Coronavirus, il denaro contante va in quarantena

In Cina la banca centrale comunica l'intenzione di disinfettare le banconote perché il contante è possibile causa di contagio: meglio pagare con app.
In Cina la banca centrale comunica l'intenzione di disinfettare le banconote perché il contante è possibile causa di contagio: meglio pagare con app.

Non sarà forse questa la spallata decisiva al contante in favore dei pagamenti digitali, ma anche su questo fronte il Coronavirus sta per dire la propria. Secondo quanto emerso, infatti, la banca centrale cinese avrebbe intenzione di agire per impedire che lo scambio di denaro di mano in mano possa diventare possibile veicolo di contagio. Nulla, del resto, circola come il denaro e nulla, al tempo stesso, è ricettacolo di batteri e sporcizia come le banconote: la combinazione di queste due condizioni rende il denaro estremamente pericoloso in presenza di un’epidemia tanto contagiosa come quella denominata “Covid-19”.

Oggi, in presenza di oltre 1700 vittime e qualcosa come 70 mila contagi, anche questo aspetto diventa cruciale nel tentativo di frenare l’epidemia.

Denaro contante in quarantena

La banca centrale ha deciso quindi di prendere provvedimenti per cercare di risolvere l’urgenza: il denaro sarà disinfettato con apposite procedure, messo in quarantena quando necessario e gestito come fosse in tutto e per tutto un veicolo di contagio. La disinfezione sarà portata avanti con raggi ultravioletti o con il riscaldamento delle banconote prima di un isolamento completo per 14 giorni che anticipi la reimmissione sul mercato. Saranno le banche stesse ad occuparsene, quindi, dovendo agire sul denaro con nuove prerogative igieniche mai precedentemente immaginate. Al tempo stesso la banca ha comunicato che intende riversare nuovo denaro verso la zona di Hubei, pesantemente colpita dall’epidemia e ridotta a grande lazzaretto con persone chiuse in quarantena nelle proprie abitazioni.

Al momento non è chiaro quanto il virus possa resistere su superfici non organiche, ma l’ipotesi è che possa sopravvivere per alcuni giorni: quanto basta per rendersi pericoloso nel passaggio del denaro di mano in mano, ma non quanto necessario per rendersi pericoloso nel trasferimento internazionale di un pacco (ne sono un esempio le spedizioni a seguito di acquisti online su siti orientali).

Al momento non vi sono indicazioni relative alla promozione di pagamenti digitali in sostituzione del denaro contante, ma è questa una logica conseguenza di quel che sta per avvenire. Da più parti si segnala un aumento dei servizi di ecommerce attivi in questa fase, poiché le persone sono chiuse in casa e le finestre utili per gli spostamenti e gli acquisti sono ridotte all’osso. In Cina il numero delle transazioni “cash” si è fortemente ridotta negli ultimi anni in virtù dei nuovi servizi disponili, ma tra i più anziani il contante rimane uno strumento irrinunciabile: il Coronavirus potrà ora forse agire in modo persuasivo per cambiare anche le abitudini di questi ultimi, peraltro i più esposti al rischio.

Giorno dopo giorno è sempre più chiaro che un evento di questo tipo non può che trasformare le persone ed i territori che lo subiscono. La magnitudo di questi cambiamenti saranno però chiari nella loro completezza soltanto tra molti mesi, a emergenza terminata, a nuova normalità ripristinata.

Fonte: Bloomberg
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17 02 2020
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