------
          • shevathas scrive:
            Re: Costo di MSOffice
            - Scritto da: HermanHesse Quello TOSTO!

            Sono anni che aspetto la risposta, ma deve
            ancora

            arrivare.

            Mi dici la struttura dati standard per la

            gestione degli archivi comunali? Diciamo ad

            esempi

            anagrafe?

            Bene. Rispondi a questo: qual' è il formato
            standard delle PA
            OGGI?

            Si tratta di DB SQL implementati principalmente in SQL Server od Oracle.
        • Sempronio scrive:
          Re: Costo di MSOffice
          - Scritto da: collione
          - Scritto da: Sempronio


          La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti

          pubblici in PDF/A o odt, se poi lo hanno
          generato

          la cosa difficile è farglielo capire :D

          il problema è che ms è molto abili nel creare
          strategie ad incastro ( es: vendo a te PA office,
          poi faccio con te una convenzione in modo che i
          tuoi dipendenti possono avere office ad un prezzo
          ridicolo, nel frattempo non supporto nessuno dei
          formati open per ottenere il lock-in
          )

          i formati open andrebbero imposti per legge,
          allora si che si comincerebbe a
          ragionare

          e col tempo le aziende, le PA e gli utenti,
          capirebbero che il software closed dopotutto non
          è così
          indispensabileSecondo me non è MS che è "cattivona", anzi, i suoi prodotti non sono neppure male a parte il formato proprietario. Il problema è chi decide cosa comprare, a volte non ha molte scelte, a volte invece non discute neppure. Voglio dire, è la gente che si fa mettere i piedi in testa, non la MS o chi per lei a fare da padrona. Per questo insisto che i formati dovrebbero essere aperti, sarebbe il primo passo per essere indipendenti dal software. Poi magari arriverebbe pure qualche amministrazione a dare il buon esempio e il gioco è fatto. Ma imporre così com'è adesso la situzione italiana sarebbe un disastro. Naturalmente è una mia idea personalissima
          • collione scrive:
            Re: Costo di MSOffice
            - Scritto da: Sempronio

            Secondo me non è MS che è "cattivona"dipendems in passato ha violato la legge allegramente e questo non può essere dimenticatomi dispiace solo per i mafiosi che non hanno lo stesso trattamento di favore
            formato proprietario. Il problema è chi decide
            cosa comprare, a volte non ha molte scelte, a
            volte invece non discute neppure.
            è vero, ma è il solito circolo vizioso del lock-intu compri ingenuamente un prodotto e poi ti accorgi che ti servono quell'altro prodotto della stessa casa e poi ancora un altro e finisce con l'avere tutta roba dello stesso produttoreovviamente ciò crea dipendenza, appiattimento e fa si che il nome di quel dato produttore venga visto come l'unica scelta possibile per qualsiasi esigenza
            padrona. Per questo insisto che i formati
            dovrebbero essere aperti, sarebbe il primo passo
            per essere indipendenti dal software. Poi magaricerto e sono d'accordonemmeno io dico che la PA dev'essere costretta a comprare roba openperò costringerli ad usare formati open sarebbe davvero necessarioinorridisco pensando a quella XXXXXta di rai.tv, basata su silverlight, impossibile da utilizzare su linux e zoppicante su macos
      • pippo75 scrive:
        Re: Costo di MSOffice

        La P.A. dovrebbe rilasciare i loro documenti
        pubblici in PDF/A o odt, Secondo me Molto meglio PDF, ODT lo vedo ancora molto acerbo ( ho provato varie versioni di openoffice/libreoffice, sono tornato al formato SXW per non avere problemi di formattazione ).
        tempi ragionevoli e budget sempre più ridotti,
        non è detto in un'ottica di TCO il software open
        sia più conveniente. Non è detto sto dicendo,
        non che non lo sia mai o
        sempre.secondo me ogni programma è un caso a parte, poi open o closed decidano loro, speriamo nei formati standard.Sono anni che li sto aspettando.
    • AMEN scrive:
      Re: Costo di MSOffice
      - Scritto da: iRoby
      Comunque, differenze di prezzo USA/Europa a
      parte, si può bene notare come la pratica sia
      studiata per continuare a mantenere una
      condizione drogata dove utenti/lavoratori che
      usano questi strumenti, ne abbiano un acXXXXX
      molto economico anche per l'uso personale, per
      continuare a preservare il monopolio.E' reato?
      • bubba scrive:
        Re: Costo di MSOffice
        - Scritto da: AMEN
        - Scritto da: iRoby


        Comunque, differenze di prezzo USA/Europa a

        parte, si può bene notare come la pratica sia

        studiata per continuare a mantenere una

        condizione drogata dove utenti/lavoratori che

        usano questi strumenti, ne abbiano un acXXXXX

        molto economico anche per l'uso personale,
        per

        continuare a preservare il monopolio.

        E' reato?Se non lo e', dovrebbe. Purtroppo invece di legnare il preinstallato forzoso, si sono titillati col ballot screen...
      • collione scrive:
        Re: Costo di MSOffice
        - Scritto da: AMEN
        E' reato?Abuso di posizione dominante, è un reato coi fiocchi, per il quale ms è stata già condannata in passato e tenuto circa un decennio sotto osservazione dall'antitrust
    • Fai il login o Registrati scrive:
      Re: Costo di MSOffice
      - Scritto da: iRoby
      Tanto per parlare di costo del closed, pratiche
      di dumping
      ecc.

