Contrappunti/ iPhone, lo shopping globale

di Massimo Mantellini - Il punto non è vedere sindaci in fila per comprarlo, il punto è quanto pesa la ricerca della stupefazione che può dare una nuova sostanza venduta da Apple

Roma – Tutto è più complicato di come sembra se il Sindaco di Filadelfia se ne è stato un giorno intero in coda (sbrigando gli affari correnti – ci dicono le cronache – attraverso un Blackberry) per acquistare un iPhone. Tutto è più complicato di come sembra se l’evento mediatico della distribuzione nei negozi del primo telefonino di Apple si è trasformato in un enorme baraccone comunicativo nel quale, come sempre accade quando c’è una sproporzione evidente fra l’attesa generata e l’evento stesso, i fenomeni mediatici si sono separati da quelli oggettivi. Qualcuno si è chiesto dove stia il senso nel sorbirsi un paio di giorni di fila davanti ad un negozio per ottenere un articolo che, alla stessa ora dello stesso giorno, sarà acquistabile online e che un corriere consegnerà comodamente a casa nostro nel giro di qualche giorno. La risposta è – ovviamente – la fila stessa.

Non meraviglia che il discorso esuli in buona parte dalle caratteristiche tecniche dell’articolo posto in vendita. Così come l’attesa diventa un prezzo supplementare che si è disposti a pagare per acquistare un bene che si è visto solo in fotografia (a New York, in fila davanti all’Apple Store sulla V strada c’erano anche turisti stranieri pronti a ritornarsene in paesi nei quali probabilmente iPhone non potrà funzionare), anche la scheda tecnica (ed il prezzo, e le limitazioni legate all’operatore telefonico) dell’iPhone stesso diventa secondaria per le moltissime persone che lo vogliono “comunque”: che caricano il costoso telefonino glamour di Steve Jobs di significati individuali che esulano da simili irrilevanti questioni. Faccende che investono invece la sfera emozionale e quella, privatissima, della soddisfazione personale. L’oggetto inanimato nelle mani del turista peruviano che lo ha appena acquistato dopo molte ore di attesa continuerà ad avere un senso anche quando costui se ne tornerà ai piedi delle Ande e lo potrà utilizzare al massimo come elegante fermacarte? Probabilmente sì.

La foto pubblicata dal New York Times di uno dei primi acquirenti che, dopo ore di fila solleva al cielo esultando l’amato feticcio, non è tanto significativa in relazione all’oggetto stesso quanto invece per un particolare secondario: la telecamera portatile che il fortunato acquirente impugna nell’altra mano. Racconta se stesso l’uomo in fila davanti all’Apple Store, riprende un evento della sua vita: il nuovo telefonino da acquistare è solo un pretesto.

Abbiamo letto, e nei prossimi giorni ancora leggeremo, di come Apple sia ormai una vera macchina da guerra dell’hype tecnologico. Di come gli eventi comunicativi di Steve Jobs, centellinati nel corso dell’anno in occasione della presentazione dei nuovi prodotti, siano ormai a buon titolo considerati come vere e proprie omelie contemporanee. Un uomo solo sul palco, con una mise dimessa ed un paio di scarpe da ginnastica, di fronte ad una folla adorante che assiste alla predica e che continuerà a seguirla nelle sue numerose repliche digitali sulle pagine dei media di tutto il pianeta. Perché da ogni angolo della rete Internet, le immagini dei keynote di Jobs vengono sezionate, commentate ed analizzate quasi fossero i primi indizi della discesa degli extraterrestri in un qualsiasi angolo del nostro mondo. Anche se tutti sappiamo che così non è.

È infatti evidente come i prodotti di Apple siano prodotti terrestri come tutti gli altri: vale per loro ciò che dovrebbe valere per ogni oggetto tecnologico affidato alle leggi della domanda e dell’offerta. La sana diffidenza per le prime versioni spesso afflitte da imbarazzanti mali di gioventù, la valutazione del rapporto fra prezzo e bene che si acquista, l’analisi del rapporto fra desiderio e futuro utilizzo. In particolare quest’ultimo aspetto appare interessante. Molti “fedeli” dei prodotti della Mela affidano ai nuovi gadget presentati da Steve Jobs in persona (anche questo è un fatto di un qualche rilievo) non tanto il soddisfacimento di pulsioni già note, quanto piuttosto la scoperta di nuove. Così come iPod ha delimitato lo spazio di un nuovo modo di concepire la fruizione musicale (poco importa se i lettori mp3 esistessero già da prima, moltissimi utenti hanno scoperto la musica digitale in movimento e vi si sono identificati attraverso il lettore di Apple) è come se una buona parte degli entusiasti apologeti Apple fosse lì in fila, nella giornata di venerdì scorso, a chiedere: “Avanti, stupitemi di nuovo con qualcosa che ancora non conosco”.

Apple soffre oggi di una grande sotterranea fatica nei rapporti con la propria clientela, ormai definitivamente drogata, e perfino con i media stessi. Quella fatica, tossicologicamente nota, di dover ad ogni nuovo incontro aumentare la dose. Le recenti piccole o grandi delusioni che i fan di Cupertino hanno manifestato riguardo a scadenze e caratteristiche dei prossimi prodotti (per esempio l’atteso nuovo sistema operativo Leopard è stato da molti definito come un modesto upgrade rispetto al precedente) sono la descrizione di questa fame di novità che Apple stessa ha contribuito a creare, ma che non è ovviamente possibile accentuare all’infinito. Pena il ribaltamento del rapporto oggi così identificato con i propri clienti.

