Corea del Nord, i telefonini taceranno

Il resoconto delle Nazioni Unite: Pyongyang ha in serbo un programma per scoraggiare le chiamate a lunga distanza. I cittadini non possono raccontare all'estero quel che avviene nel paese
Il resoconto delle Nazioni Unite: Pyongyang ha in serbo un programma per scoraggiare le chiamate a lunga distanza. I cittadini non possono raccontare all'estero quel che avviene nel paese

Roma – La cortina di silenzio che circonda la Corea del Nord non accenna a diradarsi: il presidente Kim Jong-II non transige sulle comunicazioni dei cittadini nordcoreani, tutto deve limitarsi ad accadere e sbrogliarsi entro i confini dello stato.

Kim Jong II A denunciare l’incrollabile severità delle politiche di Pyongyang è Vitit Muntarbhorn, incaricato dalle Nazioni Unite di vigilare sulla situazione dei diritti civili nella Repubblica Popolare di Corea: si tratta di “un sistema non aperto, non democratico, estremamente chiuso e repressivo”, spiega Muntarbhorn, si tratta di un paese che non lascia trapelare furori dai propri confini alcun tipo di informazione. Tantomeno quelle veicolate dai telefoni.

L’incaricato delle Nazioni Unite ha riferito che le autorità non hanno smesso di mobilitarsi per erigere una palizzata tra la Corea del Nord e il resto del mondo: ad essere investita dai provvedimenti è la popolazione locale, ma non vengono risparmiati nemmeno i turisti . Non appena varcato il confine, spiega Muntarbhorn, le autorità locali impacchettano il telefonino dei visitatori, sigillano il tutto e lo restituiscono solo al momento di lasciare il paese . Si tratterebbe di una strategia messa in campo dalle autorità per evitare che i cittadini che vengono dall’estero raccontino a caldo le prime impressioni sulla situazione in cui versa il paese.

I cittadini nordcoreani saranno ulteriormente scoraggiati dal comunicare con il resto del mondo. Poco dopo aver inaugurato una rete di telefonia mobile, dal 2004 il governo aveva proibito e punito con estremo rigore l’utilizzo dei telefonini: in seguito ad anni di repressione , all’inizio del 2008 si era dimostrato disponibile all’apertura , ripristinando i servizi di telefonia per i cittadini che avessero ottenuto l’autorizzazione per detenerli e utilizzarli. Ora, una nuova svolta per contenere le fughe di notizie sconvenienti sfuggite ai controlli pervasivi di Pyongyang: Muntarbhorn riferisce alle Nazioni Unite che presto, probabilmente nei primi mesi del prossimo anno, sui cittadini nordcoreani si abbatterà un provvedimento che impedirà di effettuare chiamate a lunga distanza .

Non di sola autarchia si tratta: l’obiettivo delle misure adottate dalle autorità nordcoreane sarebbe quello di “prevenire che le persone riferiscano riguardo alla scarsità del cibo”, e trasmettano all’estero l’immagine di una Corea che si dibatte per affrontare l’ emergenza umanitaria . Muntarbhorn non fa riferimento alla rete. È possibile che il paese non abbia in serbo alcuna stretta repressiva sulla comunicazione online: nonostante Kim Jong-II, autoproclamatosi esperto di Internet, abbia annunciato l’informatizzazione del suo paese, la Corea del Nord resta uno dei paesi meno connessi al mondo.

Gaia Bottà

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26 10 2008
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