      Una grand multinazionale privata o una pubblica
      amministrazione paga discretamente care le
      licenze di alcuni software closed, mettiamo
      MSOffice
      2010.Diciamo pure a prezzo quasi intero
      I dipendenti hanno un prezzo di "favore" per la
      versione Home, che ho visto aggirarsi intorno ai
      $10 per aziende USA, che in Italia/Europa
      diventano (stranamente) 12,30 in versione
      download, e circa 25 con DVD spedito a
      casa.Scusa, ti spiace fare il nome della P.A. dove avviene questo? Perché appena ho letto il tuo post l'ho fatto leggere alla responsabile dell'ente dove lavoro, la quale ha smentito tutto e mi ha inviato copia del contratto (dove effettivamente non c'è nulla in proposito). Questo ovviamente significa solo che nel nostro ente non è così, non che ciò che dici non avvenga. Quindi, quale ente è?Grazie
  • Free Software Foundation scrive:
    Free Software
    Free Software Foundation https://www.fsf.org
  • collione scrive:
    bene bene
    in fondo hanno realizzato una rivoluzione politica in pochi mesi, emessi ordini di arresto internazionali per i loro banchieri corrotti e preso a calci l'impero americanonon vedo perchè non dovrebbero riuscire a fare una rivoluzione opensource ;)
    • iRoby scrive:
      Re: bene bene
      Tra l'altro 3 articoli utili sulla questione economica islandese:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9090http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8065http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8964
  • medif scrive:
    SCELTA SAGGIA!
    L'islanda lo ha capito da tempo, il closed source e' ormai in declino.Tuttavia da noi e' difficile far cambiare idea alle persone..specie quando moltissimi di loro hanno le mani in pasta in questo commercio lucroso...Andrebbe proposta una legge, per bandire definitivamente il closed source da tutte le strutture pubbliche come scuole o universita'. Sarebbe una vera liberazione e un risparmio colossale di soldi pubblici.Se proprio si ritenesse necessario usare qualcosa di closed, allora dovra' essere il sommo professore a doversi pagare di tasca propria le licenze da far utilizzare agli studenti...
    • shevathas scrive:
      Re: SCELTA SAGGIA!
      L'articolo l'hai letto ? <i
      rattasi infatti di una fase di studio, nella quale le singole amministrazioni pubbliche andranno a testare la "maturità delle alternative open source al software proprietario". </i
      Prima di vedere l'OS in ogni dove aspetterei a vedere i risultati dello studio, almeno evitano la figuraccia "Monaco".
      • stelvio scrive:
        Re: SCELTA SAGGIA!
        non è un problema di os, ma di applicativi: una postazione generica non necessita di software proprietario, sarebbe uno spreco. Invece postazioni tecniche devono fare i conti con gli applicativi che servono loro. Le università sarebbero pazze ad utilizzare soluzioni closed perché perderebbero la propria funzione scientifica che non è solo quella di utilizzare soluzioni ma di proporle.. Esempio, qualche sera fa Giacobbo-nolimits ci ha presentato da firenze il team americano del professor non mi ricordo che si accingeva a cercare le prove della presenza di un lavoro di Leonardo, sotto il Vasari. Indipendentemente da tutto il resto, il team usava fedora come sistema operativo.. e si parla di ricercatori ai massimi livelli..
        • Sempronio scrive:
          Re: SCELTA SAGGIA!
          - Scritto da: stelvio
          non è un problema di os, ma di applicativi: una
          postazione generica non necessita di software
          proprietario, sarebbe uno spreco. Invece
          postazioni tecniche devono fare i conti con gli
          applicativi che servono loro. Le università
          sarebbero pazze ad utilizzare soluzioni closed
          perché perderebbero la propria funzione
          scientifica che non è solo quella di utilizzare
          soluzioni ma di proporle.. Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve guardare il risultato ma usare software open? va bene, basta saperloEsempio, qualche sera
          fa Giacobbo-nolimits ci ha presentato da firenze
          il team americano del professor non mi ricordo
          che si accingeva a cercare le prove della
          presenza di un lavoro di Leonardo, sotto il
          Vasari. Indipendentemente da tutto il resto, il
          team usava fedora come sistema operativo.. e si
          parla di ricercatori ai massimi
          livelli..Hai detto che non contava l'OS? E comunque, ammesso e non conXXXXX che da Giacobbo ci fossero ricercatori "ai massimi livelli", se ti facessero una lista con altri 100 ricercatori che invece usano software closed allora cosa concluderesti?
          • medif scrive:
            Re: SCELTA SAGGIA!