Nello stesso tempo la grande maggioranza degli uffici marketing delle società (tecnologiche e non) guardano alla capacità di Apple di sollevare un caso per ogni nuovo prodotto presentato come ad un paradigma da seguire ed analizzare. Tutti vorrebbero essere Apple e questo oggi sembra essere francamente impossibile. Talvolta perfino per Apple stessa.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • lowres scrive:
    Sono d'accordo a limitare la diffusione
    Il tema dei videogiochi violenti ha già sollevato molte discussioni.Nel passato davanti a una simile alzata di scudi per GTA3, sul suo blog su Repubblica, Ernesto Assante si chiedeva: "C'è qualcuno che giocando a guardie e ladri ha deciso di diventare ladro? C'è qualcuno che ammazzando indiani con i suoi cowboy da piccolo ha coltivato l'odio razziale? O qualcuno che avendo una pistola giocattolo (la mia generazione le aveva e come, io ho sempre desiderato e mai posseduto una Oklahoma, quelle che sparavano pallini di gomma) è diventato da grande un killer?"Premetto che mi trovo un buona parte d'accordo con quanto scrive Assante. Ma c'è un ma.I giochi da bambini e i videogiochi sono due cose totalmente diverse. Anche i film violenti che tutti qui citano sono un'altra cosa. La grande differenza tra un gioco come "guardie e ladri" e "indiani e cowboys" che giocano al parco dei bambini in età scolare, e un videogioco è la ricerca spinta al realismo e alla simulazione. E' ciò che rende potenzialmente almeno diseducativo quel tipo di giochi.Nel primo caso il gioco è molto astratto, è la messa in scena simbolica dell'eterna lotta tra il bene il male, un "giocare al cinema", o molto più semplicemente una delle tante varianti del "prendimi se ci riesci". E' un puro gioco e si gioca con le regole dei bambini (astratte e evocative), che non sono quelle della realtà (violenta e brutale). Per molti aspetti questi giochi hanno un grande valore fomativo e didattico.Perfino un film splatter (quando non si muore di noia al cinema) è diverso, perché in quel caso si è solo spettatori di una messa in scena.Nei videogiochi al contrario prevale nettamente la componente di simulazione e di ricerca del realismo, che sposta completamente il valore delle cose. Innanzitutto non è più un gioco di gruppo, ma si gioca da soli con il pc / consolle.Il videogioco simula in maniera tendente al realismo come si ruba un'auto, con quali atrezzi e tecniche, come si compra e si vende droga, come si ammazza qualcuno con una motosega o un colpo solo sparandogli alla testa (gli "headshot"). Si vede la sua testa esplodere con il sangue che schizza, il corpo che schizza in milel pezzi, e il rumore e tutto e il resto.Non c'è più la sublimazione tipica dei giochi dei bambini, e nemmeno la messa in scena di un film.In un videogioco quello che vale è la ricerca iperrealista dell'immersione dell'azione e dell'esperienza ad alta risoluzione, in cui nulla è simbolico o evocato ma è rappresentato direttamente e reso "vero". Anzi più reale del reale.Come dimostra la corsa tecnologica che sta il mondo dei videogame (vedi DOOM3, Half Life 2, Far Cry, GoW e altri), l'obiettivo finale è proprio quella di renderli il più verosimili e realistici possibile. Rendere la simulazione convincente e avvolgente per il giocatore. La violenza non è più rappresentata o messa in scena su uno schermo. Non si è più spettatori, ma si diventa parte dell'azione e dell'esperienza che ne deriva. Mi sembra un punto di attenzione importante.Fin dai tempi antichi la nostra società ha sempre messo in scena la violenza, il dramma, la tragedia. E probabilmente questo non ha trasformato nessuno in un serial killer o uno spostato pericoloso. Ma nella corsa verso l'iperrealismo e la simulazione di molti videogiochi si esce dalla dimensione della rappresentazione per creare nuove dimensioni in cui la "realtà virtuale" si avvicina a una forma di vissuto concreto dal quale in un modo o nell'altro si apprende sempre qualcosa.Non è un caso che GTA o ManHunt siano vietati ai minori di 18 anni, almeno teoricamente, e che molti altri noti videogames siano vietati ai minori di 14. Si tratta di cose che richiedono una maturità e un'attenzione diversa da quella di un gruppo di bimbi che gioca a guardie e ladri.E' vero che nessuno è (in apparenza) così stupido da farsi plagiare da quello che sperimenta in un videogame. Rimane il fatto che per giocare a seviziare e massacrare un essere un umano mi sembra giusto che sia richiesta almeno la maggiore età.
    • sonic scrive:
      Re: Sono d'accordo a limitare la diffusione
      i videogiochi per adulti sono sempre stati riservati ai maggiori di 18 anni, quindi i problemi non ci sono mai stati, non ci sono e non ci saranno mai.Altrimenti il discorso deve per forza allargarsi a qualsiasi altra cosa vietata ai minori dai film porno a film tipo Arancia Meccanica.Per un adulto un videogioco è solo un passatempo innocente e basta.Il fatto è ovviamente che un minore generalmente si scarica illegalmente i videogiochi da internet, insime ai porno più estremi....
      • lowres scrive:
        Re: Sono d'accordo a limitare la diffusione
        Comunque, adulti non adulti, censura a parte, trovo che un gioco come manhunt sia un po' da spostati.Arancia Meccanica è un film, di cui si è spettatori passivi. Chi ha scritto la sceneggiatura ha voluto prima di tutto sfidare lo spettatore mettendolo davanti a uno spettacolo di violenza gratuita e provocando la sua reazione contraria. Ma poi alla fine lo mette dalla parte del carnefice che fa il lavaggio di cervello, costringendolo a spostarsi ancora.Manhunt è un gioco, più o meno realistico in cui il giocatore in prima persona ha un ruolo attivo, prendendo decisioni e comportandosi di consegunza, simulando atti virtuali di violenza efferata contro esseri umani, virtuali anch'essi.
    • Davide Pagliara scrive:
      Re: Sono d'accordo a limitare la diffusione
      Lei parla di far giocare un bambino a certi tipi di giochi? Fateli un corso per criminali omologati piuttosto, si fa prima! Forse però non le è venuto in mente che i bambini e ragazzi adolescenti sono curiosi (lo sono pure io dal momento che faccio parte della categoria) e cercano sempre di scoprire cosa succede quando... se faccio quello se faccio questo... un genitore che si definisce civile e che permette al propio figlio di giocare
      quindi
      divertirsi
      quindi
      fare un'esperienza e trarne le relative conclusioni da persone "pure", di sicuro deve aver trascurato i suoi principi e le sue responsabilità ( o tutte e due indistintamente, dal momento che ormai apparire è pur sempre più importante dell'essere realmente) , non crede? Ma questo ha a che fare con lo sviluppo culturale e sociale delle persone e sinceramente non mi va di parlarne. Infondo giocare ad un videogame, per quanto esso possa essere realistico, è pur sempre un modo per fuggire dalla realtà
  • sonic scrive:
    il problema è la mancanza di educazione
