Contrappunti/ Il ritorno della musicassetta

di Massimo Mantellini - C'è una cassetta che gira su moltissimi blog e siti in questi giorni, una cassetta con i brani degli utenti, da tutti ascoltabili in streaming. Una musicassetta che la dice lunga sulla rete, e sull'industria

Roma – La settimana scorsa, quasi per gioco ho fatto anch’io il mio Muxtape . Si tratta di un servizio molto semplice e divertente che è la novità degli ultimi giorni. Tu carichi sul server alcuni brani mp3 e il servizio crea una tua pagina web molto “minimal” nella quale chiunque li potrà andare ad ascoltare in streaming. L’azzeccata metafora utilizzata è quella delle vecchie musicassette di qualche decennio fa che i meno giovani certamente ricorderanno.

Muxtape Muxtape è un piccolo esempio, minimale e ben fatto, di quanti differenti percorsi possa prendere la musica in rete e di come un numero sufficientemente ampio di questi utilizzi esuli dall’ascolto solitario. Pensate a cosa è accaduto alla musica negli ultimi decenni. Il suo consumo si è per un lungo periodo spostato dall’ambito comunitario (l’esecuzione dal vivo di fronte ad un pubblico) ad uno privato, legato alle tecnologie di riproduzione. Non solo la fruizione del vinile prima, e dei CD poi, si è rapidamente segnalata come esperienza personale e intima ma perfino la legislazione ne ha sanzionato l’essenza di rapporto individuale. L’artista pensa l’opera, la casa discografica la produce e la distribuisce, l’utente la acquista e la consuma nel chiuso della sua cameretta. Il modello di business perfetto.

Il disegno della industria del disco che si potrebbe definire “una testa un disco” ha funzionato più che discretamente per parecchi decenni. È stato modestamente complicato dalla nascita della radiofonia privata e leggermente scalfito dalla presenza dei registratori a cassette (alle quali Muxtape si riferisce con doverosa citazione) ma complessivamente ha funzionato alla grande, arricchendo artisti e distributori del mercato di massa musicale oltre ogni immaginabile misura.

E questo già di per sé è strano perché la musica, come qualsiasi altra arte, è una esperienza primariamente condivisa. Il suo significato non si esaurisce nella fruizione dell’opera e quindi nel rapporto artista-ascoltatore ma continua poi nella trasmissione del contenuto ad altri soggetti vicini e nel rapporto sentimentale fra quanti usano la musica come mediatore. La condivisione musicale non è insomma una perversione nata con Internet ma una modalità di utilizzo del contenuto artistico ben evidente fin dall’inizio, ancorché negata e minimizzata per basse questioni contabili da artisti e major discografiche. Il fan del cantante X che duplica il disco appena acquistato del proprio artista preferito su una cassetta (come si faceva 30 anni fa) perché anche altri vicino a lui possano ascoltare tanta meraviglia, non è un pirata o un sovvertitore dell’ordine economico ma un soggetto positivo ed indispensabile nella creazione del valore dell’opera artistica. E che aggiunge il proprio piccolo mattoncino alla diffusione della cultura.

Ed è per questo che Muxtape funziona.

Oggi che le case discografiche sono in crisi, travolte dal rapido cambio di scenario ma, prima ancora, dalla propria affezione verso un contesto economico drogato che non riesce più a sostenersi, il valore virale della diffusione gratuita dei contenuti musicali continua ad essere, in buona misura, misconosciuto. Si confonde la causa con l’effetto credendo che il calo degli incassi legati alla distribuzione musicale convenzionale sia causato dalla rete. Internet invece non fa altro che ampliare enormemente, come le cassette non sono riuscite a fare 30 anni fa, il valore legato alla condivisione del piacere artistico. Internet forse affossa irrimediabilmente certi equilibri economici ma afferma con chiarezza quanto la musica sia grande ed amata.