            Quindi uno che vuol fare l'architetto non deve
            guardare il risultato ma usare software open? va
            bene, basta
            saperlose non sei soffisfatto del risultato, hai solo da impegnarti un minimo nello sviluppo di un software che ti ricordo NON HAI PAGATO!non c'e' bisogno di essere programmatori, chiunque puo' contribuire allo sviluppo software...
            Hai detto che non contava l'OS? E comunque,
            ammesso e non conXXXXX che da Giacobbo ci fossero
            ricercatori "ai massimi livelli", se ti facessero
            una lista con altri 100 ricercatori che invece
            usano software closed allora cosa
            concluderesti?facciamo una controlista anche degli amici con le mani in pasta dei tuoi cari professoroini e poi vediamo se il software con licenza restrittiva SERVE DAVVERO al suo scopo o solo per fare qualche favore al solito amichetto di merenda...vietare il closed source ci salverebbe da queste situazioni volgari
          • AMEN scrive:
            Re: SCELTA SAGGIA!
            - Scritto da: medif

            se non sei soffisfatto del risultato, hai solo da
            impegnarti un minimo nello sviluppo di un
            software che ti ricordo NON HAI PAGATO!
            non c'e' bisogno di essere programmatori,
            chiunque puo' contribuire allo sviluppo
            software...Si, fantastico. Per fare l'architetto mi devo scrivere il programma di cad. Ma allora non ho tempo per fare l'architetto (o qualsiasi altro lavoro che utilizzi il pc), dato che sto programmando/debuggando/ecc.
        • shevathas scrive:
          Re: SCELTA SAGGIA!

          fa Giacobbo-nolimits ci ha presentato da firenze
          il team americano del professor non mi ricordo
          che si accingeva a cercare le prove della
          presenza di un lavoro di Leonardo, sotto il
          Vasari. Indipendentemente da tutto il resto, il
          team usava fedora come sistema operativo.. e si
          parla di ricercatori ai massimi
          livelli..in ambito accademico informatico linux è diffusissimo, ed è una piattaforma frequentemente usata per lo sviluppo di software custom sviluppato per compiti specifici. In pratica ha completamente soppiantato unix.Ma questo non significa molto, l'esempio che hai portato è un auto di F1 peccato che alla maggior parte delle persone interessino di più le utilitarie che le auto di F1. Il problema nel passaggio a software Open Source è che spesso, in molti ambiti applicativi, o tale software semplicemente non esiste oppure non ha prestazioni o un livello di maturità accettabile. Come ad esempio nel software per il "grosso" workflow management o gli ERP per "grosse" aziende.
          • stelvio scrive:
            Re: SCELTA SAGGIA!
            si ma rimane la differenza, soprattutto in ambito pubblico, tra postazioni che richiedono software specifico e postazioni generiche: nelle scuole, nelle università l'acquisto in massa di licenze microsoft e office, che sono ferme spesso a win98 e office 97, e per quanto riguarda gli istituti superiori , totalmente inutilizzate. non hanno senso. Io ho lavorato un anno (da esterno) presso una struttura pubblica: il 95% delle macchine serviva a produrre lettere...Macchine da scrivere con lo schermo.. Totalmente, completamente inutile, acquistare s.o. e applicativi proprietari.. E credo che la stragrande maggioranza degli uffici siano in queste condizioni.
          • collione scrive:
            Re: SCELTA SAGGIA!
            - Scritto da: shevathas
            sviluppato per compiti specifici. In pratica ha
            completamente soppiantato
            unix.e windows, su pc, notebook, ecc...gli unix in ambito accademico/ricerca si usavano solo sui server onestamente non ricordo questi pc o notebook con unix
        • AMEN scrive:
          Re: SCELTA SAGGIA!
          - Scritto da: stelvio
          Indipendentemente da tutto il resto, il
          team usava fedora come sistema operativo.. e si
          parla di ricercatori ai massimi
          livelli..Distro peggiore no, eh?
          • collione scrive:
            Re: SCELTA SAGGIA!
            - Scritto da: AMEN
            - Scritto da: stelvio

            Indipendentemente da tutto il resto, il

            team usava fedora come sistema operativo.. e
            si

            parla di ricercatori ai massimi

            livelli..

            Distro peggiore no, eh?perchè cos'ha che non va? le ultime 4 versioni che hanno prodotto sono spettacolaridopo anni di odio verso fedora, ho ricominciato ad apprezzarla
    • il solito bene informato scrive:
      Re: SCELTA SAGGIA!
      - Scritto da: medif
      L'islanda lo ha capito da tempo, il closed source
      e' ormai in
      declino.
      Tuttavia da noi e' difficile far cambiare idea
      alle persone..specie quando moltissimi di loro
      hanno le mani in pasta in questo commercio
      lucroso...

      Andrebbe proposta una legge, per bandire
      definitivamente il closed source da tutte le
      strutture pubbliche come scuole o universita'.
      Sarebbe una vera liberazione e un risparmio
      colossale di soldi
      pubblici.