    Il problema è uno solo, e senza che si cerchino stupidi capi espiatoi in videogiochi e cartoni: IN ITALIA I GENITORI SONO INCAPACI DI DARE UN EDUCAZIONE AI LORO FIGLI.Quindi non ci si meravigli se non sanno comportarsi in società, si prendano a mazzate tra loro per stupidi motivi, fanno i bulli con i più deboli, non mostrano rispetto per nulla, sono aggressivi, violenti e strafottenti.Tanti anni fa i genitori educavono i figli a suon di mazzate, ed i figli guarda caso venivano su BENISSIMO. Oggi lo sapete bene come vanno le cose, si vizia i figli e basta.Mio cugino è venuto su prendendo legnate dai genitori ogni volta che si comportava male: è una persona modello ed è anche un vincente.Insomma, la colpa è dei genitori e non di qualsiasi altra cosa.
  • Brontoleus scrive:
    Ernesto Caffo di Telefono Azzurro...
    ... quello che alla presentazione del libro di Andraghetti fatta alla Feltrinelli di Bologna nel 1996, pur invitato a presenziarla, si rifiutò di essere presente.QUELL'Ernesto Caffo?------------2+2 fa 5. E' così perché è così. Godai Yusaku l'ha detto! Tutti a prostrarsi ai suoi piedi! E se provate a dimostrare scientificamente che si sbaglia FARNETICATE!(questa firma resterà finché ci sarà sul forum anche una sola persona che sosterrà una tesi senza dimostrarla con metodi scientifici)
  • minonno scrive:
    etica vincente
    io ricordo con nostalgia la serie televisiva Star Trek, la prima. In questo telefilm l'etica era il motore, la causa e l'effetto, la motivazione per tutte le puntate. Questo telefilm è rimasto nella storia e nei cuori. Gli effetti speciali, oggi primitivi, non risultavano mai ridicoli.I videogiochi basati sulla serie televisiva non li ho mai giocati, non mi sembravano un gran che.Possibile che non si riesca a prendere spunto da esempi come questi e dare un indirizzo etico ad un videogioco? puoi farlo horror o d'azione o d'amore o quello che vuoi, l'etica non impedisce niente.Secondo me non è mancanza di valori ma di cervello.
    • Gabibbo scrive:
      Re: etica vincente
      - Scritto da: minonno
      I videogiochi basati sulla serie televisiva non
      li ho mai giocati, non mi sembravano un gran
      che.Perchè non hai mai provato a giocare a Eve Online. Star Trek gli fa una pippa!Ciao :)
      • Dadou Embas scrive:
        Re: etica vincente
        esatto Eve Online,cmq anche a me è piaciuto molto star trek ma guarda che WoW o Neverwinter Nights trasmettono la stessa etica (sempre che tu scegla di fare la campagna del buono) e ne sono pervasi.
  • porcacchia scrive:
    il gioco o la societa' che peggiora?
    io direi la seconda.Una societa' SANA non ha paura di videogiochi, quando comincia a censurare significa che qualcosa non funziona nella societa' Ora A parte sinceramente il gioco un po' di cattivo gusto di manhunt2 ma nessuno ha mai pensato (ironicamente) di censurare ad esempio the godfather (dove il giocatore va a chiedere il pizzo ai negozi) e quello in italia in base purtroppo a quello che succede in molti paesi del sud italia non e' peggiore?Il problema come ha gia' detto qualcuno non e' il videogioco ma la societa' in se'.Se ha bisogno di questo tipo di videogiochi, c'e' qualche ingranaggio che nella nostra societa' si e' inceppato, e prima o poi questo ingranaggio ne blocchera' altri fino a che la macchina stessa della nostra societa' non girera' piu'Voi pensate purtroppo quante separazioni o divorzi avvengono ogni giorno in italia per motivi stupidi o futili. E i figli che dovrebbero vedere i genitori come fulcro di crescita cosa dovrebbero pensare? Cosa dovrebbe pensare questa generazione, in cui quasi ogni giorno c'e' il telegiornale che racconta che qualche padre di famiglia disperato ha ucciso la famiglia e si e' sparato in testa? Il problema non e' manhunt2 il problema qui e che oramai non ci sono piu' bussole ad indicare la via alle nuove generazioni. L'attuale generazione di genitori, e' diventata profondamente egoista, e interessata alla carriera e ai soldi, lasciando i figli allo sbaraglio.Mi sono separato/a per motivi imbecilli? Voglio uscire con le amiche/amici perche' anche io ho la mia liberta', devo seguire la mia carriera? compro una bella console a mio figlio e risolvo il problema.Un bello schifo non c'e' che dire, e poi si incolpa la casa di videogiochi per le evidenti "NOSTRE LACUNE" come genitori, zii e parenti di questa generazione senza nocchiero.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 luglio 2007 13.50-----------------------------------------------------------
    • Naruto scrive:
      Re: il gioco o la societa' che peggiora?
      Vero hai ragione, però quello che ripeto e che noi con il nostro cervello, noi i nostri genitori tutti, dovremmo pensare a quello che facciamo, a qualsiasi cosa,come ad esempio guardare la tv mentre si mangia, ma dai..l'unica occasione che avete per parlare tutti insieme la gettate guardando la tv, allora spengete la tv e parlate, non dico di farlo sempre perchè sarebbe troppo esagerato per voi, però provate almeno una volta a cena o a pranzo di spengere la tv e parlare tutti insieme vedrete che sarà tutto differente e forse anche la società potrebbe migliorare, o almeno lo stile di vita.
  • Gabibbo scrive:
    decapitazioni Iraq
    e tutti i vari filmati sulle decapitazioni REALI fatte in Iraq e Afganistan, complete di audio? Le abbiamo viste più o meno tutti quanti, nessuno ha fatto nulla per evitare che fossero messe in internet e qualcuno ci ha fatto pure dei soldi (un sito che le proponeva era ogrish.com) e sono tutt'ora accessibili dalla prima all'ultima. Accanirsi contro un videogame è quantomeno da bigotti e ipocriti.
    • gest scrive:
      Re: decapitazioni Iraq
      - Scritto da: Gabibbo
      e tutti i vari filmati sulle decapitazioni REALI
      fatte in Iraq e Afganistan, complete di audio? Le
      abbiamo viste più o meno tutti quanti, nessuno ha
      fatto nulla per evitare che fossero messe in
      internet e qualcuno ci ha fatto pure dei soldi
      (un sito che le proponeva era ogrish.com) e sono
      tutt'ora accessibili dalla prima all'ultima.
      Accanirsi contro un videogame è quantomeno da
      bigotti e
      ipocriti.no, quei filmati non sono più accessibili, oltretutto ogrish è stato acquistato da un sito di giornalismo "alla classica"detto questo penso che il tuo paragone sia particolarmente forzato
  • Naruto scrive:
    Solo alcune cose
    Lo sapete voi lo so io, queste cose di cui voi parlate sono tutte inutili, tanto anche se mettono dei vieti per questo gioco o anche per altri giochi violenti e' inutile, tanto prima o poi vengono venduti in qualsiasi maniera, è quello che vogliono quelle ditte che creano questi maledetti giochi, e anche se i genitori come voi ne parlate potrebbero dire qualcosa hai ragazzi,non servirebbe a molto, tanto i loro compagni di scuola ne parlerebbero o anche i giornali dando cosi la curiosità di vedere cosa sia questo gioco vietato da tutti. Devo dire che le persone che creano questi giochi sono dei veri geni perché sanno che prima o poi qualcuno lo compra vietato o no.
    • didychan scrive:
      Re: Solo alcune cose