Gli artisti stessi continuano oggi a frequentare quella curiosa selettività secondo la quale solo coloro i quali pagano il pedaggio alla loro opera siano degni di essere ammessi alla loro corte di ammiratori e questo, se da un lato non fa onore alla loro natura di creatori di valore, dall’altro spiega bene come tanti anni di schizofrenia abbiano corroso l’essenza stessa della produzione artistica. Che è quella di assolvere ad un gesto culturale imprescindibile, che nasce e si sviluppa molto prima (o così almeno dovrebbe) della sua contingenza economica.

Fra le molte forme di ripensamento che Internet ha prima suggerito e poi, in alcuni casi, imposto negli ultimi anni, quella sull’essenza della musica è solo la più rumorosa. Il passaggio lento ma inarrestabile al digitale (iTunes Music Store è dalla settimana scorsa la prima rivendita di musica in USA) costringe non solo a rivedere vecchie centralità come quelle delle Case Discografiche, ma anche a immaginare nuovi (o vecchi) modelli di utilizzo in grado di giovarsi, oltre che del talento di compositori ed esecutori, anche della capacità della musica stessa di essere veicolo di condivisione.

Chi di voi fosse alla ricerca di denaro, nel pazzo mondo della seconda arte, sarà bene che rivolga lo sguardo da quella parte.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Tommaso Tiberi scrive:
    Commento
    E, sopra a tutto, ho spiegato che ciò che mi ha difeso negli esordi di Internet, quello che mi ha fatto da scudo di fronte a contenuti rivoltanti o sconvolgenti, la mia barriera contro l'utilizzo di droghe o la deviazione non è stato un filtro internet o una rete blindata, ma l'educazione e la formazione che ho ricevuto dai miei genitori e dai miei educatori o insegnanti. Ed un pizzico di intelligenza e di senso critico.Non potrei essere più d'accordo, è esattamente assicurando queste cose a tutti che si eliminerebbero tutti quei contenuti di cui si ha tanta paura
  • Luigi Irace scrive:
    In (molto) breve
    Sei - un - genio. Apprezzo talmente tanto quanto hai scritto che mi riservo il diritto di pubblicarne un estratto sul mio Live Space. Luigi.
  • emmeesse scrive:
    Scusa, ma...
    Richard Stallman non ha ancora postato su PI per complimentarsi?Mi sa che devo ancora capire quanto c'e' da stare accorto a te...Mannaggia.Cla
    • Matteo G.P. Flora scrive:
      Re: Scusa, ma...
      - Scritto da: emmeesse
      Richard Stallman non ha ancora postato su PI per
      complimentarsi?No, ma quando oltre al commento c'è una mail direi che sono abbastanza tranquillo...m.
  • raffaele mercuro scrive:
    in/sicurezza internet
    Dice un vecchio proverbio tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.Andare a cercare implica volonta/impegno averli in video senza fatica e magari senza neanche averli cercati(perche ti arrivano con la pubblicità)e tutta altra cosa,detto questo il ruolo/presenza dei genitori nella vita dei ragazzi è un dovere isostituibile.Lo scambio di informazioni tra i ragazzi a un vantaggio il livello di dialogo confronto esperienze è simile: Via internet ?
  • Gaglia scrive:
    Encomiabile
    Non posso esprimere in poche parole quanto abbia apprezzato questo articolo. Complimenti.
  • ciliani scrive:
