Contrappunti/ Finalmente Banda Larga

di Massimo Mantellini. Le scelte del Governo: gli operatori della telefonia, in un clima di sana e leale concorrenza, determineranno i prezzi e le modalità per l'accesso alla rete a larga banda in Italia. Evviva


Roma – Dopo un anno di attività, dopo decine di convegni, dopo i lavori della task force sulla larga banda con le sue fulminanti conclusioni sul dissesto tecnologico italiano, oggi per Lucio Stanca, Ministro della Innovazione della Repubblica, sembra giunto il momento di tirare le somme e tramutare le parole in fatti.

Se è così, i fatti sulle prospettive di sviluppo della larga banda in Italia raccontano questo: su circa 1800 milioni di euro che il governo è intenzionato a stanziare nei prossimi 3 anni (salvo probabilissimi tagli dell’ultima ora), 1160 saranno destinati alla messa in rete della Pubblica Amministrazione, circa 500 andranno a quanti fra gli operatori delle comunicazioni decideranno di investire in infrastrutture tecnologiche, mentre 100 milioni di euro serviranno ad incentivare la domanda privata di collegamenti veloci alla rete.

Gli orientamenti di Stanca sulla larga banda sono così definitivamente usciti dalla usuale ambiguità politica di “una parola buona per tutti” che ha caratterizzato il primo periodo della sua attività di Ministro e sono oggi trasparenti a sufficienza.

Cosa ci dicono queste cifre? Sembra evidente che il plenipotenziario dell’Innovazione ritenga che la grande maggioranza dei fondi che il Governo è in grado di dedicare allo sviluppo tecnologico debbano essere spesi per mettere online le amministrazioni centrali e periferiche, le scuole (speriamo statali) e gli ospedali (speriamo pubblici). Si tratta di una priorità indiscutibile, anche se non vorremmo essere nei panni del Ministro nel momento in cui dovrà vigilare sulla attuazione di tali investimenti nei confronti di una struttura statale che, in molte regioni, è ancora su standard tecnologici tardo medioevali.

Le altre due fette della torta che il governo destinerà allo sviluppo tecnologico del paese sono invece assai più criticabili. Intanto appare evidente che nel prossimo triennio nessuno dei mille volte promessi incentivi governativi allo sviluppo della larga banda per gli utenti domestici si realizzerà. Tanto vale mettersi il cuore in pace: 100 milioni di euro per l’utenza casalinga sono una cifra poco più che simbolica, da dividere oltretutto anche con le piccole e medie imprese. Così facendo, il Ministro lascia mano libera agli operatori delle telecomunicazioni sulle offerte di connettività a larga banda destinate alle case degli italiani: unico freno, la difficile attività di vigilanza della Authority delle Garanzie nelle Comunicazioni.

In altre parole, la grande maggioranza dei comuni della penisola rimarranno esclusi dai servizi ADSL, almeno in quelle zone (e sono tantissime) che le compagnie di telefonia, prima fra tutte Telecom Italia, riterranno non remunerative.

Vale la pena sottolineare – tanto per dire una cosa inutile ma vera – che l’orientamento espresso dal Ministro è in netto contrasto con le recenti indicazioni della Unione Europea in materia di comunicazione elettronica. Nella sua direttiva del marzo scorso, la UE si raccomanda che: “…i servizi siano messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un determinato livello qualitativo a prescindere dall’ubicazione geografica dei medesimi, e tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, ad un prezzo abbordabile.”

Continua poi il documento, se le indicazioni non fossero a questo punto sufficientemente chiare: “Gli Stati membri possono, nel quadro degli obblighi di servizio universale e tenuto conto delle circostanze nazionali, adottare misure specifiche a favore dei consumatori che vivono in zone rurali o geograficamente isolate per assicurare il loro accesso ai servizi….”

