Cortiana escluso dalle prossime politiche?

Aumenta il numero dei firmatari di una lettera aperta che chiede la conferma della candidatura del celebre senatore alle politiche di aprile. Cortiana, viene detto, è l'unico parlamentare che si è battuto per le libertà digitali


Roma – C’è la possibilità che il nome di Fiorello Cortiana, senatore dei Verdi e presidente dell’intergruppo bicamerale sull’Innovazione tecnologica, non rientri nelle liste del Sole che ride alle prossime elezioni politiche di aprile. Una prospettiva che sta facendo discutere in rete e che ora sta spingendo molti a sottoscrivere una lettera aperta , una sorta di petizione, indirizzata al presidente del partito Alfonso Pecoraro Scanio.

La lettera, lanciata sul blog di Beppe Caravita , e rilanciata sui forum del sito dello stesso Cortiana, non sorprende evidentemente gli addetti ai lavori, viste le numerose iniziative che in questi anni il senatore dei Verdi ha dedicato a questioni centrali come le libertà digitali e l’open source.

Nel testo ci si appella a Pecoraro Scanio e al direttivo dei Verdi affinché la candidatura Cortiana abbia seguito, in quanto proprio in queste ore il partito sta decidendo la “mappa” delle proprie liste.

Nella lettera si dà conto delle battaglie condotte dai banchi dell’opposizione da parte di Cortiana, citando tra le altre cose la “guerra” contro la Legge Urbani , senza dubbio la più criticata tra le normative sulle nuove tecnologie adottate nella presente Legislatura.

“Oggi – si legge nella lettera – Fiorello Cortiana (e lo si è visto al vertice di Tunisi dell’Onu) è la voce, pacata e positiva, dell’Unione sui temi dei diritti nella grande innovazione, che ci coinvolge tutti”.

Chi intende sottoscrivere la lettera può far riferimento al forum dedicato e alle pagine della corrispondente petizione online .

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  • Anonimo scrive:
    ah ah ah ah brevettero' anche l'aria!
    cosi' per vivere dovrete pagare royality salate!
    • Anonimo scrive:
      Re: ah ah ah ah brevettero' anche l'aria
      ah ah ah ah, brevettero` un programma stupido che risponde automaticamente ad ogni post di PI in modo davvero stupido, cosi` sarai TU a pagarmi le royality se desideri continuare a fare il cog%^*&ne
  • Anonimo scrive:
    Brevetto = strumento inadeguato
    Secondo Edwardes la questione di fondo è piuttosto semplice. Bisogna individuare quale sia il corretto equilibrio fra un sistema che premia i brevetti "triviali", come quelli che hanno fatto perdere credibilità agli Stati Uniti, e un sistema "troppo rigido" che non riconosca adeguata protezione alle vere innovazioni.Invece secondo me il brevetto per il software proprio non si deve usare! Esiste il copyright. Il brevetto potrebbe anche permettermi di impedire agli altri di usare la mia invenzione. Un po' di sana concorrenza e' meglio del protezionismo becero.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brevetto = strumento inadeguato
      Il Brevetto è inadeguato per il software.Ma ha dimostrato la sua adeguatezza nel campo dei prodotti industriali.Ma anche in questo campo ci sono problemi, e se non fossimo stati costretti ad arretrare in trincea a dover difendere la non brevettabilità della logica umana (software, algoritmi, dimostrazioni matematiche, schemi di insegnamento, concetti filosofici, modelli commerciali etc) meriterebbero un profondo dibattito.Scopo di un brevetto è la concessione da parte di una collettività dello struttamento economico di una invenzione in temporaneo regime di monopolio in cambio dell'accrescimento del sapere umano fornito dai dettagli di quella invenzione.Tu mi dici ora una cosa che io non so ancora, ed in cambio per un po' mi comporto come se non me l'avessi detta.Però lo scambio dove essere equo: se mi dici una ovvietà, non ti do niente in cambio Infatti già ora non sono considerate brevettabili mere reinterpretazioni di tecnologia esistente. Tipo "Un puzzle più difficile perché privo di un pezzo": non ne ho visti in commercio e forse non sono mai stati fatti. Ma non sono ovviamente brevettabili.Lo scambio deve essere equo: se mi dici una intuizione frutto di un lampo di genio, ti riconosco il genio ma anche che non hai dovuto impegnare grosse risorse. Se mi dici fornisci l'implementazione di una intuizione che ha richiesto anni di apprendimento personale e di ricerca, ti devo riconoscere genio ed impegni profusi.Vent'anni sono tanti per una intuizione geniale, sono pochi per un programma trentennale di ricerca e messa a punto. Eppoi vent'anni a decorrere da quando?Per i farmaci ad esempio è prevista anche un "brevetto bis" (Supplementary Protection Certificate) che può arrivare a cinque anni. Adeguato in presenza di una seria sperimentazione di lungo periodo volta ad accertare eventuali controindicazioni, inclusi effetti sui bambini. Troppi per uno buttato sul mercato senza troppi accertamenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Brevetto = strumento inadeguato

        Lo scambio deve essere equo: se mi dici una
        intuizione frutto di un lampo di genio, ti
        riconosco
        il genio ma anche che non hai dovuto impegnare
        grosse risorse. E' vero, però le grosse risorse potresti doverle impegnare nel momento in cui volessi produrre tu la tua intuizione frutto di un lampo di genio.....
    • Anonimo scrive:
      Re: Brevetto = strumento inadeguato
      - Scritto da: Anonimo
      Secondo Edwardes la questione di fondo è
      piuttosto semplice. Bisogna individuare quale sia
      il corretto equilibrio fra un sistema che premia
      i brevetti "triviali", come quelli che hanno
      fatto perdere credibilità agli Stati Uniti, e un
      sistema "troppo rigido" che non riconosca
      adeguata protezione alle vere innovazioni.

      Invece secondo me il brevetto per il software
      proprio non si deve usare! Esiste il copyright.
      Il brevetto potrebbe anche permettermi di
      impedire agli altri di usare la mia invenzione.
      Un po' di sana concorrenza e' meglio del
      protezionismo becero.Lo dici te che uno strumento inutile : tanto quelli che ci mangiano sopra sono molto influenti ! @^
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