    internet=biblioteca nazionale
    Alla biblioteca nazionale di Roma ci sono parecchi libri discutibili, c'e' violenza (ad esempio il mein kampf), pedopornografia (leggetevi i manuali per la confessione in uso nel seicento!! meglio delle collezioni di "Le Ore", che comunque ci sono), addirittura ci sono testi medici che spiegano come nascono i bambini.Propongo di eliminare tutto cio', magari bruciandoli, per paura che qualche infante ci possa mettere gli occhi sopra.Come dite? Alla biblioteca nazionale non possono entrare minorenni non accompagnati?Gia', e i genitori che non hanno tempo di accompagnare i figli minorenni, o non hanno la cultura per farlo?Allora aboliamo il divieto di accesso ai minorenni, e distruggiamo tutti i libri discutibili (e lo decide il Moige quali siano discutibili e quali no: mica ognuno lo puo' decidere da se'!).Avete capito che c'entra internet con questo discorso?
  • bilop scrive:
    Legislatore e Cittadino
    Tu dici: "Nell'ottica dei Lions, ma a questo punto direi nell'ottica di moltissimi, compreso forse il legislatore, non si tratta di bloccare o di fermare, quanto di prevenire e rendere sicuro."Questo e' vero per il cittadino, ma per il legislatore no, caro Matteo Flora! Il legislatore SFRUTTA questo meccanismo psicologico per introdurre uno STATO DI POLIZIA, coatto, invisibile, condiviso. La prova del nove la hai quando viene proposta l'alternativa a questa politica. NON viene presa nemmeno in CONSIDERAZIONE. Siamo 4 smanettoni che parlano al vento e nessuno, nella stanza dei bottoni, che, non dico che ci dia ragione, ma che almeno si sforzi di capire cosa stiamo dicendo.Non siamo 4 e non parliamo al vento, ma quando riusciremo a fare massa critica, a creare un bel gruppo di persone che accende il cervello prima dell'antivirus :-) , certa politica la cestineremo senza rammarico.
  • paoloholzl scrive:
    Assoluta consonanza di idee
    E' ora di smetterla di coprire le proprie manchevolezze di educatori dando la colpa alla tecnologia.Le cose che passano in rete, nel bene e nel male, rappresentano quelle che passano nel mondo reale, con la differenza che è possibile analizzarle, valutarle, spiegarle a terzi, dibatterle (prendere atto, ed in certi casi tenere sotto controllo fenomeni emergenti).
  • Lex scrive:
    Bella
    Bella LK, buon intervento.
  • italo losero scrive:
    Bravissimo! Ma...
    Ottimo intervento, lucido, chiaro, molto vicino alle mie posizioni.Sono genitore con due figli adolescenti, nati con internet in casa a disposizione, oggi con quattro piccì (io, moglie & figli - stessa stanza, colloqui fitti, visibilità reciproca) e spero di averli 'accompagnati' alla rete come li ho accompagnati alla vita.Ma che possiamo dire di quei genitori che non hanno i mezzi culturali per farlo? Come possono, di fronte a quanto si dice della rete, lasciare a cuor leggero i figli davanti ad un monitor, chiusi nella oro stanza?Per loro una rete 'sicura' rappresenta un punto di forza con il quale agire, spesso scaricando su di essa tutti i loro doveri di genitori, assolvendoli da ogni obbligo, da ogni cura d'amore (per quanto riguarda la rete) verso i pargoli.Su questo, che soluzioni ci sono?
    • pippo scrive:
      Re: Bravissimo! Ma...