Ma si sa, la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea utilizza troppo spesso verbi coniugati al condizionale e la applicazione delle sue indicazioni da parte degli stati membri (in particolare del nostro) è in genere molto poco puntuale. Unica consolazione, di fronte ai 100 milioni di euro che il governo “forse” impiegherà nei prossimi tre anni per incentivare la larga banda nelle case degli italiani, per i nostri politici tecnologici si dovrebbe almeno chiudere un periodo: quello in cui era possibile vezzeggiare gli utenti con promesse di accessi a larga banda per tutti, tediarli con seriosi ammonimenti su come il paese si opporrà al digital divide o blandirli con colte citazioni di illuminanti esperienze d’oltreoceano di prossima imminente applicazione anche da noi.

Oggi le chiacchiere sono al capolinea e il messaggio è più che chiaro: gli unici incentivi che saranno previsti nel prossimo futuro da parte del governo riguarderanno, tanto per cambiare, gli operatori della telefonia i quali, in una dinamica di domanda-offerta evidentemente limpida ed in un clima di sana e leale concorrenza, determineranno non solo i prezzi, ma anche le modalità per l’accesso alla rete a larga banda in Italia.

Alcune associazioni come la ANFOV, “l’associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione”, in conseguenza delle scelte del Ministro hanno violentemente protestato , proponendo di elevare ad almeno 500 milioni di euro i fondi che lo Stato dedicherà alla detassazione della domanda di larga banda.

A noi oggi interessa invece sottolineare non soltanto la portata demagogica delle dichiarazioni che abbiamo letto negli ultimi mesi, ma anche una evidente divergenza. Quella fra le conclusioni della task force sulla Larga Banda che il Ministro Stanca stesso ha voluto e le scelte del Ministro stesso di questi giorni.

Scrivevano molto chiaramente i componenti della task force solo qualche mese fa nel rapporto inviato a Stanca:

“Senza un ruolo di indirizzo, coordinamento e stimolo degli investimenti e della domanda, i tentativi di lasciare completamente alle dinamiche di mercato lo sviluppo dei sistemi di comunicazione, non hanno portato risultati soddisfacenti”

