Contrappunti/ Eee PC, là dove non arriva l'iPhone

di Massimo Mantellini - Si tratta di un nuovo prezzo per un nuovo mercato che fino a ieri non esisteva. Se passate a New York un Eee PC costa (in euro) come un maglioncino estivo

Roma – Qualche settimana fa in una serata romana ho messo le mani su un Eee pc che, per chi non lo sapesse, è il più grande successo hardware degli ultimi mesi. Un subnotebook di Asus grande poco più di una agenda elettronica ma con una tastiera vera e uno schermo da 7 pollici (ma sta uscendo in questi giorni la versione da 9 pollici senza grandi differenze di dimensioni complessive), bianco e plasticoso, dotato di un sistema operativo Linux (ma con la possibilità di installare Windows XP). Si stupiscono tutti in tutto il mondo del grande successo di questo piccolo computer, tanto che alcuni analisti notano come l’ Eeepc vada considerato il capostipite di una nuova generazione di device piccoli e leggeri destinati ad un prossimo enorme successo.

Le caratteristiche principali di questa macchina sembrerebbero essere due, entrambe non troppo tecnologiche. La prima è che si tratta di un oggetto piccolissimo ma comunque “intatto”.
La seconda è che il prezzo dell’Eepc è di quelli fino a ieri inconcepibili.

Iniziamo dalla prima. Si tratta di un computer a tutti gli effetti. Con tutti gli attributi necessari alla popolazione nomade e connessa. Una genia che in questi anni è andato moltiplicandosi, strizzata dentro smartphone fascinosi ed inusabili o condannata alla convivenza con computer portatili dalle grandi prestazioni e dalla altrettanto grande pesantezza. Nella logica perversa della industria dell’hardware poi, la riduzione di peso e dimensioni delle macchine portatili, ha significato fino all’altro giorno solo una significativa lievitazione dei prezzi. Il mio amato portatile, per esempio, con uno schermo da 12 pollici costava ai suoi tempi quasi 2000 euro e unito al suo alimentatore ed al resto della indispensabile oggettistica limitrofa pesava (e pesa) come piombo, chiuso nello zaino sulle mie spalle in giro per il mondo. Spesso quando partiamo per un viaggio mia moglie mi implora: “Non ti porterai mica il computer vero? E io, fintamente ingenuo: “Sì, perché?”

L’aggeggino taiwanese di cui stiamo parlando fa più o meno le stesse cose del mio portatile (o per lo meno le stesse cose che interessano a me, vale a dire, sostanzialmente, collegarsi a Internet permettendomi di scrivere decentemente su una tastiera) ma lo fa pesando meno della metà ed alla bella cifra di 299 euro.

Nulla di paragonabile da moltissimi punti di vista, ma certamente un paradigma prossimo venturo legato alla leggerezza ed al tipo di utilizzo.

Negli ultimi anni le prestazioni hardware dei computer sono diventate sempre meno importanti. L’Eeepc ha un misero processore Celeron e mezzo giga di ram, più che sufficienti per navigare in rete, usare software di videoconferenza o chattare, scrivere una mail o ritoccare una foto. Nel mondo dei device collegati ad internet il mito dei computer veloci è andato sempre più affievolendosi, nonostante l’abitudine di Microsoft di sfornare nuovi sistemi operativi che richiedono risorse hardware ogni volta maggiori.

Il primo segreto dell’Eeepc è quindi il suo essere piccolo. Più piccolo e più leggero di qualsiasi altro computer portatile esistente, ma capace di fare più o meno le cose che davvero ci interessano. Tenendo presente che la maggioranza di queste attività non possono essere effettuate con il medesimo confort nemmeno sul più costoso e sciccoso dei PDA esistenti. Esiste un limite dimensionale fisico oggi per un computer collegato alla rete che nessun iPhone potrà mai annullare.

La seconda questione importante è il prezzo. Si tratta di un nuovo prezzo per un nuovo mercato che fino a ieri non esisteva. Se passate a New York un Eeepc costa (in euro) come un maglioncino estivo. Ma anche acquistato da noi il suo prezzo lo tiene lontanissimo dall’idea media che abbiamo avuto fino a ieri. Ci si sente leggermente truffati pensando a quei 299 euro, la stessa cosa che puntualmente accade quando qualcuno ti offre un prodotto che fa le stesse cose degli altri ad un prezzo ridotto di almeno il 50%. Eppure siamo su un percorso già tracciato in questi anni dai piccoli computer di Negroponte per i paesi in via di sviluppo che per amore di sintesi potremmo definire “la democratizzazione dell’hardware”. La constatazione che i device per Internet, che sono oggi la ragione principale per cui sempre più persone in tutto il mondo acquistano un computer, possono costare poco e trasformarsi in una quasi-commodity pur se dotati di wi-fi, sistemi operativi veri, webcam e tutto il resto.