      Ma che possiamo dire di quei genitori che non
      hanno i mezzi culturali per farlo? Come possono,
      di fronte a quanto si dice della rete, lasciare a
      cuor leggero i figli davanti ad un monitor,
      chiusi nella oro
      stanza?
      Per loro una rete 'sicura' rappresenta un punto
      di forza con il quale agire, spesso scaricando su
      di essa tutti i loro doveri di genitori,
      assolvendoli da ogni obbligo, da ogni cura
      d'amore (per quanto riguarda la rete) verso i
      pargoli.

      Su questo, che soluzioni ci sono?La pleistecion? :DSe metti al mondo dei figli e non sei in grado di curarli, cosa possiamo farci?
      • italo losero scrive:
        Re: Bravissimo! Ma...
        non conoscere la rete = non essere in grado di curare i figli?
        • pippo scrive:
          Re: Bravissimo! Ma...

          non conoscere la rete = non essere in grado di
          curare i
          figli?Non essere in grado di curarli == abbandonarli in strada.Cosa cambia? Che differenza fa internet?
    • ciliani scrive:
      Re: Bravissimo! Ma...

      Ma che possiamo dire di quei genitori che non
      hanno i mezzi culturali per farlo? Come possono,
      di fronte a quanto si dice della rete, lasciare a
      cuor leggero i figli davanti ad un monitor,
      chiusi nella oro
      stanza?Semplicissimo, non si lascia i figli davanti a un monitor, e non chiusi nella loro stanza.O sono genitori che danno abbastanza paghette ai figli per cui questi ultimi possano comprarsi da solo il computer di nascosto e l'abbonamento adsl, oppure basta non dare internet ai ragazzini.Internet e' una cosa da adulti, noi siamo cresciuti senza e stiamo benissimo lo stesso. Se il bimbo deve fare una ricerca su internet, lo fara' con un genitore seduto a fianco, altrimenti si legga un buon libro che e' molto meglio.
      • lagra scrive:
        Re: Bravissimo! Ma...

        Internet e' una cosa da adulti, noi siamo
        cresciuti senza e stiamo benissimo lo stesso. Se
        il bimbo deve fare una ricerca su internet, lo
        fara' con un genitore seduto a fianco, altrimenti
        si legga un buon libro che e' molto
        meglio.Come madre di due adolescenti, ti garantisco che è praticamente impossibile tenere lontano un figlio da internet (o dal cellulare, o dalla TV, o dalla playstation). Diventerebbe l'equivalente di un disadattato, tagliato fuori dai discorsi degli amici e dei compagni di scuola. Oltre al fatto che oggi, comunque, è importante saper usare internet, e che il "mezzo", di per sé, non è il "male", ma anzi può aiutare nello studio, nel gioco, nella preparazione al lavoro un domani. Sta a noi adulti educarli, spiegare, indirizzare. Non solo per internet, ma per la vita.Vorrei aggiungere un'ultima cosa: nella mia vita ho incontrato dei pedofili e dei maniaci. Li ho incontrati davanti alla mia scuola, quando andavo alle medie, e sull'autobus, quando andavo al liceo. L'ultimo l'ho "beccato" sul cellulare di mio figlio, che, appena ha ricevuto un sms molto sospetto, me l'ha mostrato, spaventatissimo. Per dire, che internet non è l'unico luogo dove i pedofili vanno ad adescare.
        • pippo scrive:
          Re: Bravissimo! Ma...

