Crack HD DVD, AACS pronta a denunciare tutti?

Gli sviluppatori delle protezioni DRM sui nuovi dischi stanno studiando come agire legalmente contro chi ha diffuso l'ormai celeberrima chiave di decifrazione che si va diffondendo su mezza Internet
Gli sviluppatori delle protezioni DRM sui nuovi dischi stanno studiando come agire legalmente contro chi ha diffuso l'ormai celeberrima chiave di decifrazione che si va diffondendo su mezza Internet

Londra – AACS LA , gli sviluppatori del sistema anticopia integrato in HD DVD, hanno il dente avvelenato per la diffusione ormai senza controllo su Internet della chiave di decifratura delle protezioni DRM e si preparano a dar battaglia.

Ne ha parlato un dirigente di AACS LA alla BBC , alla quale ha spiegato che la ripubblicazione di quei codici non può essere considerato l’esercizio di un diritto all’informazione ma una vera e propria violazione di copyright.

Ed è per questo, sostengono i promotori di quella protezione già crollata numerose volte agli attacchi degli hacker, che è necessario valutare una iniziativa tecnica e legale contro chi ha pubblicato e diffuso quella chiave.

Sebbene AACS sostenga di aver già revocato la chiave , quell’informazione rimane utilissima per chi volesse violare le protezioni dei film HD DVD già in commercio, un elemento che non può essere sottovalutato dagli sviluppatori di quel DRM sul cui lavoro le major dell’intrattenimento stanno cercando di costruire un nuovo mercato.

Michael Ayers, che dirige la divisione business di AACS LA, ha dichiarato che “non abbiamo intenzione di interferire con il diritto delle persone di parlare di protezione dalla copia. Rispettiamo la libertà di parola. Possono discutere dei pro e dei contro, e sappiamo che alcuni criticano queste tecnologie. Ma quando vediamo che le chiavi vengono distribuite, e con loro i tool di aggiramento delle protezioni, Ci rendiamo conto che è stato superato il limite”.

Va da sé che perseguire legalmente chi ha pubblicato quella chiave sembra impresa impossibile: al momento su Google una ricerca restituisce più di 1,8 milioni di risultati, contro i 300mila di pochi giorni fa, segno della continua e rapida diffusione di quelle “informazioni sensibili”.

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06 05 2007
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