Se come dicono in molti, anche grazie all’Eeepc la strada è segnata e presto compariranno sul mercato proposte analoghe di altri grandi produttori di computer, non possiamo che esserne felici.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • william maddler scrive:
    ma il DRM non è un'altra cosa?
    Non vorrei sembrare pignolo. Ma il DRM non dovrebbe essere qualcosa di ben diverso dal semplice check dello User Agent?Oppure mi sfugge qualcosa?
    • MircoM scrive:
      Re: ma il DRM non è un'altra cosa?
      concordo.se sfugge qualcosa a te, allora sfugge anche a me.se un video è protetto da DRM, non lo si dovrebbe riuscire a leggere (senza autorizzazione) nemmeno se lo si è salvato in locale.
  • ullala scrive:
    l'ennesimo
    DRM = l'ennesimo Buco nell'acqua ... o date le circostanze dovremmo dire nell'AQUA....Comunque Aqua o non Aqua il DRM ha le stesse possibilità di essere efficace che ha la distribuzione di un DVD con sopra scritto "vietata la duplicazione"..... anzi anche meno se si scordano la scritta!Tanto varrebbe limitarsi a quella!
  • Toshiro Mifune scrive:
    OK per gli HTTP. Ma gli RTSP ?
    Pare che tutti qui sappiano intercettare la URL della risorsa (con Ethereal/Wireshark o Firebug) e quindi scaricare il contenuto desiderato.Ma come si fa con i video tipo quelli di realplayer ? Sempre con wireshark riesco a recuperare l'URI del filmato ma è di tipo RTSP://Come faccio a scaricarmelo sull'HD ?
    • ullala scrive:
      Re: OK per gli HTTP. Ma gli RTSP ?
      - Scritto da: Toshiro Mifune
      Pare che tutti qui sappiano intercettare la URL
      della risorsa (con Ethereal/Wireshark o Firebug)
      e quindi scaricare il contenuto
      desiderato.
      Ma come si fa con i video tipo quelli di
      realplayer ? Sempre con wireshark riesco a
      recuperare l'URI del filmato ma è di tipo
      RTSP://
      Come faccio a scaricarmelo sull'HD ?non è questione di "scaricare" quanto di "catturare" quello che passa mettendosi "in mezzo"... chiaro?
      • Toshiro Mifune scrive:
        Re: OK per gli HTTP. Ma gli RTSP ?