      Se proprio si ritenesse necessario usare qualcosa
      di closed, allora dovra' essere il sommo
      professore a doversi pagare di tasca propria le
      licenze da far utilizzare agli
      studenti...non credo che il "closed" sia in declino. Piuttosto credo che un'amministrazione pubblica dovrebbe essere... pubblica a tutti gli effetti.
      • Sempronio scrive:
        Re: SCELTA SAGGIA!

        non credo che il "closed" sia in declino.
        Piuttosto credo che un'amministrazione pubblica
        dovrebbe essere... pubblica a tutti gli
        effetti.a spese tue naturalmente
  • carlo2002 scrive:
    Non è lo stesso piano
    "le soluzioni libere e proprietarie vadano poste sullo stesso piano"Usando questi termini potrebbe esserci un po' di confusione, sarebbe meglio fare una distinzione tra "open source" e "closed source".Non dimentichiamoci i fraintendimenti che sono nati con il termine "free" che potrebbe essere inteso anche come gratuito.COMUNQUE:Non possono essere sullo stesso piano soprattutto per le istituzioni pubbliche le quali dovrebbero assolutamente poter essere a conoscenza di tutto il codice sorgente al fine di poter garantire le necessarie sicurezza e privacy dei propri utenti.Un codice closed (proprietario) NON può in alcun modo fornire queste garanzie.Una nazione per le proprie istituzioni dovrebbe categoricamente usare e richiedere applicazioni esclusivamente "open source".Non ci sono 'se' o 'ma', è una questione di rilevanza strategica.
    • Sempronio scrive:
      Re: Non è lo stesso piano

      Non possono essere sullo stesso piano soprattutto
      per le istituzioni pubbliche le quali dovrebbero
      assolutamente poter essere a conoscenza di tutto
      il codice sorgente al fine di poter garantire le
      necessarie sicurezza e privacy dei propri
      utenti.
      Invece il resto delle milioni di aziende al mondo se ne fregano della privacy dei propri utenti? Ad esempio le banche?Ora ti dico io come funziona: quando si motiva una scelta bisogna avere argomenti, sta cosa del FLOSS negli enti pubblici è arrivata alla frutta ed allora ci si attacca "ma sono enti pubblici", ma che vuol dire? ma lo sai che lo stato id famiglia tuo lo può chiedere chiunque? o una qualsiasi agenzia può fare una visura sulla tua automobile? e secondo te a me cittadino dovrebbe fregarmene qualcosa di avere il mio stato di famiglia di sotto oracle o sotto postgre perchè così la pubblica amministrazione "può vedere il codice"?ma stiamo scherzano?a me come cittadino mi interessa solo che gli enti risparmino ed evitino sprechi, se questo ciene con il floss bene, se viene con il closed bene, se viene con un misto bene, se viene tornando a fare tutto a mano allora si torna a fare tutto a mano.Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie ideologiche.
      • krane scrive:
        Re: Non è lo stesso piano
        - Scritto da: Sempronio

        Non possono essere sullo stesso

        piano soprattutto per le istituzioni

        pubbliche le quali dovrebbero

        assolutamente poter essere a

        conoscenza di tutto il codice sorgente

        al fine di poter garantire le necessarie

        sicurezza e privacy dei propri utenti.
        Invece il resto delle milioni di aziende
        al mondo se ne fregano della privacy dei
        propri utenti? Ad esempio le banche?Si, banche e assicurazioni se ne fregano della privacy dei propri utenti, ma tengono parecchio alla loro; infatti hanno i sorgenti di tutto quello che c'e' nei loro server.
        Ora ti dico io come funziona: quando si motiva
        una scelta bisogna avere argomenti, sta cosa del
        FLOSS negli enti pubblici è arrivata alla frutta
        ed allora ci si attacca "ma sono enti pubblici",
        ma che vuol dire? ma lo sai che lo stato id
        famiglia tuo lo può chiedere chiunque? o una
        qualsiasi agenzia può fare una visura sulla tua
        automobile? e secondo te a me cittadino dovrebbe
        fregarmene qualcosa di avere il mio stato di
        famiglia di sotto oracle o sotto postgre perchè
        così la pubblica amministrazione "può vedere il
        codice"?Si, nella misura in cui una soluzione e' piu' economica dell'altra a parita' di affidabilita'.
        ma stiamo scherzano?
        a me come cittadino mi interessa solo che gli
        enti risparmino ed evitino sprechi, se questo
        ciene con il floss bene, se viene con il closed
        bene, se viene con un misto bene, se viene
        tornando a fare tutto a mano allora si torna a
        fare tutto a mano.
        Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie
        ideologiche.Lo studio e' che con il floss si risparmia sul lungo termine.
        • Sempronio scrive:
          Re: Non è lo stesso piano

          Lo studio e' che con il floss si risparmia sul
          lungo
          termine.Esatto, come ci insegnano quelli che stanno tornando indietro dopo la sperimentazione. Non tutti ovviamente, però già son pochi quelli che lo fanno, se poi qualcuno cambia anche idea non è che ci sia tutto questo ottimismo.
      • carlo2002 scrive:
        Re: Non è lo stesso piano
        - Scritto da: Sempronio
        Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie
        ideologiche.Hai proprio capito tutto te...Sono proprio quelle che tu chiami "fesserie ideologiche" che sono da prendere seriamente, anche al di sopra dei problemi di bilancio.Ma d'altro canto il mondo è pieno di individui come te sempre pronti a novanta gradi, e vi piace pure.
        • Sempronio scrive:
          Re: Non è lo stesso piano

          Sono proprio quelle che tu chiami "fesserie
          ideologiche" che sono da prendere seriamente,
          anche al di sopra dei problemi di
          bilancio.Ma certo, prendiamole al di sopra del bilancio, al di sopra del risultato ed al di sopra dell'ossessione che il closed ci ruba i dati, poi vediamo come darai da mangiare ai tuoi figli. Ti ricordo che il debito cresce...