          Vorrei aggiungere un'ultima cosa: nella mia vita
          ho incontrato dei pedofili e dei maniaci. Li ho
          incontrati davanti alla mia scuola, quando andavo
          alle medie, e sull'autobus, quando andavo al
          liceo.Già, ma non si sono mai state campagne per chiudere le scuole o vietare gli autobus :D
      • filoberto scrive:
        Re: Bravissimo! Ma...
        - Scritto da: ciliani
        Internet e' una cosa da adulti, noi siamo
        cresciuti senza e stiamo benissimo lo stesso. Se
        il bimbo deve fare una ricerca su internet, lo
        fara' con un genitore seduto a fianco, altrimenti
        si legga un buon libro che e' molto
        meglio.Internet una cosa da adulti?non capisco questa affermazione. o forse, non la voglio capire, mi sembra vada contro quel che dice l'autore dell'articoloil MONDO e' una cosa da adultise non vogliamo metterli a contatto con il mondo isoliamoli in stanze sigillate, in cui non avranno contatti se non con i genitori (nemmeno con coetanei, quelli sono altrettanto pericolosi)capisco quel che intendi, ma detto cosi' mi sembra eccessivo: internet e' per adulti quanto la televisione, quanto un libro che possono trovare in casa (senza per questo avere libri paricolarmente scandalosi)l'importante e' non farsi prendere dal panico per un mezzo che in genere di per se' puo' spaventare gia' gli adulti, e non dimenticarsi del proprio ruolo di genitore..non puoi mica farli prendere contatto con la realta' (tutta insieme) a 18 anni, no? ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 aprile 2008 17.37-----------------------------------------------------------
    • Cavallo GolOso UNLOGGED scrive:
      Re: Bravissimo! Ma...
      - Scritto da: italo losero
      Ma che possiamo dire di quei genitori che non
      hanno i mezzi culturali per farlo? vorrei capire cosa intendi con "non hanno i mezzi culturali per farlo".Nel senso che non so se intendi dire che queste persone semplicemente non ci arrivano, non ce la possono fare, non sono essi stessi preparati e quindi tanto meno potranno preparare dei nuovi piccoli esseri umani. Sono inadeguati all'insegnamento perché essi stessi non hanno imparato, se non che a non violare delle regole limite di convivenza.Questo?Come possono,
      di fronte a quanto si dice della rete, lasciare a
      cuor leggero i figli davanti ad un monitor,
      chiusi nella oro
      stanza?Possono non farlo, se temono tanto.Ma se si tratta di non lasciare i figli di fronte a qualcosa nei confronti della quale non li hai preparati tout-court, direi che i mezzi non sono culturali, ma mezzi e basta. E per quanto duro o "stronzo" possa suonare, dico che se non si hanno i mezzi per fare i figli e poi stare con loro, non si dovrebbero mettere al mondo.Ed aggiungo un po' provocatoriamente: in relazione ad internet (come a qualsiasi altra cosa che richieda "training")- Perché se si ha intenzione di farli crescere da soli, senza guida, allora che differenza fa? Bruttissimo, ma se uno è un genitore così, che sforna e poi li lascia li da soli, non dovrebbe aver problemi a lasciare che sia "la strada" a istruirli. Terrificante, ma coerente.- se si ha intenzione di istruirli ed affiancarli, allora il tutto è stato fatto al meglio e la scelta è solo loro Cavallo GolOso (scusa se non faccio il login, ma opera oggi non me lo fa fare e non cerco sbattimento)
    • leonardoanceschi scrive:
      Re: Bravissimo! Ma...

      Ma che possiamo dire di quei genitori che non
      hanno i mezzi culturali per farlo? ...

      Su questo, che soluzioni ci sono?La scuola?Leohttp://leonardoanceschi.wordpress.com
  • fiorello cortiana scrive:
    mondo adulto, rete e vita
    Condivido le riflessioni svolte e l'esperienza di relazione franca ed efficacie tenuta a Trani (bellissima la cattedrale sul mare). Se i nostri figli hanno evidenti problemi relazionali e di orientamento sarebbe bene porci dei propblemi come mondo adulto a partire dall'assunzione di responsabilità educative. Scopriremmo che parte del problema, una grossa parte, siamo noi, con il nostro giovanilismo da lifting, con la nostra pigra ignoranza relativamente alla convergenza digitale in un mondo diventato piccolo e prossimo, senza ideologie preconfezionate. Non serve ripallarsi le responsabilità tra genitori, insegnanti, allenatori e preti dell'oratorio o, peggio, scaricare tutto su google e you tube come ha fatto il Ministro Fioroni.Ci serve un approccio adeguato ai tempi, verso i quli occorre com/passione e non solo osservazione da guardoni.
    • Matteo G.P. Flora scrive:
      Re: mondo adulto, rete e vita
      Grazie Fiorello. Il parere di una persona come te, che so da SEMPRE impegnato dal "fronte giusto" sono un importante sprono a continuare.Un abbraccio.M.
  • Nilok scrive:
    Ero...o sono...un BoyScout?
    Ave.Sono FELICE che l'"illuminazione" ti abbia folgorato!E' stato così anche per me: concordo pienamente con la tua realizzazione.Se posso, vorrei "ampliare" le tue bellissime frasi finali:Non si protegge un essere umano dalla vita, gli si insegna ad comprenderla e affrontarla.Non si protegge un essere umano da Internet: gli si insegna a comprenderla ed affrontarla.Estote parati.(P.S.: W i BoyScouts!...lo sono stato e spero di esserlo ancora...)
  • Samu scrive:
    Ottimo
    Sono completamente d'accordo con te e non saprei neanche volendo spiegarlo meglio di te...E penso che questo discorso si potrebbe estendere anche in altri ambiti...Complimenti per il tuo discorso e per avercelo postato.
    • oko scrive:
      Re: Ottimo
      - Scritto da: Samu
      Sono completamente d'accordo con te e non saprei
      neanche volendo spiegarlo meglio di
      te...

