Copyright, USA bacchettano Italia

Preoccupazioni quelle espresse da Washington per il modo in cui il nostro paese fa rispettare la proprietà intellettuale

Roma – Non bastano severe normative e operazioni delle forze dell’ordine: Washington non ritiene che l’Italia sia del tutto affidabile quando si viene alle violazioni del diritto d’autore e, in particolare, del copyright.

Il problema, evidenziato dal viceministro americano al Commercio, Shaun Donnely, sta nel fatto che l’Italia non riuscirebbe a far rispettare le leggi, cosa che provocherebbe problemi in tutti i settori colpiti dalla pirateria e dalla contraffazione.

Non è certo la prima volta che funzionari di Washington bacchettano il nostro paese su questo fronte. Ad ogni modo, dopo alcuni incontri con le istituzioni italiane, Donnelly ha dichiarato di essersi sentito “incoraggiato da quanto hanno detto importanti rappresentanti italiani sul loro impegno” e ha riconosciuto che in questa materia sono stati compiuti notevoli passi avanti.

Ciò non toglie l’Italia, peraltro, dalla watch list compilata dagli USA e che elenca quei paesi in cui nonostante le normative rimane alto il rischio pirateria e il problema contraffazione. “Sia per gli USA che per gli Stati Europei – ha anche dichiarato Donnelly – il futuro dell’economia sarà basato su prodotti con un elevato contenuto intellettuale. Per noi americani ed europei la tutela della proprietà intellettuale sarà cruciale”.

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  • vahur scrive:
    vahur_hotlis.ee/
    vahur vasta danni vahur eile
  • Pinguazzo Gaudente scrive:
    Evvai!
    Continua così, BSE, pardon, BSA, bastona i piratonzi aziendali, vedi mai che una bella fetta non scopra che le licenze regolari sono un po' troppo care, piratare peggio ancora, ma per molti programmi esistono alternative perfettamente legali e gratuite...
  • Fabio Quinzi scrive:
    Prevenzione
    Dico solo che tutto ciò non sarebbe mai successo utilizzando software opensource o free come OpenOffice (www.openoffice.org), Gimp (www.gimp.org) e tanti altri delle loro categorie...Basta informarsi un minimo e magari a quest'azienda sarebbe costato un centesimo di quello che ora deve sborsare da investire in corsi di formazione per il personale nell'utilizzo di questi software opensource.Prevenire è sempre meglio che curare ^_^-FQ-
  • Alessandro scrive:
    Dipendenti o Amministrazione ?
    Sentendo cosa ha detto il direttore dell'azienda incriminata la colpa sarebbe di una persona (un dipendente) pagata per amministrare e controllare le licenze software. Ora, supponiamo che sia stato un amministrazione svogliato che abbia installato tutti i software o non abbia mai verificato cosa gli altri dipendenti installavano sulle proprie macchine. In questo caso la responsabilità è proprio del dipendente che non ha adempito al suo lavoro, ma essendo dipendente l'unica cosa che rischia è il licenziamento, mentre magari l'azienda rischia di fallire per colpa di una sola persona. Mettetevi nei panni del direttore, è come se un tuo dipendente ti dia fuoco all'azienda e poi se la cavi solo con un licenziamento. Cosa bisognerebbe fare allora ? Un'assicurazione contro le inadempienze del personale ? Ahhh ... l'Italia.Poi ho anche riflettuto sul fatto che nessuno in azienda si sia mai posto il dubbio sull'autenticità del software installato, ho capito che c'è una persona pagata apposta, ma anche chi fa il bilancio a fine anno si accorgerà di una voce "Spese software = 0", quindi c'è da dubitare anche sulla buona fede dell'amministrazione.Comunque, meglio passare al SW libero, meno noie e più sicurezza ...CIAO !!!
    • Pino La Lavatrice scrive:
      Re: Dipendenti o Amministrazione ?
      Ci credo poco che l'amministratore in questione non ne sapesse nulla. Non si è chiesto, ad esempio, come mai, il software gli venisse a costare così poco... anzi nulla?
      • tonzie scrive:
        Re: Dipendenti o Amministrazione ?
        Infatti, il ragionamento è sempre andiamo avanti così, tanto chi vuoi che ci scopra...Il mondo dei furbi, ma fortunatamente non sempre!
  • earlati scrive:
    e' la volta che decolla l' open-source
    il motivo per cui in Italia si usa poco linux e l' open-source in generale mi pare sia stato proprio per l' utilizzo massiccio di sw copiato.Dovendo pagare realmente windows e office sara' maggiormente stimolata e quindi velocizzata la migrazione delle aziende verso l' open-source
    • Suricato scrive:
      Re: e' la volta che decolla l' open-source
      http://opensourceblog.biz/blog/2007/06/21/italiani-popolo-di-sviluppatori/beh già come sviluppatori sembra che non siamo messi male a livello quantitativo...
  • Masque scrive:
    preghierina(riguardo la "media company")
    fa che sia una major fa che sia una major fa che sia una major:-D @^
    • Virgult scrive:
      Re: preghierina(riguardo la "media company")
      - Scritto da: Masque
      fa che sia una major fa che sia una major fa
      che sia una
      major
      :-D @^Già è vero, una bella multona a Universal Italia... HELLYEAH!
      • tonzie scrive:
        Re: preghierina(riguardo la "media company")
        Non posso che quotare, o una major oppure una società tipo Nestlé o Monsanto (per chi non lo sapesse tra le più scorrette del mondo soprattutto nei paesi del terzo mondo)!
  • piave marco scrive:
    risparmiare sulle licenze
    Usate tutti linux, è GRATUITO
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