          Ma d'altro canto il mondo è pieno di individui
          come te sempre pronti a novanta gradi, e vi piace
          pure.Veramente io ho detto l'opposto, non mi schiero se non vedo risultati, quello che si tuffa a pesce perchè qualcuno gli ha detto che così è meglio sei tu. Tu fidati delle parole, io dei risultati.
          • carlo2002 scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: Sempronio
            Ma certo, prendiamole al di sopra del bilancio,
            al di sopra del risultato ed al di sopra
            dell'ossessione che il closed ci ruba i dati, poi
            vediamo come darai da mangiare ai tuoi figli. Ti
            ricordo che il debito
            cresce...

            Veramente io ho detto l'opposto, non mi schiero
            se non vedo risultati, quello che si tuffa a
            pesce perchè qualcuno gli ha detto che così è
            meglio sei tu. Tu fidati delle parole, io dei
            risultati.Non fare il finto tonto, lo sai bene come Microsoft ha imposto il modello "closed source" ai vari governi ed una volta instaurato come si diffonde nella popolazione. E dovresti anche sapere quanto poi sia difficoltoso uscire da tale modello una volta che si è instaurato.E come un cancro in metastasi poi sradicarlo diventa quasi impossibile.Ci vuole assolutamente un cambiamento di mentalità.Si che i costi per un cambiamento radicale potrebbero essere alti, ma quanto paghiamo per mantenere tutto questo sistema? Ti rendi conto di quante paghiamo in licenze? Si certo, anche con l'open source ci sarebbero delle spese ma sicuramente minori.E per aver ragione non serve che tiri fuori la solita storiella che i miei figli morirebbero di fame, non fai altro che confermare che non hai proprio capito un bel niente.
          • shevathas scrive:
            Re: Non è lo stesso piano


            Non fare il finto tonto, lo sai bene come
            Microsoft ha imposto il modello "closed source"
            ai vari governi ed una volta instaurato come si
            diffonde nella popolazione. E dovresti anche
            sapere quanto poi sia difficoltoso uscire da tale
            modello una volta che si è
            instaurato.
            veramente il modello imposto da microsoft è stato software abbastanza facile da utilizzare e abbastanza funzionale per il lavoro.
            E come un cancro in metastasi poi sradicarlo
            diventa quasi
            impossibile.

            Ci vuole assolutamente un cambiamento di
            mentalità.

            Si che i costi per un cambiamento radicale
            potrebbero essere alti, ma quanto paghiamo per
            mantenere tutto questo sistema? Ti rendi conto di
            quante paghiamo in licenze?
            quanto paghiamo ? con licenze gov e considerando una vita utile, per un PC, di 5 anni più o meno 15/20 annui di licenze per PC
            Si certo, anche con l'open source ci sarebbero
            delle spese ma sicuramente
            minori.
            solo una domanda: i costi di mantenimento del software e di sviluppo di nuove funzionalità chi se li prende in carico ?
          • AMEN scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: carlo2002

            I vantaggi dell'uso di sistemi Open Source sono
            conosciuti Non sempre e non ovunque. Nel tuo caso magari si, in altri no
            i server centrali sono in mano a tecnici
            microsoft i quali mica lavorano gratis Invece quelli linux si?
            Ma il bello è che per la sicurezza della rete a
            fianco ai server microsoft sono affiancati server
            GNU/Linux.Giusto. Uso quello che mi serve, senza pregiudizi ideologici.
          • collione scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: AMEN
            Giusto. Uso quello che mi serve, senza pregiudizi
            ideologici.beh, per non usare windows in infrastrutture critiche ci sono motivi tecnici, altro che pregiudizi ideologici
          • carlo2002 scrive:
            Re: Non è lo stesso piano

            scusa ma mi sembra strano; i tecnici di cosa si
            occupano: della gestione del sistema informativo,
            dello sviluppo di applicativi o di cosa ? mi
            sembra si stia facendo un gran
            minestrone.Ho scritto che ne parlo con quelli del CED, sono ben altri che sviluppano
            certo, infatti arrivano gli omini M$ a rubare i
            dischi fissi durante la
            notte.non dire baggianate, esiste la rete e tutti i terminali sono sempre connessi.Chiaro che non succede, ma potenzialmente...mi arrendo, purtroppo non posso essere più esaustivo, sono in una posizione delicata e non posso spiegare chiaramente
            parliamo allora di workflow documentale, parliamo
            ad esempio di macro per la validazione dei dati
            sui fogli di calcolo o per l'analisi di dati,
            parliamo ad esempio di un software utile per
            creare molto rapidamente maschere e report
            (facendo da interfaccia magari ad un DB mysql),
            parliamo di chi non ha mai usato realmente un
            suite da ufficio in ambito aziendale.
            Parliamone.Dico solo che una maschera o un report in tutto quello che si fa in questa amministrazione sono solo un miraggio. L'uso dei database in ufficio è un miraggio.Il 99% di quello che serve sono semplici files di testo per cui il massimo della difficoltà possono essere le tabelle e dei semplici fogli di calcolo (niente di complesso)se vogliamo parlare di bilancio il tutto non giustifica minimamente la spesa per le licenze per l'intera suite office e windows come OS.da qualche anno si stanno dando da fare con delle applicazioni web (niente di complesso) che potrebbero essere tranquillamente sviluppate con un sistema LAMP.Se ci fossero delle particolari esigenze irrisolvibili vi darei anche ragione, ma qua ci si impegna proprio per buttare i soldi, quelli che paghiamo tutti noi con le tasse.Poi contenti voi...
          • shevathas scrive:
            Re: Non è lo stesso piano


            certo, infatti arrivano gli omini M$ a
            rubare
            i

            dischi fissi durante la

            notte.

            non dire baggianate, esiste la rete e tutti i
            terminali sono sempre
            connessi.
            firewall, questo sconosciuto.
            mysql),

            parliamo di chi non ha mai usato realmente un

            suite da ufficio in ambito aziendale.

