Contrasto al caporalato digitale: SPID e trasparenza

Contrasto al caporalato digitale: SPID e trasparenza

Le piattaforme digitali devono consentire ai rider di accedere con SPID, CIE o CNS e fornire informazioni trasparenti sul funzionamento dell'algoritmo.
Contrasto al caporalato digitale: SPID e trasparenza
Le piattaforme digitali devono consentire ai rider di accedere con SPID, CIE o CNS e fornire informazioni trasparenti sul funzionamento dell'algoritmo.

In Italia sono noti i casi di Foodinho (Glovo) e Deliveroo, per le quali è stato disposto il controllo giudiziario in seguito alla scoperta di contratti fasulli e allo sfruttamento dei rider. Il Governo ha approvato alcune misure di prevenzione e contrasto del caporalato digitale, ma rispetto alle bozze del decreto sono state apportate modifiche peggiorative.

Accesso con SPID, CIE o CNS e trasparenza algoritmica

Nel caso di Foodinho e Deliveroo è stato contestato il rapporto di lavoro. La maggioranza dei rider ha un contratto di lavoro autonomo con partita IVA in regime fiscale forfettario. In realtà doveva essere applicata la disciplina del lavoro subordinato (con stipendi adeguati, malattia, ferie e altri diritti). Il decreto n. 62 del 30 aprile, in vigore dal 1 maggio, stabilisce che per identificare il rapporto di lavoro si tiene conto delle modalità concrete di svolgimento della prestazione.

Se ci sono indici di controllo o di eterodirezione esercitati mediante gestione algoritmica, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salvo prova contraria. Le piattaforme digitali devono inoltre fornire ai lavoratori informazioni sui sistemi automatizzati o algoritmici utilizzati per assegnazione delle attività, determinazione o modifica dei compensi, valutazione delle prestazioni, sospensione, limitazione o cessazione dell’accesso alla piattaforma. I rider possono ottenere una chiara spiegazione delle decisioni automatizzate che incidono sulle condizioni di lavoro o sul compenso e il riesame mediante intervento umano.

Per impedire la cessione o noleggio degli account che alimentano forme di caporalato è obbligatorio l’accesso alla piattaforma digitali tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa è possibile usare un account, rilasciato dalla stessa piattaforma, associato ad un singolo codice fiscale e protetto con l’autenticazione multi-fattore. La piattaforma non può rilasciare più di un account per singolo codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore.

Dal testo delle bozze sono state però eliminate alcune disposizioni favorevoli ai rider. L’imposta sostitutiva del 5% sulle mance si applica solo ai rider con rapporto di lavoro subordinato (in pratica solo Just Eat), non a quelli con contratto di lavoro autonomo. È stato inoltre eliminato l’articolo che elencava gli indici di sfruttamento, tra cui i compensi sotto i minimi contrattuali.

Proprio oggi, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Glovo e Deliveroo per presunte informazioni ingannevoli sulle condizioni di lavoro dei rider.

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Pubblicato il
6 mag 2026
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