      E penso che questo discorso si potrebbe estendere
      anche in altri
      ambiti...

      Complimenti per il tuo discorso e per avercelo
      postato.STRAquoto...Bravo Matteo!"Non si protegge un bambino dalla vita, gli si insegna a comprenderla e affrontarla.Non si protegge un bambino da Internet: gli si insegna a comprenderla ed affrontarla."Ottimo!aka oko
  • pikkolo scrive:
    Gratz
    Concordo in pieno :)
  • Bic Indolor scrive:
    Complimenti!
    Complimenti Matteo, il tuo intervento è interessante... ma gli altri relatori cosa dicevano?
  • Sgabbio scrive:
    ottima spiegazione
    Semplice è chiara, ma dubito che quel cumolo di persone con una mentalità chiusa, capirà bene...Infondo c'è chi chiedeva pure una licenza per andare su internet....
  • Marco Calamari scrive:
    Benvenuto Matteo ...
    ... nel club dei divulgatori di verita' sgradite. I lavoratori di Sisifo ti salutano.
    • oko scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      - Scritto da: Marco Calamari
      ... nel club dei divulgatori di verita' sgradite.
      I lavoratori di Sisifo ti
      salutano.No, te prego, Sisifo no!Non è lavoro/scrittura/parole perso/a/e!!!Questo articolo, come d'altra parte i tuoi, caro Marco, serve ad aprire la mente, ad ottenere quella consapevolezza sulle cose della vita che ci manca tanto...Vogliamo essere pronti, ma aiutateci, meglio, aiutiamoci ad esserlo davvero!aka oko
    • shevathas scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      - Scritto da: Marco Calamari
      ... nel club dei divulgatori di verita' sgradite.
      I lavoratori di Sisifo ti
      salutano.non sono d'accordo che siate lavoratori di Sisifo.Magari non si vede immediatamente il frutto del Vostro lavoro, ma, per quanto possa servire la mia opinione, credo che qualcosa rimanga.E qualcosa è sempre di più di niente.PScomunque complimenti ad entrambi per gli articoli.
    • emmeesse scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      Ottimo.
    • Cavallo GolOso UNLOGGED scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      - Scritto da: Marco Calamari
      ... nel club dei divulgatori di verita' sgradite.
      I lavoratori di Sisifo ti
      salutano.Sono stupito di questo intervento, che da solo aumenta il "gradimento" moltilplicandolo per 100. Non il MIO gradimento, ma il gradimento in generale.Non credo di aver mai visto prima d'ora un intervento in forum di Calamari.Ringrazio e rinnovo i complimenti ad entrambi. CG unlogged (causa Opera che ... non so che c'ha!)
    • Matteo G.P. Flora scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      Grazie.I complimenti di una persona che stimo così tanto sono quasi commoventi. mai avrei pensato, dopo anni che ti leggo su PI, di ricevere complimenti per il MIO articolo su PI proprio da te.Mi hai reso felice e orgoglioso. Sappi che gran parte di quello che dico è merito tuo.Un unica cosa ti contesto: non siamo con Sisifo e lo vedrai molto presto :) La rete riserva (ed io stesso riservo) una serie di sorprese...Estote parati ;)M.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 aprile 2008 21.30-----------------------------------------------------------
    • emmeesse scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      Cacchio, anche Calamari oggi ha dei problemi di Log...Forse usa Opera anche lui?
    • ciao scrive:
      Re: Benvenuto Matteo ...
      - Scritto da: Marco Calamari
      ... nel club dei divulgatori di verita' sgradite.
      I lavoratori di Sisifo ti
      salutano.cosa significa lavoratori di sisifo?
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