            Parliamone.

            Dico solo che una maschera o un report in tutto
            quello che si fa in questa amministrazione sono
            solo un miraggio. L'uso dei database in ufficio è
            un
            miraggio.

            Il 99% di quello che serve sono semplici files di
            testo per cui il massimo della difficoltà possono
            essere le tabelle e dei semplici fogli di calcolo
            (niente di
            complesso)
            ROTFL^3
            se vogliamo parlare di bilancio il tutto non
            giustifica minimamente la spesa per le licenze
            per l'intera suite office e windows come
            OS.

            da qualche anno si stanno dando da fare con delle
            applicazioni web (niente di complesso) che
            potrebbero essere tranquillamente sviluppate con
            un sistema
            LAMP.

            se non so di cosa si occupa l'ente non sono in grado di dire come e quanto le webapp possano essere una soluzione.

            Se ci fossero delle particolari esigenze
            irrisolvibili vi darei anche ragione, ma qua ci
            si impegna proprio per buttare i soldi, quelli
            che paghiamo tutti noi con le
            tasse.

            Poi contenti voi...
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            Per i software dove non c'è un'alternativa open source dovrebbe essere lo stato a crearlo ovviamente attraverso degli appalti e chissà con quale qualità.Leggete qui:http://yro.slashdot.org/story/12/03/14/170204/study-confirms-the-government-produces-the-buggiest-software"Study Confirms the Government Produces the Buggiest SoftwareWysopal and others blame the difference on a lack of accountability of federal contract developers, who aren't held to security standards and are even paid extra to fix their bugs after creating them"
          • collione scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: shevathas
            veramente il modello imposto da microsoft è stato
            software abbastanza facile da utilizzare e
            abbastanza funzionale per il
            lavoro.
            il problema non è che il software è facile, ma che forma un'ecosistema chiuso ( aka lock-in )all'epoca del ballot screen tutti a sparare su opera che voleva la scelta dei browser, ma nessuno si premurò di domandarsi che razza di denuncia avesse fatto operachi s'è documentato, ha scoperto che opera denunciava lo strettissimo legame tra ie e le soluzioni server di ms ( cioè l'uso smodato di activex )opera fece notare che si usava windows per spingere ie, sfruttando nel contempo la fama di windows stesso per spingere windows server e le soluzioni server relativeil tutto perfettamente lockato e non interoperabile ( formati dati compresi )
          • Sempronio scrive:
            Re: Non è lo stesso piano


            Non fare il finto tonto, lo sai bene come
            Microsoft ha imposto il modello "closed source"
            ai vari governi ed una volta instaurato come si
            diffonde nella popolazione. E dovresti anche
            sapere quanto poi sia difficoltoso uscire da tale
            modello una volta che si è
            instaurato.

            E come un cancro in metastasi poi sradicarlo
            diventa quasi
            impossibile.

            Ci vuole assolutamente un cambiamento di
            mentalità.

            Si che i costi per un cambiamento radicale
            potrebbero essere alti, ma quanto paghiamo per
            mantenere tutto questo sistema? Ti rendi conto di
            quante paghiamo in licenze?

            Si certo, anche con l'open source ci sarebbero
            delle spese ma sicuramente
            minori.
            Closed non vuol dire Microsoft, closed in ambito aziendale e della pubblica amministrazione vuol dire gestionali e Oracle principalmente, MS è proprio l'ultima delle spese di una azienda. Non ci credi? vai a vedere quanto spende in totale la tua azienda o il tuo comune in software tra licenze ed assistenza, poi ne riparliamo.Imporre l'open vorrebbe dire una ulteriore ferita alla nostro già precario equilibrio economico.Attento ad una cosa: io non sto dicendo che l'open non va bene, io sto dicendo che l'open non deve essere imposto. Quello che ci sarebbe da imporre, caso mai, sarebbe l'utilizzo di formati standard e aperti, quella si che sarebbe una cosa intelligente ed urgente.
            E per aver ragione non serve che tiri fuori la
            solita storiella che i miei figli morirebbero di
            fame, non fai altro che confermare che non hai
            proprio capito un bel
            niente.Ed invece ne parlo eccome perchè ho figli anche io e non posso mettere a rischio il loro futuro a causa di miraggi o ipotesi fantasiose. Come ho già scritto per me va bene tutto, pure carta e calamaio per quel che mi riguarda, però non perchè te lo dicono al linuxday quattro invasati ma perchè qualcuno lo sperimenta con sucXXXXX. E comunque prima open data e formati aperti e poi tutto il resto.
          • carlo2002 scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: Sempronio
            Closed non vuol dire microsoft, closed in ambito
            aziendale e della pubblica amministrazione vuol
            dire gestionali e Oracle principalmente, MS è
            proprio l'ultima delle spese di una azienda. Non
            ci credi? vai a vedere quanto spende in totale la
            tua azienda o il tuo comune in software tra
            licenze ed assistenza, poi ne
            riparliamo.
            Imporre l'open vorrebbe dire una ulteriore ferita
            alla nostro già precario equilibrio
            economico.Ho citato microsoft solo per fare un esempio, chiaro che poi ci sono altre aziende. Le spese io le conosco, leggi il mio post precedente
            Attento ad una cosa: io non sto dicendo che
            l'open non va bene, io sto dicendo che l'open non
            deve essere imposto. Quello che ci sarebbe da
            imporre, caso mai, sarebbe l'utilizzo di formati
            standard e aperti, quella si che sarebbe una cosa
            intelligente ed
            urgente.Invece dovrebbe essere imposto proprio l'open source, sono sicuro che a breve avremmo ottimi risparmi.Tieni conto che fino ad ora è stato usato solo closed source e la situazione economica è andate sempre peggiorando. Chiaro che le cause sono molteplici, ma la spesa sostenuta per questo settore non è mica aria fritta.I fatti parlano chiaro!

