Copyright, YouTube sale in cattedra

Il Tubo predispone la Copyright School per coloro che vengano colti a violare la proprietà intellettuale. Trattasi di un video animato e un quiz di verifica a seguito. Una sorta di apprendimento dolce
Il Tubo predispone la Copyright School per coloro che vengano colti a violare la proprietà intellettuale. Trattasi di un video animato e un quiz di verifica a seguito. Una sorta di apprendimento dolce

Tempi di rieducazione pedagogica per coloro che non si curano del diritto d’autore: YouTube ha deciso di spedire alla propria Copyright School i violatori di proprietà intellettuale.

Se la questione della proprietà intellettuale resta un tasto dolente per gli intermediari come Google, YouTube è stato ripetutamente coinvolto in questioni riguardanti la violazione del diritto d’autore. Nonostante l’attenzione dedicata al problema attraverso la predisposizione di sistemi di protezione e la volontà di sottolineare sul sito le regole antipirateria, il Tubo ha pensato di dover fare di più.

Da oggi, dunque, coloro che cadranno in fallo dovranno guardare un video tutorial e svolgere un quiz costituito da quattro domande a risposta multipla: “Dato che la legge sul copyright può risultare complicata, l’educazione è cruciale per assicurare che i nostri utenti comprendano le regole e continuino a giocare seguendole”, si spiega sul blog ufficiale.

YouTube ha anche riprogettato il proprio copyright help center per illustrare agli utenti e ai titolari dei diritti le regole da seguire. Il tutorial narra una storia animata dagli Happy Tree Friends dalla quale è possibile ricavare alcuni messaggi essenziali: si può essere denunciati per violazione di copyright, le registrazione di live show e le reinterpretazioni di canzoni sono ancora protette dal diritto d’autore. Da qui, parte il quiz che si propone di verificare l’apprendimento della lezione.

Sebbene, dunque, Google abbia deciso di rimanere dentro i confini del DMCA, lo spirito di Copyright School sembra insegnare che le soluzioni drastiche e indifferenziate (come quella di espellere gli utenti dopo la violazione delle regole ripetuta per più di tre volte) sono spesso ingiuste nei confronti dei navigatori.

Cristina Sciannamblo

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