Contrappunti.it/Il WAP è morto

Contrappunti.it/Il WAP è morto

di Massimo Mantellini. Il sistema che consente di comprimere molto e male i contenuti della rete in microscopici display wireless è defunto. Ma rimane al centro delle pubblicità degli operatori
di Massimo Mantellini. Il sistema che consente di comprimere molto e male i contenuti della rete in microscopici display wireless è defunto. Ma rimane al centro delle pubblicità degli operatori


Web – Si moltiplicano nelle ultime settimane gli articoli sulla stampa inglese, tedesca e perfino italiana sulla delusione da WAP. Gran parte di quanti si sono fatti incantare dalle sirene pubblicitarie della Internet su GSM hanno sperimentato quanto sia improbabile navigare in rete con un telefono cellulare.

Chi in passato ha incrociato queste pagine sa che abbiamo sempre mostrato più di una perplessità al riguardo. Non ci è mai piaciuta questa voglia di vendere Internet come un gadget comprimibile dentro il display microscopico di un telefono portatile, in modalità solo testo, alla velocità stratosferica di 9600 baud/secondo. Abbiamo sorriso leggendo le pubblicità di quanti proponevano (e propongono) servizi di trading online via cellulare WAP incuranti del rischio, tutt’altro che improbabile, di vedersi cadere la linea durante una transazione importante.

Quanto ai contenuti poi, quelle pagine scritte in WML che si mostrano in genere come un menù a cascata sul display del telefono, è difficile poter descrivere vacuità più assolute: numeri di telefoni di ristoranti (ah! Benedetta la guida Michelin), elenco dei film di prima visione ed altre marginalissime quisquilie per accedere alle quali sono necessari molti più minuti di lillipuziana digitazione (al modico costo di una telefonata da cellulare) di quanti non ne servirebbero per abbassare il finestrino dell’auto e chiedere informazioni simili (e gratuite) al primo passante dotato di italica gentilezza.

Bene, oggi il WAP è ufficialmente morto: non lo diciamo ovviamente noi ma lo scrive Jacob Nielsen, uno dei più ascoltati (e ricchi di buonsenso) guru delle nuove tecnologie in Europa (come è noto il WAP è cosa continentale) nel suo Alertbox che è possibile leggere su useit.com, un sito sulla web usability (proprio quella che WAP mostra di non avere per nulla) molto noto in rete.

Il colpo finale al WAP, già nato come abbiamo visto con caratteristiche tecniche che lo candidavano ad una fine prematura (ma altri gadget con alti dosaggi di inusabilità come per esempio gli SMS hanno invece avuto inattesi e stratosferici successi di pubblico), sembra che lo abbiano inferto -a sentire Nielsen- gli stessi fornitori di telefoni i quali, gelosi di quanto proponevano al “loro” pubblico, hanno reso troppo spesso non compatibili i servizi WAP ad utenti con device diversi. Il risultato è stato che spesso le pagine WML devono essere scritte ad hoc per ogni tipo di telefono (o quasi) incrementando di molto la confusione e la difficoltà di navigazione dentro la Internet dei telefonini.

Si accede quindi spesso e volentieri non a Internet ma ad una piccola rete chiusa destinata per sua stessa essenza al fallimento a causa dello scarso interesse che è destinata a suscitare negli utenti.

Quanto invece alle ragioni per cui gran parte dei content provider, anche in Italia, continuano a proporre e pubblicizzare le loro iniziative WAP, sono abbastanza facili da immaginare. La prima, se volete banale, è che è il mercato a volerlo. Intendendo in questo caso con il termine “mercato” la tendenza a proporre qualsiasi cosa, anche la più improbabile, se ci sono discrete possibilità di venderla. E in un paese con più di 30 milioni di cellulari, qualsiasi sia la frazione di tale numero interessata a Internet in assenza di un PC, lo sforzo può essere giustificato.

La seconda è che in attesa dell’UMTS (altro hype di caratteristiche molto simili al WAP, in distribuzione non prima del 2002) e in assenza di un mercato locale per i PDA, esiste una fascia di utenti evoluti che sono interessati ad un accesso alla rete wireless per i quali il WAP è “meglio che niente”.

Per quanto ci riguarda, ad una consultazione via telefonino di un sito wap che ci sappia indicare il ristorante 4 stelle più vicino al punto in cui ci troviamo (fra collegamento, autenticazione, navigazione e reperimento, quando disponibili, della informazione che stiamo cercando, calcolate almeno 5 minuti di costosa digitazione) ci sentiamo di consigliare qualunque altra alternativa vi venga in mente, cominciando con una scelta casuale del primo locale aperto. Quanto risparmiato in costo della navigazione wap lo si potrà sempre investire in una buona bottiglia di vino.

Massimo Mantellini

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Pubblicato il
24 lug 2000
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