Copyright, parola agli europei

Tutti i protagonisti del settore (compresi i consumatori) sono invitati dall'Unione Europea a contribuire: si chiedono pareri sui nuovi servizi cloud e sugli ostacoli alla creazione di un mercato unico
Tutti i protagonisti del settore (compresi i consumatori) sono invitati dall'Unione Europea a contribuire: si chiedono pareri sui nuovi servizi cloud e sugli ostacoli alla creazione di un mercato unico

La Commissione Europea ha aperto una nuova consultazione pubblica sul diritto d’autore : l’idea è quella di sondare le opinioni dei diretti interessati per affrontare con più consapevolezza una revisione legislativa europea della materia attesa ormai da più di due anni.

Invitati a partecipare sono tutti gli anelli della catena del valore di settore, dagli utenti agli artisti, passando per gli editori, i produttori e gli intermediari: per partecipare basta rispondere alle domande di Bruxelles inviando il proprio contributo allo staff del Direttore Generale del Mercato Interno.
Non si tratta della prima iniziativa del genere da parte di Bruxelles, che già nel 2012 aveva dato il via al processo di riforma, ma negli ultimi anni la politica è rimasta nuovamente indietro rispetto ad un fenomeno che la tecnologia ha influenzato largamente.

Così, la Commissione è interessata ora, in particolare, a scoprire quali sono i principali ostacoli alla commercializzazione di file digitali e come la situazione (ed i costi) potrebbero essere influenzati dai servizi cloud e dai nuovi modelli di attività sorti negli ultimi anni. Il commissario per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier, d’altronde, ha le idee chiare: “La nostra politica sul diritto d’autore deve mettersi al passo coi tempi”.

Mentre Bruxelles ha messo mano alla questione delle opere orfane con una Direttiva specifica (che la pratica dimostrerà se efficace o meno), i nodi che dovranno essere sciolti con la riforma del diritto d’autore riguardano non solo le formalità necessarie alla protezione del diritto d’autore a livello transfrontaliero, ma anche la sua durata, le eventuali limitazioni (che dovrebbero rientrare in una definizione di uso legittimo) ed eccezioni (a favore per esempio di biblioteche e università). Per quanto riguarda specificatamente il mercato europeo c’è inoltre la questione relativa a come rendere dei diritti territoriali (cioè spesso legati a contratti e licenze che valgono entro determinati confini) validi e trasversali a livello regionale europeo, fino – eventualmente – ad arrivare ad una disciplina del diritto d’autore unica .

A proposito di quest’ultimo aspetto, lo stesso ufficio che si occupa di mercato e servizi interni ha recentemente avviato l’ iniziativa “Licenze per l’Europa” di cui la nuova consultazione pubblica rappresenta l’ideale conclusione.

Tuttavia sono notevoli gli ostacoli che si frappongono alla totale armonizzazione del mercato del diritto d’autore a livello comunitario: basta pensare alle probabili resistenze delle collecting society , che potrebbero rischiare di dover rinunciare a parte del loro potere a favore di un nuovo ente sovranazionale.

Claudio Tamburrino

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