        non è questione di "scaricare" quanto di
        "catturare" quello che passa mettendosi "in
        mezzo"...
        chiaro?Abbastanza. In pratica dovrei mettere una sorta di proxy tra il realplayer e il server che fornisce il file. Giusto ?Ma che software utilizzo ?
    • vrooom scrive:
      Re: OK per gli HTTP. Ma gli RTSP ?
      Cerca RM recorder. Per i filmati che invece usano il Media Player usa WM Recorder.
  • Nome e cognome scrive:
    Ethereal
    Ethereal.... il modo infallibile per catturare gli url richiamati da pagine web e video in flash (i file .sfw che richiamano i soliti .flv).... utilizzato insieme ad User Agent Switcher fa accedere a qualsiasi risorsa HTTP che venga richiamata dal PC-mac-windows-linux spoofato.... ;)
    • rockroll scrive:
      Re: Ethereal
      Meglio non dare troppa pubblicità alla cosa, altrimenti finiranno di inviare contenuti "view only" credendo che non li sappiamo catturare su HD...
    • sherpya scrive:
      Re: Ethereal
      - Scritto da: Nome e cognome
      Ethereal.... il modo infallibile per catturare
      gli url richiamati da pagine web e video in flash
      (i file .sfw che richiamano i soliti .flv)....
      utilizzato insieme ad User Agent Switcher fa
      accedere a qualsiasi risorsa HTTP che venga
      richiamata dal PC-mac-windows-linux spoofato....
      ;)fai prima con firebug
      • fred scrive:
        Re: Ethereal
        Non conoscevo firebug, per ora ho sempre usato user agent e letto manualmente le pagine sorgenti per ricostruire l'url esatta dello streaming da passare ad un programma in grado di scaricarlo sul disco, vlc lo puo' fare anche dagli stream live ma non e' l'unico.
      • alexjenn scrive:
        Re: Ethereal
        forse sto per scrivere una stupidaggine, ma io riesco a vedere l'URL di uno streaming QuickTime semplicemente facendo Informazione del filmato (Control/Command+I). Il risultato che ho è lo stesso oppure state parlando di una cosa diversa?
    • Toshiro Mifune scrive:
      Re: Ethereal
      Ethereal adesso si chiama WireShark
    • ullala scrive:
      Re: Ethereal
      - Scritto da: Nome e cognome
      Ethereal.... il modo infallibile per catturare
      gli url richiamati da pagine web e video in flash
      (i file .sfw che richiamano i soliti .flv)....
      utilizzato insieme ad User Agent Switcher fa
      accedere a qualsiasi risorsa HTTP che venga
      richiamata dal PC-mac-windows-linux spoofato....
      ;)mbhe adesso si chiama wireshark!... e mi pare decisamente un nome ahem... più adatto! :D
  • H5N1 scrive:
    Non ci vuole molto
    Utilizzo User Agent Switcher di continuo insieme a Firebug, ma anche a Proxy Switcher per accedere all'inaccessibile.Da parte di chi sviluppa siti e portali è un errore madornale quello di inserire "in chiaro" l'URI di un contenuto ad accesso limitato nel sorgente della pagina quanto lo è quello di "sniffare" il browser via javascript o leggendo l'User-agent.Ogni browser ha funzioni e comportamenti diversi per cui sarebbero bastati due accorgimenti (le basi, signori, le BASI) per evitare tutto ciò:1 - che il browser venisse individuato per le sue peculiarità e non per la sola User-Agent-string (ad esempio si può, via javascript, dopo un controllo della stringa, controllare che una proprietà di un elemento della pagina come -moz-opacity restituissca errore)2 - inviare l'URI con un redirect lato server e non lato clientLe basi, signori, le basi...
    • dubbioso scrive:
      Re: Non ci vuole molto
      scusa ma se un contenuto deve essere acceduto dal client in qualche modo l'uri della risorsa deve essere resa disponibile al client stesso. anche se non "in chiaro", come dici tu, bene o male da qualche parte nella pagina deve stare. e non credere che una detection lato client delle capabilities del browser possa impedirmi di localizzare l'uri della risorsa all'interno della "pagina" e aprirla con altri programmi tipo VLC (in questo caso). IMHO non c'è modo di proteggere l'accesso ad una risorsa lato client in una pagina web. Punto. Se conosci un modo di farlo mi farebbe piacere conoscerla così comincio a usarla anche io.Punto secondo: Redirect lato server. Dipende da cosa intendi come redirect lato server.Se intendi sostituire la response di una pagina con il contenuto multimediale, questo non protegge in alcun modo.Non puoi intendere un HTTP 302.Quindi dammi qualche dettaglio... Davvero vorrei capire.CiaoGene
      • H5N1 scrive:
        Re: Non ci vuole molto
        Come al solito la certezza che le informazioni non vengano prelevate non esiste.Però, sempre come la solito, possimao rendere un po' più arduo il compito di individuare la risorsa.Ad esempio si potrebbe creare un'applicazione flash (anche in questo caso basta decompilarla e il gioco è fatto, comunque) che analizzi la richiesta e generi la risposta.Non sto criticando il fatto che la soluzione adottata sia "bucabile" poichè lo è tutto il contenuto di Internet, ma che lo sia TROPPO.Questi signori dovrebbero mettersi per prima cosa in testa che l'acceso pubblico è PUBBLICO: se vogliono pubblicare materiale accessibile solo in privato DEVONO creare un accesso privato con tanto di username e password.Anche in questo caso, però, come sappiamo la sicurezza è solo marginale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ci vuole molto
      - Scritto da: H5N1

      Le basi, signori, le basi...Ssssst! Zitto...Come osi dubitare della capacita' di programmazione di questi co.co.co di oltre manica, con patente europea, messi li' da intermediari che avranno incassato milioni di sterline?Hanno fatto un ottimo lavoro (per noi)!
    • ciko scrive:
      Re: Non ci vuole molto
      redirect? perche', quello non lo sniffi?il modo corretto sarebbe creare lo stream direttamente dalla servlet a seguito di una qualche "autenticazione" del device...se trasmetti in chiaro mp4 cmq non avrai mai una reale sicurezza, l'unica (e relativa) e' quella che il client stesso decritti lo stream video tramite meccanismi drm
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