            Ed invece ne parlo eccome perchè ho figli anche
            io e non posso mettere a rischio il loro futuro a
            causa di miraggi o ipotesi fantasiose. Come ho
            già scritto per me va bene tutto, pure carta e
            calamaio per quel che mi riguarda, però non
            perchè te lo dicono al linuxday quattro invasati
            ma perchè qualcuno lo sperimenta con sucXXXXX. E
            comunque prima open data e formati aperti e poi
            tutto il
            resto.ah, adesso tiri fuori i formati aperti, e questa non è una fesseria ideologica?i formati aperti sono una filosofia tale e quale all'open sourcee sono una filosofia buona e giustaqueste sono le strade da percorrere per ottimizzare le spese ed avere le corrette funzionalitàil closed source non è assolutamente adatto alle amministrazioni pubbliche
          • collione scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            però su alcune cose il suo discorso è condivisibile1. c'è la necessità di rendere interoperabili ed universali i servizi della PA e quindi non puoi far altro che usare formati open per ottenere questo risultato2. l'opensource non è detto che costi meno del closed source ( dipende dalle dinamiche di mercato )lo so che nella pratica il closed costa di più, ma questo perchè viviamo in un mercato IT molto drogato, dove fino a 5-6 anni fa avevamo un monopolista che fungeva da asso piglia tuttoun mercato software aperto e concorrenziale porterà all'abbassamento dei prezzi nel closed ( nel breve periodo ) e nella conversione da closed ad open ( nel lungo periodo ), perchè le aziende di software capiscono che l'open costa meno nel realizzarlo, trovare bug, mantenerlo e possono ricevere contributi da terze parti e nel contempo far cassa sulla manutenzione, l'installazione e i servizi collegatinon è un caso che tutti i più grandi colossi IT si stiano convertendo in massa all'opensourcec'è poi un problema tipicamente legato alla sicurezza e alla fiducia, ovvero "posso fidarmi di un software prodotto da pinco pallino, amico della CIA o del KGB?"posso affidare i miei sistemi ad aziende closed che preferiscono occultare bug ed exploit, piuttosto che riconoscerne l'esistenza e risolvere il problema? ( lo abbiamo visto negli anni passati e lo stiamo vedendo anche adesso, il debug costa, scovare vulnerabilità costa ancora di più e loro preferiscono affidare questo costoso compito ad hacker di buona volontà )spessissimo però l'hacker non è di buona volontà, ma lavora per la mafia e allora l'exploit se lo tiene per sè e lo sfrutta per far soldi a palate
          • Sempronio scrive:
            Re: Non è lo stesso piano


            ah, adesso tiri fuori i formati aperti, e questa
            non è una fesseria
            ideologica?
            Ma sei un informatico? Ho i miei dubbiIl formato aperto è il primo passo per usare il software che più ti piace e ti conviene, se non lo capisci è meglio che cambi lavoro.
          • Carlo2002 scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            Ecco qualche risultato...http://punto-informatico.it/3492803/PI/Brevi/monaco-linux-conviene.aspx
      • il solito bene informato scrive:
        Re: Non è lo stesso piano
        - Scritto da: Sempronio
        a me come cittadino mi interessa solo che gli
        enti risparmino ed evitino sprechi, se questo
        ciene con il floss bene, se viene con il closed
        bene, se viene con un misto bene, se viene
        tornando a fare tutto a mano allora si torna a
        fare tutto a
        mano.
        Questo studio dovrebbero fare, non tante fesserie
        ideologiche.senza offesa, ma ragioni proprio da italiano...
        • Sempronio scrive:
          Re: Non è lo stesso piano