      senti, come ho già detto io gioco anche a videogiochi violenti, ma non per questo vado in giro ad uccidere la gente. I miei genitori mi hanno controllata e seguita, quindi ho avuto da subito delle basi per capire la differenza tra realtà e finzione. I genitori devono dare dei principi e delle linee guida, avere mille occhi, ma non ne hanno voglia. Sta lì il problema. Scaricare la colpa sul videogioco o sul download troppo libero è solo una scusa.Se tuo figlio entra in possesso di un videogioco super violento, lo prendi da parte e ci parli. anche se ha 6 anni.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 luglio 2007 12.34-----------------------------------------------------------
      • zerouno scrive:
        Re: Solo alcune cose
        Perfettamente daccordo.
        • Alessandro Dacroce scrive:
          Re: Solo alcune cose
          Pure io.. perfettamente d'accordo..Se i genitori facesserò il loro lavoro.. ora non ci sarebbero polemiche sul bullismo, sulla violenza sessuale e su tante altre cose..ho sempre giocato a qualsiasi gioco ed il bello è che lo facevo con mio papà e se qualche cosa non andava bene, mi diceva no.. no e no.. io mettevo il muso ma questo mi è servito alla stra grande..
    • Naruto scrive:
      Re: Solo alcune cose
      Guardate che non ve la dovete prendere con i vostri genitori ma prima di tutto con voi stessi. Pensate solo minimamente che fanno i vostri genitori ogni giorno per voi:lavorano, vi preparano la cena vi rifanno i letto,vi puliscono le cose sporche e tante altre cose che non so se potreste mai capire.Si è vero che il genitore deve anche stare attento ai propri figli ma no che devono essere trattati come dei robot tuttofare, ma perchè voi non siete capaci di decidere con la vostra testa o ce bisogno sempre di mamma o papà,guardate che purtroppo i nostri genitori non ci saranno per sempre salvo le persone che purtroppo non le hanno mai avute. Allora pensate a loro e come riescono ad andare avanti io non so come ci riescono perchè fortunatamente ho ancora i miei genitori ma una persona a me cara ne ha persa una da molto tempo,e riesce ad andare avanti anche senza, perchè riesce a decide con la propria testa. Io vorrei solo che capiste quanto i nostri genitori fanno per noi e quanto noi facciamo per loro,si è vero tante volte vorresti che sparissero perchè ti tormentano con le loro prediche,però ricordate che le loro prediche sono solo dei consigli, poi siamo noi che dobbiamo decidere cosa fare o no.
  • Mythos scrive:
    Bha
    "A me la simulazione di sangue non mi da fastidio.."A me da fastidio constatare la morte della lingua italiana.Visto che ti pagano, per lo meno rileggi due volte ciò che scrivi, anche quando si tratta di banalità.
  • Alessandro Dacroce scrive:
    Ma svegliatevi
    Ho letto tante ma tante cavolate.. tutti propongono il bando tutti propongono il ritiro, quando invece questo lo si può eludere tramite i soliti metodi conosciuti (torrent e mulo)..Il problema grave non è che il gioco sia violento o meno, che sia vendibile o no.. Il problema sempre più spesso che si nota è il rapporto genitori / fagli.. I ragazzini d'oggi hanno già la pappà pronta, vogliono una cosa la hanno, sono viziati ed hanno le spalle coperte..perchè i genitori pur di non vedere il figlio piangere e rinunciare a qualche cosa lo proteggono e gli danno tutto..Quindi, smettetela di puntare il dito contro videogiochi, musica o quant'altro che potrebbe rovinare i ragazzini.. Puntate invece il dito contro i genitori che non fanno crescere i loro ragazzi, puntate contro all'incapacità dei genitori di dire di no, di giudicare il proprio figlio innocente sempre e comunque..Io sono cresciuto guardando horror alla tv, giocando a qualsiasi gioco, ma i miei dopo un ora di computer mi dicevano prendi e vai a farti una partita a pallone oppure prendi e vai a giocare.. Quindi la vera questione, il vero punto non sono i titoli vietati o meno (la liberta di espressione ci deve essere ovunque..altrimenti saremmo sotto dittatura..è questo che volete???) ma la forza di volontà dei genitori, del rapporto fra genitori e figli..Ale
    • didychan scrive:
      Re: Ma svegliatevi
      sono d'accordissimo con te, sono stufa di sentir accusare videogiochi, tv, cellulari, internet... io gioco ai videogiochi horror ma non per questo vado in giro ad uccidere persone credendo siano zombie. sono tutte una marea di cavolate, vengono usati come capro espiatorio pur di non ammettere le proprie colpe di genitori, perchè è + facile farne un male sociale che non farsi un esame di coscienza.50 anni fa era la musica rock.
      • Alessandro Dacroce scrive:
        Re: Ma svegliatevi
        Poi i giochi di ruolo .. ed avanti così..ma il vero male sono questi genitori, che pur di aver un "bell rapporto" con i figli, gli danno tutto ma proprio tutto pur di non andar contro al loro volere e alla quiete in famiglia..e poi vuoi mettere con le amiche la mamma .. "Ahhhh la mia dolce figliola.." , " ohhh il mio ragazzo quanto è in gamba" .. e poi quando non ci sono i genitori questi fanno a botte, bevone e chissà cos'altro..e pur di farsi un esame di coscenza si inizia ad attaccare qualsiasi cosa.. .. dare la colpa ad un oggetto che non può ribattere e urlare e sbraitare, è molto più facile che andar contro i figli.. perchè lo sappiamo tutti l'uomo è un pigro e fifone..
        • sonic scrive:
          Re: Ma svegliatevi
          i minori violenti non giocano ai videogiochi, vivono sulla strada, pensano a qualsiasi cosa che non riguardi i videogiochi, anzi, picchiano quelli che giocano a videogiochi.Al Sud i violenti non hanno mai giocato ai videogiochi, e se girano con il coltello in tasca la colpa è del governo che continua a non voler vedere le vere cause della violenza giovanile.Per non parlare di quella categoria di minori la cui motivazione di vita è picchiare quante più persone possibili per sentirsi invincibili.
          • Alessandro Dacroce scrive:
            Re: Ma svegliatevi
            Si ma se tu vedi un ragazzino che picchia tutti e tutte per sentirsi invincibile, oppure risponde all'insegnante oppure fa il bullo o ancora va in giro con il coltello.. che fai ti giri dall'altra? il problema dell'italia è che manca il patriottismo che c'era sotto mussolini (non razzismo o quello che hanno fatto), non lo condivido, ma quando c'era mussolini c'era patriottismo.. e questo che oggi manca.. E se anche il ragazzo viene fermato la madre ed il padre cosa dicono.. nulla, non gli danno contro, non lo mettono in riga ma lo difendono a spada tratta.. e quindi il bimbo non si sente in colpa e continuerà a fare quello che ha fatto sempre andando in peggiorando..e qui si ritorna al discorso di prima, il sud non gioca con i video giochi.. ma i genitori dova stanno?? i genitori che fanno?? il problema è proprio la mentalità.. un altro problema (fuori da PI e videogiochi) calciatori, vips e tanti altri che guadagnano tantissimo senza fare nulla eppure c'è gente che muore per un pallone (gente che non arriva alla fine del mese ma che alla partita della sua squadra non ci rinuncia), ragazzine che muoiono per essere magre.. questi sono sempre problemi derivanti dalla mentalità di un popolo, noi itlaiani debole.. che ci attachiamo su problemi stupidi quando invece c'è crisi..
    • porcacchia scrive:
      Re: Ma svegliatevi

