Cortana, traduttrice per Windows 10

Microsoft affida all'assistente digitale di Windows 10 il compito di tradurre a favore dell'utente. Per ora il servizio è a disposizione solo sulle edizioni statunitense e cinese del sistema operativo

Roma – I servizi di traduzione messi a disposizione da Microsoft si stanno progressivamente integrando laddove risultino più utili all’utente: è ora il turno dell’assistente digitale Cortana, che per le versioni statunitensi e cinesi di Windows 10, e a seguire nel resto del mondo, supporta nativamente le soluzioni di Redmond dedicate alla traduzione.

Cortana e traduzione

Microsoft investe da anni nello sperimentare con la traduzione istantanea e ha di recente messo a disposizione degli utenti le proprie tecnologie integrandole in servizi quali Skype Translator, che presto convergerà in Skype, e in applicazioni dedicate a dispositivi mobile, smartwatch compresi. Cortana è ora pronta a tradurre dall’inglese o dal cinese in 38 lingue del mondo (o di fantasia, come il Klingon ).

All’utente basta rivolgersi all’assistente digitale esprimendo la richiesta di traduzione con una domanda o con una richiesta formulata a voce con naturalezza, oppure sollecitare il supporto di Cortana digitando nella taskbar. Qualora Cortana non sia in grado di interpretare la richiesta dell’utente o non riesca a fornire una soluzione, è prevista l’apertura di una pagina Web con una ricerca a mezzo Bing.

Gaia Bottà

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  • GONNA scrive:
    prestito
    Buonasarà a tuttiSono molto contento stasera perché ho appena ricevuto il moi prestito da 5000 CINZIA signora Milani Avete che sono nel bisogno, contattare l'indirizzo: milanicinzia62@outlook.com
  • Mario scrive:
    finalmente
    non se ne poteva più di tutte quelle decine di codec.
    • Funz scrive:
      Re: finalmente
      - Scritto da: Mario
      non se ne poteva più di tutte quelle decine di
      codec.Citazione obbligatoriahttps://xkcd.com/927/Anche se spero veramente che questo sfondi.
  • Aniello Caputo scrive:
    ...
    ma che me ne frega a me!
  • colonnello rottone scrive:
    rottura
    hanno rotto con questi codici col brevetto
  • xcaso scrive:
    Ma il domandone oggi é...
    Sono i grandi a succhiare i piccoli o viceversa?
  • trollone scrive:
    google+netflix
    Verrà fuori la solita XXXXXta col trappolone: clopen! Mozilla conta quanto il due di picche.
  • Luca scrive:
    Speriamo
    I formati devono essere aperti! ualunque soluzione chiusa è ammazzare la diffusione dei contenuti, sarebbe come far pagare la lingua inglese!
    • rtxvtth scrive:
      Re: Speriamo
      Bisogna vedere se ci riescono. Il problema di H.26x non è il formato in se. Quello è aperto e standardizzato. Però molti degli algoritmi utilizzati sono coperti da brevetto. Sviluppare un formato capace di aggirare la giungla di brevetti non è così facile.In più le licenze non sono poi così costose.Qui c'è la lista dei detentori di brevetti e il costo delle licenze:http://www.mpegla.com/main/programs/HEVC/Documents/HEVCweb.pdf
      • hhhh scrive:
        Re: Speriamo
        - Scritto da: rtxvtth
        Però molti degli algoritmi
        utilizzati sono coperti da brevetto. Sviluppare
        un formato capace di aggirare la giungla di
        brevetti non è così
        facile.E' banalmente impossibile, ci sono brevetti su ogni aspetto dei metodi di compressione.E anche se ci riuscissero (ed è impossibile) potrebbero ugualmente essere denunciati per la violazione di brevetti che in realtà non violano, rimanendo in ballo per anni. E magari alla fine ci sarebbe pure una sentenza sbagliata a sfavore.Fanno prima a prendere h265, cambiargli il nome, invertire tutti i bit e dire che l'han fatto loro. Almeno risparmiano tempo e soldi, tanto la denuncia, come detto arriva in ogni caso.
        • Prozac scrive:
          Re: Speriamo
          - Scritto da: hhhh
          Fanno prima a prendere h265, cambiargli il nome,
          invertire tutti i bit e dire che l'han fatto
          loro. Almeno risparmiano tempo e soldi, tanto la
          denuncia, come detto arriva in ogni
          caso.MmmmmmUn'alternativa sarebbe chiedere a Richard Hendricks. Ha realizzato un algoritmo di compressione (anche streaming) che al TechCrunch ha totalizzato uno score di 5.2!!!So che, per colpa dei soliti squali della finanza, ora si ritrova senza azienda! L'hanno fatto fuori come Sculley fece fuori Jobs all'epoca... Chissà, magari con il dente avvelenato, rilascia un algoritmo ancora migliore ma open source!!!
      • panda rossa scrive:
        Re: Speriamo
        - Scritto da: rtxvtth
        Bisogna vedere se ci riescono. Il problema di
        H.26x non è il formato in se. Quello è aperto e
        standardizzato. Però molti degli algoritmi
        utilizzati sono coperti da brevetto. Sviluppare
        un formato capace di aggirare la giungla di
        brevetti non è così
        facile.Se ci sono riusciti quelli della lista che hai pubblicato, non e' neppure cosi' difficile.
        In più le licenze non sono poi così costose.La questione non e' il costo, ma il vincolo.
        Qui c'è la lista dei detentori di brevetti e il
        costo delle
        licenze:

        http://www.mpegla.com/main/programs/HEVC/Documents
        • zdefef scrive:
          Re: Speriamo


          standardizzato. Però molti degli algoritmi

          utilizzati sono coperti da brevetto.
          Sviluppare

          un formato capace di aggirare la giungla di

          brevetti non è così

          facile.

          Se ci sono riusciti quelli della lista che hai
          pubblicato, non e' neppure cosi'
          difficile.
          Ognuno di quelli che fanno parte di quella lunga lista hanno uno o più brevetti su uno degli algoritmi. Nessuno di loro ha brevetti per coprire un intero formato.

          In più le licenze non sono poi così costose.

          La questione non e' il costo, ma il vincolo.

          http://www.mpegla.com/main/programs/HEVC/DocumentsQuali vincoli? Non ho aperto la pagina perchè richiedeva un login.
      • Ingenuo scrive:
        Re: Speriamo
        - Scritto da: rtxvtth
        Bisogna vedere se ci riescono. Il problema di
        H.26x non è il formato in se. Quello è aperto e
        standardizzato. Però molti degli algoritmi
        utilizzati sono coperti da brevetto. Sviluppare
        un formato capace di aggirare la giungla di
        brevetti non è così
        facile.
        In più le licenze non sono poi così costose.
        Qui c'è la lista dei detentori di brevetti e il
        costo delle
        licenze:

        http://www.mpegla.com/main/programs/HEVC/DocumentsNon mi sembra si parli di aggirare i brevetti ma di un impegno a consentirne un uso gratuito, esattamente come è accaduto per H264.
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