          senza offesa, ma ragioni proprio da italiano...Ma certo, ragiono proprio da un italiano che si è rotto le pa..e della vecchia politica e non si fida dei quattro connazionali saputelli che parlano per sentito dire. Fino a provo contraria il resto del mondo non sta facendo grandi passi verso l'open quindi quello che vuole sacrificare sull'altare delle sue idee balorde un ulteriore voce del bilancio italiano non sono io.cordialità
          • collione scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: Sempronio
            parlano per sentito dire. Fino a provo contraria
            il resto del mondo non sta facendo grandi passi
            verso l'open quindi quello che vuole sacrificare??? onestamente si legge l'esatto contrario in tutte le testate ITdel resto basta far parlare le borse http://uk.finance.yahoo.com/echarts?s=RHT#symbol=rht;range=2y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=undefined;
          • Sempronio scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: collione
            - Scritto da: Sempronio

            parlano per sentito dire. Fino a provo
            contraria

            il resto del mondo non sta facendo grandi
            passi

            verso l'open quindi quello che vuole
            sacrificare


            ??? onestamente si legge l'esatto contrario in
            tutte le testate
            IT

            del resto basta far parlare le borse
            http://uk.finance.yahoo.com/echarts?s=RHT#symbol=rE che vuol dire? anche apple aumenta, mentre oracle e ms ed altre decine di aziende IT sono colossi da miliardi di dollari.Io volevo dire un'altra cosa: prendiamo enti che ci provano e vediamo come va, copiamo le esperienze positivi, un passo alla volta. La soluzione tutto e subito non esiste.
          • collione scrive:
            Re: Non è lo stesso piano
            - Scritto da: Sempronio
            E che vuol dire? anche apple aumenta, mentree infatti apple vale quanto l'intero settore retail americanoil valore delle azioni misura quanto gli investitori credono in quello che fai, ovvero quanta capacità dimostri nel fare businessle aziende impegnate nell'opensource godono di ottima forma e ciò è dovuto al fatto che, forse anche per via della crisi, molti clienti storici di ms e soci stanno migrando verso l'opensource
            Io volevo dire un'altra cosa: prendiamo enti che
            ci provano e vediamo come va, copiamo le
            esperienze positivi, un passo alla volta. La
            soluzione tutto e subito non
            esiste.nessuna soluzione è "tutto e subito"bisogna lavorare, programmare, testare ed infine implementareil problema è che in certi Paesi ( l'Italia !?! ) siamo bloccati al medioevo
    • AMEN scrive:
      Re: Non è lo stesso piano
      - Scritto da: carlo2002

      Non possono essere sullo stesso piano soprattutto
      per le istituzioni pubbliche le quali dovrebbero
      assolutamente poter essere a conoscenza di tutto
      il codice sorgente Che, nelle istituzioni pubbliche, nessuno è in grado di leggere...
      • carlo2002 scrive:
        Re: Non è lo stesso piano
        - Scritto da: AMEN
        Che, nelle istituzioni pubbliche, nessuno è in
        grado di
        leggere...Se ci fosse stata da un po' di anni una visione verso l'open avremmo un bel po' di persone in grado di farloe ciò ci farebbe risparmiare
        • AMEN scrive:
          Re: Non è lo stesso piano
          - Scritto da: carlo2002
          Se ci fosse stata da un po' di anni una visione
          verso l'open avremmo un bel po' di persone in
          grado di farlo
          Ma ci credi sul serio o stai scherzando?
          • pippo75 scrive:
            Re: Non è lo stesso piano

            Ma ci credi sul serio o stai scherzando?sei nuovo di queste parti, è uno come come i ragazzi di via Paal.Noi winari siamo i ragazzi di Via Paal, quelli buoni per capirci.I linari sono le Camicie Rosse ( dopotutto sono comunisti ) e quindi sono i cattivi.Ogni scusa per loro è buona per farsi sentire, ma tra un po torneranno in cantina.;) Ed ora aspettiamo che questo messaggio venga bloccato e poverizzato dal terminator del sito.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 marzo 2012 20.55-----------------------------------------------------------
  • iome scrive:
    uomini e caporali
    cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione del TUO prodotto per il MIO sitema operativo?"Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare Windows"Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio comprare o ti levi dai XXXXXXXX"
  • iome scrive:
    uomini e caporali
    cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione del TUO prodotto per il MIO sitema operativo?"Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare Windows"Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio comprare o ti levi dai XXXXXXXX"
    • Nome e cognome scrive:
      Re: uomini e caporali
      - Scritto da: iome
      cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione
      del TUO prodotto per il MIO sitema
      operativo?"

      Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare
      Windows"

      Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"

      Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio
      comprare o ti levi dai
      XXXXXXXX"Fornitore: "Tieni questa copia omaggio di LAMP for Dummies e buona fortuna. Chiamami se cambi idea."~exeunt~
      • iome scrive:
        Re: uomini e caporali
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: iome

        cliente: "il mio OS e' linux, hai una versione

        del TUO prodotto per il MIO sitema

        operativo?"



        Fornitore: "no, non ce l'ho, devi installare

        Windows"



        Cliente caporale: "va bene, lo faccio subito"



        Cliente uomo: "o vendi quello che io voglio

        comprare o ti levi dai

        XXXXXXXX"

        Fornitore: "Tieni questa copia omaggio di LAMP
        for Dummies e buona fortuna. Chiamami se cambi
        idea."

        ~exeunt~cliente: "non serve, ce l'ho gia'. E fai pure a meno di lasciare il tuo numero di telefono."
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