      Quindi la vera questione, il vero punto non sono
      i titoli vietati o meno (la liberta di
      espressione ci deve essere ovunque..altrimenti
      saremmo sotto dittatura..è questo che volete???)
      ma la forza di volontà dei genitori, del rapporto
      fra genitori e
      figli..

      Alequando esiste il rapporto genitori/figli e molte volte purtroppo e' proprio quello che manca.Che rapporto puo' avere un figlio con un genitore che vede il weekend e che sta con un'altra persona e idem con patate per l'altro. Non c'e' niente da fare questa generazioni di genitori (escludendo qualche caso sporadico) E mio modestissimo parere che le parole responsabilita' e doveri non le abbia sul proprio vocabolario.Invece di arrabbiarsi con i videogiochi, forse dovrebbero arrabbiarsi con loro stessi.
  • didychan scrive:
    libertà ma più controlli
    censurare non va bene.Carina l'idea del livello personalizzato, del resto anche in giochi come silent hill è possibile modificare il colore del sangue per rendere meno violento l'impatto.Un altro elemento da non sottovalutare sono i controlli al momento dell'acquisto. Avete mai visto un negoziante che chieda la carta d'identità prima di vendere un prodotto vietato ai minori di 18 o 14 anni?
    • Alessandro Dacroce scrive:
      Re: libertà ma più controlli
      Guarda che al giorno d'oggi con internet se i bambini non lo comperano al negozio il giochetto lo trovano su internet..E' impensabile che un negoziante chieda la carta d'identità ad un bimbo per un gioco.. sarei il primo a mettermi a ridere.. se un ragazzino è minorenne devono essere i genitori ad impedirlo.. a stare accanto al bimbo mentre gioca e sopprattutto mentre cresce..
      • didychan scrive:
        Re: libertà ma più controlli
        si beh ovvio che dev'esserci l'occhio vigile del genitore che controlla. Anche l'uso di internet.Era un esempio per sottolineare quanto si parli tanto di questi problemi senza mettere in atto neanche dei piccoli accorgimenti come quello. Figuriamoci il resto..- Scritto da: Alessandro Dacroce
        Guarda che al giorno d'oggi con internet se i
        bambini non lo comperano al negozio il giochetto
        lo trovano su
        internet..