Oggi il Ministro, presentando i suoi numeri sugli investimenti per lo sviluppo tecnologico del paese nei prossimi tre anni ha evidentemente scelto di fare l’esatto contrario di quanto raccomandato. Ancora una volta il mercato ( quello drogato, anticoncorrenziale, litigioso delle TLC in Italia) vince e potrà imporre in quasi assoluta libertà le proprie scelte culturali oltre che commerciali agli utenti internet italiani. E lasciatemelo dire: non è una bella notizia.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • Anonimo scrive:
    Esistono...
    Stentavo a crederlo anche io:http://www.dti3d.com/Questi sembrano essere anche migliori di quelli descritti nell'articolo, e non solo, sono direttamente supportati dai driver Nvidia da minimo 6 mesi.(http://www.nvidia.com/view.asp?IO=IO_20010614_4380)Sono sottili come un normale monitor LCD e chi li ha provati giura che in modalità bidimensionale sono paragonabili ai miglioni monitor LCD in circolazione.Inoltre il 15" non è nemmeno così inaccessibile... il suo prezzo supera comunque quello dei 15" 2D più costosi.Sono lì da una vita e nessuno ne parla...E' questa la cosa strana! :) A volte le belle trovate sono così incredibili da risultare poco credibili :)))Ciaomarco(ma cosa posto a fare a quest'ora che dormono tutti! :)
  • Anonimo scrive:
    ahahh.. quasi una bufala
    ...quasi perche' non si promette niente di piu' di quello che si ottiene, bufala perche' il 3d c'entra veramente poco...8-)) aahahh2 schermi sovrapposti non sono 3d.. .sono 2 schermi sovrapposti!! Scorretto l'uso nel demo di oggetti 3d (bidimensionali(!). Per ottenere una reale percezione di 3d occorre necessariamente fornire immagini diverse ad ogni occhio. Il vantaggio e' che si sovrappongono 2 normali sorgenti svga e quindi lo si puo' utilizzare normalmente.Se si vuole ottenere lo stesso risultato mettete a 45° un monitor vicino all'altro e piazzate un vetro davanti, il riflesso fara' tutto il resto e vi potete spendere i 6000 $ per una vacanza caiooo
    • Anonimo scrive:
      Re: ahahh.. quasi una bufala
      Tuttavia sono dell'idea che un reale effetto di vicino-lontano (ottenuto sia con la sfocatura di alcune entità sia dalla reale sfalsatura dei due schermi) sia un punto di partenza estremamente interessante.
  • Anonimo scrive:
    Yuhuuu! I poranzzi in 3d!!
    Era ora che qualcuno pensasse anche a noi popolo di pipparoli! ne comprerò sicuramente 1 e poi vedrò Selen in 3d! Yuhuu!
  • Anonimo scrive:
    Funziona e bene!
    Io lavoro con il 3D (quello vero...) da anni e ho potuto vedere questi monitor, sono spettacolari!Servono per vedere delle immagini o dei filmati con effetto stereoscopico: l'immagine sembra uscire dal monitor e avere una sua profondità.Al momento vengono usati soprattutto per scopi didattici, ma quando costeranno meno...
  • Anonimo scrive:
    Non capisco l'utilità
    Dal video dimostrativo (sul loro sito) non si capisce quale effetto possa produrre. Quello che però non mi è ben chiarò è lo scopo ultimo di questo prodotto: in poche parole crea due livelli, su cui gestisco immagini separate. Che vantaggio posso avere, rispetto ad un monitor normale? Basterebbe avere un programma che gestisce i dati su due livelli e il risultato è lo stesso. Se poi devo pagare (come dicono sul sito) circa 6000 dollari... Mah.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non capisco l'utilità
      - Scritto da: Noz Che vantaggio posso
      avere, rispetto ad un monitor normale?
      Basterebbe avere un programma che gestisce i
      dati su due livelli e il risultato è lo
      stesso.non credo proprio... essedo fisicamente sfalsati, se ti sposti con la testa, li vedrai da un'angolazione diversa... prova a fare lo stesso con un monitor normale....
      • Anonimo scrive:
        Re: Non capisco l'utilità
        è vero però che vantaggio mi può procurare? Lo vedo un po' come un sistema per mettere in crisi la vista... Oppure dovrebbe creare un effetto simile a quello degli occhialini?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non capisco l'utilità
      Piuttosto che sprecare soldi con questi giochetti (voglio vedere proprio quanti se lo compreranno...) non sarebbe meglio che studiassero per rendere i monitor LCD più economici e affidabili?
  • Anonimo scrive:
    Ottimo scopo...
    Ed io dovrei comprare questo (costosissimo) oggetto per essere in grado di "vedere i banner in trasparenza"? Se sono questi i presupposti, che allegria.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottimo scopo...
      Veramente fino a qualche anno fa anche i comuni monitor LCD erano costosissimi tant'e' che un 15 pollici costava intorno ai 3.500.000 delle vecchie lire, oggi invece lo stesso monitor ne costa in media 800.000 (sempre delle vecchie lire).E' ormai ovvio che qualsiasi nuova tecnologia all'inizio costi sempre parecchio fu così, ad esempio con i primi cellulari ETACS e certamente lo sarà fra qualche mese con i nuovissimi UMTS!Allora, chi se li comprera' i nuovi telefonini 3G?Per ora certamente quasi nessuno ma magari nel lontano 2010.......forse li avremo in tasca tutti!
      • Anonimo scrive:
        Re: Ottimo scopo...
        BRAVO, hai colto l'essenza!!!Il divario va allargandosi sempre piu' ed e' vicino il punto in cui apparira' incolmabile.Grosso problema o fumo negli occhi? Dipende dalla qualita' dei prodotti rilasciati.
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