Una scoperta tutta italiana dà lustro al nostro bel paese dimostrando che non siamo solo “pizza, spaghetti e mandolino”, come alcuni sostengono dopo l’esibizione di Sal Da Vinci alla prima semifinale dell’Eurovision Song Contest di ieri. Nello specifico, un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha messo a punto un’innovativa arma green per proteggere le api dai principali parassiti che le mettono in pericolo.
Il risultato di questo studio è stato pubblicato sul Journal of Drug Delivery Science and Technology. A questa ricerca ha anche partecipato Chemicals Laif, azienda farmaceutica con sede nel veneto, e l’Istituto di Chimica della Materia Condensata e di Tecnologie per l’Energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Padova.
L’arma green contro i parassiti delle api
Quest’arma green contro i parassiti delle api è fondamentalmente una tecnica avanzata che sfrutta una serie di pratiche più sostenibili e che punta a risolvere un problema proteggendo la salute di questi speciali insetti sociali.
“Questo lavoro fornisce nuove conoscenze sui meccanismi alla base dell’interazione della silice mesoporosa con i composti volatili e sottolinea il potenziale delle formulazioni a base di VEOC/SilSol come alternative sostenibili ed efficaci per la gestione delle infestazioni da Varroa destructor“, si legge nello studio.
Queste miscele presentano diversi aspetti positivi che potrebbero giustificarne l’immissione in commercio in futuro. Il primo aspetto positivo riguarda il punto di vista produttivo. Infatti, sono facili da preparare e il costo di produzione è relativamente economico. Invece, dal punto di vista normativo, è positivo il fatto che la silice è generalmente considerata sicura. Anche l’ipotesi di una contaminazione del miele non è un problema secondo i ricercatori.
Il regolamento UE UE 1333/2008 (Allegato II, Elenco dell’Unione degli additivi alimentari) non indica alcun limite ( quantum satis ) alla quantità di silice nei prodotti alimentari/nutrizionali e le prove scientifiche hanno dimostrato che, se esposta ad un ambiente acquoso, questa specifica mesopolvere si dissolve entro 2 giorni.
I ricercatori suggeriscono che “queste formulazioni potrebbero rappresentare una soluzione ecocompatibile e affrontare le principali limitazioni dei trattamenti esistenti offrendo un rilascio controllato e prolungato, riducendo la frequenza di applicazione e i costi di manodopera“.