        E' impensabile che un negoziante chieda la carta
        d'identità ad un bimbo per un gioco.. sarei il
        primo a mettermi a ridere.. se un ragazzino è
        minorenne devono essere i genitori ad impedirlo..
        a stare accanto al bimbo mentre gioca e
        sopprattutto mentre
        cresce..
    • sonic scrive:
      Re: libertà ma più controlli
      generalmente i minori i giochi se li scaricano da internet, insieme ai porno più spinti
  • Albex scrive:
    Andando avanti cosi...
    Giocheremo sono a giochi tipoThe Sims 2,Sim City,e altri titoli con maialini rosa e lecca lecca...2 balle insomma...Io da bambino giocavo a Monkey Island, guardavo film horror, da piu grande giocavo a doom, a quake, a redneck rampage, a CARMAGEDON (primo game scandalo della storia mi pare) piu in la half life, need for speed ecc...Stando a "Loro" ora dovrei aver:- Utilizzato acido di batteria per distillare una bevanda(Monkey)- Utilizzato un pollo di gomma con una carrucola in mezzo per attraversare un dirupo(Monkey)- Rubato una nave e miscelato varie sostanze per arrivare su un isola deserta (Monkey)- Squartato metà della mia famiglia (film horror)- Squartatp metà del mio vicinato, (film horror)- Sarei andato su marte a sparare a strani mostri (doom, quake, unreal)- Splatterei pedoni girando (con la clio) in centro a milano per le gallerie (Carmageddon)- Me la girerei grasso come un maiale a sparare ad altri maiali col fucile a pompa pieno di zanzare (Redneck)- Mi sarei fatto assumere da una corporation messicana che poi viene infestata da strane creature e presa d'assedio dall'esercito e mi aggirerei per essa ammazzando tutto e tutti. (Half Life)- Avrei elaborato la mia Clio all'inverosimile e me la girerei per milano facendo gare raggiungendo i 300Km/h (Con la clio !) su viale Monza. (NFS)
  • Zenigata scrive:
    Bravi bravi
    Continuate così.Promulghiamo la libertà d'espressione a tutti i costi.La renderemo solo meno preziosa.Continuiamo a sostenere che tanto abbiamo la nostra testa, e che siamo solo noi i giudici di noi stessi.Poi però non lamentiamoci che viviamo in un mondo malaaaato, senza valori e coi nostri figli (per chi ce li ha, e mi sa che sono ben pochi qui dentro...) vorranno fare calciatore o velina (o anche tutti e due!) e pippare felici.Ci vuole molto ad ammettere che forse ci sono confini che è meglio non superare, altrimenti la comunità (che oggi è globale) non sopravvive? Che forse, ciò che è buono per me non lo è per qualcun altro e che deve esistere un buon senso comune in cui io rinuncio ad una cosa perchè qualcun altro non si ritrovi fregato? Da questo punto di vista concordo con l'autore dell'articolo.Non mi scannate, io sono contrario a che questo gioco venga proibito. Favorevole a che venga indicato per un pubblico solo adulto, semmai, sperando che i genitori facciano il loro "mestiere".Perchè quello che ho scritto all'inizio di questo post è la teoria. Ma la verità è che a poco serve scagliarsi contro manhunt2 se poi su italia1 passa ben di peggio.E' vero, il livello di immedesimazione è diverso. Ma per un manhunt2, quanti film troviamo che incitano alla violenza, che ci fanno credere che esistono i superuomini che non devono chiedere mai e che risolvono tutto col calcio rotante e il fucile a canne mozze? Secondo me il bombardamento a tappeto è anche peggiore del singolo videogioco in cui è vero ti immedesimi, ma è pur sempre uno.E' una questione talmente complessa, e dalle sfaccettature così interconnesse fra loro. Io la soluzione non ce l'ho, ma penso che sia meglio evitare affermazioni apodittiche come "decido io quel che è meglio per me" o anche "la censura è sempre sbagliata".A voi, ora.Zenigata
    • Andrea Maselli scrive:
      Re: Bravi bravi
      Lungi da me l'intenzione di "scannare" chi non la pensa come me (anche perchè così facendo negherei proprio ciò che vado a sostenere), ma mi permetto di dissentire in "modo speculare" da ciò che pensa Zenigata.E comincio proprio dalle "affermazioni apodittiche" con le quali Zenigata polemizza in chiusura."La censura è sempre sbagliata" e "decido io quel che è meglio per me" sono la chiave di tutto. Francamente mi riesce quasi difficile ipotizzare che qualcuno possa conferire a qualcun altro - altro da sè - il potere e la responsabilità di decidere al suo posto ciò che può o non può vedere (...legger, ascoltare...).Fatta salva la Legge - che è nei fatti un'autolimitazione che l'appartenente al consesso democratico si impone motu proprio - chi può decidere (e, soprattutto, su che basi lo fa) ciò di cui io posso fruire?Lo stesso estensore dell'articolo pare proporre una serie di "escamotage" per rendere l'opera in discussione adatta a tutti gli stomaci, a tutte le morali, a tutte le età. Ora, se si vuole trovare un meccanismo che permetta di smerciare agevolmente questo specifico gioco, posso anche capire il senso di questi maccheggi.Ma il punto è un altro. E qui torno all'esordio di Zenigata ..."Promulghiamo la libertà d'espressione a tutti i costi.La renderemo solo meno preziosa."Il che, ridisegnando la medesima frase significa "Appelliamoci alla liberta d'espressione solo quando (MA SECONDO CHI?) la circostanza lo merita davvero".Sono solo io che sento qualcosa stridere?La libertà d'espressione (il principio fondante d'ogni libertà civile) deve davvero avere delle "modalità d'uso" diverse a seconda delle circostanze, dell'oggetto del contendere, dei soggetti che la invocano, della stagione di riferimento, dell'idioma in cui l'espressione si sostanzia...???Ma soprattutto, sulla base di che cosa si può pretendere di limitare e circoscrivere la libertà d'espressione? C'è un'ondata censoria-giustizialista che si va affermando in Italia in questo periodo (a botte di Fioroni e Gentiloni per lo più) che prende provvedimenti A PRESCINDERE DALLA LEGGE. Si viaggia a a forza di campagne stampa (pilotatissime), di insurrezioni popolari, di slanci demagogici, di petizioni, senza uno straccio di norma di legge che supporti queste azioni censorie. Voglio dire, sulla base di che cosa un Ministro della Repubblica può decidere che un videogioco, un film o un libro non debbano poter essere giocati, visti o letti da ALCUN CITTADINO ADULTO di questo Paese?Ma il passaggio di Zenigata che più mi disorienta è questo"Che forse, ciò che è buono per me non lo è per qualcun altro e che deve esistere un buon senso comune in cui io rinuncio ad una cosa perchè qualcun altro non si ritrovi fregato"Mi disorienta perchè ribalta il senso del vivere democratico (e perchè è lo stesso pensiero moralizzatore e normalizzatore che guida Gentiloni, da sempre). Diventerebbe cioè vietato tutto quello che "potrebbe fregare qualcuno, da qualche parte", La comunità dovrebbe automaticamente eliminare (meglio "normalizzare") tutto ciò che potrebbe creare disturbo: una sorta di censura preventiva volta a salvaguardare gli animi "borderline" che potrebbero essere precipitati nell'impulso distruttivo da qualche forma di manifestazione . Libri agghiaccianti, fumetti esaltanti, film eccitanti, videogiochi violenti, automobili veloci, cibi piccanti, idee sovversive, opinioni controcorrente...Gentiloni ragiona esattamente in questo modo. Il videogioco deve essere adatto ai bambini: punto. Poco importa che si tratti di un videogioco SOLO per adulti: il parametro è il bambino, perchè il bambino è la creatura più debole e indifesa che potrebbe eventualmente venire in possesso di quel videogioco. Quindi non si procede a mettere in atto meccanismi per sventare quest'ultima eventualità (trovando così qualcosa da fare anche ai genitori), bensì si rimuove alla radice il contenuto controverso.Allora, che cose simili le dica Gentiloni per me può anche starci - la demagogia e l'ipocrisia politica hanno radici lontane - ma che abbozzino anche coloro che di questa folle ipocrisia moralizzatrice sono i destinatari (l'adulto italiano senziente e consenziente) mi pare francamente incredibile.E ancora più incredibile mi sembra che qualcuno possa pensare di ovviare ad un "mondo malato" (eh Zenigata?) con meccanismi di questo basso, bassissimo profilo civico.Mi scuso per la logorrea.
      • Onslaught scrive:
        Re: Bravi bravi
        - Scritto da: Andrea Maselli
