In Cina è scoppiata una nuova corsa agli armamenti tramite la costruzione di soldati robot. Gli esperti stanno avvisando che Pechino potrebbe già aver preso il sopravvento. Dotati di intelligenza artificiale, questi robot da combattimento sono veri e propri umanoidi, assomigliando nell’anatomia a un corpo umano con testa, torso, gambe e braccia.
“Questo ha un certo senso, perché la forma umana è quella su cui abbiamo basato la progettazione del mondo“, ha affermato Michael Hochberg, PhD, fisico e presidente di Periplous, azienda di consulenza tecnologica. “Il motivo per cui si costruisce un robot umanoide è per consentirgli di utilizzare lo stesso tipo di armi che userebbe un essere umano“.
Tuttavia, come ha spiegato Hochberg capita anche che “molti dei sistemi robotici impiegati in combattimento utilizzano armi più pesanti , oppure armi che vengono fissate in qualche modo al corpo umano“. Invece di occhi e orecchie, i soldati robot sono dotati di sensori visivi, anche notturni, e acustici. Così elaborano ciò che vedono e sentono per prendere decisioni che normalmente prenderebbe un soldato umano.
I soldati robot: la nuova classe di armi autonome letali
I soldati robot diventano a tutti gli effetti una nuova classe di armi autonome letali che includono anche le munizioni a guida autonoma a movimento continuo. Queste, secondo quanto dichiarato nel rapporto del 2024 redatto da Congressional Research Service della Difesa Statunitense, “in grado sia di identificare autonomamente un bersaglio, sia di impiegare un’arma di bordo per ingaggiarlo e distruggerlo senza alcun controllo umano manuale“.
Kanaka Rajan, PhD, neuroscienziata computazionale di Harvard specializzata in intelligenza artificiale, ha spiegato i pericoli che comporta usare l’intelligenza artificiale nel mondo delle armi: “I tre principali che riscontriamo sono: in primo luogo, la possibilità che queste armi facilitino il coinvolgimento dei Paesi nei conflitti; in secondo luogo, la possibilità che la ricerca scientifica sull’IA non militare venga censurata o strumentalizzata per supportare lo sviluppo di queste armi; e in terzo luogo, la possibilità che gli eserciti utilizzino tecnologie autonome basate sull’IA per ridurre o eludere la responsabilità umana nel processo decisionale“.