        Mi scuso per la logorrea.Non scusarti,hai scritto cose sensatissime.Di mio aggiungerò poco.Anzitutto tendo a diffidare di chiunque dica di prendere decisioni,al posto mio,per il mio bene: sarò diffidente di natura,ma,volgendo l'occhio verso la storia dell'umanità,simili discorsi hanno sempre portato conseguenze ben poco positive(si comincia ad applicare questi ragionamenti con cose di importanza relativa,per tastare il terreno ed abituare il popolo,poi si arriva al controllo totale,in cui tutto quello che è scomodo va proibito perchè dannoso,ma non per il popolo,ovviamente).In secondo luogo trovo che certe decisioni,visto il mondo in cui viviamo,siano ridicole: sarebbe più facile impedire che un bambino non giochi nè sia invogliato a giocare a giochi del genere attuando una regolamentazione delle vendite(i giochi adulti vanno venduti solo agli adulti,cosa c'è di così complesso?),piuttosto che montando un caso che fa solo pubblicità al gioco e che non impedisce a nessuno di scaricarsi il tutto da internet(o facciamo finta di non sapere che si può farlo senza problemi?),bypassando ogni controllo.Ancora: i genitori ricomincino a fare i genitori,non esiste nessuna istituzione che possa sostituire in toto la famiglia,i figli,volenti o nolenti,vanno educati,altrimenti,a meno che non si abbia a che fare con individui particolarmente assennati(esistono,ma sono rari),le conseguenze negative prima o poi si concretizzerano in qualche modo.In terzo luogo trovo inutile prendersela a questi livelli con un gioco,medium che nessuno ha mai provato possa influenzare in maniera così prepotente l'individuo,quando esistono decine di programmi televisivi,mandati in prima serata o comunque in fasce critiche,che trasmettono una mole di disvalori tale da poterli definire armi di distruzione di masse(e qui l'influenza non è teorica,è concreta e provata,basta seguire i discorsi di gran parte della massa per rendersene conto).
      • Zenigata scrive:
        Re: Bravi bravi
        - Scritto da: Andrea Maselli
        Mi scuso per la logorrea.Nessuna scusa devi profondere. Non serve, se scrivi cose che assumono un senso (su cui poi si può non essere d'accordo, ovviamente), le argomenti e le esponi con rispetto per l'interlocutore.Roba che non è propria della maggioranza delle persone.Concordo con la seconda parte del tuo intervento, quello in cui scendi nei dettagli pratici delle libere scelte dell'individuo, quell'autodeterminazione che invochi. Una precisazione: non credo proprio di ragionare come Gentiloni. Un pò perchè quello dei videogiochi è nun settore che seguo da trent'anni ormai, e penso di aver maturato un certo occhio clinico, un pò perchè come anche ho scritto, non sono d'accordo con l'idea di sospenderne la distribuzione. Semmai, lo limiteri ai soli maggiorenni. Interessante è il discorso dell' "inverso della democrazia", non ci avevo mai pensato, è uno spunto interessante e credo sia uno dei tanti paradossi che scaturiscono dai compromessi che il vivere in una comunità che voglia dirsi civile comporta.Eh già, perchè se siamo, mi pare, entrambi d'accordo nel dire che l'applicazione pratica di norme comuni (e pertanto limitanti) sia complessa, proprio in virtù di quella libertà d'espressione che anche a me sta molto a cuore, è anche vero che hai sorvolato su una frase del mio intervento che invece ritengo cruciale:"Ci vuole molto ad ammettere che forse ci sono confini che è meglio non superare, altrimenti la comunità (che oggi è globale) non sopravvive?"Ecco, vorrei che mi rispondessi su questo. Non penso che tu mi voglia contestare che debbano necessariamente esistere dei principi a cui rifarsi. Quelli base ce li abbiamo tutti e tutti ne conveniamo: non uccidere, non rubare, eccetera eccetera.Ma quando la questione si fa sfumata e intrecciata con altre questioni e in gioco entrano pulsioni più sottili, forse non è così facile tagliare con l'accetta e prendere una decisione.Quello che io sostengo, cerca di seguirmi nel ragionamento, non è quello di limitare la libertà d'espressione o istituire qualcuno che prenda le decisioni per me su ciò che posso vedere o posso ascoltare. Dico invece che sia necessario, e parlo antropologicamente proprio, come ognuno sa, costruire una sorta di "recinto", ampio quanto si vuole per carità, entro cui i comportamenti e le scelte siano legittime. Chi decide di uscirne sa di andare incontro alla riprovazione della comunità.Perchè se oggi siamo qui a filosofeggiare su una questione di minore importanza come la sospensione di un videogioco, domani potremmo veder passare aberrazioni vere in nome della libertà d'espressione che tutto può.E guarda che la connessione con un certo capitalismo deviato con cui oggi il mondo occidentale deve fare i conti, è figlia neanche tanto nascosta di un "allargamento indiscriminato" dei confini di quel recinto. Se spostiamo il limite di ciò che è lecito ogni giorno un pò più in là, per preservare libertà (presunte), il risultato è che vivremo, appunto, in un mondo di cui ci lamenteremo.E' chiaro che un simile ragionamento porta necessariamente alla nomina di qualcuno che decida per la comunità quali siano i confini dell'accettabile (a livello etico generale, chiaramente non riguardo un singolo prodotto), e questo -già difficile da mandar giù teoricamente- è di implementazione pratica complessissima.Ma attenzione, implicitamente già lo facciamo accettando di vivere, ad esempio, nella cristianissima europa e non magari nello scintoista giappone. Ma qui il discorso si allarga e si fa successivo, lo interrompo per rimanere attaccato alla base del ragionamento.CiaoZenigata
    • ba bau scrive:
      Re: Bravi bravi
      nel passato, che è sempre meglio la libertà d'espressione piuttosto che silenzio e proibizioni, ci sono state guerre atroci scatenate da pazzi a dimostrarlo!La storia insegna che censura e proibizioni, in nessun caso sono state un bene per l'umanità!
    • Imenottero scrive:
      Re: Bravi bravi
      Ehh oggi zenigata l'ha fatta fuori dal vasino! E' riuscito a darci il peggio del peggio dell'italiano oscurantista in un solo elegante messaggio, con abissi di squallore che non si vedono spesso .("Poi però non lamentiamoci che viviamo in un mondo malaaaato")
      soluzione non ce l'ho, ma penso che sia meglio
      evitare affermazioni apodittiche come "decido io
      quel che è meglio per me" o anche "la censura è
      sempre sbagliata".
      A voi, ora.Cetamente a noi ora, dato che tu vuoi essere pecora, decideremo noi quel che è meglio per te, e non accetteremo lamentele, dato che come ci dici ogni appello alla liberta' di espressione la rende meno preziosa. Perche' sia preziosa, tu devi stare zitto ed ubbidire a noi.Bravo bravo
      • Zenigata scrive:
        Re: Bravi bravi
        Eh si, sono curioso anch'io di sentire quale dissertazione possa provenire da cotanto ingegno.Un consiglio per Imenottero: conviene prima leggere il post a cui si risponde.Zenigata
    • zerouno scrive:
      Re: Bravi bravi
      La soluzione è una sola.Applicare le leggi già esistenti (ed eventulmente migliorarle) e usare il BUON SENSO sia da parte del governo che da parte dei genitori.Se il VG è violento basta renderlo vietato ai minori 18 anni, come libri e film.Non serve censurarli, perchè facendolo li si pubblicizza oltre misura.Non devono essere trasmessi certi film, vedi HOSTEL, alle 21.00 o a orari agibili dai bambini, giusto per fare audience.Vanno trasmessi ad orari più consoni agli adulti.I genitori DEVONO interessarsi all'educazione dei propri figli e DEVONO interessarsi a quello che guardano o quali siti/giochi visitano o scaricano.
    • the_m scrive:
      Re: Bravi bravi
      - Scritto da: Zenigata
      Poi però non lamentiamoci che viviamo in un mondo
      malaaaato, senza valori e coi nostri figli (per
      chi ce li ha, e mi sa che sono ben pochi qui
      dentro...) vorranno fare calciatore o velina (o
      anche tutti e due!) e pippare
      felici.Non rosicare.. se ci riescono, a fare il calciatore o la velina, buon per loro; ma sono solo 1/10000 o anche meno quelli che ce la fanno.Sicuramente stanno meglio di me lol :D
  • Sgabbio scrive:
    non capisco tutte queste storie
    Ma dico io, ma quando si capira che un videgioco è alla pari come un film, libro, musica ovvero come qualsiasi altra forma d'intrattenimento?!E ma possibile che appena esce un determinato titolo scattano l'isteria di massa con la storia "pensate ai bambini buaaaaahhh", pensato che il videogioco sia solo una roba per bambini o peggio, pensado a chi fruisce di tale opera, sia un deficente che non sabbia distinguere la realtà e finzione ? Poi ODIO la gente che pensa di decidere per me, cosa vedere o meno, visto che IO HO UNA MIA TESTA e so RAGIONARE DA SOLO!!!Solo in occidente si fanno sti casini con i videogiochi a differenza dell'oriente (giappone) dove questi problemi sono solo un ricordo del passato (sapevate che un videogioco in giappone aveva pure cambiato una legge riguardante lo stupro?). Ripeto, i videogiochi, devono godere della libertà di espressione, come film, libri, musica ecc ecc.....
    • Sgabbiato scrive:
      Re: non capisco tutte queste storie
      - Scritto da: Sgabbio
      Poi ODIO la gente che pensa di decidere per me,
      cosa vedere o meno, visto che IO HO UNA MIA TESTA
      e so RAGIONARE DA
      SOLO!!!Un pazzo non sa di essere pazzo. Magari domani giochi a Manhunt 2 e diventi un serial killer o un troll.
      • DuDe scrive:
        Re: non capisco tutte queste storie
        - Scritto da: Sgabbiato
        - Scritto da: Sgabbio

        Poi ODIO la gente che pensa di decidere per me,

        cosa vedere o meno, visto che IO HO UNA MIA
        TESTA

        e so RAGIONARE DA

        SOLO!!!

        Un pazzo non sa di essere pazzo. Magari domani
        giochi a Manhunt 2 e diventi un serial killer o
        un
        troll.Secondo questo principio, andrebbe censurato tutto cio' che puo' potenzialmente creare danni, capisci da te che e' impossibile, chiudiamo le facolta' di chimica, ingegneria, meccanica, medicina e quant'altro? Come si legge nell'articolo non c'e' uno studio che dimosri una relazione tra il giocare certi titoli e diventare un serial killer, quindi? responsabilizzare chi acquista, e' ora che i genitori facciano i genitori
    • DarkDantesh scrive:
      Re: non capisco tutte queste storie
      beh, il giappone è tutto un altro mondo...non a caso è la patria degli anime! ;)e, per inciso, aggiungerei anche degli hentai. :p
      • Brontoleus scrive:
        Re: non capisco tutte queste storie
        - Scritto da: DarkDantesh
        beh, il giappone è tutto un altro mondo...
        non a caso è la patria degli anime! ;)
        e, per inciso, aggiungerei anche degli hentai. :pNonché di shotakon e lolikon, alla faccia dei censori occidentali. :D------------2+2 fa 5. E' così perché è così. Godai Yusaku l'ha detto! Tutti a prostrarsi ai suoi piedi! E se provate a dimostrare scientificamente che si sbaglia FARNETICATE!(questa firma resterà finché ci sarà sul forum anche una sola persona che sosterrà una tesi senza dimostrarla con metodi scientifici)
    • Lemon scrive:
      Re: non capisco tutte queste storie
      - Scritto da: Sgabbio
      Ma dico io, ma quando si capira che un videgioco
      è alla pari come un film, libro, musica ovvero
      come qualsiasi altra forma
      d'intrattenimento?!
      E' pari come contenuto artistico ma nel gioco tu hai una parte attiva che nei film non c'è e nei libri neppure (se non la fantasia di immaginarti le scene).Quindi, secondo me, non sono la stessa cosa, detto questo il gioco NON va comunque censurato.
    • zerouno scrive:
      Re: non capisco tutte queste storie
      Tanto per capire come funzionano le cose in italia.Censurano un gioco e fanno una cagnara pazzesca, di fatto pubblicizzandolo, e poi trasmettono alle 21.00 HOSTEL su Sky.Non sapevo cosa trattasse il film.Ho visto solo un pezzo della prima parte (sembrava un film del tipo Porkis) e poi ho fatto zapping.Fatto sta che sono tornato sul canale e cosa ho visto ?Uno che veniva fatto a pezzi da uno psicopatico con in mano una motosega per non dirvi cosa è successo dopo.Corpi smembrati, uno con la fiamma ossidrica stava letteralmete fondendo un'occhio a una tipa legata sun una sedia.Una roba pazzesca ! Alle 21.00 ?E poi rompiamo le balle per un gioco ?Ma dai...
      • Brontoleus scrive:
        Re: non capisco tutte queste storie
        - Scritto da: zerouno
        Censurano un gioco e fanno una cagnara pazzesca,
        di fatto pubblicizzandolo, e poi trasmettono alle
        21.00 HOSTEL su Sky.Sky ha il parental control quindi non ha bisogno della fascia protetta, a parte il fatto che alle 21 non è fascia protetta. Se non vuoi far vedere i film non adatti ai bambini imposti adeguatamente il decoder e pace, se non lo fai il problema è tuo e non di Sky.PS Con tutti i canali porno che ci sono perfettamente in chiaro (e che nessuna legge italiana potrà mai bloccare visto che non trasmettono dall'Italia e a volte nemmeno dall'Europa) io non mi preoccuperei minimamente.------------2+2 fa 5. E' così perché è così. Godai Yusaku l'ha detto! Tutti a prostrarsi ai suoi piedi! E se provate a dimostrare scientificamente che si sbaglia FARNETICATE!(questa firma resterà finché ci sarà sul forum anche una sola persona che sosterrà una tesi senza dimostrarla con metodi scientifici)
    • sonic scrive:
      Re: non capisco tutte queste storie
      uffa, ma non lo avete capito che in Italia ci si butta sui problemi inesistenti per distogliere l'attenzione dai veri problemi che i politici non riescono e non vogliono risolvere.
      • Dadou Embas scrive:
        Re: non capisco tutte queste storie
        Quoto il Gabibbo (poi io sono di genova quindi come non potrei...) ma aggiungo gabibbo che noi lo sappiamo, ma ne parliamo lo stesso perchè questo non è un finto problema ma una questione vera. le veline o paris hilton prima dell'inizio del tg sono quello che tu accusi.io credo che anche un videogames possa essere tutelato dalla libertà d'espressione, se non altro perchè se uno emula ciò che vede in un videogame il problema è la persona, non il videogame, quindi il bollino ESRB è più che sufficiente.ma dobbiamo anche chiederci cosa ci fà dire che la scena della testa mozzata di Kill Bill è *espressione artistica* che non và censurata in quanto, appunto, espressione artistica. secondo me la discriminante è la presenza di un messaggio artistico, ovvero di un medium (la pellicola, che di per sè non è arte) che effettua una narrazione tramite delle tecniche (tecnica in senso greco del termine).la stessa situazione si verifica per i videogames ma c'è in piu' l'elemento della partecipazione attiva dello spettatore, questo elemento secondo me è ascrivibile ad una tecnica per quanto riguarda la sua realizzazione (prima persone piuttosto che terza persona piuttosto che cambi a seconda della scena nel vg e così via) ma in sè rende questo tipo di "arte" una cosa diversa dai film e dal teatro, lo rende una nuova forma di espressione, che sia anche arte è tutto da vedere.ciò che pero' non mi convince è che il videogmaes ha si' tutte le caratteristiche di una forma artistica, ma non mi convince...mi spiego meglio:qual'è il messaggio di quake? intrattenimento? distrazione?perchè lo abbiamo amato così tanto da renderlo un archetipo? (perchè di fatto per chi ha meno di 30 anni quake è un archetipo) secondo me è perchè il meccanismo è quello della catarsi, di fatto noi abbiamo "scaricato" delle emozioni/tensioni giocando a quake e questo ci ha legato a quell'immaginario.esattamente come il teatro politico dell'antica grecia o Beppe grillo.... basta questo a rendere uno sforzo tecnico un'opera d'arte?insomma il teatro greco è catartico ma non è arte in quanto catartico ma semmai in quanto teatro, è sufficiente che ci sia il meccanismo della catarsi perchè un'opera d'ingegno sia arte?cmq credo che gli italiaoti che si sono schierati a favore della censura siano dei bigotti, nonhano mai preso in mano un videogames ma basta dire loro scene violente e corruzione dei giovani che son subito pronti ad additar eil nuovo satana
        • Brontoleus scrive:
          Re: non capisco tutte queste storie
          - Scritto da: Dadou Embas
          la stessa situazione si verifica per i videogames
          ma c'è in piu' l'elemento della partecipazione
          attiva dello spettatore, questo elemento secondo
          me è ascrivibile ad una tecnica per quanto
          riguarda la sua realizzazione (prima persone
          piuttosto che terza persona piuttosto che cambi a
          seconda della scena nel vg e così via) ma in sè
          rende questo tipo di "arte" una cosa diversa dai
          film e dal teatro, lo rende una nuova forma di
          espressione, che sia anche arte è tutto da
          vedere.Ci sono stati e ci sono videogiochi in cui l'intervento del giocatore si riduce al minimo e il resto sono tutte sequenze in FMV a cui assisti e che danno un senso alla trama del gioco. Così come esistono i film interattivi, con più finali e via dicendo. Il confine non è sempre netto, come vedi.------------2+2 fa 5. E' così perché è così. Godai Yusaku l'ha detto! Tutti a prostrarsi ai suoi piedi! E se provate a dimostrare scientificamente che si sbaglia FARNETICATE!(questa firma resterà finché ci sarà sul forum anche una sola persona che sosterrà una tesi senza dimostrarla con metodi scientifici)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 luglio 2007 23.23-----------------------------------------------------------
  • Rocky89 scrive:
    Possibile soluzione
    Basta creare una sezione "per adulti" come gia si fa per i DVD e il problema sarebbe risolto
  • francoso scrive:
    la censura .....
    la censura denota solo che viviamo in una società occidentale che non è libera come si crede ed è anche eticamente ipocrita, perbenista ed opportunista !
    • ba bau scrive:
      Re: la censura .....
      ...non capisco una cosa:ci sono film cruentissimi, vedi Dario Argento, Quentin Tarantino ecc.; di quelli se ne fregano e per un gioco che praticamente li emula, scattano censure e moralismi eccessivi?Ma che cazzo di mondo di ipocriti è?Ad essere sinceri, non mi piacciono granché gli splatter, mi fan venire il voltastomaco, ma non credo sia giusto bandirli o censurarli!- Scritto da: francoso
      la censura denota solo che viviamo in una società
      occidentale che non è libera come si crede ed è
      anche eticamente ipocrita, perbenista ed
      opportunista
      !
      • sonic scrive:
        Re: la censura .....
        Per i film protesterebeero di più le persone, invece per un videogioco protestano di meno.Se potessero, censurerebbero anche tutti i film horror, ci potete giurare.
      • gol scrive:
        Re: la censura .....
        - Scritto da: ba bau
        ...non capisco una cosa:
        ci sono film cruentissimi, vedi Dario Argento,
        Quentin Tarantino ecc.; di quelli se ne fregano e
        per un gioco che praticamente li emula, scattano
        censure e moralismi
        eccessivi?
        Ma che cazzo di mondo di ipocriti è?
        Ad essere sinceri, non mi piacciono granché gli
        splatter, mi fan venire il voltastomaco, ma non
        credo sia giusto bandirli o
        censurarli!
        nel video gioco, vince il cattivo e il cattivo sei tunon mi pare quindi il caso di paragonare questo con gli spaventa passeri di dario argento
    • gest scrive:
      Re: la censura .....
      - Scritto da: francoso
      la censura denota solo che viviamo in una società
      occidentale che non è libera come si crede ed è
      anche eticamente ipocrita, perbenista ed
      opportunista
      !oppure civileio riesco a vivere senza alcun preconcetto etico ma mi rendo che la stessa cosa non può essere svolta dalla maggioranza della popolazione, la quale ha bisogno di una qualche bibbia... ad esempio- i 10 comandamenti- la costituzione- le licenze di stallman- il codice d'onore... e così viaergo, tutto quello che non rientra nelle bibbie dei rispettivi popoli passa per la censuracome vedi non c'è bisogno di strapparsi i capelli e di fare ipotesi sulla brutta e cattiva società occidentale
      • capracotta scrive:
        Re: la censura .....


        come vedi non c'è bisogno di strapparsi i capelli
        e di fare ipotesi sulla brutta e cattiva società
        occidentaleeh si uno che fa questi ragionamenti rappresenta proprio quell che c'e' di brutto e cattivo nella nostra societa'
        • gest scrive:
          Re: la censura .....
          - Scritto da: capracotta



          come vedi non c'è bisogno di strapparsi i
          capelli

          e di fare ipotesi sulla brutta e cattiva società

          occidentale

          eh si uno che fa questi ragionamenti rappresenta
          proprio quell che c'e' di brutto e cattivo nella
          nostra
          societa'beh si... i tipi come me non vogliono mica finire in paradisoper noi esiste solo l'inferno delle verità
    • adfasenso scrive:
      Re: la censura .....
      - Scritto da: francoso
      la censura denota solo che viviamo in una società
      occidentale che non è libera come si crede ed è
      anche eticamente ipocrita, perbenista ed
      opportunista
      !ma sopratutto menefreghista. E basta questo livore contro la censura! Invece di pensare a fare i detentori della verita' absolutam pensate ad essere persone responsabili.
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